Censor (2021) Canto i film inesistenti

Fatemi capire, dopo i libri falsi, le bevande false e le armi false… ora mi metto a collezionare pure i film falsi? Allora è vero che ho fatto “voto di vastità”, come Bergonzoni.

Il problema è che trovarsi davanti un piccolo gioiello come Censor (2021) di Prano Bailey-Bond, visto su Prime Video, non può lasciare indifferente un pazzo come me.

Il film è ambientato in quella Gran Bretagna dei primi anni Ottanta in cui sono esplose potenti due manie violente: quella da parte del pubblico per il cinema horror in videocassetta e quella da parte del Governo per censurare il cinema horror in videocassetta.

Enid (Niamh Algar) lavora come censrice… ehm… censora… ehm, qual è il femminile di censore? Va be’, lavora nella commissione di censura e ha il non invidiabile compito di guardare filmacci horror a getto continuo per decidere dove e quanto tagliare, sebbene sia chiaro che il primo istinto sarebbe tagliare tutto.

Siamo agli albori di un fenomeno culturale esplosivo in rapida ascesa, quello dell’horror portato fuori dal ghetto dei drive-in e piccoli cinema di serie Z per venir proiettato in vere sale di primo piano, con un successo enorme basato in gran parte sulla nascita dell’home video su nastro; in America è appena nato lo splatter su larga scala, sebbene Mario Bava l’avesse inventato già dieci anni prima, e questo ha aperto la porta a quel nugolo di filmucoli semi-amatoriali che spargono budella in giro. La prima reazione ufficiale non può essere che di violenta repressione: i bambini, perché nessuno pensa mai ai bambini? (cit.)

Sono i tempi delle piccole videoteche di quartiere, quelle con dieci film esposti e cento film pirata sotto il bancone: a cosa serve la censura, se poi dopo i filmacci horror più truculenti girano illegalmente, per di più privi di qualsiasi taglio? Basta qualche parolina giusta con un gestore di videoteca e si può accedere ad ogni orrore.

Com’è facile immaginare, questa trama poteva svolgersi in due modi: legata alla realtà, citando i veri film vietati all’epoca, o innalzandosi dalla cronaca e diventare una vicenda universale… regalandoci “film falsi” a secchiate. Per mia fortuna è quest’ultima la via intrapresa.

Il saggio Video violence and children (1985) di Geoffrey Barlow e Alison Hill presenta una lista stilata nell’estate del 1983 con titoli di film violenti di cui Scotland Yard ha vietato assolutamente la distribuzione, la quale è avvenuta lo stesso ma in maniera illegale: retate e chiusure di videoteche non hanno fermato la curiosità del pubblico per i filmacci più truculenti.

Qualcosa mi dice che Prano Bailey-Bond al momento di mettersi seduto ad inventare i tanti film falsi di Censor avesse quella lista di Scotland Yard al suo fianco, perché per esempio tra i film vietati all’epoca in Gran Bretagna c’era The Driller Killer (1979), l’opera del giovane Abel Ferrara che in Italia è arrivata con un decennio di ritardo: guarda a volte la coincidenza, non solo alcune immagini di questo film – con Ferrara che trapana una sua vittima – appaiono nei titoli di testa, ma uno dei filmacci vietati che finiscono in mano alla protagonista si intitola Driller Thriller.

Ben noto è il bando britannico ai danni di film come Cannibal Holocaust (1980) di Ruggero Deodato e Cannibal Ferox (1981) di Umberto Lenzi, giusto per citare i due “cannibal” più famosi della citata lista di Scotland Yard, quindi non stupisce che Enid in videoteca insista per avere una copia pirata di Cannibal Carnage.

Nella lista c’è anche The Beast in Heat (cioè l’italiano La bestia in calore, 1977) di Luigi Batzella e la protagonista vede in giro locandine del “filmone” del momento: Beast Man.

La lista cita Bloody Moon (1981) di Jesús Franco e in Censor troviamo Blood Summer, ma magari è un caso: dubito invece che sia un caso la presenza fra i veri film vietati di Don’t Go in the House (1979) di Joseph Ellison, mentre un triste giorno Enid si ritrova a dover analizzare il film Don’t Go in the Church.

Questo (inesistente) Non entrate in quella chiesa (così lo rende il doppiaggio italiano, diretto da Maura Marenghi con traduzione di Alessandra Eleonori) è uno dei famigerati filmacci violenti diretti da Frederick North, autore che in Censor è chiamato a simboleggiare tutti quegli registi di grana grossa che hanno sfruttato il fenomeno del momento per produrre in serie opere di dubbio gusto (e moralità).

Il problema è che questo suo nuovo film, che Enid vede in anteprima per stabilirne le parti da tagliare, ha una trama particolare… che assomiglia decisamente ai ricordi di Enid stessa, in un momento tragico della sua adolescenza. Come se North avesse riversato su pellicola gli incubi più inconfessabili di Enid.

La cosa turba comprensibilmente la protagonista, spingendola ad indagare su questo North, autore di bassa macelleria di cui Enid riesce a recuperare Asunder in videocassetta pirata. Guarda a volte la coincidenza, nella lista di Scotland Yard c’era Absurd (1981) di Joe D’Amato, noto in Italia come Rosso sangue.

Altra coincidenza: subito dopo che Sam Raimi ha raccontato di un antico libro misterioso trovato in uno chalet di montagna (1981), North nel suo Asunder fa trovare un misterioso libro scritto in latino, con tanto di citazione:

«Si introibunt hoc sepulcrum, dare tibi ad infernum. Qui este cunum quam reverterto. Quis hog momento insemperternum. Imutata sinsintuar».

Almeno stando ai sottotitoli del film. Scommettiamo che funziona meglio il Necronomicon ex mortis de La casa?

Questo Asunder ha la particolarità di lanciare una nuova attrice, Alice Lee, pronta ad essere sbudellata in tanti altri film di North. E qui la povera Enid comincia ad uscire davvero di testa… perché Alice Lee assomiglia decisamente a sua sorella, scomparsa misteriosamente molti anni prima, in eventi già raccontati da North nel precedente film.

Lascio al vostro piacere gustarvi la discesa all’inferno di Enid alla ricerca della sorella perduta, forse invischiata nel brutto giro dei filmacci horror, e mi limito ad un elenco alfabetico dei titoli inventati da Censor.

  • A pezzi (Asunder) di Frederick North
  • Asfissia (Asphyxiate) di Frederick North
  • Driller Thriller
  • Estate di sangue (Blood Red Summer) di Frederick North
  • Eccesso di morte (Extreme Coda)
    «capolavoro» (masterpiece), detto ovviamente in tono sarcastico,
  • Folle (Il) (Deranged) di Frederick North
  • Giorno in cui iniziò il mondo (Il) (The Day the World Began)
  • Massacro cannibale (Cannibal Carnage)
  • Non entrate in quella chiesa (Don’t go in the Church) di Frederick North
  • Scannatoio dei ratti (Lo) (Rat Brothel)
  • Sterminio in cartoleria (Stationery Massacre)
    «Un uomo viene pugnalato più volte in un occhio con un compasso, gli squarciano lo stomaco con delle forbici, le sue budella escono e poi gli ricuciono lo stomaco. Un capolavoro».
  • Viaggio all’inferno (Cursed to Hell)

In chiusura, ecco anche la lista di veri film vietati dal Governo britannico nell’estate del 1983, stando a quanto riportato dal citato Video violence and children (1985) di Geoffrey Barlow e Alison Hill.

    • Absurd
    • Beast in Heat (The)
    • Blood Feast
    • Blooy Moon
    • Bogey Man
    • Burning (The)
    • Cannibal Apocalypse
    • Cannibal Ferox
    • Cannibal Holocaust
    • Cannibal Man
    • Cannibal Terror
    • Contamination
    • Death Trap
    • Don’t go in the House
    • Don’t go in the Woods Alone
    • Driller Killer
    • Faces of Death
    • House on the Edge of the Park
    • I Spit on Your Grave
    • Last House on the Left (The)
    • Living Dead (The)
    • Mardi Gras Massacre
    • Night of the Demon
    • Nightmares in a Damaged Brain
    • Possession
    • Pranks
    • Snuff
    • SS Experiment Camp
    • Slayer (The)
    • Zombie Creeping Flesh
    • Zombie Flesh-Eaters
    • Zombie Terror

Lascio a voi stabilire se siano più interessanti i film veri o quelli falsi.

L.

P.S.
Vi ricordo le recensioni di Cassidy e di Babol.

– Ultimi film horror:

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18 risposte a Censor (2021) Canto i film inesistenti

  1. Cassidy ha detto:

    Film che ho trovato un gioiellino, così come questo post che riassume tutta la cura con cui hanno ricostruito il periodo e i film del famigerato elenco, un gioco di citazioni e film finti bellissimo, grazie per la citazione! 😉 Cheers

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    • Lucius Etruscus ha detto:

      Sono rimasto a bocca aperta per tutta la durata del film, l’autore è veramente bravo nel creare una sottile ma tagliente tensione che ti impedisce di distogliere lo sguardo. Se poi mi condisce tutto con irresistibili film falsi, allora con me vince a man bassa 😀

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      • Giuseppe ha detto:

        Infatti questo è un altro dei titoli che, per i meriti che hai elencato, mi aspettavo di trovare a breve sul Zinefilo… ed eccolo qui, dove può sentirsi come a casa sua 😉

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  2. La premessa è fantastica, di sicuro è da vedere. Poi adoro quando il cinema di genere fa il canto a sé stesso, cosa che ho imparata ad amare con Craven che tra tutti è quello più moderato (e pulito) nel citare.

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    • Lucius Etruscus ha detto:

      Questo film è un ottimo “gioco del cinema”, ma soprattutto l’autore riesce a creare un’ottima tensione e a reggerla fino in fondo, con una trama semplice e immagini ricercate. Se ti capita, è un film che ti consiglio caldamente.

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  3. Lorenzo ha detto:

    Vado controcorrente e ammetto di essermi addormentato a metà film. Ho ripreso la visione il giorno dopo ma, nonostante l’idea di base sia originale ed intrigante, la vicenda è raccontata in modo secondo me troppo sonnacchioso, prima di arrivare al finale.

    Ma a parte ciò, c’è una parte della storia che mi è sembrata implausibile: quando il notiziario dice che una persona si è suicidata (o ha ucciso qualcuno, non ricordo più) imitando una scena di un film horror, la gente, che nella realtà se ne sarebbe fregata, o al massimo avrebbe dato la colpa all’autore del film… se la prende con il censore perché non ha tagliato la scena? Va addirittura a minacciarlo? Come fa a sapere chi è, dove abita? Erano più famosi i censori dei registi?
    Magari nel dormiveglia ho perso qualche passaggio 😀

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    • Lucius Etruscus ha detto:

      Non so come funzionasse in Gran Bretagna, quelle notizie false giravano ovunque, ma di solito più che contro il censore ci si scagliava contro tutta l’istituzione. “Alla TV c’è solo sesso e violenza”, frasi stupide come queste non so contro chi siano rivolte, penso contro i responsabili del palinsesto che contro i censori 😀

      Comunque è sicuramente un film dal ritmo “diverso”, ma è proprio quella lentezza che ti permette di entrare nella vicenda e di rimanere nella tensione. O almeno a me è capitato così 😛

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      • Lorenzo ha detto:

        Certo, eppure nel film se la prendono proprio con il censore.
        Aggiungo, le copertine delle VHS non hanno niente a che vedere con quelle che c’erano negli anni ottanta o settanta, sono grafiche in stile moderno.

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    • Sandor ha detto:

      Il nome della censora, vabbè,viene fatto dai giornali.
      Il senso delle proteste era che il governo aveva messo delle norme durissime ma i censori non facevano il loro lavoro,non so se nella realtà successe qualcosa del genere.

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      • Lucius Etruscus ha detto:

        Onestamente non è stato un elemento della trama a cui ho dato troppo peso, visto che l’accento è puntato più sul viaggio all’inferno della donna alla ricerca della sorella 😉

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      • Lorenzo ha detto:

        In realtà è un passaggio importante perché lei rimane sconvolta dalle proteste e dal fatto che il suo nome venga reso pubblico, e da qui inizia il suo cambiamento.
        Poi vabbé, una cosa del genere è inverosimile. Al massimo sui giornali avrebbero puntato l’indice contro il regista.

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  4. Willy l'Orbo ha detto:

    Geniale indagine zinefila! 🙂
    Leggere la lista dei titoli inventati (e, in una certa misura, anche l’elenco “reale”) mi ha procurato notevole sollucchero, un “gioco” davvero delizioso! E per fortuna sullo zinefilo non esiste alcuna censura che limiti la brillantezza etrusca! 🙂

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    • Lucius Etruscus ha detto:

      A vederli oggi molti di quei film fanno sorridere, essendo decisamente innocui, ma evidentemente all’epoca erano “roba forte”. Di sicuro il vietarli li ha resi immortali e adorati: se fossero usciti normalmente, sarebbero stati subito dimenticati 😀

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  5. loscalzo1979 ha detto:

    Quando a volte un soggetto semplice funziona bene, recupererò

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  6. auleia ha detto:

    visto il film, da solo e con un ticchettio in casa che non so da dove proviene, giuro non dico così tanto per. non commento perché non sono capace, mi è piaciuto, e se questo genere di film non li ho mai visti e perché ho paura a 60 anni, come ne avevo non ricordo bene, mi hanno portato al cinema a vedere Suspiria di Dario Argento, e non l’ho guardato nemmeno un attimo, solo sentito. grazie per i Suoi post che leggo sempre.

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    • Lucius Etruscus ha detto:

      Grazie per aver commentato e per leggermi 😉

      Vedere un film horror con un ticchettio sconosciuto come compagnia non dev’essere piacevole, ma almeno ha dato ancora più “sapore” a questo film, che non ha molto horror ma gioca invece molto sull’atmosfera tesa, pesante.
      Negli anni Ottanta avrei avuto paura anch’io a vedere Dario Argento al cinema, ma avendo invece visto molto più tardi le sue opere non riesco ad apprezzarle, perché non mi comunicano emozioni.

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