American Siege (2021) Quando il nulla incontra il niente

Un giorno il nulla incontrò il niente e si dissero: «Facciamo un film?» «Sì, ma che ci sia Bruce Willis.»

Se penso che la famigerata casa 308 Ent. è quella di Breach (2020) e Cosmic Sin (2021) mi vengono i brividi: non so quale ictus abbia colpito i soci della casa e si siano ridotti a vegetare in produzioni così cialtrone, ma è chiaro che Bruce Willis sia il più lucido di tutti, giusto per dire la qualità del vuoto cosmico raggiunto dalla casa.

La casa costruita su Bruce che fissa il vuoto

Il principale cantore della 308 Ent., Edward Drake, sbatte la testa forte forte e poi scrive e dirige questa buffonata chiamata American Siege, titolo che non ha alcun senso esattamente come il film.
Esce in patria il 7 gennaio 2022 e per fortuna finora sembra inedito da noi.

Quando un bianco niente appare nell’oscuro nulla

Ad essere onesti, la storia non è neanche male. Appena uscito di galera un tizio chiama due amici e insieme vanno ad aggredire in casa un dottore di paese: quando questi li minaccia di chiamare la polizia, loro lo esortano a farlo. È proprio la polizia fuori casa che vogliono!

Una telefonata allo sceriffo in cui si avverta di aver preso un ostaggio significa non solo l’arrivo della polizia locale, ma in automatico viene avvisata l’FBI perché il rapimento è un reato federale. L’interessamento di tutte queste forze della polizia significa che i rapitori avranno una platea più ampia per la verità scottante che hanno da raccontare.

«Bruce, devi andare, lo fai tu lo sceriffo» «Chi è Bruce?»

Quando arriva sul posto lo sceriffo Watts (un Bruce Willis più assente che mai, in totale stato catatonico dall’inizio alla fine) si sente chiedere dai rapitori che fine abbia fatto Brigit. Torna così a galla un fattaccio di cronaca locale di dieci anni prima, quando una ragazza del posto è scomparsa e lo sceriffo non ha trovato un solo indizio.
I rapitori, legati in vari modi alla ragazza, sanno invece qualcosa che l’FBI avrà piacere di sentire, come cioè dietro la scomparsa di Brigit ci sia il cartello della droga che gestisce la contea, e il tutto passa attraverso il fondatore della città Charles Rutledge (Timothy V. Murphy).

Uno che si comporta come fosse il più grande attore di sempre: ma chi è?

Tutti amano Rutledge, ricco e magnanimo, che dà lavoro a tutti e infila parenti e amici nei posti chiave: se l’FBI cominciasse a sollevare la crosta che nasconde il marcio che avviene in paese sarebbe un disastro, quindi è chiaro che da quella casa non deve uscire nessuno in grado di parlare con le autorità.
Rutledge ha 55 minuti prima dell’arrivo dei federali, quindi deve chiamare in fretta dei professionisti, personcine a modo che per lavoro massacrano la gente senza lasciare traccia, una squadra di “risolutori” guidata da ciò che resta di Johnny Messner, che un tempo era un eroe d’azione niente male. Ora fa la comparsa nei film di Bruce Willis.

«Ma… tu non eri Johnny Messner?» «Sì, e tu eri Bruce Willis: siamo pari»

Tutto è complicato dal fatto che il vice-sceriffo che prende a cuore la questione e si infila nella casa per trattare coi rapitori è Kyle Rutledge (Trevor Gretzky), figlio cresciuto con il mito del padre ma che comincia a capire come il genitore non sia quello stinco di santo che aveva sempre creduto.
Questo significa che gli amici di Rutledge non possono entrare in casa inondando tutto di piombo, se no ammazzano il figlio del capo e non sta bene. Ma intanto possono fare quello che la 308 Ent. fa in ogni suo film: una vetrina di armi automatiche di alto livello, visto che probabilmente fra gli sponsor ci sono aziende specializzate in fucili.

Vènghino, siòri, abbiamo il Modello Giuditta, fucile per tutte le occasioni

Da quello che ho scritto potreste farvi l’errata idea che questo sia un film vero, che cioè questa trama venga in qualche modo usata perché tutto assomigli da lontano a un prodotto di intrattenimento: madornale errore. American Siege è una parata di attori imbarazzanti che guardano il vuoto, borbottano, bofonchiano, dicono robe a caso, ripetono in continuazione le basi fondanti della lingua inglese (cioè fuck e shit) e in pratica l’unico vero attore del cast è Bruce, che però da anni è assente totale.
Per dare una parvenza di normalità a una vicenda il cui protagonista teoricamente sarebbe lo sceriffo, interpretato però da un attore assente a se stesso, facciamo che a metà film Rutledge lo caccia via perché non ha risolto la situazione, così Bruce scompare, solo per tornare giusto in tempo per il finale drammatico. Come se non fosse l’intero film ad essere drammatico.

Ma quindi il Winchester è anche un fucile di precisione da cecchino?

Sparare a zero su questo film non vale la pena, ma è stupefacente che nel giro di un solo anno Edward Drake e il suo compagno di merende Corey Large siano passati dall’avventura spaziale piena di effetti speciali a un niente avvolto dal nulla, girato con una fotografia che fa schifo pure a vederla dallo spazio. Come si fa a cadere così velocemente dalla Z professionale al vuoto men che amatoriale?

Spero che il povero Bruce si sia fatto pagare bene per questi film che sigillano il feretro della sua carriera con chiodi marroni che non odorano di rose. Per fortuna gli spettatori non hanno memoria e sono fermi agli anni Ottanta, perché ormai la gran parte della carriera di Bruno è fatta di spazzatura, con i filmacci Z che superano quelli buoni in gran numero.
Chissà se film come questo l’attore se li conserva in DVD in casa propria… o c’è spazio solo per Die Hard.

L.

– La saga della 308 Ent.:

Informazioni su Lucius Etruscus

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19 risposte a American Siege (2021) Quando il nulla incontra il niente

  1. Fabio ha detto:

    Penso che l’ultimo film con Bruce che mi sia veramente piaciuto e dove era realmente in parte risale al 2006,”Solo 2 Ore” che era stato l’ultimo film diretto da Richard Donner,sfortunatamente e’ un piccolo gioiello di film che videro in 4 cani in croce,un grande peccato😔!

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    • Lucius Etruscus ha detto:

      Purtroppo non lo ricordo, ma ricordo che per un periodo è stato abbastanza replicato in TV, devo rinfrescarmi la memoria 😉
      Fino a quindici anni fa Bruce faceva ancora film che fra un alto e un basso alla fine però li si guardava con piacere, poi ha iniziato a scomparire e a lasciare un involucro vuoto davanti all’obiettivo.

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      • Fabio ha detto:

        Vai tranquillo,è quando puoi recuperalo che parere mio ne vale la pena! Sarà che questi mitici attori dei film d’azione come Bruce Willis erano indissolubilmente legati a doppio filo con i grandi registi con qui avevano avuto la fortuna di lavorare,e che di fatto avevano pesantemente contribuito a renderli leggende,insomma l’attore conta ma alla fine il vero ago della bilancia resta il regista! Di fatto Bruce stava già crollando nel momento in qui smise di essere diretto da grandi registi,affondando sempre più nell’anonimato,per me Richard Donner è stato l’ultimo registone con qui a potuto tirare fuori il meglio di sè,per altro ultimo film in qui Bruce aveva ancora i capelli senza che sembrasse un ridicolo parrucchino!

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      • Lucius Etruscus ha detto:

        Hai detto bene, troppo spesso ci si dimentica l’importanza del regista nei film di successo, che fanno fare figuroni agli attori, gli stessi che invece quando finiscono in mani “neutre”, di registi non certo memorabili, fanno figure barbine.
        Per esempio il film “Hostage” (2005 mi pare, ma vado a memoria) l’ho molto apprezzato per la regia e per la fotografia, e Bruce non lo ricordo malaccio, anche se il grave problema è che prima del film ho letto il romanzo-capolavoro, e quindi poi la pellicola mi è sembrata un pessimo riassuntino 😛

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  2. Cassidy ha detto:

    Non serve sparare a zero sul film, lo fanno già i protagonisti 😉 Posso aggiungere, la locandina più brutta di sempre? Coso lì Hunter V cugino di Predator III con quel ciuffetto in testa pare TinTin, questa casa di produzione mira in basso e si spara sui piedi, però ha le armi per farlo bene. Cheers

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  3. wwayne ha detto:

    Johnny Messner e Bruce Willis sono collaboratori abituali. Hanno fatto insieme nell’ordine:

    L’ultima alba;
    Hostage;
    Breach – Incubo nello spazio;
    Cosmic Sin;
    Deadlock
    American Siege.

    E non escludo che a scavare nella filmografia di Johnny Messner si trovino altri titoli ancora. Chissà se passano insieme anche le vacanze estive e i compleanni dei figli.
    Tra l’altro Johnny Messner, esattamente come il suo compare Bruce Willis, si è da tempo specializzato nella Z più profonda: noto infatti che nel suo curriculum compaiono anche “Il buono, il brutto e il morto” (con altri 2 habitués della Z, Danny Trejo e Dolph Lundgren) e “Beyond the Law – L’infiltrato”, un film con protagonista Steven Seagal.
    Il concetto è chiaro: quando Bruce Willis, Dolph Lundgren, Steven Seagal o qualche altro eroe Z ha bisogno di una spalla, il regista chiama Johnny Messner. Quindi sappiatelo, attori di Hollywood: se andate su un set e vi ritrovate davanti Johnny Messner, non è un buon segno per la vostra carriera. 🙂

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    • Lucius Etruscus ha detto:

      Sì, Johnny è stato risucchiato dal gorgo della 308 Ent., come stiamo vedendo in questi giorni, ma per fortuna vent’anni fa era impegnato in ruoli da duro molto gagliardi, anche se non ha mai avuto una vera occasione. Io lo chiamo “divo d’azione” ma purtroppo non lo è mai stato nel senso che diamo noi al termine, però era sempre cazzuto anche in piccoli ruoli.

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  4. Sam Simon ha detto:

    Ma… Ma… La trama mi piace un casino! Però immagino che il film sia una serie di scene soporifere con gente catatonica, quindi non mi ci avvicino nemmeno per scherzo, mi fido del tuo giudiZio! :–)

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  5. Giuseppe ha detto:

    Siore e siori venghino e provino il fucile Giuditta, che garantisce una mira sempre dritta 😀
    E quando il nulla incontra il niente, cosa si ottiene? Nessun risultato, come in questo ennesimo triste filmaccio a far da inesistente contorno a un catatonico Bruce: fosse stato un bel po’ di anni fa, quand’era ancora in forma, questo lo si sarebbe potuto definire un film “alimentare” ma oggi, con una roba del genere, non arrivi nemmeno a pagarteli gli alimenti…

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  6. Willy l'Orbo ha detto:

    Che peccato però! Se estrapolo la trama mi prende benissimo; tuttavia, se rimetto al loro posto le tue critiche, proprio perché le esprimi alla luce della, apprezzabile, suddetta trama, capisco che in realtà c’è ben poco da farsela prendere bene! Quindi, ancora…peccato! Mannaggia! 🙂

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  7. Lorenzo ha detto:

    Mi hai fatto tornare in mente un ricordo ormai sopito… la pubblicità della Vodafone con Bruce Willis. “Pwrende!” “Anche qui pwrende!!”

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  8. Pingback: Gasoline Alley (2022) La giustizia gioca sporco | Il Zinefilo

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