[Multi-Recensioni] Tre DVD a zonzo

Come ogni giovedì ero pronto a presentare uno dei DVD presi negli anni su bancarella e disposti su uno scaffale apposito in attesa di recensione, ma stavolta ho scoperto che stavo raschiando il barile di brutto, con film troppo anonimi e vuoti per avere qualcosa da recensire. Quindi ho optato per una recensione multipla.


Documentarista saltuariamente prestato alla fiction, James Becket scrive e dirige questo Southern Cross che arriva nelle videoteche americane nel giugno 1999, e che potete beccare su piccoli canali locali italiani come Strategia di un omicidio.
Il titolo che riporta IMDb, Viaggio verso la verità, non so da dove venga, forse è un titolo alternativo di un qualche passaggio televisivo.

L’edizione DVD che ho trovato su bancarella è targata Edizioni Open Game, che è la prima volta che sento nominare.

Siamo a Santiago del Cile e l’animo da documentarista dell’autore lo spinge a mostrarci tanto le bellezze paesaggistiche locali quanto i problemi sociali, facilmente intuibili da una città basata sull’estrazione mineraria – o almeno così ci viene detto – dove quindi gran parte della popolazione deve la propria sussistenza alla compagnia mineraria di Felipe Solano: quando il tuo futuro dipende da Malcolm McDowell, sei messo proprio male.
Felipe è un tipo sbrigativo, non ascolta i cori dei minatori che si lamentano della scarsa sicurezza di una delle sue miniere, anzi si presenta di persona a dimostrare che quella miniera non crollerà MAI… infatti crolla subito, con lui dentro.
Il più dispiaciuto del fatale incidente è il braccio destro di Felipe, l’americano Carver (Michael Ironside), che ora rischia seriamente di ritrovarsi in mano le grandi ricchezze dell’estinto: quanta sofferenza…

Gli attori migliori con cui cominciare un film

Mentre parenti e soci in affari brindano alla dipartita del vecchio padrone, pronti a spartirsi i suoi milioni, esce fuori un erede inaspettato: l’illegittimo Philip Solano (Esai Morales), che è così illegittimo da avere il cognome di Felipe…

Il Solano che scoprì di essere figlio di Solano

A difendere i diritti di questo erede che tutti vogliono estromettere (anche con la forza) arriva l’avvocatessa Mariana Flores, interpretata per il nostro piacere dalla splendida Valentina Vargas, la “tentazione” di Adso ne Il nome della rosa (1986) e splendida cenobita in Hellraiser 4 (1996).

Valentina Vargas appena ristabilita dalle sofferenze di Hellraiser

Quella che segue ha più l’aspetto di una pessima telenovela, con colpi di scena buttati a caso e reazioni totalmente implausibili da parte degli interessati: in più punti sembra la parodia di una parodia, è come se stessero prendendo in giro le telenovelas del Trio.
Intanto si consuma la storia d’amore fra l’aspirante pianista Philip e la sua avvocatessa, a completare anche l’aspetto partenopeo della storia: isso, essa e ’o malamente. Mi sembra ovvio che ’o malamente sia Ironside.

È bello essere cattivi

Dispiace vedere questi nomi familiari impegnati in un qualcosa di così vuoto e noioso, non esistendo alcuna trama se non brandelli di telenovela buttati a caso, semplici scuse per girare la zona e magari prendersi gli incentivi dell’Ente del turismo locale.
Non si può neanche accusare Becket di aver fatto un filmaccio, perché si tratta di un onesto piccolo filmetto ben girato e ben recitato, solo che la vuota vacuità che lo pervade lo rende di una noia micidiale.


Una casa minuscola affida ad autori televisivi minuscoli un film nato per il piccolo (anzi minuscolo) schermo: Combustion, da non confondersi con l’omonimo spagnolo del 2013.

Trasmesso in patria il 29 novembre 2004, sono l’orgoglioso possessore del suo DVD italiano targato MHE 2007. All’interno c’è un foglio che fa risalire il disco alla collana da edicola “Il Club del DVD” (anno 3, n. 25).

Parlando del minuscolo mondo dell’invisibile, vi lascio immaginare un film che parli di “fuoco assassino” senza però avere i soldi per mostrare alcun fuoco, né tanto meno per chiamare un attore protagonista che sia un attore vero, e non un passante occasionale trascinato sul set contro la sua volontà.
Sto ovviamente esagerando, Joe Lando è un attore di lunga data: fa la comparsa sin dagli anni Ottanta, è uno dei più grandi non-attori di cinema e TV: ovunque non lo vediate, lui è lì.

Qui interpreta un consigliere comunale che ha capito tutto alla prima puzza, essendo un noto “puzzologo”: al primo sentore di gas, lui capisce al volo chi l’ha sganciata. In questo caso capisce che il perfido petroliere che sta sfondando la cittadina con le sue trivelle sta provocando anche perdite di gas molto pericolose. E ci voleva proprio il consigliere comunale volpone per capire che otto trivelle a pieno regime nel raggio di due chilometri forse potrebbero creare qualche problemino, visto che sono installate a due metri dalle abitazioni.
A salvare la situazione arriva Michael Gross, l’unico vero volto noto del film, nel ruolo del perfido petroliere infame, anche se sappiamo tutti cosa sta facendo: sta stanando i graboidi!

Come fate a non fidarvi di un sorriso così falso?

Come ogni altro “Meteo Apocalyse” che si rispetti ci viene raccontata ogni più minuscola vicenda personale di una famigliola protagonista, che i genitori forse si lasciano, forse no, che poi il figlio ci sta male, che si vergogna a portare la fidanzatina a casa che poi la madre chissà che pensa che lei invece è contenta e anzi le piace che… Oh, ma chi se ne frega? Purtroppo il film è tutto così.
L’ultimo minuto a qualcuno della troupe cade l’occhio sul copione e chiede al regista “Scusa, perché questo film si intitola Combustion?” Quest’ultimo si dà una manata sulla fronte: “È vero, ci siamo scordati il fuoco assassino!” Così buttano lì un’esplosione che non si sa che c’entri e fine del film.

Il film finisce decisamente con il botto

Se agli inizi del Novecento il mondo è stato cambiato dalla catena di montaggio di Henry Ford, agli inizi del Duemila il mondo del cinema televisivo è stato cambiato da un’altra catena di montaggio, quella dei “filmetti in serie”. Che siano catastrofici, thriller o romantici (questi gli unici tre generi accettati dalla TV americana, e quindi italiana), sono tutti film fatti in serie con il copia-e-incolla, assolutamente sovrapponibili gli uni agli altri. Però onestamente i catastrofici sono quelli che vengono peggio di tutti, perché parlano d’amore come ogni altro film americano (essendo un argomento economico) ma ti promettono ben altro, in locandina. Promesse da marinai, anzi da registi televisivi.


Chiudo con quello che in realtà è il primo film visto per questa rubrica, la cui vuota nullità mi ha spinto a rendere l’appuntamento uno e trino.
Oggi Michael Offer è un regista televisivo apprezzato e potete trovarlo nei crediti di tante grandi serie, ma anche i grandi cominciano da piccoli, e Offer ha cominciato dall’invisibile, dirigendo questa nullità dal titolo The Territorians, presentato dalla TV australiana il 9 settembre 1996.

Distribuito a livello internazionale nel 2006 dalla Monaco, su bancarella ho trovato questo DVD Digivision dal titolo Kalibro 32. Caccia al killer: capite che con un titolo così è stato facile raggirarmi e piazzare questa truffa. È stato come mettere “L’ispettore Derrick” nella categoria “porno”: sono brutti scherzi che non si fanno.

Anche qui, come nel primo film recensito, abbiamo sicuramente lo zampino dell’Ente del turismo locale, data l’elevata quantità di lunghe scene dedicate al paesaggio, ma ci dev’essere stato qualche disguido: di solito nei film si mostra il meglio della zona, non le parti più brutte e desolate. Di solito nei film ambientati in Australia vediamo paesaggi da sogno, che ti fanno venir voglia di andarli a visitare: qui ti fanno venir voglia di inviare degli aiuti umanitari.

Non vi viene voglia di partire subito per l’Australia?

Il film ci inganna subito perché viene trovato un escursionista morto nella sua tenda da campeggio così da sembrare un giallo, poi la polizia locale comincia ad indagare con l’aiuto del solito poliziotto “venuto da fuori” che entra in conflitto con i locali. Non lasciatevi ingannare da quanto ho scritto, è solo un mio riassunto lusinghiero, niente di tutto questo viene detto bensì lasciato all’immaginazione dei pochi spettatori rimasti svegli dopo un’ora di paesaggi.
Perché nella sterminata landa desertica in cui è ambientata la vicenda c’è una casa ogni mille chilometri, quindi tutti i personaggi devono spostarsi in continuazione: il telefono ancora non è stato inventato, perciò vediamo i poliziotti fare mille chilometri, raggiungere un tizio, chiedere “Dov’era lei ieri?”, e poi tornare facendo altri mille chilometri. Diciamo che le indagini hanno bisogno di un po’ più di tempo che in città.

Con questi tempi l’assassino morirà di vecchiaia prima di pagare per il suo delitto, ma per fortuna la noia ci fa piombare in una modalità di sonno criogenico e al nostro risveglio, mille anni nel futuro, il film è quasi a metà e non abbiamo perso niente.
A un certo punto per salvare le apparenze e innalzare la valutazione del film da “Intervallo RAI con pecore al pascolo” a “Episodio fiacco dell’Ispettore Barnaby” fanno apparire una pistola in mano al poliziotto che si annida sulle rocce, ma tanto ormai lo stato di catatonia in cui siamo caduti non ci fa domandare neanche a chi stia sparando.

Triste tentativo di salvare un film mai nato

Se avete problemi di insonnia, vi consiglio tutti e tre questi film, che potete vedere anche contemporaneamente tanto non disturbano: essendo tre film sotto vuoto spinto, anche visti in contemporanea funzionano allo scopo. Cioè sonnecchiare.

L.

Informazioni su Lucius Etruscus

Saggista, blogger, scrittore e lettore: cos'altro volete sapere di più? Mi trovate nei principali social forum (tranne facebook) e, se non vi basta, scrivetemi a lucius.etruscus@gmail.com
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16 risposte a [Multi-Recensioni] Tre DVD a zonzo

  1. Zio Portillo ha detto:

    Insomma, due su tre sono sponsorizzati dall’ente del turismo locale (cileno e australiano) e in mezzo alle panoramiche che mostrino le bellezze del posto, ci hanno incollato da una parte una telenovelas e dall’altra un giallo all’acqua di rose. In mezzo un “disaster” senza i disastri ma coi drammoni familiari, come la Z più spinta richiede.

    Ok per la recensione multipla, ma adesso vogliamo sapere quali sono i titoli “troppo Z per essere recensiti”.

    Piace a 1 persona

    • Lucius Etruscus ha detto:

      Sono questi! 😀 Non meritevoli di un intero post a loro dedicato, non essendoci gran che da dire, così li ho accorpati in un post trino. E così ho dato pure una bella sfoltita allo scaffale, anche perché ci sono le novità delle recenti bancarelle che premono per essere recensite.

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  2. Cassidy ha detto:

    Il post multiplo, l’ultimo rifugio di noi cacciatori di film e filmacci, ne ho anche io uno in programma perché per certi film è impossibile raggiungere una quota minima di parole senza iniziare ad utilizzare le parolacce. Se non altro bellissima rassegna di facce giuste, da Valentina ai due Michael, teniamoci almeno questo 😉 Cheers

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    • Lucius Etruscus ha detto:

      ahaha verissimo, durante la visione nessuna delle parole che mi venivano in mente era ripetibile 😀
      Su bancarella ho preso alla cieca dei DVD che vanno giù di Z così tanto che fra un po’ dovrò recensirne dieci alla volta 😛

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  3. Lorenzo ha detto:

    Più i film sono anonimi e più le tue recensioni sono spassose 😀

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    • Lucius Etruscus ha detto:

      Spero sempre in qualche scena matta, in qualche trovata così ridicola da poterla spernacchiare, ma i vuoti paesaggi e le trame anonime mi smontano: questo è il massimo che sono riuscito a tirar fuori da questi tre film. Che se non fosse per il periodo di febbre da accumulazione che sto vivendo avrei già fatto volar via dalla finestra 😛

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  4. Sam Simon ha detto:

    McDowell e Ironside… Piange il cuore a vederli così.

    Comunque a me viene voglia di andare in Australia anche con quelle immagini lì, dici che è un problema? :–D

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  5. Willy l'Orbo ha detto:

    Il post carrellata dello scaffale da bancarella Z? Ma questo è un sogno! 🙂
    Ogni giovedì riesci a estasiare le mie anomale papille gustative che si attivano quando percepiscono il brutto (che in questi tre film mi par di capire abbondi, insieme al nulla ammantato di vuoto), brutto che però con la tua arte, solerZia e ironia, trasformi in bello nei tuoi impagabili post! 🙂

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  6. Giuseppe ha detto:

    Grandissima offerta: tre film al prezzo di uno, dove non se ne salva nemmeno uno su tre 😀
    Però, a questi DVD in procinto di volare dalla finestra si potrebbe dedicare un’apposita rubrica… che so, qualcosa tipo “La finestra sul cortile” (con immagine introduttiva di cortile ingombrato da mucchi di custodie e dischi sparsi a terra) 😉

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