La Biancaneve di Passoridotto (2022)

L’amico Federico del canale YouTube Passoridotto è impegnato in un progetto che teoricamente dovrebbe essere preso in carico dalla distribuzione italiana, se esistesse una distribuzione italiana: riportare alla luce un classico di 85 anni fa come Biancaneve e i sette nani (1937) di Walt Disney nella sua prima edizione italiana del 1938.

Sul quotidiano “l’Unità” del 1° dicembre 2009 il critico cinematografico e docente Alberto Crespi, parlando del film in occasione dell’uscita del Blu-ray (ristampato poi nel 2014), confessa apertamente:

«Noi teniamo come una reliquia una vecchia cassetta pirata che contiene il doppiaggio originale del 1938, dove Biancaneve era doppiata da Rosetta Calavetta (la voce di Marilyn) e la regina da Tina Lattanzi (la voce della Garbo). Il film è stato purtroppo ridoppiato nel ’72, ma il vecchio doppiaggio rimane inarrivabile.»

Se persino chi ha più mezzi rispetto a un utente medio deve ricorrere a una vecchia VHS pirata per gustarsi il film nel doppiaggio originale italiano, diventa chiaro come sia meritevole l’opera gestita da Federico.

da “La Stampa”
23 dicembre 1938

Il primo “annuncio” risale al 2017, quando su Passoridotto appare un filmato con i titoli di coda di questo film, e così Federico ne spiega la provenienza:

«Da una copia super8 pirata (stock non marcato – triacetato) il cui master originale era il famoso 16mm del 1952 in Technicolor. Purtroppo si vede molto male, ma si possono notare due particolarità: all’origine non c’era la parola “fine” neanche nell’edizione italiana e nell’ultima scritta c’erano pure degli errori grammaticali (“versione italianE ESEQUITE negli stabilimenti di Cinecittà”).»

Nel corso degli anni sul canale Passoridotto tornano ad apparire piccoli estratti e campioni dalla «versione 16mm distribuita dalla RKO nel 1953», così da gustarsi splendidi esempi di un doppiaggio italiano assolutamente inarrivabile.

«Alla casina dei sette nani ora andrò io, e assumerò tale aspetto che niuno riconoscermi potrà»

Come si fa a non amare la Regina Cattiva (Wicked Queen)? Il Woody di Io e Annie (1977) aveva ragione da vendere.

La Regina Cattiva che accusa Woody di non saperla più far ridere

Dopo aver usufruito dell’aiuto di amici collezionisti e delle loro copie, finalmente il 30 maggio 2021 Federico annuncia l’arrivo nella sua collezione della chicca che cercava:

«Dopo anni e anni di ricerca, ecco la rara copia 16mm in Technicolor con il primo doppiaggio italiano del 1938, che la RKO distribuì dal 1953 e che, alla chiusura delle sue filiali, passò alla Sampaolofilm. Quest’ultima continuò a sfruttarla ancora per parecchi anni, facendone pure duplicati e – si dice – persino le copie super8 pirata. È ovviamente una copia molto delicata e ha tutti i segni di quasi settant’anni sulle spalle. Ma credetemi: vederla in proiezione è davvero qualcosa di magico (almeno per un malato di pellicole come il sottoscritto!).»

Mostrati alcuni brani e alcuni assaggi del doppiaggio d’epoca («Immergi il frutto nel veleno: che fino al cuore ne sia pieno!»), il 10 marzo 2022 arriva l’incredibile annuncio:

«Il lavoro è appena iniziato e ci vorrà del tempo per vederlo concluso, ma intanto volevo condividere con voi due piccole prove di scansione digitale in HD della mia copia 16mm in IB Technicolor, stampata per conto della RKO nel 1953 con il primo doppiaggio cinematografico.
Scansione eseguita tramite Blackmagic Cintel Filmscanner. Il dispositivo lavora in tempo reale (24fps) alla risoluzione di 2368×1712. I fotogrammi, acquisiti in formato RAW, sono stati successivamente editati e convertiti in un formato fruibile. In fase di editing è stata eseguita una normalizzazione dei livelli audio e un bilanciamento del colore.»

La qualità del risultato, tenendo conto di una pellicola vecchia di sette decenni con un’edizione italiana persa per sempre, è qualcosa che manda in visibilio gli utenti del canale.

La pellicola, come detto, non è perfetta e l’età si fa sentire (come mostrato in questo video di una scena “compromessa”), ma è chiaro che il valore di questo recupero è inestimabile per gli amanti delle edizioni italiane perdute.

In Italia e… COLONIE!!! Altri tempi…

Nel corso degli anni si sono susseguiti i doppiaggi (come racconta l’AntonioGenna.net) e sebbene sia stata l’ultima grande major a capire che si guadagnava più dalle videocassette che dal cinema, nel 1994 la Disney si arrende al cambiamento epocale del mercato e rilascia la VHS di Biancaneve («L’Italia sarà il primo Paese al mondo a mettere sul mercato il più celebre dei capolavori di Walt Disney» recitava “La Stampa” il 7 maggio di quell’anno): quella videocassetta balzerà immediatamente ai primi posti di vendita italiana, ma ormai il processo di scomparsa dell’edizione italiana originale è iniziato.

Da ragazzino questa scena mi ha messo una discreta fifa addosso

La gelida perfezione dell’immagine ad alta risoluzione piace a tutti, ma la calda imperfezione della pellicola è qualcosa di irripetibile e insostituibile, almeno per chi ha fatto in tempo a conoscerne gli ultimi fuochi.

Auguro quindi buon lavoro a Federico e al suo gruppo di “C.S.I.: Pellicole Italiane” per il completamento di questo lavoro di recupero scientifico: dalle “visioni di prova” posso testimoniare trattarsi di qualcosa di spettacolare.

Ecco la playlist con i video di Passoridotto dedicati a Biancaneve.

L.

Informazioni su Lucius Etruscus

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19 risposte a La Biancaneve di Passoridotto (2022)

  1. Cassidy ha detto:

    Meraviglioso, ha veramente per le mani una perla arrivata da un’altra epoca. Non esiste il modo di estrapolarne l’audio originale? Probabilmente costerà moltissimo il processo, complimenti a Passoridotto per il lavoro di conservazione storica. Cheers

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  2. Fabio ha detto:

    E’ un peccato,al di la’ della questione restauro dei vecchi film in HD,almeno con blu ray Disney tipo “Le Avventure Di Peter Pan”,si da la possibilita’ di scegliere tra vecchio e nuovo doppiaggio,se fosse stato possibile si poteva estendere la cosa anche ai Classici Disney piu’ vecchi ancora!

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    • Lucius Etruscus ha detto:

      Ottima notizia! Non frequento i Blu-ray Disney quindi non sono aggiornato sulle loro potenzialità, ma mi sembra un’ottima idea quella di scegliere i doppiaggi. Per me, TUTTI i Blu-ray italiani dovrebbero avere questa possibilità, visto che sono capienti e non ci mettono dentro niente come contenuti speciali. Ci sono film che hanno pure tre doppiaggi italiani, perché non salvarli, visto che sono un nostro patrimonio? 😉

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  3. stefanoramarro ha detto:

    Grazie per aver segnalato questo canale e l’iniziativa di recupero. È di grande interesse.

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  4. R.A.F. ha detto:

    Che meraviglia rivedere quei fotogrammi, alla faccia di chi snobba Biancaneve a favore delle nuove principesse…

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    • Lucius Etruscus ha detto:

      Il carico di storia e memoria che Biancaneve si porta appresso le nuove principesse, nate ieri e prive di passato, se lo sognano! 😛
      Capisco che l’edizione italiana, nata in pieno fascismo, porti qualche problema con la distribuzione nostrana, ma come interesse storico è un film che merita conservazione: per fortuna ci sono gli appassionati 😉

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  5. Giuseppe ha detto:

    Questo non è più solo un lavoro di recupero… Ai miei occhi Federico sta facendo della magia, meravigliosa e pura magia 😉👍👋👋👋

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  6. Vasquez ha detto:

    Il lavoro di Federico non è solo meritorio di per sé, ma dovrebbe servire da esempio per la Disney (e non solo), che hanno per le mani delle vere e proprie opere d’arte, ma continuano a trattarle come spazzatura. Penso ad esempio alla piattaforma Disney +, che poteva essere l’occasione ideale per tirare fuori le versioni localizzate dei loro film (non solo gli storici, anche quelli attuali) con i titoli di testa e di coda nelle lingue dei paesi in cui sono distribuiti, e invece… All’Impero interessa fare soldi, è vero, purché siano “soldi facili”, senza sforzo alcuno.
    Il doppiaggio storico di Peter Pan sul BD lo abbiamo solo perché Nunziante Valoroso si è premurato di fornir loro la traccia, altrimenti campa cavallo.
    Ma non solo in America ci sono irresponsabili di questo tipo. Non ricordo più dove lo ha detto, ma Evit sta restaurando una copia su pellicola della versione italiana di “THX 1138”, proponendone una copia alla cineteca di Bologna, la quale ha risposto: “No, grazie”.

    E non so perché a me viene in mente la mia prof d’italiano, che mi diceva di leggere il passaggio dei “Promessi sposi” in cui l’Innominato si redime, e io invece andai a leggere quello in cui la monaca di Monza si danna, dove “la sventurata rispose”.
    Oppure quando c’era da studiare “I Malavoglia”, e io di nascosto leggevo “Il gatto nero”.

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    • Lucius Etruscus ha detto:

      Anni fa è partito un progetto per ristampare, salvandoli, alcune opere in lingua italiana considerate “tesori nazionali”: dopo qualche volume l’iniziativa si è arenata, perché i soldi non c’erano più. (Leggi: “se li erano tutti magnati”!) Quindi che le opere si salvino da sole, per quanto ce ne frega.
      Per fortuna esistono i Santi Pirati, gli unici conservatori che fanno oggi quello che facevano i monaci medievali: copiavano e salvavano, sottraendo opere all’indifferenza distruttrice.
      Se oggi esistono i classici, è solo perché un pazzo di nome Poggio Bracciolini ha compiuto atti pirateria nel Quattrocento e ha fatto quello che nessun potente era intenzionato a fare: salvare opere che erano considerate perse. Ogni volta che qualcuno cita un brano latino, deve ringraziare quel pazzo collezionista che ha “piratato” opere per tutta Europa e ha salvato quello che noi oggi, ipocriti, chiamiamo “classici”, e che invece con il crollo dell’Impero romano erano andati tutti persi, se non qualche cosa sparsa in giro, pronta a scomparire pure quella.

      Sta succedendo la stessa cosa con le edizioni italiane, ma per fortuna ci sono in giro abbastanza Poggi per contrastare l’ondata di indifferenza distruttrice 😉

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  7. Federico ha detto:

    Un grande e sentito grazie a Lucius che ha voluto dedicare una pagina del suo bellissimo blog per questo recupero! E un grazie anche a tutti voi, che nei commeti siete stati molto generosi. Non per falsa modestia ma per cognizione di causa rimarco solo che il sottoscritto è proprio un pesce piccolo piccolo, nel mare magnum del collezionismo in pellicola. Anzi, più che collezionista mi dovrei definire un semplice “accumulatore seriale” di pellicole! Ma, cosa volete… è una passione che mi perseguita filn dai primi anni ’70, da quando all’asilo il parroco veniva a proiettarci i film e io guardavo il proiettore 16mm. E’ giusto, infine, ringraziare sia chi sta facendo quest’opera di trasferimento in digitale (non posso nominarlo perchè mi ha chiesto l’anonimato ma ha dimostrato una grandissima competenza e una dedizione a questo recupero non comune) sia il grande Evit che me lo ha fatto conoscere!

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  8. Sam Simon ha detto:

    Davvero impressionante, mi unisco al coro di ringraziamenti, con opere come questa si restituisce la magia a film indimenticabili ma trattati male dal tempo e da produttori / distributori!

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