[Death Wish] The Owl (1991) Il grido del gufo


Nel 1972 la narrativa d’intrattenimento dà voce alla rabbia popolare e testimonia il crollo rovinoso delle istituzioni: polizia e politica sono colluse con quei criminali che fingono di combattere, quindi la giustizia vera può arrivare solo… da un Punitore.


Il Gufo Punitore!

Il 12 dicembre 2020 becco sul canale locale GoldTV un film che mi scatena una tempesta di ricordi, anche se temo non sia quel “grande cinema” che promette la storica sigla del canale.

Niente grande cinema, ma chicche per zinefili

Appena inizia il film mi ritrovo davanti la faccia oscura di Adrian Paul, che già così un qualsiasi criminale si metterebbe paura, ma poi l’eroe colpisce uno stupratore con un pugno, ma mica un pugno normale, eh? Al dito c’ha l’anello col gufo, che fa male il doppio!

Per il potere del Gufo!

Le immagini che seguono mi fanno vibrare il cervello nella capoccia: ma io questo film l’ho visto! Il titolo non mi dice niente, ma quelle scene con Adrian Paul con lo spolverino che si aggira di notte me le ricordo troppo bene, così come lui che fa i kata a torso nudo mentre ricorda la famiglia uccisa: dài, queste scena mi sono troppo familiari: ma che film è?

Mi è troppo familiare questo film, devo averlo visto ai tempi d’oro

Malgrado la sigletta dei titoli di testa faccia pensare a un episodio pilota per una serie TV anni Ottanta mai prodotta, The Owl è una produzione Lorimar: storica casa produttrice di grandi successi cinematografici che proprio con questo film chiude i battenti. Ci sarà un motivo, no?

Trasmesso in patria il 3 agosto 1991, il film arriva in Italia nel 1994 quando la AVO Film lo presenta in VHS con il titolo The Owl. Giustizia finale, mentre la prima e unica apparizione televisiva che ho trovato risale al lunedì 14 novembre 1994, quando la mitica Italia7 lo trasmette in prima serata, specificando che è in prima visione, con il titolo Il gufo.
Dubito fortemente di aver visto quel passaggio televisivo, ma sono assolutamente sicuro di aver visto almeno l’inizio del film: possibile sia passato su Italia1 “sotto copertura”?
Purtroppo l’archivio del “Radiocorriere TV” non riporta altre collaborazioni fra gli attori, se non quel passaggio su Italia7.

Come si può vedere, GoldTV ha partecipato al gioco inventandosi un terzo titolo italiano: Il grido del gufo.
Che sia un omaggio al film omonimo del 1987 di Claude Chabrol? Tratto dal romanzo omonimo del 1962 di Patricia Highsmith, che però in Italia si chiama Il grido della civetta. Ma è un gufo o una civetta?

C’è un volatile notturno che grida, forse è un gufo, forse è una civetta

Non so come faccia l’IMDb ad affermare che il regista del film è Tom Holland, perché l’autore è stato così orgoglioso del risultato finale… da nascondersi dietro il solito pseudonimo Alan Smithee, usato dai registi che disconoscono il risultato finale.

Ah, quando un regista è proprio soddisfatto del prodotto finale…

Nell’agosto del 1984 esce in libreria la prima avventura di un eroe tipico dell’epoca: un nuovo giustiziere che andava ad affiancare sugli scaffali nomi più famosi come Mack Bolan, Remo Williams e via dicendo.

Quell’anno per Bob Forward, figlio dell’apprezzato romanziere Robert L. Forward, è un anno importante, perché riscuote un leggerissimo successo un progetto a cui ha lavorato: ha creato tutti gli storyboard per una serie animata di cui ha scritto anche qualche episodio. La serie si intitola He-Man e i dominatori dell’universo, potreste averne sentito parlare. L’anno successivo scrive il relativo speciale natalizio con He-Man e She-Ra.

Bob alterna la carriera in cinema e TV, in varie mansioni, con quella di scrittore per sfruttare i geni paterni, così quell’agosto 1984 presenta The Owl – riportato in digitale nel 2014 – primo romanzo di un giustiziere nato già pensando al cinema: a parte un Owl 2 (1990) in libreria, il giustiziere su carta non avrà altra vita. E pure quella di celluloide non la chiamerei proprio “vita”.

Nel 1995 c’è una tenue speranza quando addirittura la Universal opziona il romanzo, ma poi non se ne fa più niente.

Il volto giusto per il ruolo giusto…

Un catatonico Adrian Paul si cala nei panni del Gufo, un mercenario della giustizia: se devi risolvere qualche questione in modo sbrigativo, lo paghi e ci pensa lui. Ma spesso va in giro a menare i cattivi per conto proprio, a gratis.

Ecco come il romanzo presenta il personaggio

«Io non dormo. Mai.
Il mio nome è L’Hiboux. Tradotto dal francese significa Il Gufo, una curiosa coincidenza che sembra fatta apposta. È il mio vero nome, eppure non c’è neanche una goccia di sangue francese nelle mie vene. Per lo più sono indiano americano, giamaicano ed irlandese; una combinazione fortunata perché significa che non devo mai radermi. Per me, è una bella comodità.
Vivo nelle strade di Los Angeles. Non ho casa. Non ho auto. Non ho altro se non ciò che porto in tasca. Una casa può essere spiata, un’auto si può far esplodere, e molti vogliono il Gufo morto. Sono ancora vivo perché non posso essere mai trovato. E se io rimango in vita, altra gente muore.
Tecnicamente potete definirmi un investigatore privato. Ma non ho licenza né conoscenze legali, e non faccio arresti. Eppure non ho mai lasciato un caso irrisolto, sebbene di casi ce ne siano tanti in giro.
Tanti da riempire un cimitero.»

Lo stile è esattamente quello dei “duri di carta” del periodo, ma certo vederlo in TV nei Novanta con quel tordellone di Adrian Paul non è proprio il massimo.

La situazione non migliora quando per amico barista hai Brian Thompson, in una minuscola apparizione inutile in cui ride come un demente.

Scusa, Brian, ma che c’hai da ride?

Fra un kata a torso nudo e un pestaggio di criminali, il Gufaccio ha dei flashback al rallentatore che ci spiegano il suo passato: gli hanno ucciso moglie e figlia facendo esplodere la loro auto, in una scena che sarà ripresa identica nel 2004. I Punitori tendono ad assomigliarsi tutti.

La grande creatività dei Punitori al cinema

Da allora il Gufo gira con un giaccone antiproiettile (no, non un giubbetto: il suo intero giaccone è antiproiettile!) e combatte il crimine. In questa avventura lo vediamo accettare due casi: ritrovare il padre della solita ragazzina piagnucolosa che usano per smorzare i toni con le famiglie davanti alla TV, e il caso di un giocatore così babbeo da prendersi steroidi raccattati in giro, finendo all’ospedale. Ora il Gufo deve sbaragliare l’intera organizzazione cittadina di steroidi, guidata da un rapper che parla solo in rima. Ho pena per i poveri traduttori italiani, che si son dovuti cercare rime a valanga.

Quando si rovina lo spolverino antiproiettile se lo fa cambiare dal giornalaio, mentre le armi le nasconde nel quadro elettrico di una casa del quartiere, insieme ai nunchaku. Vi prego, non fatemi domande.

Ci sarebbero tante domande da porre, ma nessuna risposta che valga la pena

Armato di una Colt tuonante, il Gufo gufeggia nella notte e guarda caso i suoi due casi sono in realtà lo stesso, visto che lo spacciatore di steroidi ha rapito il padre della piagnona, quindi non rimane che affrontare la sua sviluppata organizzazione, composta da tre buffoni, e portare giustizia una pallottola alla volta.

Se bastasse una Colt a fare un western metropolitano…

Però così l’eroe sembra derivare troppo dal Punitore a fumetti – anche se in realtà nasce prima della testata regolare, quindi semmai è Frank Castle ad assomigliare parecchio al Gufo! – mettiamoci quindi un po’ di trovate pittoresche: tipo biglie esplosive, qualche giocattolino strano e soprattutto… la vedenza gufesca!
Ebbene sì, il Gufo fa rimanere i suoi nemici al buio perché lui ci vede come fosse giorno! E se no che gufo è? Perché d’un tratto i suoi occhi diventino gufeschi, se siano lenti a contatto tattiche che l’eroe indossa o un superpotere venuto da Krypton questo lo ignoriamo.

Ma che senso ha? Da dove arriva la vedenza gufesca? Boh

Il fatto che uno scrittore esordiente si dedichi agli “eroi duri” è il perfetto simbolo di quella realtà letteraria anni Ottanta che in Italia non ha mai attecchito: nel 1982 l’esperimento di “Flash” (collana mondadoriana da edicola interamente dedicata a farci conoscere eroi di grande successo in patria) è fallita miseramente, segnando la fine di qualsiasi esperimento “macho” nel nostro Paese, ad esclusione di qualche sparuto titolo abbastanza nascosto.
Negli USA invece la narrativa dei punitori è più viva che mai, anche all’inizio dei Novanta, sebbene con qualità sempre più mefitica. Mettiamola così: è la tematica che piace di più a chi ha la bocca più buona in fatto di film.

Lasciamo dunque il Gufo alla notte a cui appartiene, ai vicoli sporchi in cui si allena e alla vedenza gufesca: dubito che ci mancherà.

L.

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10 risposte a [Death Wish] The Owl (1991) Il grido del gufo

  1. Cassidy ha detto:

    Con tutti ‘sti pennuti urlanti non si dorme oggi 😉 L’idea di base ha molto in comune con Frank Castle, non so da dove sia spuntata la super vista, se sia una specie di metafora o un vero super potere, complice la presenza di Adrian “Highlander” Paul sembra davvero un telefilm. Cheers

    Piace a 1 persona

    • Lucius Etruscus ha detto:

      I titoli di testa sono assolutamente identici alle serie TV anni Ottanta, con i nomi che appaiono sotto le facce degli attori che sorridono, scene prese da vari punti del film, una roba assurda, per questo ipotizzo che in origine questo era nato come episodio pilota di una serie che (giustamente) non ha mai visto la luce, e poi si è trasformato tutto in film TV.
      Vista la scritta sulla VHS AVO Film, è chiaro che questo filmaccio è arrivato da noi solo grazie al clamore della serie TV “Highlander” su Italia1, che ha spinto altre case ad andare a raccattare la roba che Adrian Paul aveva sparso in giro.

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  2. Giuseppe ha detto:

    Io l’ho visto proprio in quel passaggio del 1994, mi sa… del resto, fra “Highlander”, “War of th Worlds” (dove interpretava John Kincaid) e il remake tv del “Dark Shadows” originale (qui lo trovavamo nel ruolo di Jeremiah Collins) gli anni ’90 sono stati il vero lancio di Adrian Paul su piccolo schermo, quindi sulle varie emittenti era difficile non beccare qualcosa che lo vedesse coinvolto. Ah, e a proposito di “The Owl”, puoi fare a meno di ipotizzare che fosse un pilot per una serie TV: lo era, e il suo prevedibile scarso successo dovuto anche all’inutile minutaggio inserito per fargli raggiungere la durata media di un film TV ha fatto sì che quella serie (dove, con tutta probabilità, avremmo avuto la spiegazione dei suoi begli occhi da gufo notturno) non vedesse mai la luce 😉
    https://archive.org/details/owl_t00

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