[Asylum] Psycho Brother In-Law (2017) Un fratello pericoloso


Ciclo sui parenti assassini in TV: tu m’hai provocato… e io me te magno!

Subito dopo 5 Headed Shark Attack (2017) la famigerata casa The Asylum evidentemente reputa Jose Montesinos meritevole di salire di livello: basta con gli squalacci su Syfy, ora può ambire al thrillerino televisivo, il passo successivo verso la notorietà mondiale. (L’apice assoluto della carriera è il romantichello, ma il regista deve fare ancora gavetta).

Aiutato nella sceneggiatura da Delondra Mesa, che da Rise of the Zombies (2012) è un’esperta zombologa prestata ogni tanto ad altri generi, Montesinos confeziona per la Casa dei Matti Psycho Brother In-Law, trasmesso in patria il 28 dicembre 2017: quale miglior film di Natale se non uno con un fratello matto?

Questo sito testimonia la prima menzione del film in Italia: “TV Sorrisi e Canzoni” non conferma, ma va ricordato come il palinsesto di TV8 spessissimo cambi all’ultimo secondo, tanto che nel sito ufficiale mettono solo i programmi del giorno in corso.
Comunque il mio primo incontro con il film, che da noi ha titolo Un fratello pericoloso, risale al 2 maggio 2020, in piena serrata pandemica, mentre le immagini che seguono sono tratte dalla replica del 13 luglio 2021.

Notare la fotografia “smarmellata” di borisiana memoria

Kay (Brittany Falardeau, doppiata da Emanuela Damasio) ed Eric Campbell (Mike Duff, doppiato da Massimo Triggiani) sono la classica famiglia da “va tutto bene ma va tutto male”: hanno una vita agiata, lei può permettersi di non lavorare e di organizzare eventi di beneficenza, perché tanto il maritino lavora 24 ore al giorno. Così in pratica non lo vede mai e quando si incrociano manco si riconoscono.
In una battuta Kay dice che passa la sera con Channing Tatum in perizoma, scherzando sul fatto che tutte le sere le passa sola davanti alla TV, ma l’unico film che vediamo passare sul suo schermo è un horroraccio zombie: che sia uno di quelli scritti da Delondra Mesa?

Qualcuno sa riconoscere questo horroraccio zombie?

Mentre i morti viventi bussano alla finestra della TV, un parente vivente – che è peggio! – bussa alla porta di casa: dopo tantissimi anni torna a visitare la famiglia il fratello di lui, David (Zack Gold, doppiato da Emanuele Ruzza).
Non sfugga il fatto che il cognato di Kay si chiami D. Campbell: dal nome è già chiaro che la follia è nell’aria, in omaggio al nostro amato Doug Campbell.

Ciao, sono D. Campbell, purtroppo non Doug

Al contrario di Kay, noi sappiamo che David è stato lontano da casa perché da giovane ha sfracellato la testa di un bulletto di scuola a suon di bastonate, e da allora è stato cliente dei migliori manicomi del Paese: l’ultimo, il Boon Park Psychiatric Hospital (leggiamo in una lettera), commette il madornale errore di lasciarlo libero, dietro promessa di seguire la cura prescritta.
Secondo voi, David sta prendendo le pasticche per rimanere calmo e tenere a bada gli istinti omicidi che gli fanno compagnia dalla nascita?

Sì sì, sto tranquillo, tranquillissimo, ’na crema…

Il fratellone Eric non è per nulla contento di questo ritorno del fratello prodigo, ma la moglie ormai l’ha invitato a rimanere in casa loro per qualche giorno. E al cognatino è subito è chiaro che Kay non è felice di quella vita, lasciata sempre sola da un marito poco attento.
Basta una innocente uscita fra cognati per lasciar capire che la situazione può diventare molto scottante. Perché David magari è matto, ma mica scemo, e riconosce le occasioni quando gli si presentano.

Sai che è dimostrato, come fra cognati non sia peccato?

A questo punto direi che il nostro David ha tutte le carte in regola per essere un “fratello coltello“.

Il problema è che l’intera città si è messa in testa di dar fastidio a David, quindi incontrerà maleducati che lo spintonano, gente che lo insulta senza motivo, tutte tentazioni per far uscire il diavolo matto che è in lui.
Per un po’ si controlla, ma quando lo vediamo fissare una parete e prenderla a pugni direi che ormai la diga è crollata: il matto è pronto, la mattanza può cominciare!

C’ho la mattanza nelle mani!

Mi piace pensare che se a Montesinos e Mesa la Asylum avesse dato mano libera, magari per qualche film da distribuire in DVD, a questo punto sarebbe iniziato il divertimento, con Matto David che libera la mattanza che ha nelle mani, invece purtroppo è un thrillerino televisivo per famiglie e quindi bisogna stare bassi con le emozioni forti.
David si toglierà qualche sfizio, farà capire a un paio di maleducati che devono cambiare atteggiamento nei confronti del prossimo, ma siamo davvero al di sotto di ogni livello Asylum.

Per di più il confronto fra i due fratelli è sempre negato: solamente nel finale i due si parlano a cuore aperto e David può mostrarsi molto meno matto di quanto si pensi, ma ogni sfumatura è annullata da un finale sbrigativo e insoddisfacente.

Senti, gli sceneggiatori sono scappati, la finiamo qui?

Cosa voleva fare David? Qual era il suo piano diabolico? Boh, non s’è capito. Va be’ che è matto, ma un minimo di logica i personaggi dovrebbero seguirla, invece il finale sembra buttato lì al volo per chiudere in fretta la storia.

I due autori sono sicuramente più a loro agio con gli squali e gli zombie, ma lo stesso li ringrazio per averci regalato un “parente uccidente” da aggiungere alla collezione, sebbene un po’ troppo leggerino. Persino per TV8.

L.

– Ultimi parenti uccidenti:

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8 risposte a [Asylum] Psycho Brother In-Law (2017) Un fratello pericoloso

  1. Cassidy ha detto:

    Come accatastare tanta legna secca solo per non poter accendere il fuoco, peccato. I trascorsi degli autori si vedono dal film scelto in tv, anche se identificarlo è complicato così su due piedi. Cheers

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  2. Evit ha detto:

    Mi fai morire con queste rubriche e sottorubriche

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  3. Giuseppe ha detto:

    David avrebbe potuto essere pazzo, se il film non fosse stato per famiglie… qui, al massimo, gli è concesso di essere solo molto nervoso 😉

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  4. Willy l'Orbo ha detto:

    Ormai oggi mi dovevo regalare un trittico votato alla Z…e persino con citazione di Doug nostro! 🙂

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  5. Pingback: [Asylum] Mommy Would Never Hurt You (2019) | Il Zinefilo

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