Villmark Asylum (2015) Benvenuti a Luster

Continua l’omaggio all’ottimo numero di settembre 2022 del fumetto “Dampyr“, con un’avventura notturna in una vera misteriosa struttura abbandonata a caccia di paranormale.


La foresta dell’orrore

Tutto inizia nel 2003, quando in Norvegia esce Villmark: solamente nel 2012 l’italiana Dynit porta il film in DVD con il posticcio titolo Dark Woods. La foresta misteriosa.

Pål Øie deve essersi fomentato con The Blair Witch Project (1999) ma soprattutto con Cabin Fever (2002) del giovane Eli Roth, e deve aver scoperto la ricetta in voga all’epoca: «Dei tizi in un boschetto, film horror perfetto»!

In pratica la versione norvegese di Cabin Fever (2002)

Così l’ardimentoso cineasta ci porta nel Kaupanger (Norvegia centrale), una zona di natura incontaminata ma anche sinistra. Qui il professor Gunnar porta alcuni studenti per una sorta di esperimento sociologico o qualcosa del genere: onestamente non l’ho mica capito lo spunto iniziale. Sappiamo che Gunnar paga dei giovani per fare cose che loro non faranno MAI per tutto il film. Uno infatti è un bravo fotografo e l’altro un cineamatore, ma nessuno dei due farà mai niente di ciò in cui è bravo.

Due ragazzi, due ragazze e Gunnar, chiusi in uno chalet fra i boschi dove trovano un vecchio registratore a nastro con strane voci incise: abbiamo capito che Pål Øie si è rivisto La casa (1981) di Sam Raimi e vuole farcelo sapere: nessuno di questi elementi avrà alcun peso però nella vicenda. Se proprio vogliamo prenderci in giro e dire che esiste una vicenda.

I giovani fanno quello che fanno i giovani nei film horror, cioè i coglioni, bei boschi qualcosa qualcoseggia, non succede niente per il 99,9% del film e l’ultimo minuto c’è il confronto finale col mostro. Ma chi è ’sto mostro? Un tizio che era arrivato lì a cercare l’aereo caduto del nonno soldato poi è impazzito e ammazza la gente che va lì a campeggiare. Boh.

Pål Øie sembra disinteressato a trovare un motivo per le morti nei boschi, lui si diverte di più a fare il misterioso senza dover spiegare niente. Perché per TUTTO il film Gunnar si comporta come un pazzo squilibrato? Non si sa, non viene mai spiegato. C’è un’entità in quei boschi che fa impazzire la gente? Boh, se vi fa piacere pensarlo fatelo pure.

Il film è niente al cubo, ma quando poi esplodono i found footage e i manicomi abbandonati… allora il discorso cambia.


La clinica dell’orrore

Negli anni Duemila davanti a Pål Øie sfilano tutti i grandi classici contemporanei dell’orrore, da Paranormal Activity (2007) a ESP (2011), con cineprese notturne che immortalano fantasmi, manicomi abbandonati, video ritrovati e giovani coglioni che muoiono come tali: al che il cineasta norvegese capisce che aveva in mano ottimi elementi e li ha buttati via.

Il secondo film è pieno di piccoli rimandi al primo

Un aereo della Seconda guerra mondiale caduto in un misterioso lago sperduto nella foresta norvegese, un gruppo di giovani coglioni, cineprese e fantasmi: questo è oro! Cosa manca? Ah sì, un bel manicomio abbandonato, e così Villmark 2 è pronto.

La tenda rossa è un’altra cripto-citazione del primo film

Uscito in patria il 9 ottobre 2015, la consueta Dynit lo porta in DVD dal 2017 con il titolo Villmark Asylum. La clinica dell’orrore.

E se questa clinica non vi fa orrore… siete già morti!

Stavolta la vicenda è ambientata nel vero manicomio abbandonato di Luster (Norvegia): il sito LifeInNorway ci dice che nel 2021 l’edificio abbandonato dagli anni Novanta è stato trasformato in albergo. Io onestamente non ci andrei in vacanza.

Lo stesso sito ci spiega che una volta debellata la tubercolosi e iniziati a smantellare i sanatori in giro per l’Europa, dal 1958 la struttura diventa un istituto psichiatrico, chiuso definitivamente nel 1991. Ovviamente è diventato apprezzata meta per cacciatori di fantasmi. Essendo purtroppo una roba non americana, è ignorata da tutti i manuali di detti cacciatori.

Direi che l’ambientazione è assolutamente perfetta

I cialtroneschi eroi del film hanno il compito di analizzare la struttura di seimila chilometri quadrati in vista della sua imminente demolizione: «Abbiamo tre giorni per ispezionare 312 stanze e quattro chilometri di tubazioni coibentate in amianto, quindi iniziamo a darci da fare». Perché dopo cinquant’anni ora vanno così di corsa? Perché mandare solo cinque persone ad analizzare una struttura grande quanto un quartiere in soli tre giorni? Va be’, toccava creare una limitazione temporale che desse “ansia” alla narrazione.

Cinque coglioni che faranno di tutto per morire male

Potete scommetterci che il manicomio abbandonato è tutto tranne che abbandonato, visto che ci passano la notte dei cacciatori locali, ci passeggiano bambine fantasma, infermiere fantasma e pure il primario sì, primario no: uhhhhh primario fantasma! Io fantasma non sarò e alla pazzia del film dico no.

Per trovare un posto-letto in questo ospedale devi vedertela con la capo-sala fantasma

Sin da subito risulta chiaro come i cinque “ispettori” siano degli incapaci totali, quindi cominciano a fare le stupidate tipiche da film horror occidentale, che speravo di non trovare in un prodotto europeo: tipo sentire musica a tutto volume in una stanza da soli, immersi nel nulla più totale, così da essere presi di sorpresa dalla solita entità misteriosa, o l’esitazione nel chiamare aiuti adducendo motivazioni nebulose. Insomma, meritano tutti di morire male, come regolarmente succede.

Secondo voi poteva mancare la tizia che fa la doccia col mostro in giro?

Pål Øie è molto migliorato dal punto di vista visivo, è più ambizioso e sa costruire scene molto più complesse rispetto al film precedente, ma il problema è che si ostina a partecipare alla non-sceneggiatura dei suoi film, quindi anche stavolta non abbiano niente. Se almeno nel film precedente negli ultimi secondi cercava di spiegarci che cacchio era successo durante tutta la vicenda, senza comunque riuscirci, qui non ci prova nemmeno.

Il solito coglione che “ci mette la faccia”

Da alcune foto inquietanti supponiamo che l’ospedale in passato abbia compiuto esperimenti poco simpatici, ma poi vediamo cavie umane vive, non fantasmi, quindi sono ancora in corso? E chi li porta avanti, il primario fantasma? Ma è vivo o è un fantasma? E chi è la ragazzina? Boh, a Pål Øie non interessa minimamente spiegare alcunché, quindi ci rimangono solo belle scene di un manicomio da brividi: perfetta scenografia di un non-film con una non-trama.

Più che un film è un insieme belle diapositive su un manicomio inquietante

Magari un giorno Pål Øie o qualche suo seguace tornerà per girare The Luster Asylum Project, un qualcosa di un po’ più concreto con questa splendida scenografia manicomiale, ma per ora abbiamo solo belle foto da un film vuoto. Oppure pazzo, scegliete voi.

L.

– Ultimi post Armani-comio:

Pubblicità

Informazioni su Lucius Etruscus

Saggista, blogger, scrittore e lettore: cos'altro volete sapere di più? Mi trovate nei principali social forum (tranne facebook) e, se non vi basta, scrivetemi a lucius.etruscus@gmail.com
Questa voce è stata pubblicata in Horror e contrassegnata con . Contrassegna il permalink.

17 risposte a Villmark Asylum (2015) Benvenuti a Luster

  1. Cassidy ha detto:

    Sulla citazione agli Elii mi sono rotolato dal ridere, anche in Norvegia guardano i film giusti ma li scopiazzano male, in compenso in questi manicomi abbandonati l’acqua per la doccia non manca mai 😉 Cheers

    Piace a 1 persona

    • Lucius Etruscus ha detto:

      La geniale trovata narrativa, che fa capire lo sforzo creativo, è che uno dei fenomenali “ispettori” prende a martellate un tubo fermo da decenni e quello, non ci crederai, si rompe! Chi se lo sarebbe mai aspettato? Così l’acqua riempie tutti gli ambienti ma lo tesso riesce a rimanere a pressione perché la tipa si faccia una doccia: questo fa capire che ci sono matti pericolosi fuori da questo manicomio, non dentro! 😀

      "Mi piace"

      • Giuseppe ha detto:

        Coi fantasmi che qui c’ho
        (il primario forse no),
        spacco tubi per diletto
        così per distrarmi un po’
        Asylum sì, Asylum no
        Mi sta a venir l’asma
        Paziente sì, paziente no
        AAAAAHH ho visto un fantasma
        Più paura pero fa
        A me questa storia qua
        La sceneggiatura, oh
        l’han già assassinata un po’
        Copiare sì, copiare no
        una scelta di vita
        Va bene sì, Va bene nonoNO!
        Mica ci è riuscita
        A ‘sti film ormai dico no
        Øie già l’ho abbandonato
        e du’ spaghi me farò
        (MOLTO meglio “Session 9”
        Quello sì lo guarderò) 😀

        Piace a 1 persona

      • Lucius Etruscus ha detto:

        Ormai sei lanciatissimo! Chi gli odiosi horror con le sue odi allieta? Ma è lui, Giuseppe il poeta ^_^

        "Mi piace"

  2. Kukuviza ha detto:

    Veramente tutti uguali sti film. È facilissimo buttare elementi a caso dentro, tanto poi non li devi mica motivare. Mi sa che qua, a tutti i livelli, dalla Z alla pseudo A, si fanno prendere troppo la mano dall’aspetto estetico/tecnico.. Io non dico che in un horror del genere uno debba fare chissà che discorsi profondi, ma almeno scrivi una trama sensata, seppur poi ovviamente scopiazzata.

    Piace a 1 persona

    • Lucius Etruscus ha detto:

      La cosa assurda è che l’idea c’era. Un manicomio abbbandonato dove in passato si facevano strani esperimenti e forse sono ancora in corso, ad opera di un vecchio dottore pazzo e della sua infermiera (che mica s’è capito se è fantasma o meno), e quindi gli ispettori convinti di trovarsi in un edificio abbandonato si ritrovano in una “clinica dell’orrore” dove le cavie girano libere e sono molto pericolose.
      Tutto questo che ho scritto, però, l’ho immaginato io perché non viene mai detto, né usato, in favore di scene a casaccio prive di qualsiasi significato, il tutto privo di un qualsiasi finale che spieghi alcunché. Ormai è la firma del regista.

      "Mi piace"

  3. Willy l'Orbo ha detto:

    Dunque due film vuoti, uno più “acerbo”, uno più “maturo” ma con ancor meno spiegazioni. Però. Però abbiamo una foresta maledetta e un manicomio dell’orrore: per un appassionato di siffatto genere tanto basta. Venduti! 🙂

    Piace a 1 persona

  4. Lory ha detto:

    Ahahahah, quando vuoi rilassarti con un buon caffè, leggi Asylum Armanicomio e il relax e il divertimento è garantito (⁠.⁠ ⁠❛⁠ ⁠ᴗ⁠ ⁠❛⁠.⁠)
    Ho contato le volte in cui i protagonisti ‘coglioni’ fanno cose ad effetto 🤔 urge uno studio ‘cialtrone’, perché?!? Investire soldi in questo sottogenere variegato per film che credo veda solo un palinsesto televisivo e mi auguro non la sala, porta effettivamente delle entrate, giusto? Qualcuno li compra e riempiono i vuoti televisivi girando e rigirando per i canali. Spesso ti fanno passare del tempo volutamente speso male, altre volte avresti solo voglia di scagliare il televisore in giardino. Siamo considerati un pubblico di bocca buona o semplicemente i bei film oltre a costare di più, magari si pensa che possano interessare meno?
    Capita di trovare delle perle, film giustamente demenziali quanto basta per farti andare a letto in pace, non mi sembra sia il caso di questo film ancora una volta senza trama dove mi par di capire che la doccia resta sempre un valore aggiunto 🙆

    Piace a 1 persona

    • Lucius Etruscus ha detto:

      La doccia è obbligatoria in qualsiasi horror, non si scappa 😀

      Non ho le prove per dimostrarlo, ma temo che i film buoni costino parecchio e le emittenti hanno capito che non vale minimamente la pena spendere troppi soldi, visto che il pubblico – cresciuto a reality e talk show – non distingue neanche le forme sullo schermo. Piattaforme streaming e canali televisivi sciabordano di filmacci da due spicci, con giusto una minima parte dedicata a roba un minimo decente, mentre le vere chicche rimangono appannaggio per pochi appassionati che le scaricano pirata, perché se aspettiamo la distribuzione italiana possiamo anche morire di vecchiaia.
      Quindi… è tutto un manicomio!!! ^_^

      "Mi piace"

  5. Sam Simon ha detto:

    Altro manicomio che fa davvero paura, anche se il film non la fa!

    Certo che se ci aggiungi la terra dei cachi, il fattore terrore va a zero in men che non si dica! Non lo sapevo mica che Elio parlava della Norvegia! X–D

    (grazie del link a blog!)

    Piace a 1 persona

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.