[Death Wish] Pazze come api punitrici (1981-85)

Nel 1972 la narrativa d’intrattenimento dà voce alla rabbia popolare e testimonia il crollo rovinoso delle istituzioni: polizia e politica sono colluse con quei criminali che fingono di combattere, quindi la giustizia vera può arrivare solo… da un Punitore.


Continua il viaggio nelle più minuscole produzioni straniere con protagoniste “donne punitrici”.


La ninja dorata

Come già raccontato, negli anni Ottanta ad Hong Kong il famigerato Godfrey Ho comprava minuscoli filmetti dai mercati asiatici, li ridoppiava con attori anglofoni, ci infilava scene ninja a casaccio e li rivendeva a tutti i distributori del mondo. Se pensate che fosse una pataccata, vi sbagliate: i distributori facevano a botte per ricoprire d’oro la IFD, la casa di Joseph Lai che vendeva queste truffe a cielo aperto.
Il popolo delle videoteche cresceva a dismisura, la voglia di ninja era tantissima e la Cannon sfornava giusto un film ogni tanto, fregandosene del fenomeno che lei stessa aveva creato: c’erano milioni di spettatori con i soldi in mano che aspettavano dei ninja su videocassetta, e Godfrey Ho li ha serviti tutti. Male, ma li ha serviti tutti.

Nel 1986 Ho prende un minuscolo film taiwanese, Thunder Cat Woman (1985) di Lai Man-sing e lo riadatta con il suo metodo ninja, infilandoci il solito Richard Harrison a capocchia e intitolando il tutto Golden Ninja Warrior.
La consueta Eureka Video lo porta nelle nostre videoteche con il titolo Ninja il guerriero, riesumato poi in DVD Vegas nel 2003 insieme ad altri similari.

La terribile karate dello stile Pulcinella-ryu

Durante i suoi intensi e sfiancanti allenamenti marziali in Giappone, dove agita le manine e fa le capriole, Cherry Li (Yang Hui-Chih) riceve la terribile notizia che suo padre è morto, ucciso da due suoi biechi soci in affari come visto in una veloce scena-prologo.

Ipotizzo che parte del film sia stato tagliato per “esigenze ninja”, ma in realtà è forte il sospetto che l’originale sia così cialtronesco da aver attirato l’attenzione di Godfrey Ho, che infatti in pratica non solo lo lascia quasi integro (probabilmente primo caso nella sua opera) ma addirittura richiama un paio di attori perché le scene rigirate calzino meglio.
Comunque questa attenzione dai particolari non traspare dal filmaccio, dove l’eroina un secondo dopo essere tornata ad Hong Kong si presenta come una vergine aspirante prostituta ai gestori del bordello locale: tranquilli, è tutto un trucco per entrare e menare tutti. Quant’è astuta la nostra Cherry!

E noi ai papponi li menamo!

Perché il film si apre con l’eroina che sbaraglia una banda di papponi? Nessuna spiegazione. Poi durante un dialogo ci viene fatto capire che Cherry è una fotomodella, ma è una roba buttata lì, probabilmente frutto del ridoppiaggio moderno. Di sicuro l’unica cosa che sappiamo di lei è che mena la gente.
Se nell’originale lo fa a volto scoperto…

Una perfetta posa marziale, attestata da tutti i manuali

… nel rimaneggiamento di Godfrey Ho la nostra eroina è solita “ninjizzarsi” all’istante, facendo apparire per magia costume e armi.

Non mi pare proprio che quegli occhi assomiglino a quelli della protagonista della scena prima…

Mentre il rimaneggiamento ci parla di una faida secolare fra ninja rossi e dorati i (Golden Ninja Warrior del titolo), per il possesso di una statuetta brutta, in originale Cherry è in città per colpire gli uomini che le hanno ucciso il padre, e se per far questo deve affrontare un clone di Bruce Lee… nessun problema.

Quando un clone di Bruce Lee incontra una ninja dorata…

Su chi siano gli assassini del padre, sul perché l’abbiano ucciso e sulla loro identità stendiamo un velo pietoso: niente viene spiegato, probabilmente sommerso dal nuovo doppiaggio ninja di Godfrey Ho.
Sappiamo però che Cherry si presenta al più cattivo di tutti presentandosi come “l’angelo vendicatore”, il che la dice lunga sulla sua missione punitrice.

Altro che tutina teschiata: questa è la divisa di un Punitore!

Nel 1985 una donna protagonista che picchia tutti gli uomini è qualcosa di assolutamente non comune, e di sicuro le minuscole casupole asiatiche hanno mano più libera rispetto a grandi case – anche nel mostrare scene di nudo di solito vietatissime – ma fino a un certo punto: la nemesi di un’eroina può essere soltanto un’altra donna.
Così dal Giappone arriva Sakura, spietata combattente cattiva che la nostra Cherry affronterà più volte durante la vicenda. La particolarità di Sakura è che lancia stelle ninja e poi le guida in aria con la forza delle mani: ah, queste ninja, una ne pensano e mille ne fanno!

Una sfida marziale al buon gusto nel vestire

Charry non è tecnicamente una punitrice, visto che la sua missione consiste solo nel colpire gli assassini del padre, ma il suo atteggiamento, il suo girare per la città e colpire criminali dovunque essi siano, sicuramente la avvicina parecchio ad una “donna punitrice”.

Una curiosità. Grazie all’HKMDb scopro che il titolo originale del film è 霹靂女王蜂, che messo in Google Translate mi dà “Thunder Queen Bee”. Mai collegamento poteva essere più perfetto con il prossimo film…


Pazza come un’ape

Arriviamo al 1987 e il nostro Godfrey Ho continua imperterrito con il suo operato, anche se stavolta le sue malefatte le affida alla Filmark del misterioso Tomas Tang: ufficialmente un concorrente di Joseph Lai ma la questione è molto spinosa e complessa. (Ufficialmente il misterioso Tomas Tang è morto in un incendio nel 1996, ma il sospetto che sia un prestanome mai esistito di persona è forte.)

Stavolta le sue scenette ninja Ho le va ad inserire in un filmetto taiwanese più d’annata: Queen Bee (1981) di Chester Wang, minuscola produzione che a sorpresa si dimostra in piena sintonia con i colleghi occidentali.

Nello stesso anno in cui veniva stuprata la sartina muta di Ferrara, anche questo film si apre con una violenza sessuale, stavolta ai danni di una sposa.

Non è chiara la dinamica, ciò che rimane è solo qualche spezzone di un film rimasticato (e ridoppiato) per infilarlo in un filmaccio dal titolo Ninja 8: Warriors of Fire – distribuito in Italia da Domovideo nel 1989 con il titolo Ninja i guerrieri di fuoco e oggi recuperabile esclusivamente nel cofanetto DVD Ninja Collection (CultMedia 2008) – quindi non posso essere più preciso e tanto la cosa non ha molta importanza.

Che ci sarà scritto, sulla parete a sinistra? Magari “Vietato stuprare”…

… come nel siparietto marziale di Going Berserk (1983)

Subita la terribile violenza, la povera donna riesce a scappare e a raggiungere la propria sorella a cui racconta tutto, prima di morire. Sulla sua tomba la sorella giura vendetta e si lancia in pratiche dolorose e immotivate.
Probabilmente nel film originale la cosa era più chiara, qui bisogna aspettare un po’ per capire che Jenny (questo il suo fittizio nome del doppiaggio moderno) si sta sottoponendo alle dolorose prove per diventare allieva del grande maestro interpretato da Ko Chun-Hsiung, dalla filmografia sterminata.

Ueh, grande maestro, giù con le mani!

Malgrado questo sedicente maestro non muova un muscolo per tutto il film, dobbiamo credere che insegnerà alla nostra eroina a diventare una fenomenale guerriera, anzi il nuovo doppiaggio di Godfrey Ho la fa diventare addirittura ninja, sebbene non si copra mai il volto.
Quello che curiosamente il maestro non è riuscito ad insegnare alla sua allieva… è che non ci si allena nelle arti marziali vestiti di pelle, manco fossimo in una discoteca anni Settanta.

Allenarsi vestiti di pelle sotto al sole: grande idea ninja!

Dopo due capriole in giardino, facciamo finta che l’eroina vendicatrice sia perfettamente addestrata. Ora il maestro passa a darle il “tocco finale”: le tatua sul petto vari ghirigori, fra cui il nuovo nome di battaglia della donna: “Pazza come un’ape“.
Visto che il film originale si intitola Queen Bee, cioè “Ape Regina”, direi che è molto più probabile sia questo il vero nome di battaglia affibbiato alla protagonista, ma il doppiaggio ha voluto condire un po’.

L’ape l’ho vista, ma dov’è scritto “Pazza come un'”?

Ora che è perfettamente addestrata e ha rinunciato alla sua vita precedente, Jenny è scomparsa… ed è nata una vendicatrice.

La giustizia ha una nuova arma, che si muove come un’ombra nella notte

Di nuovo, la protagonista non è tecnicamente una punitrice, colpisce solamente i cattivi della vicenda per vendicare la sorella, ma “Pazza come un’ape” merita di finire negli annali delle “donne punitrici”.

La vendicatrice pazza come un’ape!

L’attrice taiwanese Lu I-Chan mette tutto il suo talento nell’acconciatura dei capelli, quindi non rimane altro per il film, che attraversa senza mai mostrare altra emozione se non il vuoto cosmico dei suoi occhi. Ma tanto del suo impegno non rimane molto, inframmezzato com’è da siparietti ninja variopinti, scene di guerra improvvisate e spezzoni di film rubati chissà dove.
Un minestrone indigesto ma che dimostra come la violenza al femminile fosse un tema che palesemente vendeva bene, nelle peggiori videoteche del mondo in cui sono finiti i filmacci di Godfrey Ho.

Va ricordato che la storica ondata di film giapponesi anni Settanta noti come pinky violence aveva sicuramente aperto la strada in Asia a personaggi femminili che facevano cose a loro vietatissime in Occidente – tipo trattare i maschi allo stesso livello e darci pure due calcioni, se necessario – quindi è chiaro che qui non c’è alcun intento “punitivo”, sono solo classiche eroine vendicatrici, ma era per dare un assaggio di quella violenza al femminile che negli anni Ottanta l’Occidente faticherà parecchio ad assimilare.

L.

– Ultimi post simili:

Informazioni su Lucius Etruscus

Saggista, blogger, scrittore e lettore: cos'altro volete sapere di più? Mi trovate nei principali social forum (tranne facebook) e, se non vi basta, scrivetemi a lucius.etruscus@gmail.com
Questa voce è stata pubblicata in Arti Marziali e contrassegnata con , , , . Contrassegna il permalink.

13 risposte a [Death Wish] Pazze come api punitrici (1981-85)

  1. Cassidy ha detto:

    In effetti hanno lavorato di fantasia con il titolo, però ci sta a pennello in questa rubrica, come un ape sul miele direi 😉 Cheers

    Piace a 1 persona

  2. Zio Portillo ha detto:

    A Godfrey Ho possiamo contestargli di tutto ma non che non abbia fantasia!

    Piace a 1 persona

    • Lucius Etruscus ha detto:

      A suo modo è stato geniale, ha saputo intercettare il gusto del suo pubblico ed è stato fra i primisismi di Hong Kong a creare prodotti in lingua inglese, perfetti per una distribuzinoe internazionale. Se non avesse prodotto esclusivamente spazzatura maleodorante sarebbe ricordato come un grande visionario ^.^

      "Mi piace"

  3. Willy l'Orbo ha detto:

    Leggendo e dando uno sguardo credo che quello che più resta in mente dei film sia il vestiario incredibile delle protagoniste quindi direi che tutto ciò che riservavano di interessante ce lo hai mostrato con la consueta generosità Z! 🙂

    Piace a 1 persona

    • Lucius Etruscus ha detto:

      A tutti quelli che evocano i finti anni Ottanta al cinema rendere obbligatorio vedere i veri film girati in quel periodo terribile,, per la moda: ciò che mette più paura è che davvero quei vestiti erano considerati adatti e “fighi” per l’epoca!
      Nessuna moda vestiaria è uscita intatta dagli anni Ottanta 😛

      "Mi piace"

  4. Lorenzo ha detto:

    Il secondo l’ho visto più volte su Odeon, nonostante non mi piacesse 😛
    Il primo non lo so, forse sì se l’hanno trasmesso con un titolo diverso.

    Piace a 1 persona

    • Lucius Etruscus ha detto:

      Sono entrambi frequentatori di minuscoli canali locali, entrambi li ho beccati in momenti diversi – anche molto distanti – ma per fortuna sono stati recuperati in DVD. Un collezionista ninja malato come me avrebbe sofferto a starci senza ^_^

      "Mi piace"

      • Lorenzo ha detto:

        Nella didascalia del Pulcinella-ryuu ( 😀 ), non so se è stato un caso o se lo sapessi veramente, il terzo carattere si legge davvero ryuu, cioè stile.
        Il cartello dice “Stile di Iga” (Iga è una provincia del Giappone). La cosa divertente è che il primo carattere a sinistra da solo signfica Italia 😀

        Piace a 1 persona

      • Lucius Etruscus ha detto:

        ahahah allora lo vedi che Pulcinella c’entra? La posizione della ragazza è innegabilmente quella della maschera napoletana 😀
        Ho usato “ryu” solo perché appunto è quello per indicare lo stile (quel poco di karate che ho fatto da giovane era wado-ryu), e lo stile di Pulcinella è “Pulcinella-ryu” 😀 😀

        "Mi piace"

  5. Giuseppe ha detto:

    Che tecnicamente non siano delle punitrici si sposa alla perfezione con il fatto che i film di Godfrey Ho, tecnicamente (e sotto ogni altro punto di vista), non sono nemmeno per sbaglio dei film 😀

    Piace a 1 persona

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.