Trauma Center (2019) Caccia al testimone

 

Era il febbraio 2021 (come passa il tempo) quando Bruce Willis fa un regalo di compleanno al nostro amico Willy l’Orbo: a sorpresa, questo suo ennesimo filmaccio-truffa dove appare per pochi minuti si rivela una deliziosa gioia per noi che abbiamo la Z nel cuore.

Trauma Center (2019) l’ho visto su RaiPlay dando per scontato fosse la solita roba inguardabile con Bruno che fa una comparsata, invece appena finito scrivo a Willy: habemus Bruno!

A sorpresa, un film che merita

Siamo a San Juan (Puerto Rico), forse perché costavano meno le ambientazioni e magari Bruce voleva farsi una vacanza con la scusa del film.
Madison (Nicky Whelan) odia gli ospedali, dopo aver assistito la madre nella sua lunga agonia, ma ora è costretta a tornarci per portarci la sorellina asmatica. Certo, sapere che a curare la ragazza c’è Steve Guttenberg non fa ben sperare: sarà appena uscito da “Scuola di Medicina”?

Te lo giuro, negli anni Ottanta ero un divo!

Malgrado la sorellina la preghi di restare, Madison se la fila perché odia troppo gli ospedali. Invece purtroppo dovrà tornarci, visto che dei criminali quella sera le sparano contro, ferendola a una gamba. Al suo risveglio in ospedale, Madison scopre che la situazione è anche peggiore.
Al suo capezzale infatti c’è il tenente Steve Wakes, con la faccia svogliata e la sonnolenza di Bruce Willis (con la consueta voce di Luca Biagini).

Il nostro Bruno con l’espressione sempre spaesata

Il poliziotto spiega alla donna che è stata colpita dagli stessi che hanno ucciso il suo collega: Bruce fa sempre il poliziotto, e i suoi colleghi rischiano sempre la vita.
Quello che nessuno dei due sa è che non si tratta di criminali, a spadroneggiare nella zona sono due detective corrottissimi e cattivissimi: Tull (Texas Battle) e Pierce (Tito Ortiz), uno più spietato dell’altro.

I vostri amichevoli poliziotti assassini di quartiere

Tull e Pierce ammazzano la gente così, per passare il tempo, quindi non esiste che lascino in vita una testimone, che peraltro porta ancora nella gamba una pallottola che potrebbe incastrarli. Avendo già sterminato ogni forma di vita a San Juan, ammazzare pure la povera Madison è roba che i due manco se ne accorgono: è come scrollarsi di dosso una mosca fastidiosa. Peccato che stavolta la loro preda sia molto più coriacea di quanto si poteva supporre.

L’avevo detto che non ci volevo venire in ospedale

Intendiamoci, stiamo sempre parlando di un minuscolo filmetto di serie Z, ma ha una fotografia da applauso e soprattutto una protagonista azzeccatissima, che sa dosare fottuta paura e istinto di sopravvivenza in egual misura.
Immaginate un intero ospedale vuoto, dove c’è una preda spaventata (peraltro con ferita sanguinante) e due predatori cattivissimi. Ma soprattutto, immaginate scene cattive e due criminali molto poco gentiluomini: la caccia è aperta.

Questa cosa farà più male a te che a me

Il regista quasi esordiente Matt Eskandari è alla prima collaborazione con Bruce Willis, che tornerà a dirigere nei molto meno incisivi Survive the Night e Hard Kill, entrambi del 2020, mentre qui a fare la differenza è lo sceneggiatore Paul J. Da Silva, che non ha firmato altri lavori se non questo film.
Da Silva riesce a tirar fuori il massimo dal minimo, riesce a far infilare la sua protagonista in ogni vicolo cieco possibile ma poi, quando sembra ormai spacciata, ecco che arriva la furbata per liberarla, anche se magari con perdita di altro sangue, oltre quello che ha già perso.

In più punti mi sono tornati alla mente due “slasher ospedalieri” che hanno appena compiuto quarant’anni, Halloween II (1982) ma soprattuto Delitto al Central Hospital (1982), solo con una grande differenza: lì la protagonista femminile si limita a strillare e a scappare. Qui Madison ti scatena una guerra che non te la sogni neppure.

«Yippie Ki-Yay, figli di puttana» (cit.)

Non è il film rivelazione dell’anno, non è il vostro nuovo action-thriller preferito, ma nel panorama desolato dei filmacci-truffa con Bruce Willis, di solito noiosi in modo patologico, è una gran bella sorpresa: una storia godibile con una protagonista al bacio.

L.

– Ultimi film con Bruce Willis:

Pubblicità

Informazioni su Lucius Etruscus

Saggista, blogger, scrittore e lettore: cos'altro volete sapere di più? Mi trovate nei principali social forum (tranne facebook) e, se non vi basta, scrivetemi a lucius.etruscus@gmail.com
Questa voce è stata pubblicata in Thriller e contrassegnata con , . Contrassegna il permalink.

15 risposte a Trauma Center (2019) Caccia al testimone

  1. Cassidy ha detto:

    Visto che non accadrà più posso confessarlo, il mio grande sogno era un ultimo Die Hard ambientato in un ospedale, ispirato ad “Hard Boiled” di John Woo (storia vera), penso che mi farò bastare questo, che se non altro è meno peggio di quello che poteva sembrare 😉 Cheers

    Piace a 1 persona

    • Lucius Etruscus ha detto:

      Sarebbe stato un grande Die Hard, senza dubbio: gran peccato che non sia successo.
      Questo non sarà l’action thriller dell’anno ma nel desolato panorama dei filmetti ‘in TV è comunque un pizzico migliore.

      "Mi piace"

  2. Evit ha detto:

    Anche se non è una di quelle truffe dove Bruce compare per cinque inquadrature, purtroppo l’ho trovato molto lento per essere un film di neanche 90 minuti. Mi sembrava girato in slow motion quasi, persino l’ultima inquadratura panoramica prima dei titoli di coda indugia per 20 secondi di troppo. Non dev’essere facile dover riempire 90 minuti quando a stento hai una trama. E poi, più la nostra protagonista dieharda scendeva all’inferno e più le sue unghie finte perfette risultavano fuori luogo verso la fine del film, sicuramente l’attrice non voleva rovinarsele per questo film. Ahimè gli omaggi a Die Hard mi hanno lasciato indifferente. Questo Die Hard ospedaliero non mi ha scaldato il cuore purtroppo. Bella l’idea, immemorabile l’esecuzione. Per me.

    Piace a 1 persona

    • Lucius Etruscus ha detto:

      Tutto vero, anche se dubito che abbiano avuto davvero il coraggio di pensare a Die Hard, ma la media dei thrillerini televisivi e dei filmacci-truffa di Bruce è drasticamente più bassa. Se lo vedi come film vero è ovvio sia fatto male, ma i film veri non ne fanno più da vent’anni 😜

      "Mi piace"

      • Evit ha detto:

        “Se lo vedi come film vero” ahahahah, sì, il guaio è che l’ho affrontato con quell’idea e mi sono rovinato al festa da solo.

        (Mi ha fatto ridere la battuta su “Facoltà di Medicina” con Guttenberg. Inaspettata ma benvenuta.)

        Piace a 1 persona

  3. Evit ha detto:

    (E per farmi innervosire, il dialoghista traduce officer come ufficiale invece che agente. Aaaargh!)

    Piace a 1 persona

  4. Zio Portillo ha detto:

    Texas Battle pare uno di quei nomi che si usavano a Cinecittà negli anni ’60: John Morris, Mark Wimbledon e Texas Battle. Se invece è il suo vero nome, in un’ipotetica gara su chi ha il “miglior nome possibile” arriva al secondo posto dopo il Max Power di simpsoniana memoria.

    Il film ovviamente me lo sono perso visto che becco sempre e solo le ciofeche con Bruno. Segnato, provvederò quanto prima al recupero. Grazie.

    Piace a 1 persona

    • Lucius Etruscus ha detto:

      Se ti può interessare, Rai4 lo replica stasera in seconda serata, credo tu lo possa nacora trovare su RaiPlay. L’importante è che non lo vedi come un “film vero”, come dicevo ad Evit, ma come una delle decine di filmacc-truffa con Bruce, allora vedrai che lo apprezzerai 😜

      "Mi piace"

  5. Willy l'Orbo ha detto:

    Condivido, è stato proprio un bel regalo di compleanno, raddoppiato questi giorni in cui mamma RAI lo sta riproponendo, triplicato dal tuo post che leggo sempre con inenarrabile gusto. Amici dell’ultima lettera dell’alfabeto, se vi fidate di due lupi di mare della Z, come spiegato da Lucius, non sarà il film della vostra vita ma magari, con le sue umili qualità, può essere il film della vostra serata alla ricerca di un po’ di leggero sollazzo, in compagnia del nostro Bruce e di una protagonista “very tosta”! 🙂

    Piace a 1 persona

  6. wwayne ha detto:

    La scena in cui il pelato (non Bruce, il cattivo) si becca l’elettroshock toccando una maniglia penso di averla vista almeno 20 volte. E’ fighissima sia l’idea in sé che il modo in cui la protagonista arriva a costruire quella trappola: ha un’inventiva che neanche Kevin McCallister! 🙂

    "Mi piace"

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.