La fredda luce del giorno (2012)

Qualcuno a Mediaset deve star seguendo i miei Giovedì con Bruce Willis, stilando il “Bruzionario” (Dizionario dei Film Brutti di Bruce), così fa in modo che in TV non manchino mai film dove il nostro Bruno fa comparsate varie. Ovviamente scherzo, i tanti filmetti-truffa con Bruce in locandina sono replicati sempre e volentieri, anche perché credo che costino due mele o poco più.

Ecco dunque che lo scorso lunedì 13 giugno 2022 il canale 20 mi manda in prima serata La fredda luce del giorno (The Cold Light of Day, 2012): come posso resistere alla nuova opera della giovane non-promessa francese a nome Mabrouk El Mechri? (Ha due anni meno di me, quindi è giovane e basta!)
Considero JCVD (2008) un piccolo capolavoro, anche se certo il regista non è fra i maggiori responsabili della bellezza del film con Van Damme, e Mabrouk ci ha messo quattro anni prima di tornare a filmare questa sua nuova opera, il cui successo è stato tale che dovrà stare dieci anni lontano dal cinema.

Il film lo trovate in DVD Universal.

Grazie Mediaset, che mi regali il titolo scritto in italiano

Protagonista della vicenda è Henry Cavill, in quel momento attore fisso de “I Tudors” (2007-2010), anche se in un ruolo minore, ma già in lavorazione per diventare L’uomo d’acciaio (2013). Qui interpreta Will, un imprenditore piccolo ma già fallito che arriva in Spagna per andare a trovare la famiglia.
Suo padre Martin è un diplomatico di alta classe, organizzatore di eventi culturali e baggianate simili: tutto falso, ovviamente, visto che suo padre ha la faccia di Bruce Willis.

Sembri più alto in Superman

Sembri più vivo in Die Hard

Sapete come vanno le riunioni familiari in barca nell’azzurro mare iberico: il palmare non fa che squillare – ve li ricordate i palmari? Sembrano passati secoli! – i vecchi rancori tornano a galla e tutti dicono cose orribili, forti del fatto che in famiglia ci si vuole tutti bene. O così dicono.
Piuttosto che stare ancora un secondo di più con la sua famiglia Will si butta a mare e torna a riva nuotando, tanto lui è Superman, che gli frega? Peccato che poi si volta… e non c’è più nessuno.

Ritrovata la barca di famiglia, trasformatasi in una nave fantasma, ci chiediamo tutti come sia possibile che qualsiasi cosa sia successa nel giro di tre minuti, eppure è così. Will avrà seri problemi a farsi capire con le istituzioni spagnole, anche perché siamo nel 2012: ancora non sono stati inventati strumenti che permettano di tradurre termini di una lingua in un’altra. E poi Will è americano: avete mai sentito di un americano che va all’estero ed è rispettoso delle altre culture?
Finalmente papone Bruno torna in scena e svuota il sacco: è tipo della CIA, FBI, DEA, CID e CAP tutto insieme, e ora gli hanno rapito la famiglia perché sono stufi che faccia tutto lui: deve rinunciare a qualche sigla, gargarozzone che non è altro.

Sono un po’ CIA, un po’ DEA, un po’ FBI e un po’ FCT (Fatte li Ca**i Tua!)

Quando sei in Spagna e hai la famiglia rapita, c’è solo una persona a cui puoi rivolgerti: Sigourney Weaver. Non so chi abbia scelto il nome del suo personaggio, Carrack, ma è ovvio che ce l’abbia con lei.

Bella prova, in Alien 4

Bella prova, in Die Hard 4

Da questo momento per Will inizia la corsa, per le terrazze iberiche – che poi sono uguali a tutte le terrazze che gli americani adorano mettere nei loro thriller all’estero, convinti come sono che tutte le città abbiano le stesse identiche terrazze – in inseguimenti d’auto, perché non esiste traffico in Spagna, sparando con mille pistole trovate in giro – che in Spagna sotto ogni mattonella c’è una pistola carica – e stereotipi similari.
Malgrado sia la Fiera delle Banalità, la parte d’azione del film è comunque divertente, sia perché Cavill ha l’atteggiamento giusto, a metà fra l’eroe d’azione e lo scazzato andante, sia perché si vede che Mabrouk ha messo il giusto impegno nella parte action, che poi è l’unica esistente nel film.

Applausi speciali per Siggy, che è molto raro vedere impegnata in un ruolo negativo. Da notare come non sembra attenuata la sua repulsione per le armi, che le ha reso Aliens (1986) un inferno, tanto che in questo film spara con pistole e mitragliette… ma non è mai inquadrata con viso ed arma insieme: vediamo la sua faccia e poi vediamo l’arma sparare, mai insieme. Mi piace pensare che l’attrice sia ancora traumatizzata dei mille miliardi di colpi che James Cameron le ha fatto sparare sul set nel 1985, mettendola in forte imbarazzo con le associazioni anti-armi a cui apparteneva, tanto da spingerla per anni a negare l’utilizzo dell’immagine di Ripley.

Riuscite a trovare un’inquadratura chiara di Siggy armata?

Non sarà l’action thriller dell’anno, ma è un onesto filmetto di puro intrattenimento d’azione, con ottimi attori, qualche asfittico luogo comune di troppo ma alla fin fine efficace in quel (poco) che deve fare.

Bruno ovviamente appare forse per tre minuti in totale, e dieci anni fa – quando cioè ho visto questo titolo per la prima volta – ci sono rimasto malino, non essendo ancora abituato alle Bruce-truffe, tanto da non aver conservato memoria del resto della vicenda: temo che indispettito dalla velocissima uscita di scena di Bruce io abbia guardato con un occhio solo il resto del film. Di sicuro me lo sono gustato molto di più ora.

Dopo lo sporco, crepuscolare e felliniano JCVD Mabrouk El Mechri tira fuori l’esatto contrario, cioè un rutilante filmetto d’azione all’americana duro e puro, senza fronzoli, senza abbellimenti e ghirigori: si corre, si spara, ci si mena e fine del film. Come dicevo, un onesto intrattenimento d’azione che non se la tira da filmone. (Alla Tom Cruise, giusto per non fare nomi!)

Quando Henry ha saputo che in futuro dovrà recitare con Ben Affleck

È un peccato che Cavill poi abbia avuto successo e si sia lanciato in film più “grandi”, quindi peggiori e spesso con la puzza sotto il naso. Lo preferivo in filmetti onesti come questo, giovane divo d’azione in cerca di dimensione come l’anno precedente era stato per Taylor Lautner, l’ex lupacchiotto di Twilight che cercava di riciclarsi “giovane d’azione” senza alcun successo. Davvero un peccato.

L.

amazon– Ultimi film con Bruce Willis:

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25 risposte a La fredda luce del giorno (2012)

  1. wwayne ha detto:

    Taylor Lautner aveva la faccia e il fisico da ragazzino quando ha provato a riciclarsi come action hero: per quel ruolo devi avere una faccia da duro e un fisico da palestrato, quindi nessuno stupore che non abbia sfondato in quelle vesti. E’ un vero peccato che questa scelta di casting decisamente asinina sia costata la carriera a John Singleton, che era davvero un signor regista.

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  2. Cassidy ha detto:

    Meno peggio di quello che poteva sembrare, poi con Sigourney e Bruno insieme, non potevo dire di no. Didascalie da rotolarsi e dici bene, peccato che Enrico Cavillo sia diventato famoso andando a lavorare in filmacci milionari, qui aveva lo spirito giusto. Cheers

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    • Lucius Etruscus ha detto:

      Aveva il fisico giusto e la faccia da schiaffi giusta, Cavillo rischiava seriamente di diventare un novello Bruce Willis, ma palestrato, invece è passato al lato patinato del cinema quindi raramente fa qualcosa di anche solo vagamente incisivo.

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  3. Sam Simon ha detto:

    Sigourney e Bruce insieme (pr tre secondi, suppongo)! Giusto ieri ho visto un film con Sigourney che non avevo mai visto, Copycat, thriller anni Novanta.

    Questo ennesimo film del bruzionario immagino che lo lascerò dov’è, nel dimenticatoio della storia del cinema… :–)

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  4. Fabio ha detto:

    Henry Cavill piu’ che altro mi piace ricordarlo per “Immortals” del 2011 di Tarsem,dove nei panni dell’eroe Teseo si mazzuliava a morte col cattivone Mickey Rourke,il film era basico,molto sempliciotto come trama,ma rispetto ai filmacci sui miti greci che c’erano all’epoca,quello dell’indiano Tarsem era bello violento,con notevoli punte splatter,gusti miei ovviamente😁!

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    • Lucius Etruscus ha detto:

      Non credo di aver superato anche solo la metà di quel film, proprio non mi interessava e mi urtava i nervi, quindi ho preferito ignorarlo 😛
      Ma di sicuro Henry poteva fare tutto tranne quello che poi ha fatto, una volta avuto successo.

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      • Fabio ha detto:

        🙈🙉🙊!!! Tranquillo scherzo va bene cosi Lucius,io per esempio ho una grave allergia ai film “Biopic”,proprio non mi prendono i film biografici sui personaggi realmente esistiti,ho un concetto tutto mio di film,il bello di essere dei cineasti e’ inventare delle storie,che e’ un po’ la natura fittizzia del cinema,come quando e’ uscito di recente l’ennesimo film su Elvis,ma che palle,se proprio devo vedermi Elvis mi guardo “Bubba Ho-Tep”,un modo divertente di mostrare cantante in una cornice narrativa di genere fantastica!😁

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      • Lucius Etruscus ha detto:

        Perfettamente d’accordo. Anche perché i film biografici sono tutti inventati e pieni di finzione, solo che “mascherata”: meglio quando la finzione è dichiarata 😉

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      • Lorenzo ha detto:

        E non deve mancare, nei titoli di coda, la fotografia del personaggio reale 😛

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      • Lucius Etruscus ha detto:

        ahahha vero! Ormai è obbligatorio ^_^

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  5. Willy l'Orbo ha detto:

    Forse dovrei fare un esperimento analogo al tuo, cioè rivedermelo ora: all’epoca anche io non lo apprezzai per nulla, magari il “poco” Bruce, magari mi aspettavo chissà cosa, fatto sta che mi irritò quasi, forse invece rivisto oggi con occhi diversi…prenderò in esame l’ipotesi! Nel frattempo…didascalie top! 🙂

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    • Lucius Etruscus ha detto:

      Se lo vedi come “film con Bruce” ovvio che ci rimani male, come credo sia successo a tutti noi che all’epoca l’abbiamo visto in quel modo. Se lo rivedi come film a sé, magari pensando al futuro di Cavill che non è stato, sicuramente lo apprezzi di più 😉

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      • Giuseppe ha detto:

        Si sa quanto la tecnica del vedere come film a sé a volte possa salvare film insalvabili, e se qui si parte dall’assunto che siamo per l’ennesima volta nella categoria “truce” (truffa-Bruce) allora credo anch’io che poi tanto male non sia, alla fine 😉

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      • Lucius Etruscus ha detto:

        Per me la chiave del film è vederlo dimenticando la presenza di Bruce: è un film su Henry Cavill che deve sfuggire ai cattivi guidati dalla perfida Sigourney. Un onesto filmetto d’azione che meriterebbe di uscire dall’ombra di Bruno.

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      • Giuseppe ha detto:

        Già. E’ che dieci anni fa a vendere di più presso il pubblico era ancora il nome di Bruno, e non quello di Cavill…

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      • Lucius Etruscus ha detto:

        Il film viene ampiamente replicato ma mi sarei aspettato un’enfasi maggiore sul ruolo pre-Superman di Cavill. Una volta i film in cui attori famosi erano ancora ignoti venivano pompati molto di più.

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  6. Bruno ha detto:

    Lodevole questa iniziativa di seguire la lunga parabola calante di Bruce Willis, un attore che mi piace(va) moltissimo.
    Ci sono stati, comunque, anche problemi di salute a causare il suo declino.

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    • Lucius Etruscus ha detto:

      Dispiace per i problemi di salute di Bruce e gli auguriamo tutti mille anni di salute, ma è difficile che siano stati problemi di salute a dettare vent’anni di carriera in caduta verticale. Forse semplicemente Bruce ha scelto di fare tanti piccoli ruoli invece di pochi, o magari invece quei pochi non glieli proponevano più, visto che i suoi grandi successi sono così lontani nel tempo: il mio sospetto è che quando non ti cercano più per i grandi film, è il momento di farne tanti piccoli, come Bruce fa dall’inizio del nuovo millennio.
      Dall’annuncio ufficiale del suo ritiro sto dedicando ogni giovedì ai suoi film, a volte mettendone insieme due o tre, di quelli inguardabili dove fa giusto una comparsata, oppure in questo caso approfittando di recuperi televisivi, anche per lasciare traccia della sua produzione Z sterminata: diciamo che è un novello Seagal che almeno sa recitare 😀

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