Freddy’s Nightmares 14-16 (1989)

Continuano gli episodi della sfortunata serie TV del vostro Uomo dei Sogni preferito: ecco ben tre episodi di Freddy’s Nightmares. A Nightmare on Elm Street: The Series.


Episodio 1×14
Black Tickets

Andato in onda il 5 febbraio 1989, l’episodio è diretto dall’ungherese George Kaczender, scomparso nel 2016, che proprio in quel periodo passava al piccolo schermo per rimanerci.

Rick e Miranda sono due ragazzi fuggiti di casa per crearsi una vita nella paradisiaca Springwood, e quindi già sappiamo che finiranno male. Ciò che però conta è che lui è interpretato da Brad Pitt, quando era un semplice attore televisivo belloccio non ancora lanciato da Thelma & Louise (1991).

Per motivi ignoti i due iniziano a vivere esperienze spaventose e “sognanti”, malgrado siano ben svegli: curiosa particolarità di questa serie è che non sembra esserci bisogno di addormentarsi per essere perseguitati dagli incubi.

Inutile dire che l’episodio ha un’unica particolarità: Brad Pitt.

Nella seconda parte facciamo che la prima non sia mai esistita, e Miranda (Kerry Wall) trova un impiego in un ufficio scintillante che sembra un po’ troppo “cittadino” per la provinciale Springwood: non lo dico io, lo specifica lei! Perché farlo notare? La mia idea è che questa parte di episodio sia la parodia nightmariana di Una donna in carriera (1988), che un mese dopo questa messa in onda avrebbe partecipato alla cerimonia degli Oscar con ben sei nomination: non vincerà alcuna statuetta importante, ma di sicuro sarà il filmone dell’anno, infatti l’unico suo Oscar è per la miglior canzone (che nessuno si è mai coperto), un modo come un altro per premiarlo con qualcosa.

Dunque l’abbattimento dei miti maschilisti degli anni Ottanta è arrivato anche a Springwood? Col cacio (sui maccheroni), perché la perfida capa arcigna di Miranda le dice che se vuole fare carriera deve scordarsi di rimanere incinta, ma la povera ragazza ha tutte le notti Brad Pitt nel letto: è comprensibile che prima o poi succeda il fattaccio. Anche se in un incubo Miranda è incinta e in un altro no: quale sarà la verità?

Mi piace pensare che dietro la facciata di solita storiellina di incubi dentro altri incubi ci sia un modo per testimoniare la cultura che stava cambiando, proprio come aveva fatto il film di Mike Nichols, puntando l’indice sul problema di una nuova classe lavorativa, quella femminile, che ambiva agli alti vertici ma con un fardello in più (la gravidanza) rispetto a quella maschile. Questo non vuol dire fornire “soluzioni” (che temo siano pochine ancora oggi), ma già è lodevole la presa d’atto dell’esistenza del problema, per essere una serie TV dedicata all’horror.


Episodio 1×15
School Daze

Andato in onda il 12 febbraio 1989, l’episodio è diretto da Michael Klein, che è apparso e scomparso velocemente nel mondo televisivo come un incubo di Freddy!

Il giovane Steve Dart (Andrew Kraus) è uno studente che non vuole omologarsi e quindi va in giro con spolverino nero e occhiali scuri, leggendo un libro dal titolo non scelto certo a caso: Lo straniero (1942) di Albert Camus. Il francese étranger nella versione americana diventa stranger che è un termine che ricorre spesso nell’episodio, come simbolo di chi resiste all’omologazione della cultura imperante. Non credo proprio sia un caso che nell’appena uscito Ragazzi perduti (1987) di Joel Schumacher durante i titoli di coda sentiamo Echo & The Bunnymen cantare People Are Strange, il celebre brano dei Doors del 1967. La gente è strana, quando sei strano: erano evidentemente anni in cui i “giovani d’oggi” si sentivano “strani”. E indossavano occhiali scuri, come appunto i lost boys.

Addormentatosi mentre aspetta di essere chiamato dal preside – ah, ogni tanto vengono giustificati gli incubi di Freddy! – Steve sogna di essere contattato da un’associazione segreta di studenti ribelli che combattono contro l’istituzione scolastica, e hanno pure un “canto dei partigiani”:

«Mai più libri, mai più scuola / ci siamo levati la museruola»
(No more school, no more books / no more teachers’ dirty looks)

Questi ribelli hanno capito quale sia il vero funzionamento della scuola, cioè infilare gli studenti in grado di pensare con la propria testa in un grande tritacarne, sostituendoli con automi perfettamente identici. Visto che risale a soli sette anni prima l’uscita al cinema di Pink Floyd: The Wall (1982) di Alan Parker, che ha fatto discreto furore per tutti gli anni Ottanta, do per scontato che la scena degli studenti infilati nel tritacarne sia un chiaro omaggio ad Another Brick in the Wall.

Proprio mentre sta per essere “integrato”, Steve si sveglia e capisce di aver sognato, e di aver bisogno di cambiare vita. Butta via i suoi occhiali e diventa uno studente modello omologato. Così in pratica è diventato un automa senza dover subire il relativo processo di metamorfosi coatta.

Un altro studente svogliato è Matt Tailor (Billy Morrissette), che non dà molta importanza a quei test d’intelligenza che invece in America sono basilari, perché decidono il futuro di ogni studente. Non so se sia davvero così, o ancora così, ma stando a cinema e TV sbagliare quei test significa avere precluse buone scuole e quindi futuri lavori di livello, e perciò a meno di non essere campioni di basket o rockstar non ci sono alternative: si serve ai tavoli in attesa di sfondare nel cinema.

Matt prende la cosa sottogamba e comincia a sognare vari finali alternativi alla vicenda, sia quello dove sbaglia il test e diventa lava-cessi sia quello in cui diventa rockstar e fa i miliardi. Pare non esistano vie di mezzo a queste due carriere…


Episodio 1×16
Cabin Fever

Andato in onda il 19 febbraio 1989, finalmente vediamo Robert Englund alla regia, dopo aver esordito l’anno precedente con il film 976. Chiamata per il diavolo. Non andrà lontano, in questa sua veste.

Carl Ashe jr. (Brett Cullen) non fa in tempo a dispiacersi per la dipartita del ricco padre che si ritrova due gravi pesi sul cuore: dovrà salire a capo della grande azienda paterna, quando è chiaro che non ne sia all’altezza, e quel che peggio… per raggiungere detta azienda deve volare in aereo, cosa che Carl odia più di tutto. A niente valgono gli sforzi della fidanzata hostess, per Carl sarà una brutta nottata, quella a bordo del Volo 976. (Capito? Come il titolo del film che Englund aveva appena girato!)

Per il suo consueto inutile commento, Freddy stavolta “volta alto” e si trasforma in gremlin in omaggio alla citazione mathesoniana di Ai confini della realtà (1983)

Il commento di Freddy:

«Carl si pentirà di essere salito su questo aeroplano: se ne pentirà amaramente!»

Perché, al contrario del segmento di George Miller del citato film, qui Freddy indossa occhialoni e sciarpa? Vi dico la mia, perché magari Englund nel 1988 era stato ad uno dei vari festival horror che si svolgevano in Italia e aveva visto la copertina del n. 21 di “Dylan Dog” (giugno 1988) e gli è rimasta impressa la reinterpretazione del goblin firmata dal maestro Claudio Villa.

Durante il Volo 976 il nostro Marc vive vari incubi e scopriamo insieme a lui che suo papà buonanima nella sua grande azienda costruiva aeroplani risparmiando sui materiali, creando così in pratica delle “bare volanti” (ciao Cass!), ed ora le anime di tutti quelli uccisi da papà Ashe arrivano a importunare suo figlio. Ma forse è solo un brutto sogno. Forse.

Nella seconda parte la fidanzata di Carl, Sue (Lezlie Deane), da ubriaca rimorchia un tizio in un bar e va a dormire a casa sua: cosa mai potrebbe andare storto? Seguono vari incubi in cui a volte l’uomo è buono altre volte è un pericoloso serial killer che colleziona donne ubriache dai bar.

Englund si dimostra all’altezza come regista ma avrebbe un gran bisogno di uno sceneggiatore.

L.

P.S.
Vi ricordo la pagina riassuntiva dell’universo narrativo di Freddy Krueger.

– Ultimi “incubi” di Freddy:

Informazioni su Lucius Etruscus

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17 risposte a Freddy’s Nightmares 14-16 (1989)

  1. Sam Simon ha detto:

    Brad Pitt! Perfettamente scelto come ragazzo a cui è impossibile resistere, e tanti saluti alla carriera! X–D

    Questo trittico sembra interessante, o almeno più interessante del solito, tra temi affrontati, special guest e pure Englund alla regia che cita il suo unico film (al tempo)!

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    • Lucius Etruscus ha detto:

      Infatti questa settimana l’appuntamento con l’Uomo dei Sogni è stato più intrigante ^_^
      Englund regista è strano non abbia sfondato, visto che all’epoca era un nome “caldissimo”: se avesse poi trovato uno sceneggiatore sarebbe stato meglio 😀

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      • Sam Simon ha detto:

        Forse è proprio quello il motivo! X–D

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      • Giuseppe ha detto:

        Ha bisogno di sceneggiatori? Ma siamo qui apposta, noi 😀
        Scherzi a parte, mi fa piacere che riguardo a problematiche sociali, omaggi e citazioni io e tu ci abbiamo praticamente visto le stesse cose (da “Una donna in carriera” a “The Wall”, ed essendo Englund un amico di DYD per via dei compianti Horror Fest quell’abbigliamento non doveva averlo scelto a caso) 😉

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      • Lucius Etruscus ha detto:

        Non sono riuscito a trovare prove precise, ma ricordo come Englund fosse ospite graditissimo dei festival horror milanesi.

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      • Giuseppe ha detto:

        Lo era eccome, sì. Ricordo che per l’occasione aveva spiritosamente autografato (“Love… Freddy”) un Freddy Krueger spalla a spalla con Dylan Dog (disegni di Stano, se la memoria non mi inganna), poi pubblicato nella posta dei lettori in un albo del 1990…

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      • Lucius Etruscus ha detto:

        Ora che lo citi ho qualche neurone che si accende, dovrei ricercarlo 😛

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  2. Cassidy ha detto:

    Chissà perché la puntata dell’aereo me la ricordavo bene, sarà per Matheson o per le Bare volanti? 😉 D’altra parte la paura del volo è molto comune, Brad Pitt invece un esordio all’insegna dell’horror doveva averlo, ha rischiato di recitare in “Phantasm II” ma alla fine è finito alla corte di Freddy 😉 Cheers

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    • Lucius Etruscus ha detto:

      La saga di Phantasm mi sembra abbia una solita base di fan duri e puri, mentre temo che questi episodi siano giusto roba per pochi appassionati: forse Brad avrebbe avuto più piacere entrare in quell’altro universo narrativo 😉

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  3. Willy l'Orbo ha detto:

    Già, come ben sai, quello domenicale è uno dei miei appuntamenti preferiti, se poi aggiungi Brad Pitt, un omaggio ai Pink Floyd e Englund alla regia…sono definitivamente “rapito” dal post! 🙂

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    • Lucius Etruscus ha detto:

      Eh, Freddy fa questo effetto, ti rapisce e poi ti tortura 😀
      Devo dire che questi episodi sono stati meno fastidiosi del solito, grazie a citazioni e strizzate d’occhio.

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      • Lory ha detto:

        Bene, prossimamente inviterò Freddy nei miei sogni….😵😉 Ti farò sapere se saranno sogni all’altezza del post 😁
        Intanto ho recuperato 🕷️🐜🕷️🕷️🕷️🕷️🕸️🕸️🕸️🕸️ Arachnophobia ! Invecchiato benino e con un bel cast 👍
        Tensione ma anche momenti comici grazie a un disinfestatore che per certi versi mi ha ricordato quello di Brazil. Ti ricordi chi è? 1, 2, 3……. tempo scaduto…!!!!
        Ciao!

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      • Lucius Etruscus ha detto:

        Contento ti sia piaciuto, magari prima o poi me lo rivedo anch’io 😉

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  4. Austin Dove ha detto:

    wow, e chi si aspetta di vedere brad pitt in prodotti del genere? 😀

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  5. GRENDIZER ha detto:

    Si, Englund era ospite a un Dylan Dog Horror fest, ma questi sono venuti dopo il 1988.
    E’ più facile che la Bonelli abbia copiato Freddy ( gli autori si procuravano vhs in lingua originale di molte serie in negozi specializzati di Milano ) o sia stato solo un caso ( la copertina NON rispecchia il contenuto dell’ albo ).
    Vabbè , io poi ho un manga parodia della storia del Gremiln, dove al posto suo c’è una donna nuda che si tocca e l’uomo che la guarda a quel punto…. ma tanto non credo interessi a nessuno.

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    • Lucius Etruscus ha detto:

      Se guardi le date vedrai che la mia supposizione nasce dal fatto che la copertina di DyD viene PRIMA di Freddy,. Sono passati trent’anni e non potrei giurarci, ma visto che c’è davvero un incidente aereo in quell’albo e che il tizio con gli occhiali provoca tutti gli incidenti della vicenda, anche se la scena non rispecchia un vero momento interno comunque è perfettamente attinente. Oltre che splendida citazione mathesoniana.

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