Adverse (2020) Il giustiziere del crick

Quando Mamma RAI presenta in esclusiva una prima visione di pura Z non puoi che battere le mani, e sbrigarti a registrarla perché già sai che presto scomparirà per sempre, com’è triste abitudine dell’emittente.
Così sabato 12 marzo 2022 il richiamo della Z è stato ascoltato sia da me che da Willy, che essendo Orbo ha potenziati gli altri sensi!

In prima serata Rai4 manda Adverse (che trovate ancora su RaiPlay, finché dura), di cui non si conosce altro tipo di distribuzione italiana.

Una nuova grande prima visione Z targata RAI

Scritto e diretto da Brian A. Metcalf, giovane e prolifico autore di filmacci temo ignoti alla nostra distribuzione, la vicenda ruota attorno ad uno stropicciatissimo Thomas Ian Nicholas nel ruolo di Ethan, uomo per bene ma incastrato dalle “cose della vita”.
Uscito di prigione in libertà vigilata, è costretto a seguire un terapeuta di ben poco aiuto, quel dottor Cruz che consente una breve comparsata ad un divertito Lou Diamond Phillips.

Quando Lou mette gli occhiali, vuol dire che sta per darti una fregatura

Ethan di mestiere fa l’autista per quelle società private tipo Uber, e ovviamente guida di notte: avete mai visto un film su un tassista di giorno? Solo che a guidare di notte si possono caricare in auto pessimi soggetti, tipo esseri amorfi che un tempo sono stati Mickey Rourke.

Pare che un tempo quell’essere là dietro fosse famoso…

Rourke, o ciò che resta di lui, interpreta il boss Kaden, uno che non ha mai preso un taxi in vita sua, stando all’entusiasmo con cui accoglie la prestazione di Ethan: pensa, lui ha indicato una destinazione e l’autista ce l’ha portato. Ammazza che autista!

Povero Kaden, evidentemente abituato ad autisti che lo portano in tutt’altra destinazione rispetto a quella richiesta (tipo “vada all’aeroporto” e invece lo portano al ristorante), ma finalmente ha incontrato un autista che va dove dice lui, quindi gli offre subito di lavorare per lui: giustamente non vuole lasciarselo scappare.

Ethan rifiuta, che lui è buono e non sgarra più, poi ha una sorella a cui badare, ed essendo questa una tossicodipendente, ladra e bugiarda diventa tutto più difficile. La ragazzetta, così giovane e già così criminale, deve a un tizio diecimila dollari – chiesti per aprire un’attività ma poi tutti finiti in droga, ammazza che sceneggiatura complessa! – e visto che Ethan ha da parte proprio diecimila dollari, guadagnati facendo il tassista (ma che tariffe ha?), pensa che pagare il tizio con quella cifra risolva tutto: non sa che gli strozzini sono noti per strozzare.
Jella vuole che il tizio lavora per Kaden, boss dalla curiosa filosofia: appena non paghi ti ammazza. Ora, io non mi intendo di malavita e strozzinaggio, ma se un boss mi presta dei soldi, io non glieli restituisco e lui m’ammazza, significa che non avrà mai indietro i suoi soldi. Kaden è un boss di quel genere: presta soldi a gente che poi ammazza immediatamente, quindi in pratica sta perdendo soldi in continuazione. Quanto potrà durare?

Rourke in una imitazione di Costanza senza baffi. «Bòniiiii»

Non riusciamo a dispiacerci per la morte della sorella del protagonista, visto che ci viene presentata come una ragazzetta così sballata e votata al massacro che sarebbe morta comunque di lì a cinque minuti, per qualsiasi altro motivo. Invece suo fratello Ethan la prende malino, e quindi scatta la vendettona.
Essendo un galeotto che vive nei bassifondi di una città americana, Ethan avrà sicuramente modo di procurarsi una o più armi… No, Ethan è un autista e quindi tutto ciò che conosce è legato all’auto: dunque diventa giustiziere della notte… armato di crick! (Lo so che tecnicamente non è un crick ma una semplice chiave smontaruota, ma crick fa più ridere.)

Ammazza i criminali col crick. (E se non muoiono?)

Ipotizzo, ma è solo una vaga supposizione, che Metcalf voglia raccontare una discesa agli inferi del suo eroe tragico, il quale dopo aver provato ad uscire dal gorgo del male vi rientra ma stavolta avendo il controllo della situazione, facendo un massacro di cattivi peggiori di lui così da uscirne più buono che pria. Se questa ambizione al noir classico è lodevole e apprezzabile, l’esecuzione è decisamente amatoriale. Un modo gentile per dire “cialtrona”.
L’autore evita accuratamente di mostrare qualsiasi tipo di violenza (non so se per evitare censure o per scelta personale), le luci fiacche rendono straordinariamente anonima ogni scena e il “massacro” scatena solo tanta ilarità nello spettatore: come può un personaggio maciullare la testa di tue tizi… e far tanto ridere?

T’ammazzo di risate!!!

Il problema principale è che Metcalf vuole farci credere che un tizio qualunque armato di un pezzo di metallo possa ammazzare tutti i criminali della città, un’intera organizzazione criminale radicata nel territorio spazzata via da un crick: non un colpo di pistola, non una reazione da parte dei criminali che muoiono da fermi, non un problema incontrato durante il percorso. Fino allo scontro finale con Rourke in cui perdono tutti, perché nessuno può portare a casa una bella scena girata con ciò che un tempo era Mickey Rourke.

Com’è chiaro, il bello del film sta proprio nelle risate liberatorie che si fanno in faccia ai vari personaggi, tutti tragici e recitati seriamente ma ridicoli fino all’eccesso. È quel tipo di serie Z che ti fa dimenticare i casini della giornata: due risate in faccia a Rourke sono meglio di qualsiasi droga.

Ringrazio Mamma RAI per questa deliziosa esclusiva e speriamo continui a distribuire serie Z ridanciana.

L.

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Informazioni su Lucius Etruscus

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15 risposte a Adverse (2020) Il giustiziere del crick

  1. Evit ha detto:

    Sono venuto qui attirato dal titolo e non sono stato deluso. 😄

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  2. Sam Simon ha detto:

    Boia in che condizioni è Rourke… Credibile giusto in The Wrestler visto come si è conciato! Costanzo senza baffi… X–D

    Il crick poi è pulito immacolato dopo essere stato usato per maciullare teste, vedo. Bene, bene, fare film violenti e non metterci il sangue mi sembra che possa portare soltanto ad ottimi risultati!

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    • Lucius Etruscus ha detto:

      Quando metti il sangue finto al computer, in post-produzione, càpita che le armi rimangano pulitissime 😛
      Ai tempi di “The Wrestler” tutti ci siamo stupiti di come stava messo male Mickey, invece era ancora un giovanotto gagliardo: nei diecimila filmacci che ha fatto in seguito è in declino verticale e temo non si fermerà mai 😛

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  3. Fabio ha detto:

    Lou “Capitan Diamond” Phillips,come mi piace chiamarlo,Rourke invece considerando che una volta all’anno assume una differente variante del suo volto ad opera del chirurgo,potrei fare fatica a riconoscerlo sul primo momento,dopo mi accorgo che e lui,e mi scorre un brivido lungo la schiena!😳

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  4. Lorenzo ha detto:

    Questo l’ho visto anch’io, beato te che ti ha fatto ridere, a ma ha fatto addormentare…

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  5. Cassidy ha detto:

    Ho come l’impressione che qui il regista abbia visto “Collaterall” di Michael Mann e abbia detto: “Anche io così! Anche io” solo che il risultsto è leggermente più sacedente, anche che Mickey Rourke fa spavento. Cheers!

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  6. Willy l'Orbo ha detto:

    Attendevo questa recensione a gloria e non mi ha deluso (e grazie per la citazione)! 🙂
    Ci eravamo già confrontati sul film e sulle sue follie, con la scena del massacro col cric da premiare con una “Z ad honorem”, quindi mi limiterò ad affermare che leggere il post mi ha fatto rivivere l’effetto liberatorio e ridanciano, che anche te hai sottolineato, del film, al termine tra l’altro di una giornata molto impegnativa, quindi lunga vita alla Z, sempre sia lodata!!! 🙂

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  7. Giuseppe ha detto:

    Come poteva avere diecimila dollari da parte? Semplice: da tassista furbo, con i clienti avrà fatto sempre il giro lungo (e dove c’era traffico, così il tassametro intanto correva)… Comunque credo che il primo a prendere il crick in testa, qui, sia stato Metcalf, visti i brillanti risultati 😛

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