[Bruce Willis] Fire With Vice

Questa settimana il Bruzionario – il Dizionario dei Film Brutti con Bruce Willis – presenta altri due titoli imperdibili con Bruno.


Fire With Fire
La vendetta ha le sue regole

Sembra ieri, invece era il 2013 quando insieme a un collega d’ufficio, anche lui fan di Bruno, scoprimmo l’uscita italiana di questo Fire With Fire, ma sui nostri volti c’era solo un sorriso triste: era forte il sospetto che si trattasse dell’ennesima fregatura che Bruce Willis ci mollava, e infatti…
Dopo nove anni mi sono rivisto il film su Prime Video, ed è pure peggio di quanto ricordassi.

Vincent D’Onofrio interpreta un ruolo di grandissima finezza, scritto con arte sottile e che gioca sul detto e non detto: entra in scena e ammazza tutti i clienti del Carrefour, gridando «Questo Carrefour è mio!» Il locale è già gestito da un boss del posto, ma D’Onofrio se ne frega e ammazza ancora più gente: lui lo vuole proprio quel Carrefour, per impiantare là il suo impero del male. In fondo comanda un esercito formato da Vinnie Jones sotto amfetamina, diciamo che gli basta poco per sentirsi re.

L’unico superstite della mattanza è Josh Duhamel, vigile del fuoco che si era fermato un attimo a comprare le cipolle fritte, che sono proprio la colazione dei campioni: chi di noi alle sette di mattina non ha una grande voglia di cipolle fritte? Per fortuna Josh si becca una pallottola in corpo, che sicuramente fa molto meno male della robaccia che si mangiano gli americani.

Appena uscito dall’ospedale Josh riconosce il boss in un confronto: ma come l’hanno beccato il boss? Cioè, se l’hanno messo in una stanza per subire il confronto all’americana, significa che almeno avevano qualche sospetto su di lui, e chi gliel’ha detto? Va be’, è chiaro che lo sceneggiatore s’è sniffato tutto il fustino di Dixan prima di scrivere ’sta roba. Comunque Josh riconosce Vincent D’Onofrio e malgrado le tante minacce ricevute decide di testimoniare, entrando nel programma testimoni: avete mai sentito parlare di un programma testimoni che funzioni? Qualcuno ancora ci casca?

Tranquillo, Josh, stai in un ventre di vacca!

Bruce appare ogni tanto nei panni di un detective che vuole assolutamente incastrare D’Onofrio, che è un boss così.. così… così… in realtà non è nessuno, ma Bruce ce lo descrive come uno che Al Capone gli lucidava le scarpe.

Mentre Josh può contare su tutte le forze di protezione disponibili, cioè Rosario Dawson e basta, intanto arriva un killer spietatissimo per farlo fuori: Julian McMahon. Attraverso una serie di indagini accuratissime, cioè leggendo sui citofoni, il killer ha trovato Josh e sa già dove parcheggerà la macchina, così si apposta col suo fucile da cecchino.
La parte curiosa è che Julian spara da mille chilometri col suo fucile ad alta precisione, ovviamente non prende niente perché è un incapace totale, ma poi Rosario risponde al fuoco e con la sua pistoletta d’ordinanza spara… e colpisce a un centimetro dal killer. Scusa, ma a Julian è servito un fucile da cecchino per attraversare mille chilometri con un colpo, come fa la pistoletta di Rosario a fare lo stesso? Ora le pistole d’ordinanza hanno mille chilometri di gittata?

Ti proteggerò dalle malattie… perché dai cecchino non so’ capace.

Josh è uno sveglio e capisce quello che tutti noi abbiamo capito negli anni Ottanta: non esiste la protezione testimoni e bisogna scappare per conto proprio. Così va da 50 Cent, che ha fatto non so che abbonamento ai film di Bruce, e si compra una pistola, dicendo «voglio ammazzare Vincent D’Onofrio». 50 Cent ci pensa su e in effetti visto come sta recitando in questo film lo trova un buon proposito, e gli dà la pistola.

50 cent, il Bruce Willis nero: particine inutili a iosa!

Mentre Josh scappa d’un tratto si ricorda: aspetta, ma ad inizio film non c’era Vinnie Jones? In effetti se lo sono scordato per strada, così lo ritrova per ammazzarlo. Poi ammazza pure un altro tizio ed entrambi queste morti hanno un fattore in comune: un salto di montaggio che manco ai tempi dei cinema parrocchiali si vedeva. Non so se sia stata la censura italiana a tagliare dei pezzi di film o nel riversamento di Prime Video si sono persi per strada interi pezzi di scene, ma di fatto Josh va da Vinnie Jones e il fotogramma dopo Vinnie è morto, così, per motivi ignoti. Poi tortura un tizio ma in realtà non lo vediamo torturare: dice “ora ti torturo”, e il fotogramma dopo il tizio è tutto sudato e parla come un usignolo. Poi dice “ora ti sparo” e il fotogramma dopo il tizio non c’è più. Si vede che è proprio un film curato fin nei minimi particolari.

Lo so, Josh, è brutta, ma il film è quasi finito, dài

Corri di qua, corri di là, cos’accadrà cos’accadrà? Accade ciò che deve accadere, che Josh si fa giustizia da solo utilizzando le capacità da vigile del fuoco: quale pompiere non sa affrontare una banda di criminali a colpi di pistola? Fa proprio parte del corso base. Per giustificare l’inutile trovata di aver reso pompiere il protagonista, alla fine il nostro eroe stana i cattivi col fuoco, che poi è strano: di solito i pompieri lo spengono, il fuoco, ma Josh è così. Lui… combatte il fuoco col fuoco. Capito che sceneggiatura fina?

Bruce che cerca di ricordare quale di dieci film di quell’anno sta girando

Bruce vegeta in giro, si vede anche più spesso del solito ma è totalmente inutile ai fini della trama. Ogni tanto lo inquadrano che dice robe, che incita il protagonista a non sfidare i cattivi e via così.

Una decina d’anni fa il film non mi ha lasciato niente, se non delusione, stavolta almeno ho potuto spernacchiarlo sin dall’inizio, che con Bruce è sempre divertente.


Vice

Già ho recensito questo film, ma vale la pena riassumerlo per il Bruzionario.

Siamo nel futuro e il potente Julian (Bruce Willis) gestisce un “parco divertimenti” davvero unico: un palazzo (che in realtà è quasi un quartiere) in cui i ricchi ospiti possono fare ciò che vogliono con il personale di servizio: in quanto il personale è costituito da sofisticatissimi robot.

Esattamente come in Westworld di Michael Crichton ci troviamo davanti ad un’attrazione che offre ai clienti di realizzare le loro più sfrenate fantasie, ma non sono più gli anni Settanta: il sesso viene a malapena citato, perché oggi i clienti vogliono principalmente picchiare, uccidere e torturare le povere donne robot.

Kelly (una giovane e bella Ambyr Childers) fa la barista in questo palazzo ed è felice di potersene finalmente andare, non amando particolarmente l’ambiente. L’ultima sera però un ubriaco la uccide… e il giorno dopo Kelly si ritrova di nuovo al bancone. Perché Kelly è una gynoid: una macchina a forma di donna.

Le ginoidi non si struccano, per dormire...

Ma le ginoidi sognano Bruce Willis elettrici?

Ogni volta che una donna robot viene “uccisa”, dei tecnici le cancellano la memoria e la rimandano a lavoro, ma ovviamente – come succede sempre con i robot cine-letterari – Kelly per un qualche motivo sembra conservare brani di ricordi, che tornano ad ossessionarla.

Intanto il rude e lurido poliziotto Roy (un Thomas Jane più unto che mai) ha giurato di distruggere l’impero di Julian. Se lì tutti gli psicopatici imparano ad uccidere, dice, poi una volta usciti lo faranno anche nel mondo reale. Sarà lui ad aiutare Kelly e il suo creatore Evan (Bryan Greenberg) a colpire dritto al cuore Julian e la sua casa del vizio robotico.

Thomas Jane all'apice dell'untuoso!

Thomas Jane all’apice dell’untuoso!

Malgrado sia un film di medio livello, non di serie Z, non è propriamente un titolo riuscito: eppure si guarda con piacere e il poco ritmo che riesce a creare lo regge comunque fino alla fine.

L.

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11 risposte a [Bruce Willis] Fire With Vice

  1. Zio Portillo ha detto:

    Bruce Willis, Vincent d’Onofrio, Rosario Dawson, Julian McMahon, 50Cent, Vinnie Jones, Richard Schiff (il dottor Glassman di “The Good Doctor”, serie che ho adorato e poi detestato tanto da abbandonarla…),… Ora, possiamo dire tutto ma in quanto a cast, FIRE WITH FIRE aveva buona ciccia. Lo ricordo come un onesto film d’intrattenimento ma non lo rivedo (credo) dalla sua uscita. Da come ne scrivi, preferisco non approfondire e tenermi il ricordo…

    VICE no, non l’ho visto. WESTWORLD mi era piaciucchiato e annoiato in parti uguali (solo la prima stagione, la seconda manco l’ho iniziata). Se questo ne ricalca a grosse linee la trama (ma senza sesso…), passo tranquillamente la mano.

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    • Lucius Etruscus ha detto:

      E’ difficile avere tanti bravi attori in un film e sprecarli tutti, uno dopo l’altro, ma il cinema degli anni Dieci del Duemila è riuscito alla perfezione in questo intento 😛

      La mostruosamente noiosa e puzzosa serie TV “Westworld” non c’entra assolutamente niente con il capolavoro di Michael Crichton, è come dire che Alvaro Vitali assomiglia a Brad Pitt: possono piacere o non piacere, ma non hanno proprio niente in comune.
      Questo “Vice” è un erede di serie Z della storia di Crichton, oserei definirlo una storia nello stesso universo narrativo, che in fondo si prestava a molte altre storie, se al mondo fossero esistiti sceneggiatori per scriverle.
      Temo che ormai sia stato cancellato da Prime Video – ah, le piattaforme che comprano film solo per poi farli sparire! – ma se un giorno ti capitasse ti consiglio “Vice”, tenendo a mente che devi cancellare dalla tua memoria ogni singolo fotogramma di quella immane frescaccia di serie TV.

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  2. Cassidy ha detto:

    Queata è proprio la Z più buia, quella che attira con le facce note e poi ti maltratta, hai fatto bene ad accorpare i due film, tanto insieme non ne fanno mezzo. Cheers

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  3. wwayne ha detto:

    Poniamo che tu sia un produttore cinematografico, e che tu abbia per le mani una sceneggiatura che, se diventerà film, incasserà pochissimo. Come fai per raggranellare qualche soldino in più? Ricorri al trucchetto chiamato stunt – casting, ovvero chiami un attore famoso e gli dai 2 lire per fargli fare un ruolo di contorno, più che sufficiente per attirare in sala tutti i suoi fan. Certo, quando questi ultimi si accorgeranno che il loro idolo appare per 5 minuti in tutto ti manderanno a quel paese, ma intanto tu i soldi del biglietto glieli hai già sfilati.
    Questo è esattamente il caso di Fire with fire, e io sono uno dei fan di Bruce Willis che si sono fatti fregare. Mi consolo pensando che questo film fu comunque un flop clamoroso: così imparano a usare questi trucchetti da 4 soldi. 🙂
    Tra l’altro Fire with fire fu il film che mi fece scoprire non solo il trucchetto dello stunt – casting (al quale Bruce Willis si è prestato innumerevoli volte), ma anche la morte dell’action movie che tanto andava negli anni 90: infatti fino a quel momento ogni volta che andavo al cinema a vedere un film di Bruce Willis, Sylvester Stallone o Arnold Schwarzenegger c’era sempre il pienone, per Fire with fire invece eravamo in 5, e io ero l’unico under 50 (segno evidente del fatto che non c’era stato un ricambio generazionale nel fandom dei film d’azione).

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  4. Willy l'Orbo ha detto:

    Ormai sono così affezionato al Bruzionario che ci penso dal giorno prima fantasticando su quale perla di Z purissima comparirà nella nuova puntata. Visti entrambi i film, li rimembro come prodotti non indimenticabili ma con qualche momento divertente da spernacchiamento abbastanza acuto, il tutto mescolato nella nebulosa quasi indistinta della Z di siffatta fattura. Detto ciò, la tua recensione soprattutto del primo film mi ha fatto ridere e sorridere come solo tu sai fare! 🙂

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  5. Sam Simon ha detto:

    Ma sai che La stella della Senna nella tua recensione eleva il livello della discussione di Fire with Fire? X–D

    Anche la mezza citazione di Battiato (se ho colto bene)!

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