Sotto i colpi dell’aquila 1 (1992)

Io ero lì, quel venerdì 4 giugno 1993 davanti a Italia1, quando alle 20,30 ha mandato in onda Sotto i colpi dell’aquila, titolo balzano e immotivato – visto che per tutta la vicenda parlano di “artiglio dell’aquila”, non di “colpi” – che nascondeva un gioiellino marziale del 1992 che compie trent’anni, questo 2022: l’originale è uscito a dicembre e noi siamo ad aprile, ma vale lo stesso l’anniversario.

In quegli anni Italia1 ogni venerdì mandava in onda una perla marziale oscura, film di qualità spesso improponibile ma che facevano il botto di ascolti: prima della Grande Purga, che dalla seconda metà degli anni Novanta distrusse ogni gusto marziale nel nostro Paese, anche il più mefitico filmucolo dove ci si menava aveva l’onore della prima serata televisiva. Tanto che davo per scontato tutto quel ben di Dio che ho avuto l’onore di vedere in prima visione, ignorando il fatto che sarebbe tutto scomparso nel nulla per sempre, e che avrei perso decine e decine di film ormai dimenticati in lingua italiana.

Anche se è durato poco, è stato un canale pregno di tesori

All’incirca nel 1999 grazie ad un amico ho avuto accesso a Duel TV, cioè il canale satellitare di Stream in cui Mediaset riversava tutti quei filmacci d’azione che aveva in archivio, tutto oro che per un attimo ha brillato prima dell’oblio eterno. Ogni film che Mediaset trasmetteva poi lo bruciava, così che non si potesse mai più rivederlo in lingua italiana. Il mio accesso a quel canale è durato poco, ma per fortuna ho fatto in tempo a registrare un po’ di chicche, come appunto questo film: da qualche parte forse potrei avere ancora qualche combattimento registrato quel 1993, ma intanto qui uso le schermate di Duel TV.

Solo oggi scopro che la Medusa Video all’epoca ha presentato la videocassetta del film, con il titolo originale Talons of the Eagle, che non ricordo di aver mai visto nelle mie cacce in videoteca: alla prima occasione buona potrei regalarmela da eBay.

Un titolo pieno di graffi da artiglio d’aquila!

Proprio l’altro giorno ho parlato di James Glickenhaus, che come regista e sceneggiatore è pessimo ma in tutte le altre mansioni è un drago: lo dimostra il suo impegno produttivo nella Shapiro-Glickenhaus Entertainment, casa nata insieme al fenomeno dell’home video e che ha saputo intercettare la passione del pubblico delle videoteche per i filmetti di genere.
Mentre in veste da regista Glickenhaus non arriva neanche alla serie Z, come produttore i suoi titoli potrebbero addirittura ambire alla serie B, visto che fra thriller, horror e azione (marziale e non) sono tutti prodottini con anche nomi famosi che sono perfetti per il loro tempo.

Nel 1992 affida al giovane Michael Kennedy, oggi prolifico regista televisivo, il compito di gestire due star marziali di prima grandezza. Non è un compito facile, ma Kennedy ha appena finito di dirigere The Swordsman (1992) con Lorenzo Lamas: dopo aver diretto Lorenzone, tutto il resto è una passeggiata di salute.

Sotto le spalline dell’aquila!

La prima star marziale è quella dinamite nera di nome Billy Blanks, re incontrastato dell’esplosione marziale dei Novanta, con il suo metro e ottanta per la Questura che però percepito sono almeno due metri e mezzo. E due metri sono solo le gambe!

Quando Billy Blanks tira un calcio non si vede mai la fine della gamba

Con la morte del genere marziale si è buttato suil’insegnamento di uno stile ginnico-marziale da lui creato, il Tae-Bo, e credo abbia fatto molto più successo che come attore di filmetti marziali, ma il cuore di tutti noi fan dell’epoca rimane a quando menava la gente in video con facce deturpate in espressioni assurde.
Ogni tanto provavano a mettergli in mano una pistola, ma non è mai stato quel tipo di eroe d’azione.

Lascia stare, Billy, le pistole non fanno per te: fai più male coi calci

La seconda star viene dal Libano e in poco tempo ha conquistato videoteche e palinsesto di Italia1: Jalal Merhi non aveva il fisico muscoloso da eroe hollywoodiano né alcuna capacità recitativa, ma quando iniziava a far volare le gambe tutto gli era perdonato.
Il detective Tyler Wilson (Blanks) e Michael Reed (Merhi) sbarcano a Toronto per sgominare la mafia cinese: che altra trama vi serve per il vostro nuovo “strambi sbirri di menare” preferito?

Gli sbirri sono strambi e sono pronti a menare

Ricordo che l’espressione “Strambi sbirri” l’ho presa da Cassidy: io l’ho “specializzata” in “Strambi sbirri marziali“.

Nel 1991 la Filmauro aveva portato in Italia un film biografico leggermente romantico intitolato Ferro & Seta (1990), in cui l’americano Mark Salzman interpretava se stesso nel raccontare la sua vita di insegnante a Pechino. Qui l’uomo diventa discepolo di un maestro di kung fu locale, Pan Qingfu, e anche lui interpreta se stesso.
Dopo mesi di trailer in cui quotidianamente Pan Qingfu eseguiva delle tecniche marziali, seguiti dalla visione dell’ottimo film, mi hanno fatto fare la conoscenza di quel Pan Qingfu che poi appare – sempre nel ruolo di se stesso – come maestro dei due strambi sbirri della vicenda.

Pan Qingfu è scomparso nel 2017 proprio in quel Canada in cui è ambientato e girato questo film.

Un vero maestro dell’epoca

I due strambi sbirri sanno già lottare ma sono troppo rozzi, e per il loro piano devono sviluppare abilità particolari, come per esempio la tecnica segreta dell’Artiglio dell’Aquila, così segreta che Pan Qingfu la insegna a chiunque passi da quelle parti.
Uno si aspetta che un’antica e “segreta” tecnica marziale richieda parecchio tempo per essere appresa bene, invece ai due nostri eroi basta qualche giorno sulla spiaggia per apprenderla: in fondo la tecnica permette loro semplicemente di graffiare l’avversario, forse il suo nome roboante è un po’ ingannatore.

L’antica tecnica del “Guarda che ti graffio, eh?”

Tutta la prima parte della trama è solo una misera scusa per mostrare allenamenti marziali in località balneare, trovata che piace sempre a noi fan marziali: che volete farci, ci comprano con un niente.

A me basta molto meno per apprezzare un film marziale

Quale sarebbe questo astuto “piano” machiavellico studiato dai due strambi sbirri? La loro missione consiste nello sventare l’attività criminale mafiosa del perfido Mister Li (interpretato come sempre da James Hong, e come ti sbagli?), che uno dice Toronto e pensa subito alla mafia cinese.

James Hong è ovunque, anche a Toronto

Mister Li è inavvicinabile grazie a un esercito personale di fenomenali lottatori, comandati dalla montagna umana Khan, cioè il consueto e immancabile tedescone Matthias Hues, l’unico all’epoca in grado di superare in altezza Billy Blanks, infatti i due torneranno a lavorare insieme.

Per proteggere Li non serve un grande lottatore, ma un lottatore grande

Khan ha così tanti muscoli che non ha più spazio dove metterli: dopo mangiato per digerire si fa prendere a pugni sulla pancia, e l’Alka-Setlzer… muta!

Più forte, che oggi a pranzo avevo la peperonata

Visto che Mister Li perde guardie del corpo in continuazione, ogni tanto organizza dei tornei marziali per scegliere nuovi effettivi, così i nostri due eroi si presentano, sfoggiano l’Artiglio dell’Aquila ed entrano nell’esercito personale di Li. No, o meglio: questo era il piano ma poi J. Stephen Maunder (sceneggiatore specializzato in filmetti marziali del periodo) cambia tutto e fa entrare gli strambi sbirri sotto copertura in altri modi. Quindi tutta la prima parte del film è stata inutile!
Il lavoro sotto copertura va come deve andare, non è certo la parte poliziesca del film che ci interessa: quando entra in scena Eric Lee per una comparsata dimentico ogni risvolto di sceneggiatura. Lee era ovunque all’epoca e i film coreografati da lui erano decisamente i miglior in circolazione.

Il piccolo grande maestro del cinema marziale anni Novanta

Scoperti, i nostri due eroi cominciano a menare tutti quando in realtà menavano tutti pure prima di essere scoperti. Avete capito che qui la trama è solo una mera scusa per mostrare combattimenti marziali al bacio, in un’epoca in cui si richiedeva grande bravura dagli attori: in un film del genere, interpretato dal meglio che le palestre di Los Angeles potessero offrire, a un ciocco come Keanu Reeves avrebbero fatto fare il barista sullo sfondo. Oggi invece è considerato un divo d’azione.

Le gambe di Jalal sono pura poesia

Il film va giù liscio e si fa perdonare tutti gli ovvi difetti di sceneggiatura e recitazione, giusto per citare le pecche più evidenti, ma Kennedy si dimostra un regista ispirato che soprattutto ha capito quale sia lo stile marziale che piace in quel periodo: muscoli oliati, urli e tecniche esplosive al rallentatore. Il resto rimane in secondo piano.
Ah, e non dimenticarsi di onorare il santo patrono fondatore del genere, cioè Van Damme. Qui Billy Blanks calcia un bidone di benzina in una scena presa para para da Double Impact (1991): bene, bravo, sette più. Si copia sempre dai migliori.

Ogni scena copiata dal Van Damme dei tempi d’oro è una scena ben riuscita

Talos of the Eagle a me sembra ringiovanito, malgrado i suoi trent’anni di vita, forse perché è un film onesto che parla alla pancia degli spettatori dell’epoca, senza maschere o ipocrisie. È un film di genere, è un film di arti marziali orgoglioso d’esserlo, con due ottimi protagonisti in splendida forma e caratteristi al bacio, il tutto innaffiato da combattimenti a pioggia. A noi fan marziali ci si compra con poco.

Auguri anche all’Artiglio dell’Aquila, la tecnica “segreta” più inutile mai apparsa in video.

L.

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15 risposte a Sotto i colpi dell’aquila 1 (1992)

  1. Cassidy ha detto:

    Che meraviglia, questo era uno di quei film che mi faceva impazzire da bambino, tutte le facce e gli atleti giusti che poi avrei visto e rivisto in tanti mitici film, ben felice di aver ispirato la tua deriva marziale, questa rubrica con logo fighissimo, mette in chiaro che arriveranno tanti altri dei miei prediletti, dritti da quel periodo illuminato del piccolo schermo, che figo non vedo l’ora! 😀 Cheers

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    • Lucius Etruscus ha detto:

      Era il momento di portare la marzialità ad anni più vicini a noi, un salto ventennale che serve anche a festeggiare questo mitico film, colpevolmente inedito in DVD italiano.
      Ogni venerdì Italia1 ci regalava oro marziale, filmetti volanti con poche pretese ma tanti combattimenti, urli e calci volanti: cosa chiedere di più? ^_^

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  2. Evit ha detto:

    E guarda che trattamento speciale da parte della mitica Vinegar Syndrome! Uscito da poco:
    https://vinegarsyndrome.com/products/talons-of-the-eagle-vsa

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  3. Lorenzo ha detto:

    I capelli di Billy Blanks sono da corte… marziale 😀
    Scherzi a parte, penso di averlo visto pure io ai tempi, anche se potrei confondermi con film simili interpretati dagli stessi attori. Il biondo coi capelli lunghi ad esempio saltava fuori spesso.

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    • Lucius Etruscus ha detto:

      Matthias Hues se li è fatti tutti, i film marziali anni Novanta: non era molto agile né molto marziale, ma coi suoi due metri di muscoli tedeschi dai capelli lunghi era un animale da film insostituibile 😛

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  4. Zio Portillo ha detto:

    Anch’io come Lorenzo credo di averlo visto all’epoca ma ammetto che posso pure confondermi con pellicole simile visto che Blanks e Hues ne hanno fatte parecchie… Che poi io c’avevo pure DUEL ma credo di averlo visto due volte in croce perché passavano sempre film visti e stravisti. A pensarci adesso mi viene da piangere!

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    • Lucius Etruscus ha detto:

      All’epoca anch’io potevo fare il “difficile”, c’era così tanta roba che Duel TV mi sembrava spesso del “riciclo” poco ispirato, ma con il senno di poi è stata l’ultima scintilla Mediaset, prima del buio totale.
      Per fortuna di nascosto l’emittente ha rilasciato molti film marziali dell’epoca a piccole case di DVD che li hanno salvati dall’oblio, tranne purtroppo questo titolo.

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  5. Willy l'Orbo ha detto:

    Adoro!
    Film e post che, a braccetto, trasudano marzialità e “miticità” da tutti i pori! 🙂
    L’ho visto e lo rivedrei a getto continuo: muscoli, gambe tendenti all’infinito, allenamenti sulla spiaggia, azione costante…hai proprio ragione, basta poco per comprarci! 🙂

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    • Lucius Etruscus ha detto:

      A vedere questo film appare chiaro come basti davvero pochissimo per soddisfare a pieno i fan marziali, o anche solo “il popolo delle videoteche”, che si dice oggi si sia riversato nelle piattaforme, eppure neanche quel pochissimo riescono a fare.
      Magari sarà stato un periodo d’oro irripetibile, in cui uscivano fuori film a pioggia tutti con grandi atleti, ma possibile oggi siano tutti spariti gli atleti? Possibile che fra le decine e decine di filmacci inguardabili presenti nelle varie piattaforme è impensabile averne qualcuno d’azione con un bravo lottatore protagonista? E’ pieno di horroracci fetenti, thrillerini dozzinali e romantichelli improponibili, è così difficile buttarci in mezzo pure qualche titolo d’azione marziale? Boh…

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      • Willy l'Orbo ha detto:

        Purtroppo condivido in pieno la tua amara incredulità…ma non disperiamo, sperando in future chicchine marziali a sorpresa! 🙂

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      • Giuseppe ha detto:

        Per soddisfare i fan marziali bisognerebbe ricordarsi che esistono ancora, i fan marziali, e le piattaforme purtroppo dimostrano di avere la memoria cortissima (salvo smentite) a riguardo. Personalmente, poi, non credo che oggi siano tutti spariti gli atleti… E’ sparito, quello sì e da troppo tempo, il periodo in cui erano giustamente ricercati SOLO per quello che sapevano fare e questo NON prevedeva certo il “recitare” a fianco di un protagonista non marziale, magari dovendogli pure insegnare i rudimenti del mestiere per quei ruoli che loro avrebbero affrontato mille volte meglio, come minimo. Molto saggio Billy Blanks ad essersi dedicato in pianta stabile al suo Tae-Bo: ce lo vedo proprio poco a tornare sul set oggi solo per fare da comparsa o, ancora peggio, da spalla a qualche attore marzialmente impedito (perché andrebbe certo a finire in questo modo, non c’è Artiglio dell’Aquila che tenga)… 😦

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      • Lucius Etruscus ha detto:

        Peccato non sia finito nel giro di interviste di Scott Adkins ai maestri dei Novanta, i quali tutti testimoniano come la scomparsa del cinema marziale “indipendente” (cioè a basso costo) li abbia costretti a cercare altre strade, non sempre con uguale successo.
        Netflix, Prime, Disney+, puoi cercare a lungo, troverai film inadatti alla vita umana, produzioni indipendenti che meriterebbero la Corte dell’Aja per violazione dei diritti umani, ma di arti marziali al massimo qualche pessima sgommata che puzza e basta. Dopo più di vent’anni e molteplici tentativi il cinema marziale è ancora vietato al grande pubblico.

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