Reprisal (2018) Caccia all’uomo


Ci sono incontri scritti nelle stelle, tipo quando Harry incontra Sally, quando Tom incontra Jerry o Stanlio incontra Ollio.

Il miglior augurio che si possa fare ad una persona? Trova qualcuno che ti guardi… come Bruce Willis guarda Frank Grillo.

Quando Bruce incontra Frank…

Avrei scommesso un milione di dollari (di Hong Kong) che Bruce e Frank avessero girato parecchi film insieme, a vari gradi di apparizione, invece sono solo quattro, a partire da Una ragazza a Las Vegas (2012), dove però a mia memoria non si vedono molto. (Prima o poi recupererò anche quel titolo, per il Bruzionario.)

Mi sento di dire che il loro primo vero grande incontro è in questo Reprisal di Brian A. Miller, girato subito dopo Vice (2015) e dopo The Prince (2014), quindi il regista è abituato a lavorare con Bruce.
Uscito in giro per il mondo nell’agosto 2018, 01 Distribution e IIF lo portano in DVD italiano dal gennaio 2019 con lo stesso titolo, più l’aggiunta del solito inutile sottotitolo: Caccia all’uomo.

Lo trovate su Prime Video, ma solo a pagamento.

Non so perché il film si chiami “rappresaglia”

Tutti si può dire di Frank Grillo tranne che sembri un impiegato di banca, eppure qui dobbiamo credere che sia il vostro banchiere di fiducia: fossi in voi, però, non salterei neanche una rata del mutuo.

Mi sembra chiaro che Frank non sia a proprio agio seduto alla scrivania

Un brutto giorno un rapinatore armato fino ai denti, roba che al confronto Rambo sembra un pacifista, fa irruzione in banca e ruba un sacco di soldi, usando il nostro Jacob (Grillo) come scudo umano. Gli investigatori sono sicuri che il rapinatore conoscesse così bene la banca che magari qualcuno dall’interno l’ha aiutato, e il sospetto sconvolge Jacob.
Grillo è un eroe d’azione, le sue doti recitative non sono la sua firma distintiva, quindi qui per far capire che il personaggio è turbato gli fanno sporgere un ciuffo di capelli dalla testa. Di più non si può.

Va’ com’è sconvolto Jacob! Un altro ciuffo e sviene dal dolore

Costretto a stare a casa, Jacob soffre e manda giù alcol a litri, per motivi non meglio specificati. Per fortuna a tenergli compagnia nel profondo dolore di stare in pantofole c’è il suo vicino di casa James, che lui saluta affettuosamente con «Dacci sotto, vecchietto!» (Keep working, old man).
La differenza d’età c’è (un decennio paro paro), ma il mansueto vicino James non lo chiamerei proprio “vecchietto”, vista la grinta di Bruce Willis.

Il vicino di casa che vorremmo tutti avere

James è un poliziotto in pensione e spinge Jacob a sforzare la memoria per ricordare particolari della rapina che possano tornare utili alle indagini, così ai due basta la solita lavagnetta che ogni americano ha in casa per risolvere un caso che polizia ed FBI non riescono a gestire: tempo dieci minuti e hanno trovato il colpevole. Così, per magia.

Per me il colpevole è lo sceneggiatore di questo film

Il cattivo della vicenda è Gabriel (Johnathon Schaech), roba che Terminator scapperebbe via piangendo per quanto è cattivo: teoricamente ci viene presentato come un ex militare o qualcosa del genere, in realtà è una macchina inarrestabile di genocidio. Ogni volta che cammina o anche solo respira ammazza la gente a botte di due per volta, se poi fa uno starnuto un intero quartiere si riempie di cadaveri.
Durante il film spara tipo mille proiettili e ammazza un milione di persone, senza battere ciglio e con una precisione che non ha nulla di umano: diciamo che lo sceneggiatore Bryce Hammons ha esagerato uno zinzinino, e non stupisce che questo sia il suo unico lavoro nel cinema.

«È quello che mandi a uccidere il fottuto Uomo Nero» (cit.)

Visto che la polizia non riesce a fermarlo e deve anzi sbrigarsi a bandire nuovi concorsi, essendo rimasta priva di personale (i poliziotti li ha ammazzati tutti Gabriel!), visto che l’FBI brancola nel buio, il nostro baldo Jacob fa tutto da solo armato di tante buone intenzioni e forse qualche monetina in tasca. Curioso che non riesca a fermare la macchina di morte umana.
Tranquilli, avere un ex poliziotto vicino di casa ha sempre il suo bel perché, e alla bisogna si presenta con un fucile a pompa per fermare la Belva Umana. Dove l’ha trovato il fucilone? Era nel cassetto delle posate, quello dove si perde sempre tutto.

Bruce spacca!

Il regista Miller fa prodottini puliti ma abbastanza di maniera, non lo si può criticare perché tutto è al suo posto, ma è anche vero che non si sente un briciolo di emozione da nessuna parte. Sembra un compitino svolto bene ma nient’altro.

Avere uno sceneggiatore alla sua prima e ultima opera è anche peggio, perché in pratica la trama non esiste: c’è il cattivo che ammazza miliardi di persone e il buono che lo fa fuori con uno sbadiglio. L’unica scena un minimo intrigante è lo stallo per cui il cattivo osserva i nostri due eroi con una telecamera, ma è una scena di qualche secondo e niente più.

Non so se magari Bruce è entrato in competizione con Grillo, ma sta di fatto che qui il nostro Bruno è meno rintronato del solito, concentrato sulla parte e persino convincente. Avere Bruce Willis lucido e Frank Grillo in piena forma e non usarli a dovere è un peccato capitale che a Miller non si può perdonare.

Per il resto è un filmetto che si guarda e si dimentica in un lampo, senza poterlo criticare troppo perché in fondo fa quello che deve fare ma lascia comunque l’amaro in bocca, perché ha gli elementi giusti per essere qualcosa in più e invece si limita a fare il suo compitino e basta.

L.

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12 risposte a Reprisal (2018) Caccia all’uomo

  1. Fabio ha detto:

    Frank Grillo esattore delle tasse……..a suon di sparatorie,fortuna che sono bene o male regolare nei pagamenti!!

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  2. Zio Portillo ha detto:

    Nonostante tutto me l’hai venduto. Mi tengo nota del titolo per vedere se lo trovo non a pagamento e tenerlo là per una serata smorta. Peccato però perché Grillo tutto sommato è una mezza garanzia nell’action e affiancarlo ad un Willis più lucido e presente della media avrebbe potuto e dovuto essere sinonimo di un film almeno discreto. E invece tra una sceneggiatura pigra e banale e di un cattivo cattivissimo, molto anni ’80, pare che si navighi a vista.

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    • Lucius Etruscus ha detto:

      Dovendo fare il papone di casa Grillo ha le mani un po’ bloccate, non può trasformarsi in Rambo, ma comunque un’occhiata il film la merita.
      Sono prodotti da due spicci che le emittenti raplicano con piacere, quindi se tieni d’occhio la guida TV facile che lo betti a gratis in chiaro 😉

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  3. Fabio ha detto:

    Quando si dice l’importanza di avere un buon rapporto con il vicinato,tipo non mandare il cane a fare la pupù nel giardino di Bruce,oppure non essere il cattivo della situazione,che poi il vicino si incazza e imbraccia il fucilone!!

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  4. Cassidy ha detto:

    Non ho mai capito se è stato Grillo a salire di livello lavorando con Bruno, oppure il nostro a scendere, si saranno trovati a metà, in ogni caso con i film giusti sarebbero stati una gran coppia in altri tempi, sono stati sfigati, certo poi che con il cattivo qui è leggermente sfuggita la mano, appena appena 😉 Cheers

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    • Lucius Etruscus ha detto:

      Se si fosse fatto notare negli anni Novanta, Frank Grillo oggi sarebbe un divo d’azione come Bruce non è mai stato, ma gli ha detto male di essere arrivato fuori tempo massimo, quindi è solo eroe delle piattaforme, cioè di niente, visto che i suoi film escono e scompaiono nel giro di un attimo. Peccato, perché la grinta giusta ce l’ha, e con Bruno ai tempi d’oro avrebbe fatto un nuovo “Arma letale” 😛

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  5. Willy l'Orbo ha detto:

    Concordo sia col giudizio su Miller sia con quello sul film, che fila via liscio liscio ma lo dimentichi abbastanza in fretta; e il fatto di avere la coppia Bruce-Frank è una medaglia al merito dell’opera o un’aggravante perché si poteva fare meglio? Temo la seconda!
    Per il resto recensione che mi ha divertito e ho adorato, soprattutto quando ironizzi sulle abitudini a stelle e strisce, dalla lavagnetta “ammazza-FBI” al cassetto delle posate dove si perde tutto! 🙂

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  6. Giuseppe ha detto:

    Grillo, il banchiere col ciuffo disperato, e Bruce, il pensionato col fucile a pompa nel cassetto delle posate, insieme? Il risultato dell’incontro sarà anche stato inferiore alle aspettative, d’accordo, ma lo stesso quei due in azione non me li vorrei perdere (terrò d’occhio le guide TV, che pagare Prime Video per questo forse è un tantino troppo) 😉

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    • Lucius Etruscus ha detto:

      Poteva essere un film molto più incisivo, ma alla fin fine anche così merita una visione, non foss’altro – anzi, SOLO – per l’incontro epico di due eroi di diversa estrazione ma dal destino comune.

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