Borg Queen (4) Unimatrice Zero


Un’altra Regina per sempre

Il 15 marzo 2002 il “Rosie O’Donnell Show”, condotto per l’occasione da Caroline Rhea, ospita prima William Shatner e poi Susanna Thompson: una spremuta di Star Trek! A vedere la puntata è chiaro che il mondo dell’intrattenimento non ha molta stima delle serie di fantascienza: addirittura Shatner dimostra di non seguire le nuove serie Trek. Per avere un impatto ancora di più forte di quanto gli universi narrativi siano considerati spazzatura da “quelli fighi”, basta seguire l’intervista di Jery Ryan al “The Late Late Show with Craig Kilborn” (1° novembre 2001), quando le viene chiesto se interpreta una Borg come se fosse una malattia venerea.

Tutti gli infedeli avranno modo di conoscere meglio i Borg, una volta assimilati

Sarebbe bello poter dire che ora non è più così, che ora finalmente tutti hanno capito che gli anni Ottanta sono finiti, i nerd hanno vinto e gli idoli dello sport e della musica non sono più fighi, anzi semmai idoli tossicodipendenti da non imitare, invece il gusto è ancora quello, visto che in anni recenti il comico britannico Bill Bailey ha spiegato in TV che suo figlio non si chiama Dax in omaggio all’indimenticato personaggio di “Deep Space Nine”, davanti all’indifferenza generale più gelida. La fantascienza è ancora vista come roba stupida per nerd.

Lasciate credere ai musicisti e agli sportivi di essere ancora loro i fighi…

Torniamo a Susanna Thompson, che mi piace ricordare aver partecipato alla prima stagione di “X-Files” (episodio 1×09, 1993, recensito da Sam Simon).

In quel “Rosie O’Donnell Show” davanti a Shatner l’attrice ricorda il suo “filotto” con Star Trek, avendo partecipando a tutte e tre le serie moderne. In “The Next Generation” è stata la perfida romulana Varel nel delizioso episodio 5×24 (1992) ed è apparsa pure nello “schizzato” 6×21 (1993); in “Deep Space Nine” è stata la dottoressa Kahn nell’episodio 4×05 (1995), dove mette a dura prova la censura televisiva con il suo bacio saffico a Dax: e Ellen Degeneres muta, che lei bacerà Laura Dern in TV solo due anni dopo.

Il bacio che ha scandalizzato il Quadrante Alpha

Nel 1999 sostituisce Alice Krige nel ruolo di Regina Borg in “Voyager”, come abbiamo visto. Dieci anni dopo, nel 2009, ha lavorato alla miniserie “Kings” nel ruolo della Regina Rose Benjamin, mentre dal 2012 al 2020 è apprezzato membro della serie “Arrow” nel ruolo di… Moira Queen. Insomma, una volta Regina, Regina per sempre.


La verità dietro Sette di Nove

Se già il rapporto fra le due attrici protagoniste di “Star Trek: Voyager” non era idilliaco, dopo due anni la situazione fra la capitana Kate Mulgrew e l’ex Borg Jeri Ryan non è migliorata. «L’anno scorso potremmo aver esagerato un po’ con gli episodi incentrati su Sette di Nove, quest’anno abbiamo cercato di essere più equilibrati». A parlare è Rick Berman, storico produttore di Star Trek che intervistato da “Cinefantastique” (ottobre 2001) ammette che nella sesta stagione (1999-2000) in pratica la serie avrebbe dovuto chiamarsi “Star Trek: Seven of Nine”. Mi pare ovvio che il personaggio della bionda e formosa Borg garantisse grandi ascolti alla serie… ma in realtà c’è dell’altro.

La rivista “Starlog” n. 285 (aprile 2001) ci rivela un pettegolezzo bollente: al momento dell’uscita della rivista l’attrice Jeri Ryan è data per “romanticamente coinvolta” con il produttore e sceneggiatore Brannon Braga: ecco perché Sette di Nove ha avuto così tante ottime storie nella serie, al contrario degli altri personaggi fin troppo lasciati sullo sfondo! (L’attrice divorzia dal marito John Ryan nel 1999, quindi con Braga non era una storiellina: era vero ammmòre!)

Brannon Braga e Jeri Ryan: ecco perché così tanti Borg e Sette di Nove in “Voyager”

Secondo voi, di cosa potrà mai parlare il nuovo doppio episodio di “Star Trek: Voyager”? Che domande: di Sette di Nove e di Borg.

Unimatrix Zero è diviso in due parti: la prima quel 24 maggio 2000 chiude la sesta stagione lasciando in sospeso tutti i fan, che dovranno aspettare l’inizio della settimana stagione, il 4 ottobre successivo, per sapere come finiva la storia. In Italia esce nel giugno del 2004.


L’ammmòre Borg

Anno 2376. È passato un anno da quando Sette di Nove le è scappata da sotto le mani ma ora la Regina ha altro a cui pensare: sta cercando di estorcere informazioni ad alcuni droni riguardo a qualcosa che si chiama Unimatrice Zero, senza però alcun risultato.

C’è chi smonta i Lego, la Regina smonta i droni

Più smantella droni, più stacca teste, meno informazioni ottiene.

«Ahimè, povero Yorick!» (Amleto, atto 5, scena prima)

Invece Sette di Nove scopre tutto semplicemente sognando, attività che le è poco familiare. Nei suoi sogni accede a questa Unimatrice Zero, un posto in cui tanti Borg vanno a rilassarsi, dove possono essere sé stessi, privi cioè di impianti, e dove possono ritrovare l’individualità persa quando sono stati annessi alla Collettività. Non chiedetemi di più, perché Brannon Braga era troppo distratto da Jeri Ryan per scrivere qualcosa di anche solo vagamente accettabile.

«Avevo la tua età quando sono stata assimilata: anche io ero preoccupata, ma quando ho iniziato a sentire gli altri, a sentire i pensieri, ogni paura è scomparsa.»

Brannon ormai perde colpi: quindi ora la Regina dell’intera Collettività Borg è una tizia qualunque che è stata assimilata da ragazzina? Braga stesso nelle precedenti interviste parlava di una Regina creata appositamente, ora invece esce fuori che è un processo democratico? Si diventa Regina per acclamazione o cosa?

Un giorno anche tu, ragazzino, potresti diventare Re dei Borg, tanto ormai vale tutto

Già all’epoca l’angolo della posta delle riviste di fantascienza era sommerso da lettori che chiedevano conto degli sfondoni che questo episodio regala a piene mani, con i giornalisti che cercavano di spiegare come fosse inutile farsi domande.

Che cosa riempia la mente di Braga è chiaro, visto che qui Sette di Nove conosce un risveglio sessuale che la spinge tra le braccia del mollicone che conosce in Unimatrice Zero: il galletto Brannon è troppo occupato a descriverci i turbamenti erotici dell’ex Borg per andare a controllare una qualsiasi Bibbia di Star Trek, così da evitare di riempire l’episodio di errori sempliciotti.
Per esempio su “Cinefantastique” un lettore chiede come mai in Unimatrice ci sia una tizia assimilata durante la battaglia di Wolf 359 quando in quell’evento l’unico Cubo Borg presente viene distrutto: da dove è arrivata ’sta tizia? Il curatore dell’angolo della posta si limita a rispondere che gli autori se ne sono dimenticati: in fondo è solamente il loro mestiere, aggiungo io, per cui sono molto ben pagati…

Stavolta la Regina è stata abbandonata dal suo sceneggiatore

Intanto Janeway chiede al Dottore di prepararle un virus che ammazzi tutti i Borg: fatto. Ah, già fatto? Era così facile? Perché non ci hanno pensato tipo dieci anni prima, così da risparmiarsi qualche milione di morti? Così, certe cose ti vengono in mente solo dopo.

Col virus in tasca, l’equipaggio della Voyager fa a botte per offrirsi volontario e andare a morire ammazzato al cospetto della Regina: appena mettono piede sul Royal Cube, vengono fatti prigionieri e borgizzati. Tranquilli, faceva parte del piano.
Fatemi capire, Sette di Nove passa la sua intera vita con delle robe in faccia e una mano mezza inguaiata perché è impossibile toglierle gli impianti Borg, invece tutti gli altri personaggi diventano Borg e tornano umani ogni tre per due, senza alcun problema. La volta scorsa ci hanno mostrato gente a cui veniva segato via un braccio per impiantare roba Borg, ma poi ai nostri eroi non succede niente e diventano Borg o umani a seconda di come si svegliano quella mattina.

Il “colpo di scena” che chiude la sesta stagione: la capitana borgizzata

Il piano machiavellico della Janeway è di rimanere umana nella sua borgitudine – non si sa come e non si sa come faccia la Regina a non sentire che non sono stati assimilati – così da piazzare il virus e ammazzare tutti i Borg.
Intanto la Regina ha trovato l’Unimatrice Zero e ci si presenta: perché lei rimane Borg mentre tutti gli altri in quel posto tornano umani? Ha appena detto che lei è nata umana, perché rimane Regina?

Brannon Braga è troppo occupato a spupazzarsi Jeri Ryan per impegnarsi a scrivere una storia vera, quindi la parte migliore del doppio episodio… è andarsi a leggere la stroncatura del romanziere Keith R.A. DeCandido, sul sito della casa editrice Tor Books. Lo scrittore fa notare come ormai la Regina sia diventata un cattivo da fumetti, ci manca solo che agiti il pugno in aria mandando improperi ai buoni. Che fine ha fatto lo spaventoso essere visto in precedenza?

Tranquilla, capitano: non è un Cubo Borg, è la Casa delle Libertà

Non serve elencare qui la mole imbarazzante di errori e sfondoni identificati da DeCandido, in pratica ogni singola parola pronunciata in questo doppio episodio va in contrasto con quanto detto in precedenza, segno che Brannon Braga proprio aveva altre cose per la testa e nessuno della produzione ha trovato il coraggio di chiamare un qualsiasi stagista per correggere la mole di errori che il copione presenta.
La Regina che chiude gli occhi e fa attivare l’autodistruzione del suo Cubo è un atto di pura misericordia, per evitare altre umiliazioni.

Voglio la testa di Brannon Braga!

In un’intervista presente nei contenuti speciali della serie l’attrice racconta che è tornata a indossare i panni di Regina solo mettendo in chiaro che voleva delle pause durante le lunghe ore di riprese, visto che la volta precedente aveva trovato l’esperienza fisicamente massacrante.

Per finire, segnalo la recensione di Sam Simon della prima e seconda parte di questo doppio episodio.

(continua)

L.


– Ultimi post su Star Trek:

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18 risposte a Borg Queen (4) Unimatrice Zero

  1. Cassidy ha detto:

    Tira più un pelo di Borg che una Bibbia di Star Trek. Brannon Braga ha sbragato, ancora oggi sette di nove combatte con gli impianti ma Janeway resta umana pur assimilata, senza logica avrebbe detto Spock, se non altro se ne sono accorti di aver infilato un po’ troppe puntate con Sette di Nove nella serie, appena appena proprio 😉 Cheers

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    • Lucius Etruscus ha detto:

      In fondo è la regola fissa di Star Trek dal 1988: ogni singolo episodio deve avere protagonista Picard e Data, con qualche piccola concessione ogni tanto, facendo finta che esistano altri personaggi quando è chiaro che non è vero. In “Voyager” quindi abbiamo Janeway e Sette di Nove, che è l’esatto equivalente. Poi Picard ha preso il sopravvento e quella barzelletta di serie chiamata “Picard” parla solo di lui, tanto che risulta immotivato qualsiasi riferimento a Star Trek, visto che non si parla MAI di Star Trek, SOLO di Picard 😀
      Il problema è che di solito in “Voyager” la formula “capitano umano + personaggio robotico” trova un sacco di contraltari e si riesce ad equilibrare (infatti è la mia seconda serie preferita, dopo DS9), mentre in questo doppio episodio Braga ha davvero sbragato, occupato com’era a spupazzarsi la Borg 😛

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      • Lorenzo ha detto:

        Spero mi sia permesso di cavillare 😛 Essendo quasi al termine di un “rewatch” di tutte le serie ante Discovery duranto circa due anni, ho la memoria abbastanza fresca e ti dico che, nell’episodio di TNG dove si introduce il personaggio del borg “Tugh” (che ricompare pure nella serie Picard), viene già introdotta l’idea di diffondere un virus nella collettività. Infatti Tugh viene catturato, la dottoressa trova il virus, Picard – ancora scosso dalla recente assimilazione – vuole che venga usato, così pure la Federazione, ma la cosa viene accantonata dopo grandi attriti e discussioni sull’etica.

        Riguardo a Unimatrice Zero, non mi sono mai fatto troppi problemi sulle origini della regina ma l’assimilazione lampo che guarisce come un raffreddore aveva lasciato perplesso pure me.

        Infine, pur essendoci una certa coralità in tutte le serie (tranne la TOS), è giusto che vengano date le storie migliori ai personaggi più interessanti. In ogni caso, ricordavo anche io TNG Picard e Data centrica, ma non mi è sembrato così dopo aver riguardato tutta le serie. Gli unici personaggi che rimangono un po’ sullo sfondo sono la dottoressa e La Forge.

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      • Lucius Etruscus ha detto:

        Sterminare migliaia o milioni di Borg temo sia una trovata troppo violenta per un marchio che di solito cerca di non esserlo, quindi l’unico modo per vincere coi Borg è quasi sempre un virus, che però curiosamente ogni volta viene presentato come novità: appare appunto sin dall’inizio, eppure sia nelle serie successive che nei romanzi ogni volta viene presentato come “arma definitiva appena creata”. Possibile che i vari equipaggi non si passino informazioni? “Pronto, Janeway? Guarda che abbiamo creato un virus anti-Borg, ti passo la ricetta” 😀

        La de-assimilazione lascia dubbi sin dai tempi di Locutus, che curiosamente non ha lasciato alcun segno a Picard, neanche quella roba in faccia che Sette di Nove porta per tutta la sua vita. Tutti i vari personaggi che nelle serie sono trasformati in Borg poi tornano normali in un attimo, quindi mi chiedo: cosa c’è da aver paura di questa assimilazione? 😛

        Avendo rivisto tutto TNG l’anno scorso, rinnovo la totale Picard-Data-centritudine, riportata in “VOY” (ma dà meno fastidio) e purtroppo in “Enterprise” (dove urta in maniera violenta).
        Sì, in sette stagioni ci scappano un paio di episodi con Worf, ogni tanto Jordie dice qualche super-cazzola scientifica, pare addirittura che in un angolo lontano sia stato notato Numero Uno, ma sono apparizioni fugaci: nel 99,9% degli episodi c’è Picard e/o Data, non esistono altri episodi.
        L’attrice della consigliera Troi lo dice spesso nelle interviste, ridendo: le uniche battute che le sono state concesse in sette anni di TNG son ostate “Non sento niente”. E meno male che era sensitiva 😀

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      • Lorenzo ha detto:

        Beh ma la Voyager è lontanissima e non può comunicare… e prima di allora i Borg sono comparsi sporadicamente ma ancora come minaccia in divenire. Pensavo che fossero stati sconfitti definitivamente nel film Primo Contatto, ma si vede che agli autori di Voyager piacevano troppo, in ogni senso da quanto leggo nel post.
        Rimango con un’opinione diversa dalla tua su Next Generation, gli episodi sui Klingon ad esempio sono ben più di un paio, ahimé. Invece hai perfettamente ragione su Enterprise, hanno deciso di strutturarla in modo diverso, e pensa che una volta mi sembrava inguardabile, adesso, paragonata con Discovey e Picard, mi sembra un capolavoro 😛

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  2. Sam Simon ha detto:

    Ahahah, Braga che ha sbragato è fantastico! X–D

    La sovrautilizzazione dei Borg (e di 7 of 9!) ha portato allla distruzione di tutto ciò che era stato faricosamente creato con sparute puntate di TNG. Era probabilmente inevitabile, d’altronde VOY dopo le prime tre fiacchissime stagioni si buttò sul sicuro per dare una scossa alla serie.

    Mi fa ridere aver scritto per scherzo nelle mie recensioni che VOY si sarebbe dovuta chiamare il 7 of 9 Show, altri hanno scritto Star Trek: Seven of Nine, ma il succo è quello. Dalla quarta stagione si nota il cambio di rotta!

    Lucius, come è andata con The Delta Flyers? :–)

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    • Lucius Etruscus ha detto:

      I due ragazzi terribili purtroppo sono lenti assai, sono ancora all’inizio della quinta stagione, a quanto sono riuscito a capire, quindi un giorno lontano sapremo che ne pensano della Regina. Si sa, nel Quadrante Delta va tutto più lento 😛

      Malgrado alti e bassi, comunque per me “Voyager” è ancora una signora serie al bacio, seconda solo a “DS9”, inarrivabile. La presenza di Sette di Nove si deve al fatto di essere un personaggione e Jeri Ryan cattura lo sguardo, capisco benissimo perché i produttori puntassero molto su di lei.
      Peccato per questo doppio episodio non memorabile, ma comunque sfondoni a parte vedere la Regina all’opera fa sempre piacere 😉

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      • Sam Simon ha detto:

        Un episodio a settimana, è un ritmo onesto, poveri Wang e McNeill! Il secondo ha anche un lavoro da regista da portare avanti!

        Comunque sì, 7 of 9 funziona alla grande e la giovanissima Ryan era davvero brava. Se non fosse arrivata lei VOY sarebbe morta di inedia…

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      • Lucius Etruscus ha detto:

        Peccato per la sua inutile comparsata in “Picard”, nella seconda stagione c’è un episodio in cui appare per addirittura cinque minuti e ci fa sperare che esista vita al di là di Jean-Luc, ma niente: ieri hanno fatto il 7° episodio e Jeri Ryan continua a stare sullo sfondo, muta. Che cacchio l’hanno chiamata a fare?

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      • Sam Simon ha detto:

        A Picard non oso avvicinarmi… La Ryan dovrà pagare le bollette, avrà accettato quel che arrivava!

        (non ti ho ancora ringraziato per i link a vengonofuoridallefottutepareti, grazie!)

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  3. Vasquez ha detto:

    Anch’io non ricordo uno strabordare di Picard e Data in TNG…sì, forse hanno un numero di puntate a loro dedicate maggiore rispetto agli altri, in ogni caso per quanto mi riguarda sempre gradite. Worf ha un arco narrativo piuttosto approfondito (anche troppo per i miei gusti: detesto i klingon 😛), la storia tra Riker e Troy non piove dal cielo come quella che nascerà sulla Voyager tra Sette e Chakotay, LaForge spesso e volentieri fa da deus ex machina… Può essere che siccome non li sopporti, le puntate Picard/Data-centriche ti sono magari pesate di più del loro effettivo peso specifico? No, perché a me capita: più una cosa non la sopporto più mi sembra di trovarmela tra i piedi 😛

    Ma Brannon e Jeri almeno stanno ancora insieme? È servito a qualcosa inserire tutte quelle incongruenze? Di cui per altro non c’era alcun bisogno, perché Sette di Nove era già il cuore di VOY. Sarebbe bastato un minimo di attenzione in più per non uscirsene così dal seminato. Peccato.

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    • Lucius Etruscus ha detto:

      Di lì a poco Jeri si metterà con lo chef francese con cui dovrebbe stare tuttora, socia nel ristorante che hanno aperto, quindi l’ammmòre con Braga è stato fugace, giusto il tempo di ottenere tutte quelle puntate su di lei 😀 Scherzo, era ovvio che il suo personaggio avrebbe dato sprint alla serie.

      Ricordo la puntata in cui Worf doveva andare a difendersi in tribunale, e Picard è là, appiccicato al sedere, a fare il finto avvocato (che essendo un processo Klingon non aveva proprio senso) e ogni volta che Worf apre bocca, Picard è lì a dire “E’ vero”. Sembrava un duo comico! 😀
      Il vero arco narrativo di Worf per me è su DS9, quando finalmente Picard gli è stato chirurgicamente estratto dallo sfintere e il personaggio ha potuto andare per conto suo, vivere la sua vita, ritrovare parenti, avere storie d’amore e tutto il resto. Lì sì che Worf è diventato Worf!

      La storia d’amore fra Riker e Troi si è svolta tipo “Ciao”, “Ciao”, ecco, stanno insieme, fine della storia 😀
      Hanno provato a dare a Riker e Troi una serie loro, a bordo della Titan, ma per ora le loro avventure esistono solo in forma di romanzo: mi sa che nessun produttore televisivo ci ha creduto. Anche perché guardava i due attori e diceva “Ma davvero voi eravate in TNG? E dove?” La risposta è ovvia: “Dietro il capoccione di Picard” 😀

      Che io ricordi a parte la mitica “Lower Decks” (da cui la serie animata) non esistono puntate senza Picard che fa tutto: guida la nave, la ripara, la pulisce, fa l’ambasciatore di pace, l’ambasciatore di guerra, tratta, spara, picchia e pulisce pure il water delle cabine di tutto l’equipaggio. Quando è stressato, perché giustamente fa tutto lui, va in vacanza e via, puntatona tutta su di lui in vacanza che conosce la bella Indiana Jones. Poi arriva la mamma di Troi e di chi si innamora? Ovvio, di Picard, tutte si innamorano sempre di Picard, pure Q è pazzo di lui: un dio che potrebbe scegliere qualsiasi essere nell’universo, va sempre a tritare i maroni di Picard!
      Sicuramente manca in un altro episodio – l’attore risulta presente in 176 episodi su 178 – ma ecco perché preferisco di gran lunga “DS9”, dove nessuno è protagonista e lo sono tutti, dove tutti i principali hanno il loro arco narrativo indipendente e parecchi episodi in solitaria, senza che il capitano stia loro appiccicato a fare da controcanto.

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  4. Vasquez ha detto:

    Nooo ancora klingon in DS9! Ma sono dappertutto! Sono ferma alla 2×05 da un anno e non mi ispira per niente ad andare avanti 😛
    Ma è ovvio che Picard facesse tutte quelle cose, scusa! Era il capitano! Anzi anzi che in missione esterna mandava il Numero Uno, invece di andarci lui stesso come faceva Kirk! Non dimenticarti che prima di TNG c’era stata solo TOS, e la formula quella era. Che evidentemente funzionava, perché se TNG non avesse avuto tutto il successo che ha avuto non si sarebbe andati avanti (e non ci sarebbe stata neanche DS9, tanto per dirne una). Lwaxana non è che si innamora di lui: si diverte a stuzzicarlo, è diverso; e anche Q (tra parentesi due personaggi che amo alla follia). Non ci vedo niente di male nel portare avanti un personaggio che funziona: meglio un Data (il vero “Uomo bicentenario”) e un carismatico Picard piuttosto che diecimila insipidi Sisko.
    Niente da fare, non ci incontreremo mai su TNG: siamo la perfetta rappresentazione delle famose “convergenze parallele” 😜

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    • Vasquez ha detto:

      Mannaggia ho cliccato ancora su “rispondi all’articolo” invece che su “rispondi al commento”, uffa 🙄
      Comunque sei troppo “senza pietà” 🤣

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      • Lucius Etruscus ha detto:

        ahahah sono mezzo Klingon! 😀
        Comunque non me ne sono accorto, che io rispondo dalla dashboard di WordPress e non mi accordo in che posizione sono i commenti 😛
        Ora vado ad affilare la lama cerimoniale, che dobbiamo scontrarci: se fossi un vero Trekie ricorderei il nome del rito, ma detestando Picard e Q è chiaro che io non sia un vero Trekie 😉

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    • Lucius Etruscus ha detto:

      Sicuramente la formula era la stessa, Kirk andava in missione esterna esattamente come farà Picard, e sarà presente in ogni puntata come lo farà Picard, il format funzionava e anch’io se fossi stato produttore non mi sarei azzardato a cambiarlo (che anzi nel 1988 già tanti in America arricciavano il naso davanti un remake di Star Trek) quindi hanno fatto benissimo.
      Solo che il protagonismo eccessivo di Kirk non mi dava fastidio, essendomi simpatico il personaggio, quello di Picard sì, perché proprio non lo sopporto. Però sono totalmente identici, semplicemente uno aveva il parrucchino e l’altro no 😀

      Se non ricordo male Worf arriva in DS9 dalla quarta stagione e allora sì che cominciano i botti, anche perché si avvicina la Guerra del Dominio – che nei romanzi abbraccerà tutte le serie – e ogni protagonista avrà i suoi archi narrativi, tutti incastonati in un evento di grande portata.

      D’accordissimo sull’insipido Sisko, infatti non è protagonista in ogni episodio e lascia ampio spazio agli altri personaggi, che avranno puntate a loro dedicate dove Sisko non si vede manco di sfuggita.

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  5. Giuseppe ha detto:

    Ed ecco l’origine di tutta quella canonica incoerenza… Finalmente sappiamo perché qui Brannon Braga Sbraga: è stato assimilato da Jeri Ryan, ma non secondo la solita procedura Borg (è già tanto che, in conseguenza a questo, non si siano visti apparire dei “dromanticoni”, e cioè droni dotati di romanticismo) 😀
    Quanto a Jean-Luc Picard, io ero già un fan di Patrick Stewart ben prima di TNG, quindi vederlo diventare capitano dell’Enterprise non poteva suscitarmi fastidi di sorta (anzi). Come del resto, fin dalla sua prima apparizione, non me ne ha suscitati quell’immortale trollone extradimensionale di Q (a differenza di Stewart, John de Lancie lo conoscevo soltanto per via di Curtis Hanson nel suo “Cattive compagnie”, ma mi fece comunque una buona impressione)… Idem per Data 😉

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