Deadlock (2021) Bruce, cattivo diehardo!

Nuovo appuntamento con la casa 308 Ent. nata tutta intorno a Bruce Willis.

La casa costruita su Bruce che fissa il vuoto

La casa sta passando in rassegna tutti i generi di successo da riproporre in versione Z al cubo: il mostro dell’astronave (Breach), l’invasione aliena (Cosmic Sin), la caccia all’uomo (Apex) e ora? Be’, mi pare ovvio: il morire duro!

Il loro era un piano meticoloso, le loro attrezzature del massimo livello, erano ben preparati, intelligenti e spietati. Ma non avevano tenuto conto… dell’operaio elettricista!

Eh? Chi? Cosa? Chi è l’eroe diehardo?

Lo abbiamo incontrato in capolavori di nequiZia come Project Viper (2002), Turbulent Skies (2010) e Little Dead Rotting Hood (2016): ora Patrick Muldoon può finalmente salire di livello, con Deadlock (2021, inedito in Italia): non solo eroe gagliardo ma anche… diehardo!

Il “punto morto” è quello che fissano sempre gli occhi di Bruce Willis

Ma mica di uno qualunque dei cloni di Die Hard (1988), macché, Muldoon si ritrova a interpretare il più unico di tutti: il film diehardo… con Bruce Willis in persona!

Per la prima volta nella storia del cinema un attore torna nel film che l’ha reso famoso… per interpretare però l’antagonista. È come se Keanu Reeves avesse fatto un Matrix dove interpreta l’Agente Smith (peraltro migliorando di parecchio la saga), o Russell Crowe avesse fatto un Gladiator 2 nella parte dell’imperatore cattivo, oppure Ryan Gosling un film in cui muove anche solo un muscolo facciale: cose che non esistono, non accadono mai. E invece stavolta l’incredibile è avvenuto.
Bruce Willis torna in Die Hard ma nella parte di Hans Gruber!

Cose che nessuno avrebbe voluto vedere

Il regista e sceneggiatore Jared Cohn ha cominciato con la Z profonda, quella dove nessuno può sentirti trattenere il fiato dalla nausea (tipo Hold Your Breath per l’Asylum) e oggi lo potete trovare in thrillerini televisivi su TV8 e Mediaset, quindi è il professionista della Z giusto per la 308 Ent.

Per la casa costruisce una trama confusa e confusionaria, basata sul nulla totale e sul vuoto siderale che Bruce fissa dall’inizio alla fine delle riprese, con qualche parentesi in cui bofonchia robe a casaccio.
Il succo è che per vendicarsi della morte del fratello, ingiustamente ucciso dalla polizia, il super-criminale Ron Whitlock (Bruce Willis) organizza un assalto alla Fitzgerald Hydroelectric, la centrale elettrica che controlla la diga della regione: la sua intenzione è aprire l’acqua e inondare tutto.

Per il suo piano ha bisogno di uomini all’interno, iene che sappiano tradire e uccidere amici e colleghi: Johnny Messner, o ciò che ne resta di lui, è l’uomo perfetto.

Ve lo ricordate l’eroe d’azione Johnny Messner? Che brutta fine…

L’assalto va in porto e i cattivi prendono in ostaggio la centrale e pure una scolaresca che era venuta in visita scolastica, tanto sono cattivi, ma non avevano tenuto conto di un operaio poco ligio alle regole ma molto “duro a morire”: Mack Karr (Patrick Muldoon), ex ranger dell’esercito diventato elettricista.
Mack è fuori a fare una saldatura ma dal volo degli uccelli e dall’allineamento dei pianeti capisce tutto e due secondi dopo ha già ammazzato venti terroristi. Diciamo che non è un film di sottigliezze narrative, lo dimostra la faccia di Patrick Muldoon: non sta mica capendo perché spara e a chi spara, ma il regista vuole così e lui esegue.

Non mi sembra molto convinto del ruolo che sta interpretando

Se nei propri titoli di fantascienza la 308 Ent. poteva contare su effetti speciali a valanga, qui li sostituisce con un armamentario che manco in guerra s’è mai visto: ogni attore ha a disposizione fucili enormi, moderni, scintillanti e tutti da inquadrare in primo piano, così lo sponsor è contento. In pratica il film è solo una scusa per dare una “vetrina” a svariati modelli di fucili, gli unici veri protagonisti della vicenda.

Non esiste altra sceneggiatura se non quella facilmente ipotizzabile in un film diehardo, con l’unica particolarità che c’è Bruce cattivo che guarda il vuoto. E un eroe diehardo drammaticamente inconsistente, visto che non spara neanche una frase ad effetto.

Andiamo, neanche un Yippee Ki Yay?

Non so se augurarmi che questo Deadlock arrivi in Italia, a farci ancor più rimpiangere il Bruce che fu ma soprattutto il genere diehardo per nulla qui rappresentato, visto che a parte sparare un miliardo di colpi con fucili in vetrina non si fa altro.

In attesa di vedere Crowe nei panni di imperatore cattivo o Gosling recitare, salutiamo Hans Willis e il suo piano diabolico, rovinato dall’uomo sbagliato al momento sbagliato… nel film sbagliato.

L.

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12 risposte a Deadlock (2021) Bruce, cattivo diehardo!

  1. Sam Simon ha detto:

    Porello, più scopro questi prodotti più mi fa pena Bruce… Da una parte so che è stata una sua strategia per accumulare milioni prima del forzato pensionamento, ma dall’altra vedo una persona malata muoversi a disagio di fronte a una macchina da presa. :–/

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    • Lucius Etruscus ha detto:

      Per un attore drammatico forse sarebbe stato diverso, ma vedere un eroe d’azione passare tutto il tempo seduto a parlottare senza senso mette davvero tristezza, ma ora che sappiamo dei suoi problemi forse non era proprio possibile fargli fare altro.
      Certo, stiamo sempre parlando di serie Z profonda, sono sicuro che in mano a qualche autore bravo magari si poteva trovare qualche frase di senso compiuto da fargli dire, ma appunto siamo nel buio totale.

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      • Giuseppe ha detto:

        E forse (anzi, senza il forse, visto com’è ridotto Bruce) a questo punto sarebbe meglio anche per noi rimanere nel buio, volendo dire con questo che “Deadlock” è meglio non veda mai la luce dalle nostre parti…

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      • Lucius Etruscus ha detto:

        Visto che questi film temo costino due spicci, sono sicuro che i distributori italiani sono già all’opera per portarlo da noi, su tutte le piattaforme!

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  2. Cassidy ha detto:

    Capisco che la salute di Bruno non gli concedesse molto, ma avere una storia proto-Die Hard e affidare a Bruce il cattivo è proprio un’idea balorda per vendere un film, ma tanto queato più che un proto-Die Hard, sembra un Die Hard Prot, nel senso onomatopieco del termine, la diva invece arriva da “I nuovi eroi”, insomma un momento minestrone 😉 Cheers

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    • Lucius Etruscus ha detto:

      Fare un film diehardo con Bruce è un’idea geniale, sulla carta, ma forse avrebbero dovuto organizzarla vent’anni fa: ormai l’unico effetto è la tristezza mista a pernacchia. Soprattutto perché tocca a quel carciofo di Muldoon fare l’eroe diehardo!

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  3. Fabio ha detto:

    Saro’ tonto scemotto,ma io Patrick Muldoon preferisco guardarlo nei filmetti a tema insettofilo🐜,partito da un filmone con gli alieni insettiformi spaziali,per poi passare alla serie Z della sci-fi gigantista insettoide🕷,roba sua,di certo meglio che vederlo in un film alla Die Hard!!

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    • Lucius Etruscus ha detto:

      Su questo non ci piove: 1) Muldoon come eroe diehardo fa pena; 2) a combattere gli insettoni giganti tutti ci fanno più bella figura 😀
      Questo “Deadlock” quindi riesce a sbagliare due ruoli insieme, sia il protagonista che l’antagonista. E pensare che credevo “Cosmic Sin” il peggior film della 308 Ent., invece si sta sempre più superando 😛

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  4. Willy l'Orbo ha detto:

    Ahahah, la mia giornata all’insegna di Bruce prosegue con la solita divertente recensione! E con l’auspicio che tale primiZia giunga nella nostra penisola, d’altronde nequiZia per me, come ben sai, fa rima con deliZia! 🙂

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