[Serie TV] The Staircase (2022) Un’indagine etrusca!

Qualche giorno fa si è finalmente conclusa la serie televisiva thriller “The Staircase – Una morte sospetta“, creata da Antonio Campos: tranquilli, NIENTE SPOILER.

Quando nel 1990 la casa editrice Leonardo ha portato in Italia le 800 pagine del romanzone L’ambasciatore, la recensione su “La Stampa” descrive il suo autore come un ex ufficiale dei marine in Vietnam dal 1966 al 1969: fine. Non ho trovato alcuna altra menzione di Michael Peterson negli archivi del quotidiano, e temo che della sua incredibile vicenda giudiziaria in Italia non sia arrivato gran che.
Così come non è arrivato altro suo libro se non quel tomone assurdo subito scomparso nel nulla: è pur vero che sebbene continuino a ritrarre Peterson come “romanziere” in realtà ha fatto tanto nella vita (anche troppo), ma la scrittura è proprio l’ultimo dei suoi interessi, con i suoi tre soli romanzi pubblicati.

Sei anni dopo aver pubblicato il suo ultimo romanzo, Michael Peterson trova la moglie sanguinante sulle scale interne della propria casa: chiama subito l’ambulanza ma all’arrivo dei paramedici la donna è già morta. Quello che sembra un tragico incidente si trasforma all’istante in altro, perché dai paramedici ai poliziotti nessuno crede a Peterson. La donna è stata chiaramente uccisa, e si sa che quando una moglie muore quasi sicuramente è stato il marito.

Ultimi giorni felici dei coniugi Peterson

Questo è l’inizio di una incredibile vicenda giudiziaria che non fa che peggiorare volta per volta, e più particolari succulenti e scabrosi vengono alla luce… più gli appassionati di true crime arrivano a frotte. Vengono scritti diversi saggi per ricostruire quell’ultima fatale notte di Kathleen Peterson, e uno di questi – A Perfect Husband (2004) di Aphrodite Jones – diventa la base per il film televisivo The Staircase Murders (2007) con Treat Williams nel ruolo di Peterson.
Ho avuto il privilegio e il piacere di registrare quel film nel suo passaggio sulla compianta CineSony l’8 ottobre 2018, con il titolo Il delitto della scala.

Il bravo Treat Williams nel primo adattamento della vicenda giudiziaria di Michael Peterson

La serie TV del 2022 approfondisce l’argomento molto di più rispetto al citato film televisivo, che comunque copriva tutta la “parte succulenta”. La serie infatti è nettamente divisa in due parti: i primi quattro episodi (che in pratica raccontano la stessa storia del film con Treat Williams) ci mostrano il “perfetto maritino” che viene sbranato da poliziotti, avvocati e giornalisti fino a mettere in piazza ogni più vergognosa ombra del proprio passato; le seconde quattro puntate, il cui ritmo crolla vertiginosamente ed è fortissima la sensazione di “allungamento di brodo”, ci mostrano gli ultimi strascichi della vicenda, che arrivano fino al 2017.

I suoi impegni di scrittore e di padre sono simili: pochi e svogliati

La brava Toni Collette ha l’ingrato compito di interpretare la morta, in una serie rutilante e incrociata di flashback che ce la mostrano in varie fasi della sua vita e che dovrebbero darci un suo ritratto… ma in realtà temo che gli autori si siano persi nel bosco: a parte ritrarcela come “stressata”, non fanno altro. Non mi sembra gran che come approfondimento del personaggio.
L’ubiquo e onnipresente Colin Firth lavora di fino, mostrandosi spesso catatonico ma a guardar bene la sua è tutta una recitazione fatta di piccole contrazioni di muscoli. Mi è piaciuto ma onestamente gli ho preferito Treat Williams, per un semplice motivo: Treat pacioccone è troppo buono, così quando inizia ad uscire fuori il torbido e lui comincia ad essere messo sotto pressione l’attore stupisce e convince. Firth c’ha la faccia da colpevole sin dal primo istante, quindi i vari rovesci della fortuna giudiziaria ci sorprendono poco.

Ecco, Colin Firth sta così per tutte le otto ore della serie…

Essendo tratta da una storia vera e oltremodo studiata in America, questa serie non può fornire verità quindi fa un’ottima scelta nel fornirci varie ricostruzioni di ciò che potrebbe essere successo quella fatale sera, ognuno poi può scegliere quale sia più convincente.

Ma c’è una cosa che non torna, c’è un Mistero Etrusco che per otto puntate ho sperato venisse affrontato e spiegato… e invece tocca a me fare il Perry Mason e sollevare la prova scottante a favore di giuria.


L’ultima sera di Kathleen Peterson

Come ci viene detto nei primi minuti del primo episodio, Michael Peterson ha scoperto la moglie morente sulle scale interne di casa la sera del 9 dicembre 2001, poi qualche giorno dopo l’uomo si ritrova circondato dai familiari e ha l’ingrato compito di raccontare – per quella che sarà solo la prima di tante volte – gli eventi di quella fatale sera:

«Sono andato da Blockbuster e ho preso un film, I perfetti innamorati, una scemenza incredibile ma Kathleen ha riso tutto il tempo.»

Ma nel 2001 c’erano ancora i Blockbuster? Boh, io nel 2000 approfittando della chiusura dell’ultimo Blockbuster del mio quartiere mi sono comprato un paio di DVD a prezzi stracciati (come per esempio il costosissimo Dragon. La storia di Bruce Lee in edizione speciale), invece scopro che in America la collana di videoteche è vissuta ancora a lungo, sebbene fossero lontani i fasti di un tempo.

La ricostruzione immaginaria dei coniugi Peterson davanti a I perfetti innamorati

Comunque non è una trovata per “condire” la sceneggiatura, già il citato saggio A Perfect Husband (2004) dice chiaramente che i due coniugi hanno passato la sera a vedere quel film noleggiato («rental video»), e lo dice per ben tre volte, così come tre volte è ripetuto nella serie TV (nella prima, seconda e ottava puntata: viene detto anche nella quarta ma solo perché viene ripetuta una scena, mostrata attraverso telecamera).

Diane Fanning nel suo saggio Written in Blood (2005) ci informa che Peterson «ha ripetuto questa frase durante la conversazione come se fosse un elemento di vitale importanza».

«Mike e Kathleen cenano, guardano insieme un film, I perfetti innamorati

Così riassume l’avvocato della serie TV, per due volte, quell’ultima sera in cui Kathleen era viva. E da quando nella prima puntata è stata data questa informazione sono rimasto in attesa che qualcuno – o il costoso avvocato, o la sua schiera di aiutanti, o qualche giornalista, o qualcuno degli investigatori dilettanti che ruoteranno per anni intorno al Caso Peterson – mi desse un’altra informazione. Mi dicesse cioè che qualcuno è andato a controllare… e invece niente.

Possibile che nessuno abbia controllato l’alibi di un sospettato d’omicidio? Possibile che nessuno abbia controllato… se il film I perfetti innamorati era uscito a noleggio, quel dicembre 2001?


Il mistero misterioso
del film che non c’era

Essendo “The Staircase” una serie americana, un Paese che è medaglia d’oro di falso storico, non si può nutrire la benché minima fiducia negli sceneggiatori e nei loro “studi” per la ricostruzione degli ultimi mesi del 2001. Per fare un esempio, durante un flashback sentiamo la celebre canzone Whenever, Wherever di Shakira, uscita a fine settembre 2001 e che all’epoca avevamo tutti nelle nostre raccolte. Ce l’avevate anche voi, non fate i vaghi.
L’ottima scelta musicale, combaciante con l’epoca dei fatti, viene poi spazzata via dai coniugi Peterson che ascoltano la splendida Echoes in Rain di Enya, che purtroppo uscirà solo nel 2015.

Stanno suonando la nostra canzone… dal futuro!

Gli americani sono così, adorano le ricostruzioni storiche ma se ne sbattono la panza di compiere qualsiasi ricerca, mentre invece adorano il Maligno: infilarci qualche minuscolo riferimento satanico per dimostrare che Messer lo Diabolo era nei paraggi fa sempre il suo bell’effetto con lo spettatore medio, quello che passa il tempo suonando il banjo in veranda.
Perciò, guarda a volte la coincidenza, l’unico altro film che ci viene detto essere stato noleggiato da Michael Peterson è… Il presagio (The Omen, 1976), che non è citato nei saggi che parlano del caso. Devo credere che qualcuno degli autori si sia andato a spulciare i manuali di home video – come ho fatto io – scoprendo che quel film era disponibile in DVD almeno dall’ottobre 2001 (come riportato dal TLA Film Video & DVD Guide 2002, stampato quel mese), quindi era possibile per Peterson noleggiarlo? Oppure era troppo irresistibile infilare con disinvoltura un “indizio maligno” a caso?

La prova che qui c’è lo zampino… anzi, lo zampone del Diavolo

Stando ad IMDB il film America’s Sweethearts con Julia Roberts e John Cusack è uscito nelle sale americane nel luglio 2001 e stando ad ItaliaTaglia.it ha ricevuto il visto italiano il 30 agosto successivo, con il titolo I perfetti innamorati: qualcosa però dev’essere andato storto perché il film uscirà in Italia mesi dopo, intorno a San Valentino 2002. Capisco la furbata per acchiappare gli spettatori ’nnammurati, ma slittare di sei mesi l’uscita mi pare un po’ esagerato.

Ho trovato quotidiani americani che lo danno in programmazione al cinema ancora a novembre del 2001, e il numero di ottobre della rivista specialistica “Première” ancora parla della grande serata di gala per la prima del film, strapiena di attoroni famosissimi.
Come fa un film che viene dato in sala ancora a fine novembre – recensito da Sunny Lee sulla rivista “Entertainment Weekly” il 20 novembre – ad essere in DVD a noleggio il 9 dicembre successivo?

La prova che almeno al 21 novembre il film era ancora proiettato in sala

I “dizionari dell’home video” del 2002 – come il celebre Movie & Video Guide di Leonard Maltin – non presentano il film, ma non è una prova: essendo dati alle stampe intorno ad ottobre 2001, quando il film è ancora in sala, non hanno fatto in tempo ad inserirlo.
Il DVD del film lo troviamo pubblicizzato sulla rivista “Première” di luglio 2002, ma è la sua edizione per la vendita, uscita in perfetta contemporanea con l’italia, che quel mese lo mette in vendita sia in VHS che in DVD per TriStar/IIF.

Pubblicità di DVD in vendita su “Première” (luglio 2002)
I perfetti innamorati è considerato così male che non è nella foto,
ma solo nelle scritte in piccolo (che qui ho tagliato)

Ma Peterson ha noleggiato la versione da videoteca, che di solito esce qualche mese prima: in Italia infatti è uscita a marzo di quel 2002… dobbiamo credere che invece in America sia uscita già i primi di dicembre 2001? Comunque la VHS americana riporta chiaramente il 2002 come data della confezione.

VHS americana de I perfetti innamorati

Una prova ambivalente arriva dalla rivista “Entertainment Weekly” del 15 febbraio 2002, che nella classifica dei film più noleggiati di quella settimana mostra agli ultimi posti il povero America’s Sweethearts, trattato un po’ maluccio da tutti malgrado a sorpresa stia portando a casa più soldi del previsto.
Quella che potrebbe essere la prova decisiva che il film è apparso in videoteca solo nel 2002 ci raggela quando accanto al titolo appare il numero di settimane in classifica: 12.

Calendario alla mano, togliendo dodici settimane al 15 febbraio 2002 si arriva al 30 novembre 2001, un’incredibile data che in effetti si pone nell’esatta metà fra l’ultima notizia del film al cinema e il noleggio in videoteca di Peterson.

L’ultimo DVD visto da Kathleen Peterson?

Però in quella classifica il film Rat Race di Jerry Zucker viene dato alla prima settimana, segno quindi che è appena uscito in videoteca quel febbraio: eppure il film è uscito in sala anche lui nello stesso luglio 2001 dei perfetti innamorati, perché questi ultimi sarebbero usciti tre mesi prima in videoteca? Che sia perché Rat Race, al contrario de I perfetti innamorati, aveva alle spalle una grande casa che ha voluto sfruttare più a lungo le sale?


Conclusione

Il fatto che un uomo accusato di aver ucciso la moglie racconti più volte, anche insistentemente, di aver passato con lei la serata a vedere una commediola romantica, che a lui non piaceva ma ha acconsentito per far piacere alla consorte, è qualcosa di così perfetto che posso capire l’avvocato di famiglia lo prenda per buono, perché fa comodo alla difesa, e di sicuro gli avvocati dell’accusa avevano sin troppi litri di sangue sulla scena del delitto per perdere tempo a controllare questi particolari. Il mio stupore è invece che i tanti appassionati di cronaca nera che hanno seguito il caso per quasi vent’anni non abbiano pensato all’ovvio: cioè a controllare l’alibi dell’accusato, qualcosa che dovrebbe essere fatto sempre, anche se “suona” plausibile.

A distanza di vent’anni non sono riuscito a dimostrare con sicurezza che quel film non era uscito in videoteca – e che quindi sin dal primo istante Peterson ha mentito nella ricostruzione degli eventi – ma sicuramente in quei primi anni Duemila doveva essere facilissimo da controllare. Anche perché dopo la visione, secondo l’accusa, Michael Peterson avrebbe ucciso barbaramente la moglie, quindi nasce la domanda a cui nessuno ha pensato… Chi ha riconsegnato il DVD in videoteca?

L.

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21 risposte a [Serie TV] The Staircase (2022) Un’indagine etrusca!

  1. Cassidy ha detto:

    Io lo avrei dichiarato colpevole già solo per aver noleggiato “I perfetti innamorati” 😉 Scherzi a parte bellissima indagine, considerando quante volte la vicenda è stata adattata, forse erano tutti più interessati al dramma e al sangue che ad indagare per davvero. Cheers

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  2. Raffa ha detto:

    Devo ancora vedere la serie, me la consigli?

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    • Lucius Etruscus ha detto:

      Di sicuro le prime quattro puntate, molto belle, cattivissime, ben strutturate – occhio che è tutto un aventi e indietro nel tempo, quindi dovrai prestare attenzione – ma poi crolla tutto e le successive quattro sono di una lentezza micidiale, anche perché non hanno una mazza da dire. Diciamo che ti consiglio di vedere le prime quattro… e poi saltare a metà dell’ottava ultima puntata 😛

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      • Raffa ha detto:

        Ti spiego: mi ha allarmato quando hai detto che non si conclude niente, perché allora non lo guardo. Vidi un bel thriller anni fa The devil’s knot su un caso di bambini uccisi, pensando che ci fosse la conclusione, invece si conclude senza sapere chi è stato.

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      • Lucius Etruscus ha detto:

        Il brutto delle serie sui true crime (genere che in America spacca) hanno tutte questo difetto: cavalcano l’ondata di interesse del pubblico anche se in realtà la giustizia non ha risolto nulla. Pensa che il film con Treat Williams è del 2007, in pratica finisce a metà vicenda!
        Sicuramente questa serie ha il merito di puntare tutto sulla vicenda umana più che sul caso giudiziario, e di raccontare più le particolarità che il caso in sé (anche perché in realtà non c’è così tanto da dire), e la serie ha comunque una sua conclusione visto che (non rivelo nulla) nel 2017 è successo “qualcosa” che in un certo qual modo ha messo la parola fine al Caso Peterson, ma in realtà se non ti piacciono i casi irrisolti allora evita la serie, perché dal 2001 solo una cosa è chiara: nessuno sa cosa sia successo quella sera alla povera Kathleen, e non esiste una sola singola prova che sia stato il marito ad ucciderla. Il resto è tutta fiction 😉

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      • Raffa ha detto:

        Ok, grazie!

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      • Giuseppe ha detto:

        Essendo io di nuovo leggermente (sarcasmo) in arretrato con le serie tv, è possibilissimo che prima di riuscire a vederla arrivino a risolvere il caso 😉
        Indagine molto interessante e condotta con la ben nota accuratezza e professionalità… di certo è davvero sconcertante questa reiterata “disattenzione” all’alibi di Peterson.
        P.S. Blockbuster? Ne conoscevo almeno uno che ha “arrancato” per tutto il 2006 e pure qualcosina oltre: me lo ricordo in quanto dovetti cambiare DVD tre volte prima di trovare qualcosa di integro e funzionante (prezzi stracciati sì ma, essendosi ormai la catena lasciata alle spalle suoi anni d’oro, erano uno straccio pure le condizioni dei dischi ex-noleggio)…

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      • Lucius Etruscus ha detto:

        Quuelle pochissime volte che sono entrato in un Blockbuster mi sono sempre trovato male, sia per la scelta dei film che per il personale. Diciamo che non sono proprio il cliente-tipo per quella catena 😛

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  3. Willy l'Orbo ha detto:

    Ricostruzione/indagine ottima! Considerando la mia parziale ritrosia nel vedere le serie credo che con questo post mi possa considerare sazio sull’argomento! 🙂

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    • Lucius Etruscus ha detto:

      Considera che è un caso in realtà mai risolto, quindi non sarà certo questa serie a mettere la parola fine sul “Caso Peterson”, invece si prefigge di raccontare l’avventura umana di un uomo sbranato da giustizia e opinione pubblica.
      Semmai ti consiglio il film con Treat Williams, che in 80 minuti condensa le 8 ore di questa serie alla perfezione 😉

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  4. Vasquez ha detto:

    Per la cronaca, io la canzone di Shakira ogni tanto me la risento ancora adesso 😛
    La storia di questo caso per me è assolutamente incredibile, e merita di essere conosciuta, forse prima col film TV con Treat Williams, e poi con la serie di quest’anno (sono giusto a metà) e anzi approfitto per ringraziarti di avermi consigliato il tutto.
    Il film del 2007, oltre ad avvalersi dell’ottima interpretazione del protagonista, riesce a mettere in evidenza le incongruenze nella vita di quest’uomo, cose che lui dà per scontato come se le facessero tutti, e la sua risposta a quel santo del suo avvocato difensore è sempre: “Sì, sì, be’ ma mia moglie lo sapeva, mica c’era bisogno che lo sapessi anche tu!” Alla faccia!
    Con la serie ho capito meglio i rapporti di parentela in quella strana famiglia, tra sorellastre, figlie adottive, figli maschi di madri biologiche ma separate, madri morte, matrigne, un vero casino. E hai ragione: Colin Firth rende tutto più ambiguo, è bravissimo a fare la faccia di quello che nasconde qualcosa, ma è proprio la serie a fare le cose per bene tenendo il piede in due scarpe.
    Non avevo pensato al fatto che il film (che mi pare di aver visto ma non ne conservo memoria…) potesse non essere ancora uscito per il noleggio, e quindi fosse da aggiungere alle bugie di Peterson. Ma comunque i tempi mi sembravano giusti, perché alle 22 passa il figlio a casa a salutare prima di andare a una festa (dice che Kathleen era già alticcia), poi evidentemente i due aprono la bottiglia di vino e se la scolano vedendo il film che dura un’ora e quaranta. Arriviamo più o meno a mezzanotte, marito e moglie se ne vanno a bordo piscina, chiacchierano un po’, poi lei si ritira, diciamo intorno a mezzanotte e mezzo. Lui dice di essere rientrato due ore dopo di lei, e infatti la prima telefonata al 911 risale alle 2,40 del mattino…
    I tempi coincidono, e non c’era assolutamente alcun motivo di mentire su quel film, così come non c’era motivo di mentire sul Cuore Viola ricevuto in Vietnam, visto che Peterson un’onoreficenza l’aveva ottenuta lo stesso (la Stella d’Argento, mi pare che dica).
    Se chiedessero a me direi che se cammina come una papera, fa il verso della papera e sembra una papera…dev’essere per forza una papera. Non so, devo finire la serie, ma complimenti per l’occhio clinico e per l’indagine, e grazie ancora 😉

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    • Lucius Etruscus ha detto:

      Immagina che quella fatale sera Peterson abbia infilato nel lettore DVD il film “Ho semplicemente fatto a pezzi mia moglie”: capisci che allora sì che TUTTI si sarebbero interessati al film 😀
      L’aver ripetuto di aver visto con amore una commediola romantica sa tanto di bugia, per questo mi stupisco che nessuno abbia sentito puzza di bruciato, visto che in questa storia di bugie ne sono state dette a pioggia. Una in più non cambia, ma è curioso che nessuno crede a Peterson quando NON dice qualcosa, tutti gli credono quando la dice…

      In questa brutta storia cos’abbia davvero noleggiato – foss’anche un filmaccio indicibile – non ha importanza, ma ha importanza il dare le cose per scontate, un qualcosa che in un caso di omicidio così scottante e così studiato non me lo sarei aspettato.
      Avrebbe avuto senso se fosse stata un’invenzione della serie – come “The Omen” – invece anche autori di true crime che hanno sviscerato il caso buttano là quel film dandolo per scontato: allora mi viene da pensare… su quante altre cose hanno dato tutto per scontato?

      Per finire, strano che al momento di vendere il film “I perfetti innamorati” non abbiano messo sui DVD la fascetta: “Il film visto da Michael Peterson prima di massacrare la moglie”! 😀

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      • Vasquez ha detto:

        Su quelle fascette hanno scritto (e continuano a scrivere!) di tutto e di più, e che sia vero o falso non mi pare che se ne sia mai preoccupato nessuno 😛
        Però magari se l’avessero fatto forse, forse – e dico “forse” – a qualcuno sarebbe potuto venire il ghiribizzo di indagare sulla cosa 😀

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  5. Lorenzo ha detto:

    Io ti posso confermare che, almeno fino al 2004, nella mia zona non c’era uno, ma due Blockbuster. Ricordo che noleggiai (non di mia scelta) il primo film dei Pirati dei Caraibi, che uscì in home video proprio nel 2004.

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    • Lucius Etruscus ha detto:

      Mi ero fatto questa errata sensazione perché nel 2000 c’è stato il botto: TUTTI i Blockbuster del mio quartiere e quartieri limitrofi hanno chiuso, una moria sincronizzata, tanto che pensavo fosse stata la catena a chiudere i battenti.
      A me andava bene, sono cresciuto con le piccole videoteche pezzenti dove c’erano cose che al Blockbuster non si trovavano, ma non pensavo che la catena fosse durata così tanti anni ancora.

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  6. Celia ha detto:

    Ovviamente lo voglio.
    Voglio TUTTO.
    Film, serie, libri purchessia.
    Amo già ❤️

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    • Lucius Etruscus ha detto:

      ahahh temo che i libri sul caso siano inediti in Italia, dove queste storie truculente e succulente funzionano su schermo ma non su carta, mentre addirittura l’amica Vasquez mi diceva che c’è pure una serie Netflix, che però ancora non ho visto. A questo punto dovrò farci filotto 😛

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