[Serie TV] Obi-Wan (UAN) Kenobi (2022)

Questo geniale fotomontaggio che ho trovato da edititaliani sarà apprezzato (o anche solo capito) da chi come me passava i veri anni Ottanta guardando i programmi-contenitore pomeridiani del Biscione: io sono cresciuto con Four su Rete4 (grazie al quale ho conosciuto la voce di Pietro Ubaldi) ma su Italia1 se la comandava Uan, con il giovane Paolo Bonolis.

Grazie ad Hall of Series per il tuffo nei ricordi

Questo per dire che qualsiasi altro argomento è più interessante di “Obi-Wan Kenobi” (2022), quella inutile mosceria vuota e inconcludente, spacciata per serie TV, che la piattaforma Disney+ ha buttato via velocemente, dopo almeno due anni di attesa.

Ciò che mi preme sottolineare è però che la storia ha un “cuore western” che sarebbe piaciuto al Mandaloriano, anche se purtroppo è stato un doppio fallimento: sia video che testuale.

Tutto infatti inizia nel 2006, quando John Jackson Miller è uno sceneggiatore a fumetti per la testata “Star Wars” della Dark Horse Comics. Il suo redattore Jeremy Barlow un giorno lo sfida: sarebbe per caso capace di scrivere una storia di Star Wars… ma in salsa western? Nessuno scrittore sarebbe capace di tirarsi indietro, e infatti Miller comincia subito a buttare giù idee, e la storia comincia a prendere forma ma anche… a crescere. E crescere. E crescere troppo, per essere raccontata in una semplice saga a fumetti.

Miller si tiene nel cassetto la sua storia western, finché nel giugno 2013 la Dark Horse gli pubblica la sua ultima storia di Star Wars (Last Tribe of the Sith): di lì a qualche mese la casa perde il marchio che passa alla Marvel. Chissà, magari Miller sente a naso che i suoi giorni nella Galassia lontana lontana sono finiti, o magari qualcuno lo avverte che la Marvel Comics non è la DHC, non è un gruppo di amici che si diverte a giocare con marchi famosi. Quale che sia il motivo, sta di fatto che nell’agosto 2013 – cioè qualche mese dopo quell’ultimo suo fumetto Star Wars targato DHC – la casa editrice Del Rey presenta il “romanzo western” di Miller, dal semplice titolo Kenobi: mi stupisce che l’autore non sia stato citato nei crediti della serie TV omonima.

Questo aneddoto che vi ho raccontato in realtà lo racconta Miller stesso nei Ringraziamenti del suo romanzo, portato in Italia da Multiplayer.it (2017) e recentemente ristampato da Panini (maggio 2022), anche se l’ho arricchito con nomi di case che lui, più diplomatico, ha preferito non fare.

L’idea di base è ghiotta. Siamo fra il terzo e il quarto Episodio, Kenobi dopo aver lasciato il giovane Luke ai suoi genitori adottivi non se la sente di allontanarsi e rimane a vivere nel deserto di Tatooine: ad essere onesti sarebbe stato bello avere qualche motivazione in più per un maestro Jedi che decide di vivere come un eremita, a vegetare nel dolce far niente. Possibile non ci fosse altro da poter fare, in attesa che Luke crescesse?

Visto che io ci casco tutte le volte, e ad ogni serie mi illudo che la Disney possa tirar fuori qualcosa di diverso dal becero fan service di quart’ordine – come in questo caso – all’avvicinarsi di “Kenobi” ho iniziato a leggere il romanzo di Miller, scritto davvero bene ma funestato da un difetto che me l’ha fatto mollare: la prende così larga che è come se avesse scritto le Cronache di Tatooine. Millemila pagine a raccontarci tutti i cacchi dei personaggi del deserto, di cui frega ben poco e che mi hanno distrutto la voglia di proseguire. Ma è il succo che ho apprezzato.

Sotto la patina da “allungatura di brodo micidiale”, batte un grande canone western: quello del “pistolero fenomenale che si ritira ma poi viene spinto a tornare in azione”. Mi piace sempre citare La pistola sepolta (The Fastest Gun Alive, 1956) con Glenn Ford come esempio di questo canone, con il protagonista che rinuncia alla sua fenomenale pistola in favore di una vita umile ma onesta, finché l’arrivo nel paesino desertico di un gruppo di criminali lo spinge a “disseppellire” la sua pistola per una nuova missione. Nel romanzo di Miller questo ruolo viene affidato a Kenobi, che molla tutto, idealmente seppellisce la spada laser e si fa chiamare Ben, tanto più che nessuno lì lo conosce. Non è più il maestro Jedi Kenobi, per la gente del deserto è solo Ben il solitario.

È innegabile che Stuart Beattie e Hossein Amini abbiano attinto allo stesso scenario e alle stesse idee per l’episodio pilota della serie “Kenobi”, e visto che tutto quanto ho fin qui raccontato è considerato ufficialmente “Legend” (cioè apocrifo), questo la dice lunga su quanto sia ridicola ogni idea di “canone” negli universi narrativi: come fa una serie a copiare identico del materiale non canonico rimanendo però canonica?

Visto che le serie TV legate ad universi narrativi hanno l’obbligo assoluto di mostrare solo i personaggi titolari – anche perché sono incapaci di inventarne di nuovi – mentre nel romanzo Ben doveva riprendere la spada laser per salvare nuova gente, qui la gente è sempre quella: una principessa Leia mocciosa e piccola peste.

All’insegna del girl power, dell’inclusività di razza e genere, di pari opportunità e metoo, la vicenda parla di niente perché non ha tempo di mostrare nulla: due anni di lavorazione per secernere sei episodi fiacchissimi occupati solo da temi socialmente accettabili, in modo che nessun utente di social possa lanciare accuse alla Disney. Se Miller avesse portato questa storia alla DHC l’avrebbero cacciato a pedate, che non ci riempivano manco mezzo albo, invece la Disney+ ci ha riempito palinsesto e galassia pubblicitaria.

Perché non menzionare Miller almeno fra gli autori del soggetto? In fondo degli “anni dell’esilio” di Kenobi hanno scritto in parecchi – lo dice Miller stesso – ma è raro trovare storie proprio all’inizio di quel periodo, e non così corpose. Anche se solo per l’episodio pilota, almeno un cenno di saluto al romanziere potevano farlo.

Un uomo d’azione, un cavallo, il deserto: se non è western questo…

Se “Kenobi” fosse stata affidata al primo Favreau, quello capace di raccontare una storia di Star Wars come fosse metà western e metà chanbara (cioè western giapponese), mi piace pensare che avremmo avuto un gioiellino: il “pistolero” Ben che deve tornare e impugnare la sua arma per una nobile causa, con indosso il poncho, la barba a coprire il volto e un’espressione ad occhi chiusi tipica del deserto. «Al cuore, Anakin: al cuore!»

La serie che avrebbe potuto essere

Ho già preso appuntamento alla Total Recall per farmi estirpare la memoria di aver visto questa inutile serie e mi farò impiantare altre memorie, con Obi Wan eroe western nel deserto di Tatooine.

L.

P.S.
Passate da Cassidy per una recensione più precisa della serie.

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15 risposte a [Serie TV] Obi-Wan (UAN) Kenobi (2022)

  1. Cassidy ha detto:

    Scusa, ma devo prendermi il mio tempo per ridere di Obi-UAN, geniale! Molto più di questa serie scippata al povero scrittore, che comunque ha raccolto insulti razzisti per la Terza Sorella, quando invece sarebbe stato più sensato spernacchiare gli sceneggiatori, che scopiazzano e anche male! In effetto è un archetipo narrativo rifatto anche da Eastwood in “Gli spietati”, sono riusciti a sbagliarlo lo stesso. Cheers

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    • Lucius Etruscus ha detto:

      Con il canone del “pistolero ritirato” è davvero difficile sbagliare, è pieno di ottimi film che lo rielaborano in mille maniere, ma la Disney riesce a sbagliare anche dove era impossibile farlo: qui è la sua grandezza 😀
      Ora voglio la serie su Obi-UAN, e allora sì che avremmo un capolavoro ^_^

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  2. Vasquez ha detto:

    OMG! (Oh My God!) È un OMG! (Organismo Modificato Geneticamente)!!! 😜
    Mammasaura! È la cosa più geniale che abbia mai visto: riassume in un colpo solo la bruttezza della serie, che credo però non susciti la stessa ilarità del pupazzone rosa, purtroppo.
    Dopo Episodio IX mi sono detta “Meno male è finita…ora la smetteranno con questo accanimento terapeutico”… a quanto pare invece non c’è modo di far finire questa sofferenza…

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    • Lucius Etruscus ha detto:

      E’ pieno di spettatori che impazziscono all’idea di Darth Vader, quindi vederlo combattere contro Obi-Wan è puro nerdgasm su cui la Disney punta tutto: che poi siano scene di una stupidità imbarazzante, di cui già sappiamo l’esito – essendo un prequel – girate male e roba che fa rimpiangere Megaloman, questo non conta: l’utente Disney medio temo non si accorga di niente 😛

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    • Giuseppe ha detto:

      Se ti trovi comoda con Dailymotion, lì ci dovrebbero essere ancora tutti gli episodi trasmessi ai tempi in italiano. Come alternativa, c’è archive.org… 😉
      [video src="https://archive.org/details/megalomanepisodio22ilsegretodellafiammadimegalopoli/Megaloman+-+Episodio+1+Colpisci+Fiammeggiante+Superman.mp4" /]
      https://archive.org/details/megaloman-raw-collection
      P.S. In questo caso è solo il secondo link a indirizzare alla serie completa (31 episodi), che però è in giapponese e -a quanto ho visto- pure senza sottotitoli.

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  3. Willy l'Orbo ha detto:

    In primis standing ovation per il fotomontaggio! 🙂
    Per quanto riguarda la serie, tra aspirazioni/venature western (che comunque in Star Wars effettivamente compaiono) e temi socialmente accettabili…non è che mi esalti tantissimissimo ‘sta serie. Ma sono 6 puntate, è Star Wars, è estate, saprò resistere al lato oscuro della Disney? Ne dubito 🙂

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  4. Il Moro ha detto:

    Ah ah, grazie ho riso molto, e ho trovato altri motiviper non guardare l’ennesima serie basata sull’acchiappare gente grazie alla nostalgia invece che su una storia decente.

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    • Lucius Etruscus ha detto:

      Questa serie è fatta SOLO di becera nostalgia canaglia e fan service di quart’ordine, quindi ogni momento passato a NON vederla è un momento ben speso ^_^

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      • Giuseppe ha detto:

        La Disney ha voluto buttare nel cesso decenni di buone idee e produzioni Dark Horse, costringendo la Marvel a fare i salti mortali per riempire le voragini create con questa brillantissima scelta, sì? E adesso sono cazzi suoi, visto che proseguendo con questo andazzo non esisterà più nulla di anche solo lontanamente degno di fregiarsi del marchio (marchio che, mi duole dirlo, col passaggio di gestione non sta invecchiando benissimo)… Arrivati a questo punto, MOLTO meglio vedere davvero una serie dedicata a Obi-UAN 😀

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      • Lucius Etruscus ha detto:

        Purtroppo maggiore è la cialtronaggine della serie maggiore è il successo, quindi la Disney è legittimata nell’usare software automatici sforna-sceneggiature, che tanto la gente vuole solo il fan service, le battutine stupide e i temi “social-approved” (inclusività, pari opportunità, ecc.) E’ un futuro ben triste…

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      • Giuseppe ha detto:

        E’ un futuro rivolto esclusivamente a chi ha conosciuto “Star Wars” per la prima volta tramite la Disney (il che, ovviamente, equivale a NON sapere assolutamente nulla del franchise) quindi sì, è triste davvero…

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  5. Sam Simon ha detto:

    Che bello continuare ad evitare di sprecare tempo con la Disney ma poterne comunque parlare se necessario grazie al mio trittico di fonti sicure (Lucius/Cassidy/RedLetterMedia)! :–D

    Grazie!

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  6. Pingback: Bye Bye Vietnam (1989) guest post | Il Zinefilo

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