Il CornerShot di “The Gray Man” (2022)

Netflix ha defecato il suo nuovo grande capolavoro d’azione, un filmone pieno di attoroni costato milioni di miliardi e che conquisterà ogni… e via di stupidaggini varie, inventate sul momento per descrivere l’ennesima buffonata imbarazzante prodotta da una piattaforma: una trama infantile e stupida, qualche volto noto chiamato a fare ruoli da due minuti e una poveracciata miserevole girata interamente davanti a un panno verde, integrata poi con il PC di casa.
Ecco dunque il capolavoro di ignominia dal titolo The Gray Man (2022), diretta da due tizi che non mi va nemmeno di nominare, vista la roba che hanno avuto il coraggio di mettere insieme in un solo film.

L’altro giorno, nei commenti alla recensione di Cassidy, ponevo una domanda che l’amico Daniele ha definito “marzulliana”: è il vuoto a creare Gosling o Gosling a creare il vuoto?
L’attore che si può fregiare di non aver mai mosso un muscolo facciale qui fa quello che fa  sempre, in tutti i suoi film: guarda il vuoto con occhi morti, tanto basta la sua presenza a far impazzire le fan. Per l’occasione l’attore qui non so quanti chili di anabolizzanti messicani si sia sparato in vena perché a un certo punto si toglie la camicia e sembra Schwarzenegger che s’è mangiato Hulk Hogan: perché un agente segreto che agisce nell’ombra dovrebbe avere quell’esagerata muscolatura, che poi non usa mai nella vicenda? Ovvio: perché questo film è fatto unicamente per le fan di Gosling e basta.

Che grande gamma di espressioni facciali: pare quasi vivo!

Potrei passare ore a scrivere insulti su questo film, ma non avrebbe senso. Visto che la tecnologia moderna consente di creare ogni tipo di film eppure si producono titoli sempre più mediocri e infantili, vorrei dedicare a The Gray Man una poesia di Ivan Kulekov:

«Abbiamo la terra.
Abbiamo l’acqua.
E ci facciamo il fango.»

Mi interessa di più invece annoverare questa stupidata nel sempre più folto gruppo di film che mostrano il fucilone pieghevole!

Il film inizia con Gosling che con occhi morti – sai che novità! – si appresta ad eseguire un colpo: apre un valigione e afferra il fucilone pieghevole. Che però gli autori di questo stupido film sono troppo beoti per piegare.

Mi sembra il caso di fare un veloce ripassino.


Il fucilone pieghevole

Agli inizi degli anni Duemila il tenente colonnello Amos Golan delle Forze speciali israeliane, in sforzo congiunto con gli americani, inventa uno strumento per… sparare dietro gli angoli! Allo strumento pieghevole si possono aggiungere vari tipi di armi in modo che l’operatore possa premere il grilletto protetto dal nemico. Magari non sarà il nome ufficiale ma viene chiamato comunemente CornerShot.

Poteva il mondo dell’intrattenimento non fare subito sua questa invenzione?
La prima apparizione nota curiosamente è in un anime: Full Metal Panic! The Second Raid (2002).

Lo ritroviamo in una velocissima scena del pessimo film Southland Tales (2006):

Appare sempre di sfuggita in RED (2010) di Robert Schwentke.

E anche ne I mercenari 3 (The Expendables 3, 2014) di Patrick Hughes, con montata una mitraglietta M4A1…

Ma il piatto ricco arriva con Wanted. Scegli il tuo destino (2008) di Timur Bekmambetov.

La grintosissima Angelina Jolie salva il giovane James McAvoy nel supermercato sparando in ogni punto cieco.

Nessun nemico può vincere l’eyeliner di Angelina!

Con la telecamera del CornerShot può inquadrare e colpire chiunque si nasconda dietro la pasta.

Ma soprattutto… fare pose fighe!

Tutto bello, eh?, ma che senso ha sparare dritto per dritto con un fucile che spara dietro gli angoli?

Lo ritroviamo come “arma sperimentale” nell’episodio 1×19 (4 marzo 2014) della serie TV “Brooklyn Nine-Nine“.

Arriva infine su Prime Video nel pessimo Come ti ammazzo il bodyguard 2. La moglie del sicario (2021), deludente seguito di un ottimo film.

Per dimostrare che Samuel L. Jackson è un killer vecchio, le “nuove leve” usano fuciloni moderni come il nostro CornerShot, la cui telecamera curiosamente cambia modalità a seconda del film: a volte riprende normale, a volte per tracce termiche.

Arriviamo quindi al film dove Ryan Gosling non sa piegare il fucile pieghevole.


L’agente speciale così speciale
che il fucile pieghevole non sa piegare

L’Agente Six – ahahha quante matte risate con il gioco di parole con 007, si vede l’impegno che hanno messo nella sceneggiatura! – deve ammazzare un cattivo e quindi si infila sotto il pavimento, prende un fucile e mira al soffitto.

Sembra una cosa un po’ stupida e ridicola, e infatti lo è, ma tranquilli: peggiora. Perché il super-agente segreto accende il display del suo fucile. Per vedere che? Il soffitto? Boh, forse vuole vedere i risultati delle partite.

Forse anche i geniali autori si rendono conto che è una scena priva di senso, così fanno in modo di farci capire che l’agente sta mirando da sotto un pavimento in vetro con una telecamera a tracciatura di calore… Sì, va be’, ma non si vede una mazza lo stesso!

Gli autori si stufano e lasciano cadere la maschera: tutta la scena – come l’intero film – è solo una busta di immondizia lasciata al sole che serve come scusa per far vedere quant’è figone Ryan col fucilone stretto in mano.

Possibile che con quei muscolacci non riesce a piegare un fucile che è nato per essere piegato? Che senso ha usare un fucile pieghevole per sparare dritto per dritto? Bastava un vero fucile di precisione con montata una telecamera.

La scena è messa lì, all’inizio, per far capire gli abissi di stupidità cialtrona che il film saprà toccare, e un pregio glielo devo concedere: manterrà la parola, anzi andrà ben oltre.

L.

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9 risposte a Il CornerShot di “The Gray Man” (2022)

  1. Cassidy ha detto:

    Perché il fucilone pieghevole costerà otto volte uno normale, così come nella scena a Praga, perché impiegare un Mercedes G63, un’auto costruita a mano, in numero limitato di esemplari, che costa come un’appartamento di lusso per crivellarla di colpi (in CGI?) perché costa, altrimenti come fai a dire che il tuo filmone (ah-ah) è super costoso. Direi che la poesia riassume bene, nel caso specifico forse il risultato non è fango, ma qualcosa che ci somiglia per colore, in ogni caso il post è bellissimo, gran panoramica sul fucile pieghevole meno pieghevole di Hollywood 😉 Cheers

    Piace a 2 people

    • Lucius Etruscus ha detto:

      Siamo al cinema gangsta, deve sfoggiare i gioielli, deve fare bling bling, ma in fondo siamo in pieno revival anni Novanta: leggenda vuole che il sigaro fumato da Dennis Hopper nel videoclip “Victory” di Puff Daddy costasse tipo millemila dollari. Non poteva fumare un normalissimo sigaro? Chi se ne sarebbe accorto in una scena di cinque secondi? Eh, però è Puff Daddy e tutto dev’essere esagerato.
      Così siamo agli anni Venti, con Chris Evans che si comporta peggio dei baffuto nelle comiche di Charlie Chaplin, mentre si buttano via soldi per far sognare i poveracci. Che grande cinema! 😛

      Piace a 1 persona

  2. Sam Simon ha detto:

    A Roma davanti alla fontana di Trevi c’è un cartellone gigantesco con scritto The Gray Man, un minutaggio e (prego). Suppongo sia il momento dei muscoli di Gosling. Una campagna pubblicitaria chiarissima, direi. Film di qualità garantito!

    Piace a 1 persona

  3. Giuseppe ha detto:

    Beh, il fatto che i due Russo siano pure nomi conosciuti nel MCU deporrà ancora più a sfavore del film, temo assai 😀
    Non intristirti troppo con lo spreco del cornershot in “The Gray Man”, comunque: mi sovviene infatti che ho da segnalarti, anche se facente parte solo di una breve sequenza, un fanta-fucilone (con tanto di possibili citazioni interessanti sparse nell’episodio) proprio qui… 😉
    https://en.wikipedia.org/wiki/Something_Borrowed_(Torchwood)

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  4. Pingback: Children of Men (2006) I figli degli uomini | Il Zinefilo

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