Apex (2021) La caccia a Bruno è aperta!

Ormai il danno è fatto, quindi continuo a studiare la produzione artistica (ahahah chiamiamola così!) della 308 Ent, la casa nata con l’unico scopo di sfornare filmacci con Bruce Willis che guarda nel vuoto.

La casa nata sulla fine carriera di Bruno

La particolarità della 308 Ent è di avere valanghe di effetti speciali: i produttori sono del “mestiere”? La casa ha messo le mani su giovani talenti che le consentono tanti effetti a poco prezzo? Non lo so, non ho trovato alcuna informazione sulla casa e il loro sito non si apre. Visto che alla sezione “produttori” questo film vanta più nomi di una squadra di calcio, direi che è una “compagnia fluida”.
Sta di fatto che i suoi prodotti sono accomunati da valanghe di effetti speciali e Bruce Willis: connubio perfetto!

Il principale cantore della casa è Edward Drake, che oserei definire l’unico artefice di questo fenomeno, visto che dirige, co-sceneggia e co-produce tutti i film. Giovane talento che collabora con varie case, Drake nel 2021 confessa a Film Forums che quattro anni prima dormiva in macchina: se continua a fare film con Bruce Willis, è facile che quello sia anche il suo futuro.

Dopo l’assedio alieno di Breach (2020) e l’invasione aliena di Cosmic Sin (2021), è il momento di tornare sulla Terra con un tema immortale: il gioco di Zaroff!
Ebbene sì, Apex (novembre 2021, per ora inedito in Italia) appartiene alla grande e secolare narrativa della caccia all’uomo.

Una grafica “apicale”

Drake dev’essersi detto: come antagonista di Bruce Willis mi serve un volto noto, un nome di richiamo, ma dev’essere qualcuno molto più disastrato di Bruno, altrimenti due attori falliti in egual misura rendono triste il film.
Attore noto, che è apparso in miliardi di titoli recitando sempre lo stesso identico ruolo, occhi vuoti, ce l’ho: Neal McDonough, gli occhi grigi sul Pianeta Terra.

Con quegli occhi Neal può cacciare anche di notte

Il dottor Samuel Rainsford (Neal McDonough) è un ricco cliente di un’agenzia che offre l’opportunità di dare la caccia alle persone, e per far vedere che abbiamo studiato i classici il nostro Rainsford è armato di balestra, come il riccone di Hard Target (1993) e la demenziale cattiva di Hard Target 2 (2016).

 

Chi preferite con la balestra, Neal McDonough o Rhona Mitra?

Il dottor Rainsford però è insoddisfatto, le sue prede sono tutte fiacche e hanno il pessimo vizio di farsi ammazzare con facilità: dov’è il brivido della caccia? Dov’è il most dangerou game che decantava il conte Zaroff esattamente 90 anni fa?
La compagnia organizzatrice – la Apex, una sussidiaria della Zaroff Megas Industries (capita la strizzata d’occhio?) – non vuole certo perdere un cliente così ricco, perciò si mette subito alla ricerca della preda più fenomenale di tutte, ma gli omaccioni che si ammazzano in galera – queste sembrano essere le “selezioni” per diventare “clienti” della compagnia – non soddisfano: servirebbe un eroe massiccio e gagliardo, tipo Liam Hemsworth in quella minchiata di Most Dangerous Game (2020)!

Finalmente l’eroe gagliardo viene trovato: la preda perfetta… è Bruce Willis!

È ora di tirare in ballo Bruce Willis!

Fra le risate generali, ci vogliono far credere che Thomas Malone (quel faccione pacioccone di Bruno) è un assassino al di là di ogni definizione, evaso tre volte di galera, con decine di omicidi all’attivo, fatti di sangue inenarrabili e ora da sette anni non parla con nessuno, visto che è chiuso in isolamento totale.
Va be’, facciamo finta di crederci. Temo che tutto l’esagerato passato del personaggio e relativa detenzione siano una scusa per sganciare una frase ad effetto per convincerlo a partecipare come preda al gioco: «Death might be an upgrade», la morte potrebbe migliorargli la vita!

Manco Bruno ci crede, che può passare per “belva umana”

La preda è pronta, il tempo di mandare un messaggio a tutti e sei i ricchi cacciatori e poi via, tutti ad Apex Island («A nord del Giappone, ad Ovest delle Hawaii»), l’isola della libertà dove si fa un po’ quel che ci pare.
Mi piace notare come il cialtronesco Hydra. L’isola del mistero (2009) avesse avuto già l’idea di un’isola interamente dedicata alla caccia all’uomo (e alle bestiacce mostruose).

La vostra nuova meta vacanziera preferita

Sull’isola arrivano i sei cacciatori mediante teletrasporto (non fatemi domande!). Il dottor Rainsford lo conosciamo già, gli altri cinque cacciatori sono: Ecka (Trevor Gretzky), Bishop (Nels Lennarson), Jeza (Megan Peta Hill) e Carrion (Corey Large).
E infine, lui, l’Inutile per eccellenza, l’attore che appare ovunque senza lasciare mai traccia del proprio passaggio: Lochlyn Munro nel ruolo di Lyle. Riuscirà ad essere un babbeo totale come suo solito? (Allerta spoiler: Sì.)

Munro lo chiamano solo quando avanza un ruolo da beota, e purtroppo avanza sempre

Al momento di presentare la preda ai suoi cacciatori, scatta il genio che fa guadagnare mille punti ad Edward Drake.

«A Malone capita sempre di essere nel posto sbagliato al momento sbagliato.
Si è rotto delle costole e ha una compressione spinale per aver saltato da un edificio, è stato l’unico sopravvissuto di un incidente ferroviario, gli hanno sparato alla schiena in aeroporto e ha guidato un’auto attraverso un aeroplano.»

Applausi per Drake! Malone guarda caso ha avuto le stesse esperienze degli storici personaggi di Bruce Willis, da Die Hard (1988) a Die Hard 2 (1990) fino ad Unbreakable (2000) – anche se sono in dubbio sull’ultima voce: sarà mica una citazione di Die Hard 4 (2007), anche se era un elicottero?
Un vero e proprio omaggio all’«uomo sbagliato nel posto sbagliato nel momento sbagliato». La storia della sua vita.

Una volta dato il meglio, Drake purtroppo passa immediatamente a dare il peggio: nel momento esatto in cui comincia la caccia… finisce il film.
È chiaro a tutti – autori e personaggi – che Bruce potrà aver avuto tutto il passato che vi pare, ma è impossibile che costituisca una preda difficile per dei cacciatori esperti e armati dalla testa ai piedi, quindi è più che ovvio quale sarà lo sviluppo della trama: la preda agirà nell’ombra per mettere i cacciatori uno contro l’altro fino a farli uccidere a vicenda.
Proprio perché è uno sviluppo scontatissimo Drake avrebbe dovuto lavorare di fino, invece di limitarsi a far parlare di stupidate i cacciatori per ore e ore, mentre Bruce si limita a stare appoggiato a un albero con gli occhi assenti.

Ecco come Bruce passa il suo tempo per almeno metà film

Seguono fiumi di parole, tutte inutili, tutti vari incroci degli unici due termini noti agli sceneggiatori americani: fuck (67 volte) e shit (solo 14). Il resto è solo rumore di fondo.
Poi per contratto serve almeno una frase ad effetto a tre quarti della vicenda («Bring me the head of Thomas Malone!», così da citare il titolo originale di Voglio la testa di Garcia di Peckinpah) e Bruce deve imbracciare almeno un fucilone per le foto di scena, per il resto è solo imbarazzante allungatura di brodo fastidiosa.

Malone, per avere l’assoluzione, tieni in mano ’sto fucilone

Di sicuro la 308 Ent è fedele a se stessa: l’assenza ingiustificata di storia e una sceneggiatura diarroica sono le sue firme e il suo stile, e qui sono entrambe rispettate.
L’unico rimpianto è che la casa ha palesemente i mezzi per tirar fuori qualcosa di almeno un po’ intrigante e invece niente, rovina tutto proprio quando la storia entra nel vivo.

Un altro film da dimenticare, malgrado le ricche risate che si fanno quando Bruce viene descritto come belva umèna.
Il resto è da mani in faccia. La storia della seconda parte della sua vita.

L.

– Ultimi film con Bruce Willis:

Informazioni su Lucius Etruscus

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19 risposte a Apex (2021) La caccia a Bruno è aperta!

  1. Fabio ha detto:

    No va be’ la “belva umana”,ora desidero vedere un remake americano di “Fracchia” con Bruce buono e Bruce cattivo😁!

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  2. Fabio ha detto:

    😖😆 mamma mia,non ti dico Lucius le risate che mi sono fatto con l’immagine che hai postato dell’ologrammino azzurrognolo della testina di Bruce,ammazza che espressione maligna in quel frame!👍

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    • Lucius Etruscus ha detto:

      Voglio sperare di cuore che l’autore del film abbia studiato la cosa proprio per far ridere, visto che Bruce spesso durante la vicenda ha quella faccia – come a dire “Ma per sul serio?” – non vorrei invece che davvero quell’espressione fosse attribuita a una “belva umèna” 😀

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  3. Fabio ha detto:

    Uuuuummh,una compagnia chiamata “APEX”,ho avuto un flash⚡,sara’ per caso la compagnia “Apex Communication” di “Shark Attack 3”,che dopo aver avuto a che fare con i megalodonti,si e’ orientata verso altri tipi di affari?😜

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  4. Fabio ha detto:

    Povero Neal McDonough,a me non dispiace come attore,mentre su Lochlyn Munro…..è niente non ci posso fare nulla,mi torna sempre su come il cenone di natale fra risate e imbarazzo,il suo personaggio di “Scary Movie” da me soprannominato “pipino il grande”!

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    • Lucius Etruscus ha detto:

      Quel personaggio l’ha segnato a vita ma è anche vero è che è l’unico rimasto nella memoria: da allora ha fatto tipo mille film che nessuno ricorda 😀
      Neal di film ne ha fatti dieci milioni, senza mai cambiare espressione: a volte era azzeccato per il ruolo e mi è piaciuto, ma parliamo di quale ruolo su diecimila! 😀

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      • Giuseppe ha detto:

        Per dire, il ricordo più nitido che ho di Lochlyn Munro è il suo ruolo dell’infingardo mafioso Fat Tony Lucarelli nella serie TV “Monk” (l’episodio è “Il sig. Monk incontra il padrino”, e quanto sia infingardo davvero lo si scopre solo alla fine): non è moltissimo, in effetti 😀
        Quanto ad “Apex”, l’avessero proposto al Bruce degli anni ’90 si sarebbero visti i fuochi d’artificio… qui siamo solo in ritardo di trent’anni, una cosuccia da niente (come il film in questione, appunto).

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      • Lucius Etruscus ha detto:

        Almeno avrebbe potuto fare qualcosa, invece di stare appoggiato a un albero e aspettare che i cattivi si ammazzino l’un l’altro 😀

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  5. Cassidy ha detto:

    Anche questo inutilmente pubblicizzato soprattutto dagli attori minori presenti, nel tentativo disperato di cavalcare l’onda emotiva del ritiro di Bruno, che sarebbe stato un film da poco era chiarissimo, come citare tutti i film giusti però a casaccio, grazie per le tante citazioni e per un’altra coraggiosa sortita tra i giovedì Bruno 😉 Cheers

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  6. Sam Simon ha detto:

    Povero Bruce… Un curriculum che nel finale di carriera si è riempito di tanta di quella Z che non ci si crede…

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  7. Anonimo ha detto:

    In effetti il tema della caccia all’uomo sembra sempre in auge, peccato che in questo caso non si raggiungano i livelli di The Hunt con la Swank.

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    • Lucius Etruscus ha detto:

      Dal 1932 in poi il tema è stato affrontato in vari stili e generi, ce n’è per tutti i gusti, ognuno può scegliersi i propri preferiti. Per l’atmosfera trovo imbattibile l’originale, “La pericolosa partita”, mentre per la mia adorazione dell’action marziale non posso non mettere “Senza tregua” (1993) sul gradino più alto 😛

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  8. Pingback: Deadlock (2021) Bruce, cattivo diehardo! | Il Zinefilo

  9. R.A.F. ha detto:

    Ti segnalo, se non l’hai già visto, Ten minutes gone, del 2019, attualmente disponibile su Sky. Ci sono cascata in pieno, attirata dalla trama (una rapina andata male) e da Bruce Willis naturalmente. In realtà il film è tenuto su da Michael Chiklis, in scena 90 minuti su 93. Poi ci sono altri attori per me illustri sconosciuti, ma tu forse qualcuno/a l’hai già visto. Buona visione.

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