Prey (2022) Predator vs Metaphor

Il 5 maggio 2022 è arrivato e sulla piattaforma Disney+ il Predator è atterrato, per la caccia pronto e concentrato.

Un piatto predatorio completo, su Disney+

Quando nel gennaio 2020 ho scoperto 10 Cloverfield Lane (2016) è stata una bella sorpresa, un piccolo film da camera che riusciva ad essere durissimo e spietato grazie a una squadra di ben quattro sceneggiatori: fra di loro, non c’era il regista, Dan Trachtenberg, che invece oggi viene citato come se fosse qualcuno, invece che un buon esordiente. Prey è il suo secondo lungometraggio: un’altra prova di buona regia, malgrado la discutibilissima sceneggiatura di Patrick Aison.

Nel 2019 la Fox ha concesso il marchio “Alien” a una scrittrice di romanzi rosa per ragazze: che diamine c’entra lo xenomorfo con i turbamenti di una giovane omosessuale che non si trova a proprio agio con i compagni di scuola? Eppure l’incredibile romanzo Alien: Echo di Mira Grant è uscito davvero: ora è successa la stessa identica cosa, ma con il marchio Predator. Che si sono troppo vergognati per usarlo nel titolo.

Si sono troppo vergognati a inserire il termine “Predator” nel titolo

Naru (Amber Midthunder, appena completata la serie TV “Roswell, New Mexico”) in quanto donna è relegata a raccogliere i tuberi dalla terra, iniziando subito il film il “METAFORONE” (© Cassidy) col pennarello grosso, perché è giusto giudicare culture di tempi e luoghi lontani con il nostro metro di giudizio di oggi. Ma almeno sin dal primo fotogramma siamo informati: lo scontro con Metaphor sarà di quelli cruenti!

Attenzione: si riscontra la comparsa continua di “METAFORONE” (© Cassidy)

Ovviamente Naru non è soddisfatta di raccogliere tuberi e radici: il suo grande sogno è fare… il ballerina! Però le possibilità di ingaggio nel territorio pellerossa del Settecento sono un po’ poche, quindi ci ripensa: meglio fare il cacciatrice.

Da grande voglio fare il cacciatrice!

Suo fratello Taabe (Dakota Beavers) avendo un pene può realizzare quel sogno, sempre continuando con il “METAFORONE” (© Cassidy), e così quando è stato il momento giusto ha partecipato al rito del kühtaamia, la “grande caccia” (big hunt). All’epoca la sorella era piccola e quindi la madre l’ha mandata a raccogliere tuberi e radici, le specifica il fratello, perché come tutti i maschi è paternalista e prevaricatore.

Io c’ho un pene e tu noooo, gna gna gna

Ora sono passati anni, la giovane Naru si è allenata duramente e con un’ascia riesce a beccare un albero in una foresta – ammazza che cacciatrice! – quindi anela alla kühtaamia che, pur piccina che sia, è pur sempre una kühtaamia. Appena lo dice al fratello, Taabe – che in quanto portatore di genitali esterni è bastardo a livello cromosomico – ecco come la prende in giro:

«Sul serio ti credi pronta? Vuoi cacciare qualcosa che dà la caccia a te?»

Ah, vai con la strizzatona d’occhio: si vede che la sceneggiatura è roba fina.
Taabe comunque non cede al paternalismo, lei sente che il suo corpo è pronto e sa di aver visto un segno: ha visto l’Uccello del Tuono (Thunderbird)! Oh, sarà un “METAFORONE” (© Cassidy) pure questo?

Occhio, che ci vuole un attimo a farsi sfuggire di mano i metaforoni

Continua la presentazione della super-eroina super-perfetta, che sa pescare, sa curare, e tutti aiuterà: ma chi è, Fantamaaaaaan? Capisco l’esigenza moderna di creare eroine perfette in tutto, ma così si creano solo personaggi con cui è impossibile empatizzare: antica regola dei supereroi vuole che abbiano sempre una debolezza, un’incapacità, altrimenti le loro storie non avrebbero mordente.
Invece Naru è perfetta in tutto quello che fa, sa fare tutto e tutto le riesce all’istante senza alcun addestramento né esercizio, e a chi le chiede perché voglia diventare il cacciatrice risponde «Perché tutti credete che io non possa». “METAFORONE” (© Cassidy) senza esitazione!

Metaphor è atterrato ed è pronto a dare la caccia al buon gusto

Intanto è dalla mattina che la nave del Predator si aggira nella zona: ma cosa sta facendo, cerca parcheggio? Non riesce a fare manovra? Non si sa, sappiamo solo che appena sceso a terra il cacciatore spaziale è già invisibile di rabbia.
La nostra eroina è mandata dalla madre a raccogliere totsiyaa d’arancio, che fanno tanto bene al ginocchio del capo del villaggio: e vai, tripletta! Medicina alternativa, patriarcato e paternalismo: appena trovo i relativi numeri della Smorfia me li gioco al lotto. Poi lascio la mancia agli sceneggiatori.

«Totsiyaa d’arancio intorno all’altare / aspettavo il mio Predator con devozione.» (semi-cit)

Una scritta ci informa che siamo nelle Grandi Pianure del Nord America (Northern Great Plains) e ci fornisce pure una data precisa: settembre 1719: perché questa precisione? Be’, se avete un minimo di conoscenza dell’universo alieno avete già capito dove andrà a parare tutto questo carrozzone: la pistola del 1715 che Harrigan riceve dal vecchio cacciatore nel film Predator 2 (1990).

Trofeo da Predator 2 (1990)

Il problema è che quella pistola l’Elder Predator l’ha ricevuta da un capo dei pirati nella Guinea del 1718, come raccontato nel fumetto Predator: 1718 (1996) di Henry Gilroy: questo film andrà contro il presunto e sedicente Canone? Che poi Canone non è, visto che dei fumetti alieni non frega niente a nessuno. (E infatti il film se ne sbatte la uàllera, impegnato com’è coi metaforoni.)

Inutili date citazioniste anti-Canone

Siamo in una comunità Comanche dove non esistono ragazze: la tribù che ci viene mostrata è composta interamente di giovani maschi la cui unica attività giornaliera è trattare male Naru, e prenderla in giro perché lei è femmina. Direi che è una rappresentazione storicamente accurata del nobile popolo dei Comanche, no?

Nabu ovviamente non vuole sottostare alle regole che impone la sua cultura e il suo tempo e vuole fare come le donne americane di trecento anni dopo: non quattrocento, non duecento, no, proprio trecento. Anzi, ha in mente una data precisa, il 1995, quando lo spadaccino monco del regista Tsui Hark lega una corda alla sua lama nel film The Blade (Dao, 1995): la ragazza dunque costruisce una corda, la lega all’ascia e con un durissimo allenamento di 12 secondi è la più perfetta guerriera mai apparsa su Disney+. Però! È proprio facile essere ragazza: beate loro che imparano tutto senza fatica!!!

E lo spadaccino monco Wenzhuo Zhao… muto!

Ormai è chiaro che questa è una commediola per ragazzine, infatti il Predator è sceso per il suo sacro rituale di caccia dove ricoprirsi d’onore… e se la prende con animali più piccoli di lui di venti volte: la scena dove si prende la testa del lupo come trofeo la considero un trucchetto per far vedere quant’è cattivo, perché i Predator seri quel tipo di trofeo, da una preda così infima, non lo guardano nemmeno.

Ammazza che “guerriero d’onore”: poteva usare un bazooka!

Se questo fosse un vero film, con veri autori, potrei ipotizzare una citazione dal fumetto Predator: Primal (1997), dove il celebre romanziere di fantascienza Kevin J. Anderson (che aveva appena creato tutto ciò che noi oggi sappiamo sui cacciatori di taglie di Star Wars) entra nell’universo alieno e, poco pratico del “codice predatorio”, ci mostra un cacciatore vincere facile contro un animale decisamente non al suo livello.

Un Predator vigliacchetto con i disegni di Scott Kolins

Ma anche il Predator di Anderson non è così ridicolo da affrontare un orso grande più di lui a mani nude.

Questo sì che è uno scontro equo

Invece il Predator di Dan Trachtenberg affronta il piccolo lupo con le lame e il grande orso a mani nude. È proprio un grande guerriero!

Rendersi invisibile con animali che usano l’olfatto: Predator geniale!

Ma in fondo è un Predator strano, un mischione di novità e strizzate d’occhio, ha la rete metallica vista in Predator 2 (1990)…

Il grande ritorno della rete affetta-tutto

… ma anche la frusta che tutti i fan adorano e gli autori cercano di inserire nei film dal 2007 di AVP2 ma che finora era rimasta prerogativa di fumetti come Thicker Than Blood (2019).

Non sembra, ma è tipo un frustino taglia-tutto

Ha una lancia “classica”, quella del secondo film, ma qui si separa in due così da combattere due nemici allo stesso tempo. C’ha pure il ventaglio che diventa scudo: che sia una citazione di Lady Snowblood (1973)?

Mi diverte troppo l’idea della citazione!

O chissà, magari l’usare frusta e scudo in rapida sequenza cita Wonder Woman (2017)!

In fondo sempre di Girl Power si tratta, no?

Come potrà la piccola indiana ribelle affrontare un mostrone che massacra ogni essere vivente senza fatica? Semplice: le basterà seguire gli ovvi e scontati indizi lasciati dallo scaltro sceneggiatore lungo le quindici ore di durata della vicenda, ricopiando elementi dai primi due film di Predator e aggiungendoci la “frase femmina”:

«Tu non pensi che sia un cacciatore come te, non mi credi una minaccia: questo mi rende pericolosa.»

Mi sembra chiaro che continua la tecnica già incontrata nell’orripilante antologia Aliens vs Predators: AVP Ultimate Prey (2021), cioè lasciare sullo sfondo alieni e predatori (infatti questo film NON ha “Predator” nel titolo) e occuparsi solo di questioni femminili di moda sui social. Ah, questioni di ragazze, ovviamente, mica di donne: dei problemi delle donne mature curiosamente non si occupa nessuno.

Per il potere del girl power!

Prey è chiaramente pensato per un pubblico non solo giovane ma anche a prevalenza femminile: è Miss Marvel solo vestita in modo diverso. In fondo è giusto, se The Predator (2018) ha dimostrato qualcosa è che a nessuno frega niente dei Predator, soprattutto a quei babbei che ne fanno il verso con la bocca e che riempiono i siti di indovinelli del tipo “Ma in uno scontro fra un Predator e un Transformer chi vincerebbe?” Tutti quelli che parlano di Predator nei social non vedono film, non comprano nulla e quindi non fanno mercato. A quanto pare invece le ragazze sono il nuovo mercato, il nuovo bacino d’utenza, quindi tutto va virato al girl power. Scritto male, ovvio, perché se si scrive bene poi esula da qualsiasi categoria di mercato e diventa un prodotto “scritto bene”, non sia mai!

Questo Predator è completamente diverso da qualsiasi altro Predator, temo perché lo sceneggiatore pensi che nel Settecento i cacciatori spaziali ancora non avevano la tecnologia vista nel 1987, o qualche baggianata simile; usa armi diverse anche se simili e fa cose diverse, anche se assomigliano a quanto già visto.
Dato che la creatura ha un fisico totalmente umano, ad eccezione delle mascelle, e visto che va in giro mascherata ad ammazzare la gente senza motivo… diciamo che più che Predator è Jason!

Ogni tanto si ricordano dei vecchi fan e se li allisciano alla buona, così anche i Comanche giungono ad un’importante conclusione sulla creatura: «Se sanguina, possiamo ucciderla» (If it bleeds, we can kill it).

Frasi mitiche ripetute a casaccio

Malgrado duri 100 minuti è un film mostruosamente lungo, perché mostruosamente banale, ovvio e scontato in ogni singolo fotogramma, schiavo com’è del girl power da social media, del citazionismo paraculo e in generale della pessima sceneggiatura, che non ha sesso né età.
Di sicuro la regia è buona, i paesaggi splendidi, la musica di Sarah Schachner imperdibile (speriamo tirino fuori la colonna sonora) e alla fin fine è una stupidata con qualche scena caruccia. Che conferma la caduta verticale del povero Predator.

L.

P.S.
E ora tutti a leggere la recensione di Cassidy, il Moro, Arcangelo e Babol.

– Ultimi post sull’universo alieno:

Informazioni su Lucius Etruscus

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44 risposte a Prey (2022) Predator vs Metaphor

  1. Fabio ha detto:

    Che simpaticona,giuro che la protagonista l’ho trovata di un’antipatia rara,premesso che io non ci trovo nulla di male ad essere una guaritrice dato che è un ruolo importante tanto quanto quello del cacciatore in una tribù,rispetto a tutti gli altri film di “Predator”,l’alieno neanche la braccava visto che in realtà puntava i “visi pallidi” armati di fuciloni in tutt’altro territorio,cioè questa ragazzina per una sterile questione di cocciutaggine con il fratello su chi aveva ragione,se lo va a cercare,e quando c’è il confronto ne esce trionfante con una semplicità tale da umiliare l’ex berretto verde Dutch,che grosso ed esperto com’era,forgiato da mille battaglie aveva sudato letteralmente sette camicie,andando molto vicino alla morte,proprio un film disneyano!!

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    • Lucius Etruscus ha detto:

      Non c’è altra definizione: disneyano. Di una casa disperata che rincorre a perdifiato le proprie spettatrici controllando prima di cosa polemizzino sui social per poi cambiare la sceneggiatura alla bisogna.
      Dutch era niente in confronto a Naru, che in quanto ragazza può fare tutto alla perfezione senza bisogno di alcuna capacità o esercizio: è perfetta, e quindi nessun Predator può batterla.
      Un film decisamente imbarazzante, anche se le scene sono belle.

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      • Giuseppe ha detto:

        La Disney, oggi come oggi, procede in questo modo:
        1) Acquisisce un franchise storico
        2) Cancella tutto quello che di “expanded” quel franchise ha prodotto prima (di buono e pure di meno buono, che nel caso dell’universo alieno già si remava contro molto prima dell’arrivo della dispotica Casa del Topo)
        3) Si unisce all’allegra compagnia di chi riscrive praticamente da capo quella cosa a cui moltissimi sembrano tenere ma che, di fatto, NON esiste (inutile tornare sull’argomento per l’ennesima volta) e cioè il leggendario Canone
        4) Realizza film/serie che hanno come regola quella di far rimpiangere la precedente produzione non disneyana, di certo non così ossessivamente “family friendly” e quant’altro
        5) Realizza altri film/serie che riescono far rimpiangere PURE la precedente produzione disneyana recente (quella cioè già successiva all’acquisizione)
        6) Incassa comunque
        E, da quello che scrivi, questa robetta di “Prey” la vedo perfettamente inscritta nella trafila di cui sopra, purtroppo… 😦

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      • Lucius Etruscus ha detto:

        Una formula standard, temo. E visto che la Disney è riuscita a distruggere completamente l’universo di Star Wars, trasformandolo nel Muppet Show, è chiaro che con Alien e Predator aveva gioco facile. Visto che romanzi e fumetti la stanno seguendo nel fosso, direi che c’è grossa crisi per un povero fan alieno: non so più dove voltarmi per trovare un po’ di sano intrattenimento xenomorfo.

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      • Giuseppe ha detto:

        Intrattenimento xenomorfo? Be’, ho letto delle fan-fiction niente male… Mi pare che l’autore fosse un certo Lucius Etruscus 😉

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      • Lucius Etruscus ha detto:

        ahhah ormai è rimasto solo quello 😀
        Devo riprendere a scrivere, in questi tempi bui c’è bisogno di un po’ di fiction 😛

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  2. Fabio ha detto:

    No va bè,poi capolavoro dell’imbarazzo la “frase femmina” pronunciata dalla protagonista nel finale,io il film l’ho visto con attenzione,non è che il Predator ti sottovalutava in quanto donna,tu semplicemente fai riferimento a quel momento in qui l’alieno non ti ha attaccato,perchè eri impossibilitata a combattere per via della trappola dei “visi pallidi” in qui eri incappata,era un questione di onore,il Predator non è mica maschilista,se fossi stata armata è in forze,stai certa che ti avrebbe attaccata come con chiunque altro!

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    • Lucius Etruscus ha detto:

      Purtroppo anni di prodotti demenziali hanno fatto dimenticare che i Predator sono samurai spaziali, vivono e combattono secondo un Codice, in cui non colpiscono i disarmati e gli indifesi. Per dirla come Rigoletto, «Slacciare i cani a leon morente è vile, o Duca!» Non c’è onore nell’uccidere una preda indifesa e chiaramente inferiore: purtroppo di questo se ne sono dimenticati gli autori delle storie di Predator, anche perché queste di solito sono affidate a gente che non ha la minima idea di cosa sia un Predator e non sa che esistono trent’anni di narrativa in proposito.

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  3. Fabio ha detto:

    Per non parlare del momento “confessione” del fratello,in qui ammette apertamente quanto la sorella sia sempre stata superiore a lui in tutto,strategie di caccia comprese,che tanto per quello c’era già il film che c’è lo ricordava in continuazione!

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    • Lucius Etruscus ha detto:

      Una trovata imbarazzante, come a dire “le donne non devono solo avere avere ragione, devono avere anche qualcuno che glielo riconosce”: diciamo che il METAFORONE del film è puro liquame mefitico, ma essendo apparso nella cloaca massima nota come “Disney+” non stupisce minimamente.

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  4. Fabio ha detto:

    Non si sfugge dal tocco Disney insomma,ora mi immagino cosa combineranno con l’altra saga della defunta FOX,sul “Pianeta Delle Scimmie,c’ho paura!

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    • Lucius Etruscus ha detto:

      Sarà interessante scoprire se riusciranno a fare peggio degli ultimi film escrementizi: cos’è rimasto di quella saga dopo essere stata abbondantemente ricoperta di sterco fumante? Sono sicuro che riusciranno a fare molto peggio 😛

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  5. Fabio ha detto:

    Una cosa è certa,vogliono a tutti i costi cancellare il ricordo di “Alien VS Predator”,dato che in quel film all’epoca delle primordiali piramidi gli alieni erano già super tecnologici,sarà pure un film coatto quello di Anderson,ma con quello io mi ci diverto sempre,se si parla poi di resa visiva e scene d’azione,spacca ancora i culi di brutto!

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    • Lucius Etruscus ha detto:

      Quel film dimostra come critici veri e presunti e il popolo dei social non conti una mazza, perché all’epoca hanno venerato il nuovo prodotto del Dio del Cinema e il giorno dopo dicevano che il film peggiore della saga.
      Comunque nessuno vuole dimenticare nulla, la saga di Alien è in crollo totale dal 1992 e dal 1997 non guadagna un centesimo al cniema, tutti i film falliscono perché costano tantissimo e di Alien e Predator non gliene frega una mazza a nessuno: tutti quelli che giudicano AVP e gli altri poi non vanno al cinema quindi non contano una mazza. Tutti quelli che all’uscita del nuovo film lo lodano come se fosse il migliore in assoluto, per poi sputarci sopra il giorno dopo, non vanno poi al cinema quindi l’universo alieno al cinema non incassa un dollaro manco per sbaglio. Infatti ora provano sulla piattaforma: scommetti questa cagata di Prey incasserà dieci volte di più di “The Predator” di Shane Black? 😛

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  6. Cassidy ha detto:

    Ti ho letto con un occhio solo, lo vedrò a breve, ti ringrazio per avermi evocato e come direbbe Arnold: I’ll be back! 😉 Cheers

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  7. Il Moro ha detto:

    non l’ho visto, sicuramente lo vedrò perché alla fine è un dovere, ma per il momento almeno mi sono fatto quattro risate con lla tua recensione!

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  8. Alino ha detto:

    Grazie mille Lucius, la penso esattamente come te, ma stavo dando di matto credendo di essere l’unico. Ovunque non faccio che leggere commenti entusiasti su questo filmetto che, quando lessi che era girato da Trachtenberg mi diede subito grandi speranze. Ma poi, il tonfo nella banalità delle principesse Disney (anche se non so quanto abbia influito sulla pessima sceneggiatura che il prodotto sia della casa di Burbank)

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    • Lucius Etruscus ha detto:

      Anche “Alien vs Predator” è stato oltremodo incensato alla sua uscita, e oggi gli sputano tutti in faccia: gli entusiasmi digitali non valgono niente, è il film che deve parlare per sé. E questo dice solo un sacco di brutte cose 😛
      Lo stesso penso che sarà l’unico film alieno a guadagnare, perché per la prima volta è una poveracciata: quattro trizi in un prato e un Predator che non ha NIENTE del Predator, essendo semplicemente un tizio con una capoccia strana. Siamo lontani dai 100 milioni di dollari spesi in film che ne incassano 30, qui grasso che cola ne avranno speso 1, di milione, e visto che nessuno va al cinema ma tutti vanno su piattaforma andrà molto bene nelle visualizzazioni.
      Ma questo non cambia il fatto che è un film stupido scritto da maschi adulti per ragazzine adolescenti.

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  9. Fabio ha detto:

    Ogni vero appassionato ha nella sua testa una sua versione di “Predator” che vorrebbe vedere! Onestamente ora come ora il gioco del “si vede l’alieno e dopo non si vede” non so dopo tutti questi film quanto possa valere,ormai la tensione del primo film è bella che sparita,se proprio dovesse esserci un nuovo film,dal mio personale punto di vista bisognerebbe ribaltare completamente la prospettiva,cioè creare una storia dal punto di vista degli alieni,con un grosso budget a disposizione è il regista giusto,impiegerei un grande sforzo creativo nell’elaborare il pianeta natale dei Predator,con i loro usi,i loro rituali,gli oggetti di uso comune e non solo le armi,le loro architetture,e perchè no,anche i loro ipotetici DEI che pregano! Un altro azzardo poi sarebbe eliminare completamente l’elemento umano,portare i cacciatori alieni altrove,magari a caccia di prede ben più difficili,la massima prova per provare il loro valore e la loro forza,praticamente sarebbe un film muto con i sottotitoli,il rischio di renderlo noioso sarebbero alte,ma con la giusta ambizione e talento potrebbe uscire fuori un film EPICO!!

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  10. Lorenzo ha detto:

    Sarebbe interessante risalire alla prima apparizione della mascherina di Zorro pittata sul viso. Negli anni è sempre più di moda, prima caratterizzava i personaggi ambigui se non “dannati” (Marilyn Manson, van Damme in uno degli ultimi US), poi man mano ha assunto connotazioni più tribali. Superfluo dire che nessuno usava quel trucco nella realtà.
    Il film non l’ho visto e non mi interessa 😛

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  11. Conte Gracula ha detto:

    Sarebbe bello se un giorno facessero un film ancora più sfacciato nei suoi metaforono, ma con intenti palesemente comici ^^
    Nel caso, girerò alla Disney la tua recensione, magari te la compreranno come soggetto 😀

    Ora: non ho visto questo Metaphor e nemmeno Mulan dal vivo, ma di questo secondo ho letto recensioni che puntano su alcune debolezze che leggo anche qui, come la protagonista che è nata già al 99° livello (scusami per la metafora da gdr 😛 ) e sa già fare tutto e sa tutto e non ha un difetto, ma purtroppo ha difficoltà a sfondare un soffitto di vetro che si regge su colonne a forma di pene 😅
    Mi viene il sospetto che sia stata usata la stessa struttura narrativa sbilenca, ma non avendo visto i due film, potrei essere tacciato di pregiudizio 😛

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    • Lucius Etruscus ha detto:

      Purtroppo è tutto vero, nell’ossessivo bisogno di rincorrere gli spettatori devono essere leccaculo oltre ogni sopportazione, quindi le donne sono perfette in tutto e tutto possono con estrema facilità. Allora però scatta la domanda: perché si sentono vittime di quei beoti di maschi? I maschi di questo film, come di altri prodotti similari, sono dei cialtroni da competizione, incapaci di tutto: perché allora delle super-eroine si fanno mettere i piedi in testa da simili babbei?
      Sono sceneggiature prive di qualsiasi fondamento perché non nascono come sceneggiature, solo come leccate di culo a quello che tutti pensano essere un bacino in grande espansione, cioè il fantomatico “pubblico di ragazze” che potrebbe risollevare le sorti di un medium defunto come il cinema. Boh.
      Di sicuro è un pessimo film, che il girl power ipocrita che la Disney sparge ovunque – tipo rendere l’insopportabile baby Leia protagonista assoluta di quella stronzata immane di “Obi Wan Kenobi” – alla ricerca disperata di qualcuno che clicchi sui suoi prodotti, qualcuno che loro sperano avere i genitali interni, essendo questo l’unico metro di giudizio che oggi conta nella fiction.

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  12. Austin Dove ha detto:

    “Dato che la creatura ha un fisico totalmente umano, ad eccezione delle mascelle, e visto che va in giro mascherata ad ammazzare la gente senza motivo… diciamo che più che Predator è Jason!”
    🤣🤣🤣🤣🤣
    NOVANTA MINUTI DI APPLAUSI

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  13. Sam Simon ha detto:

    Lo stanno vedendo amici vari, dovrei avere accesso al suo streaming in Spagna, vedo se riesco a vederlo e poi torno qui! :–)

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  14. Alberto P. ha detto:

    Grazie per la menzione, per il resto lo sai, completamente d’accordo!

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  15. Pingback: Predagosto! – Tutti i Predator di agosto 2022 | Il Zinefilo

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