Castle Falls (2022) Adkins vs Lundgren


Arriva su Now TV uno dei film più jellati degli ultimi anni, anche se chiamarlo “film” mi pare esagerato, vista la qualità amatoriale dell’immagine.
Il titolo Castle Falls per me indica il castello di carte che il regista-produttore si era fatto in testa, che poi crolla al momento di trasformare in realtà un pensiero. Ma andiamo con ordine.

Il 14 febbraio 2020 viene depositato il copyright del progetto, un film d’azione con protagonisti niente meno che Dolph Lundgren e Scott Adkins, con Lundgren che addirittura torna anche alla regia. Tutto bello, i due cominciano a menarsi per la contentezza… e non notano che tutto intorno a loro sta chiudendo.
Di lì a qualche giorno scoppia una sciocchezzuola chiamata COVID-19 e d’un tratto… il cinema si ferma!

Come? Che vuol dire che non possiamo più ammucchiarci per menarci?

Mentre tutto il mondo è chiuso in casa, Scott Adkins finalmente fa qualcosa di buono e crea quel capolavoro di “The Art of Action“, una serie di interviste ai più grandi e mitici eroi dell’azione marziale di tutti i tempi: l’8 settembre 2020 è la volta di Dolph Lundgren. Castle Falls viene ovviamente citato ma Adkins è fiducioso: vedrai che ricominceremo a girare prestissimo!

Zitto, devi stare zitto, che porti jella!

La pandemia nel 2021 molla un po’ la presa… be’, non proprio, diciamo che a un certo punto abbiamo iniziato a sbattercene le balle dei morti, e tutto è ripartito, «come se la peste non dovesse tornare più», per citare Camus. L’importante è che si possa tornare a girare filmacci.
Finalmente nel dicembre 2021, quasi due anni dopo la nascita del progetto, Castle Falls può mostrarsi in tutta la sua… no, non ce la faccio. Parlare male di questo film è come sparare sul direttore della fotografia che ha dato per buono quello che si vede in video.

«Gli sparo io al direttore della fotografia!» «No, lo faccio io!»

Non so quale vita invisibile avrà in Italia questo filmetto, spero che esca almeno in DVD così da poterlo aggiungere alla mia collezione dei rispettivi attori – che si erano già misurati insieme con la Z spinta in Legendary (2013) – ma diciamo che se anche scomparisse domani non sarebbe una tragedia.

Si vede già dalla grafica la cura messa nel prodotto

La vicenda si apre con Mike (Scott Adkins), un ex campione del ring che però dopo più di quaranta incontri non solo non è nessuno, ma non ha più il fisico per reggerne altri, così il suo allenatore vede bene di mollarlo come una pera cotta. La sua colpa, a detta dell’allenatore, è di non avere più l’«istinto omicida» (killer instinct): curioso che nel giro di due giorni mi capiti la stessa espressione, sia qui che in Freddy’s Nightmares.

L’unico modo che ha Mike per dimostrare di avere ancora quello che una volta era l’occhio della tigre è battere Evan Dane Taylor, bravo stutman di filmoni di serie A.
Il combattimento nella Paramount Gym di Atlanta è stato spesso ripreso su YouTube e presentato come epocale: boh, so’ due minuti di roba decisamente dimenticabile. Il modo peggiore per iniziare il film.

E la marchetta alla palestra è piazzata

Preso atto di non essere più capace di lottare come un tempo, Scott Adkins cambia vita e mestiere e si mette a fare il muratore: no, non sto parlando della sua vita vera (anche se…), ma sempre del film!

Scott contempla dove l’abbia portato il cinema marziale…

Mike viene assunto per demolire un vecchio ospedale, il Castle Heights Hospital di Birmingham (Alabama), ma la parte curiosa è che la ditta che si occupa della demolizione si chiama Lundgren Construction Services!

Una ditta di demolizioni… che ti spiezza in due!

Intanto la guardia carceraria Ericson (Dolph Lundgren) avrebbe bisogno di un mare di soldi per far operare la figlia malata di cancro, e dove li prende? Quando un detenuto cerca di corromperlo con un mare di soldi, la nobile missione della guardia comincia a vacillare.

Vorresti comprarmi con dei soldi? Ehm… di quanti soldi parliamo?

Il succo della storia è che nell’ospedale in demolizione ci sono nascosti vari milioni di dollari in banconote, e i cattivi stanno arrivando per recuperarli prima che la dinamite seppellisca tutto. Ma sono battuti sul tempo da due uomini disperati in cerca di futuro: Mike ed Ericson.

Con questi soldi finalmente potrà smettere di fare filmacci come questo!

Inizia una… no, non inizia un bel niente. Una volta svolte le solite chiacchiere inutili, le solite frasi fatte, sviluppati luoghi comuni a secchiate, il cattivo che fa le facce cattive, miliardi di proiettili tutti fatti al computer – avete notato che tutti i vari tipi di fucile emettono tutti lo stesso rumore? – e dopo sviluppi narrativi vari, non rimane niente per quello che invece doveva essere l’unico motivo di esistenza del film, le scene d’azione.

Dolph e Scott sembrano due ubriachi che si azzuffano fuori dal bar, poi quando diventano amiconi per la pelle e affrontano i cattivi se li avessero sfidati a Monopoli sarebbe stato più appassionante.
Diciamo che l’unica scena memorabile del film è quando a Scott si chiude la vena… e d’un tratto crede di essere Bruce Willis in Die Hard (1988), lanciandosi dalla finestra con la manichetta antincendio. Ovviamente tutto ripreso malissimo.

Spirito di Bruce Willis, aiutami tu!

Lundgren è un ottimo regista, l’ha dimostrato più volte, ma temo che qui non avessero soldi per una cinepresa e abbiano usato uno smartphone comprato al volo, perché la qualità del girato è davvero al di sotto di qualsiasi sufficienza: una qualità dell’immagine da “matrimonio di tuo cugino” e tutto tremolante perché ripreso tutto a mano. Proprio come al matrimonio di tuo cugino.

L’occasione c’era, la trama era dignitosa e la pandemia ormai dimenticata, quindi sarebbe stato lecito aspettarsi un prodottino quanto meno decente. Purtroppo così non è stato.

Spero comunque in un’edizione DVD con “dietro le quinte”: mi sa che dev’essere stata più divertente la lavorazione che il risultato finale.

L.

– Ultimi film con Dolph Lundgren

– Ultimi film con Scott Adkins

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Informazioni su Lucius Etruscus

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11 risposte a Castle Falls (2022) Adkins vs Lundgren

  1. Cassidy ha detto:

    “Istinto omicida” è un’espressione che gli americani usano più spesso di “Passami il sale”. Che sfiga questo film, avrebbe tutto, le idee, le facce, il regista che ti spiezza in due ma niente, visione ben oltre il deludente purtroppo. Cheers

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  2. wwayne ha detto:

    Il protagonista va in palestra ad Atlanta e lavora a Birmingham, Alabama. Peccato che stando a Google Maps le 2 località distano tra loro 147 miglia: possibile che lui non abbia trovato una palestra più vicina a casa sua?

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  3. Willy l'Orbo ha detto:

    Applausi per la ditta di demolizioni Lundgren! 🙂
    Molti meno per il film che con quei due nomi fa battere il cuore ma poi, leggendo le tue opinioni e, soprattutto, vedendo la qualità dell’immagine…porannoi! Non mi viene nemmeno tutta quella voglia di vederlo e, per uno come me, è una cosa grave! 🙂

    Piace a 1 persona

    • Lucius Etruscus ha detto:

      Ti assicuro che il film è moooooooooolto peggio delle immagini ferme che vedi qui: immagina il filmino della comunione di tuo cugino ma con Dolph e Scott protagonisti. Che non fanno niente, perché con tutto il rispetto ma Dolph ha un’età e se Scott anche solo gli stringe la mano lo spiezza in due.
      Fossi in te mi eviterei l’umiliazione di questi due grandi nomi…

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  4. Giuseppe ha detto:

    “Castle Falls” nella sua forma definitiva lo si potrebbe definire un altro dei danni collaterali della pandemia: un film che ha dovuto subire una battuta d’arresto (causa Covid) quando probabilmente c’erano più soldi, idee e volontà di farlo davvero, per poi essere ripreso tardi in condizioni ormai critiche… niente soldi, né idee, né volontà.

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  5. Pingback: Missionary Man (2007) Don’t mess with Dolph Lundgren | Il Zinefilo

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