Fortress (2021) La Brucetezza

Un giorno l’attorino Emile Hirsch se ne è uscito con un’idea: perché non facciamo che c’era tipo un posto dove gli agenti della CIA vanno a nascondersi? Tipo come se fosse una casa di riposo ma è blindata. (Mi immagino questa proprietà di linguaggio nell’esporre il suo soggetto.)
In altri tempi l’attore sarebbe stato cacciato via a pedate, ma il cinema è messo così male che anche una non-idea è comunque un’idea, così il produttore Randall Emmett rimane folgorato dal “soggetto” (chiamiamolo così) di Hirsch… tanto da iniziare una Zaga, cioè una saga di serie Z.

Messo insieme un esercito di produttori, dove probabilmente ognuno ha investito un dollaro, case una volta dignitose come Lionsgate e Grindstone – oggi sinonimi della Z più olezzosa – tirano fuori non solo Fortress ma in patria è già uscito Fortress 2 e stanno già lavorando al terzo episodio. Giusto per dire quanto stanno messi male nel mondo del cinema.

La consueta Eagle Pictures presenta il primo film in DVD e Blu-ray dall’aprile 2022 con il titolo Fortress. La fortezza.
Lo trovate su Prime Video, per ora solo a pagamento.

Inseguendo Bruce Willis in mezzo a un prato…

Robert (Bruce Willis) è un povero pensionato che si sta godendo il suo ritiro dorato a Forge Mountain, località amena immersa in un verde acido – temo che il direttore della fotografia di questo film sia daltonico! – dove si pratica yoga, giardinaggio, scacchi e lettura. Chiaramente non ce la stanno raccontando giusta.
Un giorno a trovare l’omino arriva il figlio Paul (Jesse Metcalfe), imprenditore di lunga data che come tutti gli imprenditori onesti è alla canna del gas, con l’azienda delle telecomunicazioni sull’orlo del baratro: com’è ormai usanza di molti giovani, si va a bussare al portafoglio di papà pensionato.

Tranquillo, papà, è un investimento sicuro: ti ripago in bitcoin!

Mentre Paul sta cercando di infinocchiare il genitore per sfilargli dal materasso i soldi di povera mamma morta, degli strani rumori dall’esterno interrompono la sgradevole riunione familiare. Bruce prende la sua pistola con il silenziatore ed esce: qualcosa mi dice che non è un pensionato qualunque.
Perché poi esca con un fazzolettone sulla bocca lo sa solo lui e il suo padre confessore.

Perché quel fazzolettone? Ecco il vero mistero del film

Perché tre tizi armati fino ai denti, guidati da uno col teschio disegnato sul petto manco fosse il Punitore dei poveri, hanno preso d’assalto la casa di cura? Vuoi vedere che – occhiolino occhiolino – Forge Mountain nasconde un segreto?
Il vero segreto è perché abbiano assunto le guardie di sicurezza più incapaci di sempre: bastava essere armati di fionda per penetrare nella zona inviolabile: i cattivi hanno solo perso tempo a indossare tutte quelle armi e protezioni.

Stendiamo un velo pietoso sulla qualità dei cattivi

Come già anticipato dal titolo, la casette immerse nel verde sono solo la facciata esterna della Fortezza, un impianto militare sotterraneo blindato e inespugnabile, che può garantire la sopravvivenza a tempo indeterminato fino a un massimo di cento persone.  Tutte queste informazioni (inutili) ci vengono propinate prima che la Fortezza inespugnabile diventi come il Carrefour di zona: tutti ci entrano e escono senza alcun problema.
Andrei a lamentarmi con il capo della Fortezza, il generale Dobbs, ma come si fa ad affrontare un discorso serio quando si scopre che è interpretato da Shannen Doherty? Pure lei avrà le bollette da pagare…

Povera Shannen, a chi hai rigato la macchina per finire qui?

I cattivi, il cui capo esce fuori essere Balzary (Chad Michael Murray), hanno preso d’assalto questo covo di ex agenti CIA semplicemente per soldi e vendetta personale, il che significa che il cattivo ci ammorberà con inutili chiacchiere allunga-brodo.
A Bruce dice bene perché almeno ogni tanto lo prendono a pugni, sviene e così può evitarsi le mortali chiacchiere del cattivo, ma alla fine pure lui alza le mani: ’sto film è insalvabile!

Basta, rega’, io m’arrendo!

L’avevo già apprezzata in Disturbing the Peace (2020) e mi fa piacere trovare Kelly Greyson in un ruolo addirittura da co-protaognista. Il problema però è che giustamente l’attrice mette bene in mostra i suoi muscoli e la grinta da eroina… ma in realtà non sembra che sappia fare assolutamente nulla, e infatti non fa assolutamente nulla, né in questo né nel precedente film citato.
Se in Disturbing the Peace era giusto una comprimaria con poco spazio, qui interpreta una grintosa guardia di sicurezza che fa fuori i cattivi: perché non insegnarle magari un paio di tecniche di lotta? O anche solo a stare in guardia, invece di agitare i pugnetti come una che non abbia mai messo piede in una palestra? Insomma, Kelly è un gran bel vedere ma facendo l’eroina d’azione assente ingiustificata non fa che aggiungere vergogna al film.

Tutto bello, ma se magari facesse pure qualcosa sarebbe meglio

Perché mai la CIA avrebbe dovuto costruire una Fortezza blindata per riempirla di vecchi agenti in pensione? Non bastava una normale Villa Arzilla in campagna? Perché immaginare una Fortezza talmente inespugnabile che chiunque entra ed esce senza il minimo problema?

Potrei andare avanti a lungo, ogni scena di questo film fa sorgere domande, ma sono quasi cento minuti di risposte negate. Mi tolgo il cappello, perché era dai tempi di “Lost” che non trovavo una tale parata di robe immotivate a cui nessuno darà mai una risposta.

Lo sceneggiatore Alan Horsnail non ha alcuna voglia di scrivere una qualsiasi storia e infatti non lo fa: c’è gente che spara, gente che sparla, lo spettatore sonnecchia, soffre per il vuoto cosmico che brucia gli occhi e via, un altro filmaccio con Bruce Willis è andato.
E non si può neanche dire sia un film-truffa, visto che il nostro Bruno è presente in scena dall’inizio alla fine. Non fa altro che fissare il vuoto con sguardo confuso, ma almeno c’è.

Ora non ci resta da vedere cosa si inventeranno per Fortress 2 (2022), che siamo tutti ansiosi di vedere. (O no?)

L.

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18 risposte a Fortress (2021) La Brucetezza

  1. Sam Simon ha detto:

    Ocme no, ansiosissimo! X–D

    Mi sembra che l’unico motivo di interesse sia capire come abbiano fatto a tenere Bruce per più dei canonici cinque minuti di cameo, praticamente…

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  2. wwayne ha detto:

    A Bruce è venuto da tirarsi su il fazzolettone per la vergogna di trovarsi a recitare in questo film. 🙂

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  3. Zio Portillo ha detto:

    Da come lo descrivi pare una porcata insalvabile. Però ammetto che l’idea di mettere una base segreta sotto ad una casa di riposo zeppa di ex agenti CIA in pensione (così da garantirne sicurezza extra, oltre a quella delle guardie regolari) poteva essere una buona idea. Bastava solo svilupparla bene e non mi pare sia questo il caso.

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    • Lucius Etruscus ha detto:

      In mano a un qualunque sceneggiatore sarebbe venuta fuori una cosa simpatica, qui invece semplicemente non esiste sceneggiatura, solo robe buttate a casaccio.
      Chissà, magari nel secondo film studieranno meglio la cosa.

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  4. Cassidy ha detto:

    Shannen Doherty si è fatta una fama di attrice ingestibile, quindi forse ha davvero rigato l’auto a qualcuno. Non avrei proprio idea di come una non-storia come questa potrebbe continuare, figuriamoci una trilogia! Cheers

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  5. Willy l'Orbo ha detto:

    Primo film del Bruzionario che non ho visto! Oddio, mano a mano che leggevo la recensione sei quasi riuscito a togliermi le strane voglie di visione, ma alla fin fine l’accoppiata Bruce+Z merita sempre una chance! Sempre (e pure un seguito, anzi, due!)! 🙂

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  7. Giuseppe ha detto:

    Quasi quasi avrei preferito che “Fortress” fosse la classica truffa con un ruolo dai tre ai cinque minuti scarsi, via il dente e via il dolore. Ma se mi tieni Bruce in presenza e inazione (non ho sbagliato a scrivere “in azione”, voglio proprio dire che rimane inattivo) praticamente per tutto il tempo, dandoti modo di fare ad ogni fotogramma il paragone con i suoi anni d’oro, allora ecco… più che di una tutto sommato innocua truffa siamo proprio dalle parti dell’associazione a delinquere (regista, sceneggiatore, produttore, tutti insomma) 😛

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    • Lucius Etruscus ha detto:

      In effetti stiamo assistendo ad un fenomeno curioso: più Bruce invecchia, più si fa presente nei suoi film. Così quando era ancora gagliardo fa inutili comparsate, ora che è chiaramente fuori forma fa il protagonista sempre presente. Davvero una decisione discutibile.

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      • Giuseppe ha detto:

        Vederlo costantemente ridotto all’ombra di quello che era tempi (e, se sei il protagonista, la cosa si nota eccome) non fa per niente piacere, ma chi persiste nell’affidargli questi ruoli sembra faccia molta fatica a comprenderlo…

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      • Lucius Etruscus ha detto:

        Forse una decina d’anni fa Bruce era ancora confuso con il divo d’azione che era stato un tempo, ma oggi è talmente noto come “attore a propria insaputa” che renderlo addirittura protagonista significa azzoppare il film già in partenza.

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