The Ambulance (1990) L’ambulanza di Eric Roberts

Quando ho saputo che Michael Bay ha fatto un nuovo “filmone di pose al rallentatore” mi sono sentito male, e ho chiamato un’ambulanza: in attesa che arrivi quella di Bay, quella di Eric Roberts mi sembra un ottimo ripiego.

La rivista specialistica “GoreZone” (n. 26, primavera del 1993) ci informa che il film The Ambulance è stato proiettato per i critici nei primi mesi del 1989, senza poi riuscire a raggiungere né i cinema né l’home video né tanto meno la TV via cavo. Un film fantasma!
IMDb fa risalire all’ottobre 1990 l’uscita in patria americana ma (come vedremo) è facile non sia corretta come data, mentre in Italia ci ha pensato la Penta Video a portare il film nelle nostre videoteche con il titolo L’ambulanza, in data imprecisata: visto che appare sul canale a pagamento Tele+1 nella notte di domenica 19 novembre 1995, l’uscita in VHS risalirà a qualche tempo prima.

Il film fantasma che nessuno in patria voleva distribuire

Il problema principale di questo film è l’essere scritto e diretto da Larry Cohen, un autore specializzato in horror particolari, cioè non proprio horror, non proprio riusciti, non proprio scritti bene. Dopo Baby Killer (1974), Che fatica essere lupi (1981), Il serpente alato (1982), Stuff. Il gelato che uccide (1985), I vampiri di Salem’s Lot (1987) ma soprattutto dopo aver sceneggiato Maniac Cop (1988), alla notizia che Cohen ha appena girato un film su un’ambulanza assassina le riviste di cinema horror impazziscono.

«The Ambulance gioca con la nostra paura della professione medica.»

Così anticipa “Cinefantastique” nell’aprile 1991 (quando il film è in uscita), rivista a cui Cohen racconta che il soggetto del film gli è venuto in mente una volta che per un malore è stato caricato su un’ambulanza. «Ti senti totalmente indifeso, una volta caricato su una di quelle cose, non sai cosa ti siano iniettando in vena o cosa stiano facendo al tuo corpo: firmi quel foglio di carta e la tua vita non è più tua, sei sotto il controllo di qualcun altro. È la vulnerabilità assoluta.»
Da questo nasce l’idea di un’ambulanza particolare: una volta che ci sali… nessuno ha più tue notizie.

«Non è un film su un’ambulanza che gira da sola senza pilota, tipo La macchina nera (1977), Christine (1983), The Hearse (1980) o il Duel (1971) di Stephen Spielberg, che è l’originale, non è cioè una sorta di fantasma, qui abbiamo qualcosa di diverso. È più un film alla Hitchcock, una commedia con però la tensione. È come Kafka: tutti i personaggi sono un po’ esagerati, tutti sembrano far parte di una cospirazione.»

Soprassedendo sul fatto che il camion di Duel è guidato da un tizio (il fatto che non lo vediamo mai non lo rende un fantasma), queste parole di Cohen mi aiutano a capire meglio il film: sembrava una buffonata scritta male e recitata peggio, invece è volutamente uno stile hitch-kafkiano. Che è come guardare un orinatoio e pensare a Duchamp: sì, ma sempre un orinatoio rimane.

Il madornale errore di Cohen non è però l’aver fatto un film pessimo, ma l’aver fatto un film che non assomiglia a un horror neanche da lontano e passando di corsa: non esistono riviste dedicate al thriller hitch-kafkiano, esistono quintali di riviste dedicate al cinema horror, quindi il film viene totalmente ignorato non appena tutti si accorgono che è solo un pessimo thrillerino dozzinale che sembra televisivo.

L’unico aspetto horror del film: il protagonista!!!

L’approfondimento dei personaggi lo scrittore Cohen l’ha dimenticato sul comodino, quindi nel film tutti sono caratterizzati dalle proprie azioni, ed essendo tutti pazzi scatenati in pratica non esistono personaggi, solo macchiette.
Per esempio il protagonista Joshua Baker (un Eric Roberts dal capello che uccide), entra in scena molestando la prima ragazza che incontra per strada, tampinandola e inondandola di chiacchiere a lungo, finché lei capisce che l’unico modo di liberarsi di lui è farsi venire un coccolone e farsi portar via da un’ambulanza.

No, sto esagerando. La scena che apre il film possiamo riassumerla anche in altro modo. Joshua vede una bambola che ambula, inizia la carambola perché gli piace quell’ambulanza, finché la bambola non ambula più, portata via da un’ambulanza.

Mi piace la tua ambulanza, mi ci fai fare un giro?

Fallito il rimorchio ambulatorio, Josh va a lavoro… alla Marvel. Ebbene sì, il protagonista è un disegnatore di primo livello della Casa delle Idee, e parla con Stan Lee come fosse il meglio amico suo.

Mica tutti hanno Stan Lee come capoufficio…

All’epoca delle riprese di questo film (1988, plausibilmente) Stan Lee, appena rialzatosi dal fallimento della Marvel (1985), stava spingendo per la distribuzione di due film tratti dai suoi personaggi, Capitan America (uscito poi nel 1990 e più volte “inquadrato” qui) e Il Vendicatore (1989), purtroppo entrambi insuccessi anche a causa di una pessima distribuzione. Da anni ormai il cinema fornisce solo delusioni al povero Stan.
Lui stesso nell’autobiografia Excelsior! (2002) scrive:

«Sono sicuro che la gente si chieda come mai un pezzo grosso come me si limiti a fare piccole comparse. Dopotutto non ho avuto un ruolo importante in Generazione X [1995] di Kevin Smith? Non ho avuto un piccolo ruolo ne L’ambulanza [1988] di Larry Cohen? Ed è una mera coincidenza il fatto che nessuno di questi film sia stato un successo al botteghino? Se qualcuno volesse rovinare un film, chiami il mio agente: sono disponibile per ruoli importanti.»

Appena visto il faccione di Stan sono corso a citofonare a Cassidy, de “La Bara Volante“, il quale mi illumina sul fatto che Larry Cohen in quel periodo era interessato a fare un film sul personaggio a fumetti di Doctor Strange, quindi era in buoni rapporti con Stan Lee.

«Quello che ricordo bene è che le mani di Eric Roberts sono state “interpretate” da quelle di uno dei più grandi talenti della Marvel di sempre, ovvero Gene Colan (soprannominato “Il decano”), famosissimo per Howard il papero, “Tomb of Dracula” ma soprattutto per un lungo ciclo di storie sulle pagine di “Daredevil”.»

Ringrazio Cassidy per questa chicca.

A quanto pare non sono le mani di Eric Roberts, bensì la “controfigura” Gene Colan

Quando va in ospedale a trovare la bambola che ambula, scopre che non è stata portata in alcun ospedale: è letteralmente scomparsa nel nulla. Con pessimo gusto si apre una parentesi in cui il perfido dottore baffuto (Eric Braeden) spiega alla donna rapita che ora sperimenteranno su di lei procedure poco etiche di trapianto degli organi, e probabilmente non sopravvivrà. Perché questa spiegazione così immediata, che rende noiosa tutta l’indagine del resto del film, visto che noi spettatori già sappiamo ciò che i protagonisti impiegheranno un’ora a scoprire? Sicuri che funzionino così i film alla Hitchcock?
Se non bastasse la pessima sceneggiatura, arrivano pure i pessimi personaggi, tipo il detective Spencer (James Earl Jones).

Jones non ce la fa a prendere sul serio il suo inutile ruolo

So che ai giovani vedere di nuovo insieme Roberts e Jones non dirà nulla, ma parliamo di un film girato a ridosso de I migliori (Best of the Best, 1989), grande tormentone marziale dell’epoca, dove Roberts era il campione americano di taekwondo e Jones il suo allenatore. Lo so, sembra assurdo, eppure funzionava alla grande.
Per tutti i primi anni Novanta Julia era solo la sorella di Eric Roberts, divo marziale prestato ogni tanto al cinema “serio”.

Ogni volta che penso a I migliori scatta la lacrimuccia

Perché il detective Spencer mastica esageratamente la gomma, urla alla sua assistente e fa le facce strane? Mistero, come ogni altro aspetto del film: l’aveva detto Cohen, che voleva tutto kafkianamente esagerato. Così abbiamo tutti i personaggi esagerati in ogni loro agire: urlano, si agitano, ridono come scemi, corrono, saltano, fanno battute imbarazzanti e dicono stupidate a spron battuto. Siamo sicuri che sia questo lo stile kafkiano?
Intanto per le vie di New York c’è una vecchia ambulanza, stile Ghostbusters, che carica la gente per strada e la fa sparire, senza che nessuno se ne accorga. E senza che nessuno creda al povero Josh.

Chi chiamerai? L’ambulanza no, che ti si porta via

Potrei ipotizzare che in origine il progetto prevedesse il mostrare i turpi esperimenti condotti sulle vittime dell’ambulanza, così che si potesse considerare il film vagamente horror, ma qualunque cosa sia successa il risultato è che ogni violenza è assente: ci sono due tizi che girano in ambulanza a caricare la gente. Se il dottore baffuto ad inizio film non ci avesse parlato dei trapianti, non sapremmo mai il motivo.

Siamo solo due tipi che caricano la gente, tutto qui

Arrivato alla fine del film con niente in mano, solo un cumulo fumante di niente avvolto nel nulla, Cohen si rende conto che è una buffonata troppo vergognosa, anche per gli standard da videoteca del 1990, così decide di buttarla un po’ sull’azione: via dunque all’ambulanza assassina che rincorre Joshua per strada.
Quanto dev’essere impedito un eroe per farsi investire da un carrozzone per le vie di New York? Eppure l’ambulanza assassina decide di giocarsi gli ultimi minuti di film investendo la gente con estrema facilità, anche perché stranamente sono tutti furbacchioni come Joshua, che per sfuggire a un veicolo… corre al centro esatto di una strada vuota!

Ecco, Josh, bravo: corri al centro della strada…

Posso solo immaginare la faccia dei giornalisti di riviste horror che, dopo aver esaltato il nuovo lavoro di Larry Cohen, abbiano assistito a questo imbarazzante filmucolo vuoto, dove non solo non c’è alcun horror, ma neanche thriller, tensione o qualsiasi altra cosa. Ci sono solo due portantini che caricano la gente e la portano via. Fine. Non mi stupisce che nessun distributore lo volesse.

Se da una parte dispiace vedere Jones fare il pagliaccio, anche se per fortuna il suo ruolo è breve e inutile, dall’altra l’unica soddisfazione nel vedere oggi questo film è poter ridere in faccia ad Eric Roberts, che fa il piacione da sbarco ed è in un momento della sua carriera in cui può tirarsela da divo.
Certo, se avesse tirato due colpi di taekwodo avrei preferito, invece si limita a deambulare in giro: avrebbero dovuto chiamare il film “La deambulanza”.

L.

P.S.
Non posso resistere alla domanda di Cassidy: per caso abbiamo una comparsata di Larry Hama, creatore dei G.I. Joe, che all’epoca del film lavorava alla Marvel?

– Ultimi film con Eric Roberts:

Pubblicità

Informazioni su Lucius Etruscus

Saggista, blogger, scrittore e lettore: cos'altro volete sapere di più? Mi trovate nei principali social forum (tranne facebook) e, se non vi basta, scrivetemi a lucius.etruscus@gmail.com
Questa voce è stata pubblicata in Thriller e contrassegnata con , , . Contrassegna il permalink.

15 risposte a The Ambulance (1990) L’ambulanza di Eric Roberts

  1. Cassidy ha detto:

    Ho visto il film danese e il remake di Bay, forse mi sarei divertito di più con “La deambulanza”, il Mullet del Roberts giusto e la Marvel. Ti ringrazio per le citazioni e per il pronto soccorso al volo dopo i due film a sirene spiegate 😉 Cheers

    Piace a 2 people

    • Lucius Etruscus ha detto:

      Povero Stan Lee, costretto ad usare Eric Roberts come “aggancio” con il mondo del cinema 😀
      Da notare come all’epoca la professione di disegnatore di fumetti fosse vista un po’ maluccio, era ancora un mondo sotterraneo non proprio degno di rispetto dal largo pubblico 😛

      Piace a 1 persona

  2. Sam Simon ha detto:

    Povero Larry Cohen, delle buone idee in passato le aveva avute. Evidentemente qui non ne ha tirata fuori nemmeno una… A me fa ridere pure il titolo di questo film, mica mi mette paura!

    Piace a 1 persona

  3. Kukuviza ha detto:

    Non ho capito: Stan Lee quasi si vanta di aver fatto parte di sto filmaccio?

    Piace a 1 persona

    • Lucius Etruscus ha detto:

      La biografia è del 2002, quando ancora non aveva fatto diecimila apparizioni in filmoni miliardari, quindi credo che il senso sia il riferimento divertito al fatto che ogni volta che era apparso in video il film era andato male.
      Certo, era molto facile intuire che un film del genere sarebbe andato maluccio, visto che riesce a deludere tutti i pubblici 😛

      "Mi piace"

  4. Zio Portillo ha detto:

    L’idea di base che ha avuto Cohen è tragicamente vera. E’ capitato al sottoscritto di essere caricato su di un’ambulanza causa incidente. Due volte! Ma mentre la prima ero un mero passeggero, la seconda mi sono fatto male e vi assicuro che stare stesi, legati e doloranti su una barella dura e scomoda con due tizi che armeggiano col tuo corpo è terribile. Poi che Cohen abbia fatto un film terribile è un altro paio di maniche… Anzi di mani! (Ha-Ha!).

    Piace a 1 persona

    • Lucius Etruscus ha detto:

      Spero di non provare mai quella sensazione, e sicuramente le sensazioni provate da Cohen erano forti, il problema è che non ha saputo trasporle in un film, dove peraltro il punto di vista del paziente in ambulanza non viene MAI mostrato. Quindi fallimento su tutta la linea 😛

      "Mi piace"

  5. Willy l'Orbo ha detto:

    Sul titolo alternativo “La deambulanza”, applausi a scena aperta! 🙂
    Film che ho visto e a proposito del quale, pur essendo meno severo nel giudizio, condivido in sostanza le critiche: il tono esagerato e poco (o per nulla) horror me lo fa incasellare tra le delusioni, visto che all’atto della visione mi aspettavo una chicca. Se lo avessi visto dopo il tuo post, aspettandomi molto meno, sarei stato più clemente…potrebbe essere una tattica da sperimentare per farmi “tollerare” film di ardua digestione! 🙂

    Piace a 1 persona

    • Lucius Etruscus ha detto:

      Onestamente alla prima visione ho pensato semplicemente a una roba pessima, con attori fuori di testa, magari privi di guida da parte del regista, poi invece nella rivista leggo che era proprio così che Cohen voleva fare il suo film, in questo stile hitch-kafkiano che non c’entra niente con nessuno dei due autori citati: non è uno sbaglio, è Z pura al 100% 😀

      "Mi piace"

  6. Giuseppe ha detto:

    “La deambulanza”, eh? Meritatissimo come titolo 😛
    In effetti, anche se ambula la bambola tutto il resto poi s’imbambola e non riesce più a far tombola quindi il film poi capitombola 😀
    Mi ricordo di questo lavoro di Cohen, decisamente NON il migliore della sua carriera (ambizioni alte e risultati assai scarsi): l’unica parte che ancora oggi mi sentirei di salvare è quella fumettofila, comunque davvero poca cosa…

    Piace a 1 persona

  7. Pingback: Intervista ad Eric Roberts (2022) | Il Zinefilo

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.