[Bruce Willis] Survive in Venice (2017-20)


Altro doppio appuntamento con il Bruzionario: il dizionario dei film brutti di Bruce Willis! Anche se questa settimana i titoli che presento non sono affatto brutti: sono… un tipo.


C’era una volta a Los Angeles

I fratelli Mark e Robb Cullen vivacchiano nel mondo della televisione, scrivendo e producendo, e un bel giorno si sono chiesti: come finire la nostra carriera, che in realtà non è ancora cominciata? Facciamo un bel film pazzo con Bruce Willis! Da allora non abbiamo più notizie di altre loro brillanti idee.

Nel giugno 2017 i due fratelli presentano uno dei rarissimi film degli ultimi anni dove Bruce c’è davvero, dall’inizio alla fine, risultando protagonista assoluto di questo folle Once Upon a Time in Venice pieno di attori famosi che arrivano a fare la loro comparsata.

Eagle Pictures lo porta in DVD e Blu-ray dal luglio 2018, con il titolo C’era una volta a Los Angeles.

Lo trovate anche su Prime Video, ma io da anni conservo la registrazione della messa in onda in prima serata, e in prima visione, sul compianto canale Spike il 12 settembre 2019, quando con Willy l’Orbo gioivamo di un nuovo Bruce in TV, anche se poi però non ho mai avuto il coraggio di vedere il film fino ad oggi.

Venice Beach è ormai entrata stabilmente nella mitologia occidentale: oltre a fare da sfondo a infiniti film e telefilm, se avete giocato a GTA V sapete che è stata ricreata in digitale pressoché identica e “giocabile”. Ma siamo pur sempre nella Los Angeles di Philip Marlowe, quindi sono ben due mitologie che si fondono, e non ci stupisce che la vicenda abbia una voce narrante che prende chiaramente in giro il genere hardboiled.

Bruce, investigatore da spiaggia

A guidarci nella storia è John (Thomas Middleditch, diventato famoso con la serie “Silicon Valley”), che lavora per Steve Ford (Bruce Willis): «l’unico detective con licenza di Venice Beach». Da ogni parola di John trasuda una grande adorazione per il suo capo e il desiderio un giorno di diventare come lui: non glielo auguriamo.

Quando si dice “stare a schiena dritta davanti al capo”

Steve Ford, ex poliziotto radiato dal corpo, è un investigatore skater che si mette nei guai per spupazzarsi le clienti e se c’è da scappare dai relativi fratelli… lo fa nudo in skate. Un’ampia parte iniziale del film ce lo mostra in questa sua attività, e rendere credibile una scena in cui Bruce Willis sfreccia nudo su skate per le vie di Venice Beach non era facile, quindi onore ai fratelli Cullen.

Uno skater nudo deve fare quello che uno skater nudo deve fare

La storia è tutto un intricarsi di casi diversi che però sono tutti collegamenti in qualche modo, il che però è giusto una scusa per far apparire in video per pochi minuti volti famosi, magari amici di Bruce o degli autori. C’è Lew l’ebreo (Lew the Jew, Adam Goldberg) che ingaggia Ford per beccare il graffitaro che gli rovina il palazzo, ma durante le indagini Ford deve aiutare l’amico Dave (John Goodman), del negozio di surf, ma anche la cognata Katey (Famke Janssen), che Jason Momoa coi baffi gli ha svaligiato casa… Ecco, il film è tutto così.

Jason Momoa coi baffi m’ha svaligiato casa

Scusa, hai visto Jason Momoa coi baffi?

Tra folli “indagini” e folli personaggi che dicono e fanno cose folli, l’esile filo conduttore che dalla metà ci porta a fine film è ritrovare il cagnolino della nipotina di Ford, che in realtà alla ragazza dell’animale non frega molto ma è Ford stesso a non resistere al cane con noti problemi intestinali.

Prego astenersi da battute ovvie su cani e attori…

A sorpresa è un film che mantiene ciò che promette la locandina, visto che davvero sia Bruce che Momoa a un certo punto sono armati, anche se per motivi ben poco action, e vedere Bruce presente in video dall’inizio alla fine di un film è ormai un’esperienza rara, lo stesso non posso dire che il film mi sia piaciuto a pieno: è un po’ troppo stupidotto e forzato in più punti per trovarlo anche solo sufficiente.
I fratelli Cullen sono bravi registi ma fare pure gli sceneggiatori non mi sembra una buona scelta, tentano di giocare con il tema dell’investigatore losangelino ma in maniera troppo goffa e grezza. Sicuramente Bruce s’è divertito a fare lo scemo davanti alla cinepresa, ma temo che lo spettatore non si diverta altrettanto.


Survive the Night

Di tutt’altro registro un film che ho conosciuto quand’è andato in onda su Rai4 lo scorso 12 dicembre 2021: non me la sono sentita però di cadere in uno dei soliti tranelli di Bruce, quindi questo ciclo mi sta facendo recuperare tanti titoli lasciati indietro.

Uscito in patria americana nel maggio 2020, la consueta Eagle Pictures lo porta in DVD e Blu-ray dal luglio 2021 con il titolo Survive the Night. Fuga nella notte.

Lo trovate su Prime Video ma solo a pagamento.

Una famigliola si prepara ad una normale cena in casa, anche se gli animi sono un po’ surriscaldati. Il vecchio ex sceriffo Frank (Bruce Willis) ha preso male il fatto che suo figlio Rich (Chad Michael Murray) abbia incasinato tutto con la professione medica e ora faccia il “dottorino” di provincia in una clinica privata, ma la famigliola riunita a tavola cerca di passare una serata tranquilla.
Impresa impossibile invece per Matthias (Tyler Jon Olson), visto che va in giro con suo fratello matto col botto Jamie (Shea Buckner), uno che ci prova, davvero ci prova, ma non riesce a smettere di rubare e ammazzare la gente. Oh, sono passioni, che volte farci?

Dopo aver compiuto un massacro in un benzinaio, i due fratelli si aggirano per la campagna di notte e con vari buchi di sceneggiatura – non mi stupisce che questo sia il primo e l’ultimo lavoro di Doug Wolfe – finiscono a casa della nostra famigliola: visto che Rich è un dottore, che aiuti il bravo Matthias se no il pazzo Jamie fa un’altra strage. Tanto è così pieno di morti sulla coscienza che una decina in più non gli cambia certo la vita.

Possibile che in casa Willis non si passi mai una serata tranquilla?

Un vero sceneggiatore avrebbe da una parte ottimo materiale per una storia tesissima, un’invasione domestica con parecchi personaggi da far muovere sulla scacchiera (cinque familiari e due criminali: sette, numero perfetto!) ma dall’altra dovrebbe stare attento a non ripetere quanto già visto mille volte in situazioni similari. Il pessimo Doug Wolfe prende la decisione definitiva: non fa niente. Lascia i suoi personaggi liberi di aggirarsi nella notte che lui va a dormire.
L’assenza ingiustificata di una qualsiasi sceneggiatura rende il film morto in culla, anche se tutto il cast ci prova a fare un lavoro almeno dignitoso.

Un’altra allegra serata in casa Willis

Il regista Matt Eskandari lavora poco (e troppo spesso con Bruce!) ma mi sembra di notare una sana passione per il cinema e una discreta voglia di creare un buon prodotto, anche se di serie Z. Il film infatti mi sembra fin troppo curato, nella fotografia e nel montaggio, per essere il solito titolo dozzinale, come se il regista non si fosse arreso alla mediocrità e avesse voluto comunque ottenere il meglio dal poco che aveva in mano. Un sentimento che merita rispetto.

Tu muori solo quando te lo dico io!

Il momento migliore del film è quando nonno Bruce distrae l’assassino per permettere ai suoi familiari di mettersi in salvo, o almeno provarci, e lo fa in grande stile: dal vecchio pagliaio se ne esce con una Dodge Challenger del ’72 (parola di IMCDb) dal motore rombante che scioglie il cuore: solo la scena di Bruce che sfreccia per i boschi con una macchina così figa vale la visione del film.

L.

– Ultimi film con Bruce Wilis:

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10 risposte a [Bruce Willis] Survive in Venice (2017-20)

  1. Cassidy ha detto:

    Del secondo ricordo appunto solo la scena in auto niente male, del primo la girandola di facce note che compaiono pochi secondi, alla fine “Venice” potrebbe essere uno degli ultimi film con Bruno in scena tutto il tempo, hai fatto bene ad accoppiarli, perché non sono né brutti né belli, ma si elevano dal mare magnum degli ultimi titoli di Willis. Cheers

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  2. Lorenzo ha detto:

    Mi è venuto in mente un sottotitolo ber il Bruzionario: “Tu Bruxi”? 😀

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  3. Willy l'Orbo ha detto:

    Bruzionario sempre al top! 🙂
    La citazione iniziale di Spike e di me e te che esultiamo per le chicche del compianto canale lo eleva a “over the top”! 🙂
    Ho visto entrambi i film, non mi hanno lasciato molto a conferma di prodotti non indimenticabili, ma, leggendo la tua recensione, emergono brandelli di figure, situazioni, sequenze. E poi, insano effetto del “post Bruce”, mi viene quasi voglia di rivederli, forse per riassaporare il nostro ancora una volta. Questi giorni lo zinefilo mi provoca sintomi preoccupanti…o forse benefici, alla Z l’ardua sentenZa! 🙂

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    • Lucius Etruscus ha detto:

      Sarà che ormai mi aspetto solo pessimi film, che trovare Bruce coinvolto in prodotti non così disprezzabili mi stupisce e crea una strana sensazione: come se alla fin fine fosse valsa la pena vedere il film 😛
      Il Bruzionario lo vedo anche come un modo di riappacificarmi con l’ultima parte della carriera del nostro mito.

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  4. Madame Verdurin ha detto:

    Dai a me c’era una volta a Los Angeles non è dispiaciuto, mi sono fatta un paio (cioè due, numero preciso) di risate, non era male in fondo, un po’ surreale la trama magari, ma nel complesso si salva secondo me.

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