[Bruce Willis] Survive the Midnight (2021)

Gli ultimi giorni di marzo 2022 un comunicato stampa ha informato il mondo dello spettacolo che Bruce Willis si ritirava dalle scene per problemi di salute, nello specifico a causa di una diagnosi di afasia i cui effetti influiscono sulla capacità di esprimersi: per un attore è decisamente un male invalidante.
Certo, rilasciare questo tipo di comunicato mentre tutto il mondo sta ancora discutendo dello schiaffo di Will Smith a Chris Rock, durante la cerimonia degli Oscar, non è stata una mossa astuta, o forse lo si è fatto apposta per rimanere un po’ sottotono, comunque con il passar dei giorni ci si è accorti della portata dell’evento. Sono uscite fuori anche notizie di difficoltà durante la lavorazione dei tanti film girati dall’attore nel 2021 e inizio 2022, titoli che ancora devono essere distribuiti e che quindi ci garantiranno ancora tante dosi di Bruno.

Credo sia l’occasione giusta per portare un po’ di più l’attore nel blog, in vista di una pagina riassuntiva che penso di chiamare Bruzionario, cioè il dizionario dei film Brutti di Bruce! (In pratica almeno il 70% della sua carriera.)

Già parliamo di film minuscoli, ma a volte si va nel mondo dell’invisibile, così ne presento almeno due per post, dato che non c’è poi molto da dire. È giusto un modo per conoscere titoli venendo informati sulla non-presenza di Bruce e la qualità del film, di solito scarsa.


Midnight in the Switchgrass
Caccia al serial killer

Dopo più di vent’anni passati a produrre film anche di grande spessore, Randall Emmett vuole giocare a fare il regista e ci regala questo Midnight in the Switchgrass, scritto da quell’Alan Horsnail che fa lo sceneggiatore solo per i più minuscoli proditti di Bruce.

IMDb ci dice che viene presentato al Gasparilla International Film Festival il 13 giugno 2021 e poi inizia a girare a luglio.
IIF lo presenta in DVD e Blu-ray dal dicembre 2021, e lo trovate su Prime Video ma solo a pagamento (per ora).

Sulla TV in chiaro è andato in onda in prima visione lo scorso 4 marzo 2022, su Rai4, già scomparso da RaiPlay.

Come le altre star decadute prima di diventare star, anche Megan Fox è entrata nel grande mondo della serie Z, non mi stupirebbe trovarla a girare fra Romania e Bulgaria a colmate l’enorme vuoto lasciato da Seagal: è in corso un ricambio generaZionale e Megan è in prima linea.
Qui interpreta una detective grintosa e determinata che opera sotto copertura, fingendosi prostituta mentre il suo collega Karl (Bruce) aspetta in auto con lo sguardo perso nel vuoto, come purtroppo capita spesso in questi tardi film del nostro Bruno.

Vai, Megan, sei pronta per i film d’azione in Romania

Mentre Megan fa di tutto per dimostrare alle amiche invidiose che è ancora giovane, intanto scopre dal detective Byron (Emile Hirsch) che c’è un rapitore di ragazze del posto che andrebbe fermato. Per anticipare un criminale del genere bisogna capire come lavora e fornirgli l’esca giusta: visto che rapisce ragazze giovani… Megan si fa rapire. Abbiamo capito, Megan, sei ancora giovane, grazie per non aver detto altro durante il film.
Intanto Bruce vaga nel vuoto, lì nelle vicinanze, rimanendo in pose abbastanza fisse e parlando il meno possibile: con il senno di poi, è difficile non pensare già ai primi sintomi della sua afasia.

Bruce nel suo consueto ruolo di “poliziotto-spalla”

L’unica particolarità di questo inutile filmucolo costruito tutto sulla giovane Megan Fox è l’avere una splendida fotografia, così che anche le lunghe scene allunga-brodo comunque abbiano il loro fascino. Penso che l’essere un produttore di alto livello abbia permesso al regista di raggiungere due professionisti di serie A come Duane Manwiller e Bradley Stonesifer, ed è solo grazie alla loro fotografia che questo film andrebbe ricordato.


Survive the Game

Come si fa a dirigere più di quaranta film e a rimanere ancora un semi-amatoriale? James Cullen Bressack ci riesce benissimo, e ci regala Survive the Game, sceneggiato da un passante.

Presentato in video nell’ottobre 2021, la Eagle Pictures lo presenta in DVD e Blu-ray dal febbraio 2002, e lo trovate su Prime Video ma solo a pagamento (per ora).

Di nuovo, Bruce è impegnato nel ruolo di buddy cop, il collega del protagonista, che mentre quest’ultimo fa tutto lui rimane in macchina a fissare il vuoto e a bofonchiare frasi inutili.

Bruce, ci sei? Sei connesso?

In teoria, la storia vede due detective sventare un traffico criminale, poi sparatorie, inseguimenti e alla fine i cattivi piombano a casa di un tizio e lo tengono in ostaggio: madornale errore, visto che l’uomo è distrutto dalla morte della moglie e non chiede altro di morire, quindi è il peggior ostaggio che esista.
Guardie e ladri si rincorrono dentro e fuori la casa, nel giardino, nelle vicinanze e si arriva alla fine, quando si conta chi è rimasto in vita.

Tutto questo in teoria, in pratica abbiamo solo un gruppetto di figuranti brutti, che non si sa sotto quale sasso li abbiano trovati, che vanno dove non si sa, che dicono robe senza senso, che corrono di qua, corrono di là, sparano non si sa a chi, poi mi sono addormentato, al mio risveglio, il giorno dopo, stavano ancora rincorrendosi tutti, e dopo una settimana finalmente il film è finito.

E intanto Bruce rimane seduto a fissare il vuoto…

Se nel titolo precedente almeno c’era un’ottima fotografia, qui non c’è manco quella: essendo un filmino amatoriale, girato probabilmente per scherzo, che bisogno c’è di figure professionali?

Sicuramente è una mia falsa sensazione, influenzata dal sapere della malattia di Bruce, ma in molte scene si ha la sensazione che si siano inventati varie scuse perché l’attore sia “sorretto” da altri attori, come se non si fidassero a lasciarlo troppo deambulare da solo. Sicuramente mi sbaglio, ma un pensierino maligno c’è scappato.

Buono qui, Bruce, ti reggo io

Un momento da ricordare è quando Bruce prigioniero deve soggiogare psicologicamente il suo carceriere, palesemente un ebete: è uno “scontro di cervelli” da morir dal ridere.
Poi scopro una distinzione semantica molto interessante. Un personaggio viene chiamato “depravato” e si offende, perché lui si definisce “pervertito”. Interrogato su quale sia la differenza fra le due parole, risponde che lui non va a letto con la propria sorella. È una sfumatura non da poco.

Le pose gagliarde, però, gli vengono ancora bene, forse va in automatico

In entrambi i film Bruce fa il “compagno silenzioso”, il poliziotto secondario che parla poco e si muove anche meno, con un minutaggio ridotto all’osso – anzi, già è tanto vederlo così a lungo in scena, addirittura una decina di minuti! – e un peso nella vicenda prossimo allo zero. Per fortuna è circondato da attori inutili e privi di qualsiasi carisma o interesse, quindi pure a stare fermo e muto Bruce si mangia la scena.

L.

– Ultimi film con Bruce Willis:

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Informazioni su Lucius Etruscus

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28 risposte a [Bruce Willis] Survive the Midnight (2021)

  1. Sam Simon ha detto:

    Il bruzionario può diventare una serie infinita di post!

    Avevamo parlato di questa tarda produzione di Willis, e in effetti snche RedLetterMedia ha fatto un secondo video parlando della cosa dopo la notizia dell’aphasia di cui soffre l’attore… :–/

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    • Lucius Etruscus ha detto:

      Penso che in questi giorni Bruce esploderà ovunque, nel web.

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    • Evit ha detto:

      Per me è RLM che l’ha fatto uscire allo scoperto ufficialmente dopo anni di voci di corridoio. L’annuncio di Bruce è arrivato poco dopo i video che approfondivano la serie di 40 film l’anno dove Bruce compare per 5 minuti e si fa suggerire le frasi con l’auricolare. Fino a quel momento quella la sua malattia era solo una voce non confermata (di cui quelli di RLM non erano a conoscenza nel primo video) ed è risaputo che in molti a Hollywood seguano il loro canale. Qualcuno l’avrà detto a Bruce e lui avrà pensato che era il momento giusto per annunciarlo prima che una schiera di gente da internet cominciasse a prenderlo in giro.

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      • Lucius Etruscus ha detto:

        Se Bruce avesse temuto il ridicolo avrebbe smesso di fare film da vent’anni, più probabile che sia l’antica tradizione hollywoodiana di andare a morire lontano da casa. Negli anni Sessanta Cinecittà era piena di divi alcolizzati che in patria non voleva più nessuno, o caratteristi come Lee Van Cleef che a Hollywood non trovavano lavoro manco come carpentieri, o bellocci inabili come Richard Harrison: facevano secchiate di filmacci inguardabili per chiunque li pagasse, e il ridicolo non è mai stato un problema, visto che i soldi aiutano a superarlo.
        Da molti anni era chiaro che Bruce non fosse più il Bruce di una volta, già negli ultimi anni Novanta non era più protagonista ma solo “eminenza grigia”, e visto che ha una famiglia numerosa, e poi in vista di una vecchiaia fra dottori e specialisti, ha scelto la Via di Seagal: cento filmacci l’anno che sommati non ne fanno neanche uno, ma vendono tanto e sono soldi in bocca.
        A parte un paio di pessimi Die Hard con il nuovo millennio Bruce fa SOLO comparsate, quindi semmai ad avere problemi è RLM che se ne è accorto solo adesso 😀

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      • Evit ha detto:

        La Via di Seagal 🤣🤣🤣🤣

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      • Zio Portillo ha detto:

        “Questa è la via!” – cit.

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      • Evit ha detto:

        Nella Via di Seagal ci sono a che delle ottime friggitorie.

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      • Sam Simon ha detto:

        Anche io c’ho pensato, la coincidenza sarebbe effettivamente molto grossa… però alla fine RLM ha un milione di subscribers, ha così tanta influenza? Specialmente dato che metà (e più) dei suoi contenuti si concentra sulla Z più nera del cinema? Io li adoro, sia ben chiaro, e secondo me sono stati bravi a fare un secondo video visto che comunque nel primo dicevano cose che, alla luce della notizia della malattia, adesso possono risultare un po’ ingiuste.

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      • Evit ha detto:

        Diciamo che non mi sorprenderebbe. Negli anni è già venuto fuori che molti a Hollywood li seguono, anche le sole ospitate celebri (il figlio di Landis, MacCalauy Caulkin o come si scrive, alcuni registi, etc…), che di sono trascinati fino a Milwaukee per il gusto di incontrarli possono fare un’idea. Non credo sia tanto il numero di iscritti in sé, quanto “chi” li segue del settore che conta.

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      • Sam Simon ha detto:

        Si si, sono d’accordo! Max Landis c’andò dopo che lo presero sonoramente in giro, tra l’altro (e prima degli scandali sessuali)…

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      • Evit ha detto:

        Sì, nei suoi cinque minuti d’oro prima che si rivelasse essere il solito stronzo privilegiato di Los Angeles 😄😄

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  2. Cassidy ha detto:

    Il Bruzionario avrò continui aggiornamenti, perché la lista dei film alimentari di Bruno è lunga. Ora gli auguro solo una serena pensione e si spera una salute a sostenerlo, possono toglierci Bruce ma non ci toglieranno mai per davvero Bruce 😉 Cheers

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  3. Evit ha detto:

    Quando parli di vuoto enorme lasciato da Seagal in Romania e Bulgaria intendi fisicamente, vero? Cioè proprio spazio che il suo corpo occupava. 😄

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  4. Zio Portillo ha detto:

    Ovviamente, umanamente, mi spiace per Bruce. L’afasia (da quanto ho capito) non è proprio una roba leggera e gli auguro serenità a lui e alla famiglia. Detto ciò, parlando cinicamente, il suo ritiro dalle scene è solo un bene per lui. Avrà meno soldi a disposizione ma non si coprirà più di ridicolo con produzioni micragnose.

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    • Lucius Etruscus ha detto:

      Se gli attori hollywoodiani a fine carriera (ma anche all’inizio) ci hanno dimostrato qualcosa, è che non esiste il ridicolo, esistono solo i soldi 😀
      Jim Carrey ha appena un annunciato un forse-semi-ritiro dalla scene e non mi sembra che il suo personaggio in “Sonic 2” sia più dignitoso di Bruce che fa il poliziotto per cinque minuti dei suoi dieci film l’anno 😛

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  5. Willy l'Orbo ha detto:

    Questa rubrica mi piace molto (se non erro fui io a darti la triste notizia), il nome Bruzionario ancor di più! Applausi! 🙂
    Il primo film l’ho visto e condivido in toto le tue opinioni, Survive the game mi manca ma credo che comunque il punto più alto sia la distinzione depravato-pervertito! 🙂
    p.s. stasera su La5 (addirittura!) c’è un film, Il libro di Henry, che in realtà non ho capito se può essere interessante o meno (è classificato come drammatico-thriller), io te lo segnalo poi vedi un po’ te che hai un occhio sicuro migliore del sottoscritto orbo! 🙂

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  6. Austin Dove ha detto:

    io MITS l’ho pure visto; cagata pazzesca, con la Megan che davanti a certe luci aveva una pelle orribile
    invece alla luce del ritiro di Bruce, il premo dell’ultima cerimonia dei Razzie Awards sembra leggermente di cattivo gusto…

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  7. Giuseppe ha detto:

    Il Bruzionario mi sembra quanto mai adatto 😉
    Riguardo alla tua falsa sensazione, temo non sia poi così falsa: semplicemente, il venire a conoscenza dell’afasia di Bruce ha gettato una nuova e triste luce sul perché di ruoli sempre più brevi e impacciati all’interno di filmetti sempre più scarsi e meno impegnativi (fino al punto in cui non è stato più possibile continuare a “fingere” in maniera credibile)…

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    • Lucius Etruscus ha detto:

      L’altra sera su un piccolo canale locale ho beccato “Nobody’s Son” (2001), minuscolo filmucolo con però comparsate di grandi attori, infatti in locandina c’è scritto Gary Oldman sebbene la sua apparizione sia più veloce della luce.
      Facciamo un salto di vent’anni e arriviamo ad “Adam Project”, in cui appaiono attori di prima grandezza in ruoli di cinque o forse dieci minuti: non mi sembra si parli di Jennifer Garner o Mark Ruffalo come attori malati o in declino. Semplicemente l’arte del “piccolo ruolo per pochi, maledetti dollari” è parte integrante della carriera dell’attore.
      Per questo da vent’anni nessuno ha sospettato che dietro la scelta di Bruce di fare cento film d’anno – visto che temo non gliene proponessero manco uno di serie A – fosse dettata da chissà quale dietrologia, semplicemente è un attore d’azione che non ha più l’età per fare McClane – e quando è tornato ha farlo sì che si è coperto di ridicolo – e quindi fa l’eminenza grigia, l’attore famoso che aiuta piccoli film.
      Solo guardando queste ultimissime produzioni lo si vede spaesato e nasce il sospetto che la malattia stesse affiorando, nei cento altri suoi filmacci del Duemila appare perfettamente in sé e il solito Bruce di sempre, identico a come recitava negli anni Ottanta: sorrisetto a mezza bocca e faccia alla Bruce Willis, a cui si vuol sempre bene 😉

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      • Giuseppe ha detto:

        Ovviamente (come è ovvio che il vero sospetto riguardo all’afasia venisse riguardo agli ultimi film, non pochi magari, ma pur sempre solo gli ultimi film: per il resto si ricade appunto nell’aurea regola del “piccolo ruolo per pochi, maledetti dollari”) 😉

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