A Day to Die (2022) Un giorno per morire


Lo scorso 14 ottobre 2022 Rai4 ha mandato in prima serata e in “prima visione assoluta” un film con Bruce Willis e Frank Grillo: è ovvio che si tratta di una fregatura, ma mi dite come fa a resistere un povero zinefilo?

Ormai per sovvenzionare i filmucoli con il “tridente della Z” (cioè Willis, Grillo e Messner sempre in panchina) si mettono insieme secchiate di case minuscole, fra cui la Capstone Global specializzata in film infinitesimali ma che sembrino dignitosi, anche perché chiamano bravi attori a fare figuracce. Penso a The Courier (2019) con Olga Kurylenko e Gary Oldman, a The Postcard Killings (2020) con Jeffrey Dean Morgan e Famke Janssen o Rogue (2020) con Megan Fox. Per fortuna sovvenziona anche prodotti particolari come Fall (2022), che la recensione di Cassidy mi ha convinto a vedere, appena possibile.

Il 4 marzo 2022 presenta A Day to Die, che la citata Rai4 presenta con il titolo Un giorno per morire. Finché dura, lo trovate su RaiPlay.

Un’altra prima visione a cui non si può resistere

Torna Wes Miller, regista il cui River Runs Red (2018) ho visto nel 2020 in cui è arrivato in DVD italiano: nel mio database personale gli ho dato voto 6 su 10 quindi mi è piaciuto, ma non ne ricordo un solo fotogramma.
Comunque mi sembra il solito onesto regista che gira action economico, dove gli spari e il sangue sono tutti fatti al computer di casa. Nulla di male in questo, se però poi la storia avesse un minimo di presa.

Qui si inizia con una scottante situazione di rapina con ostaggi, ma tranquilli: l’intera operazione delle forze dell’ordine è coordinata dal capo della polizia Alston (Bruce Willis). Quindi sappiamo già che gli ostaggi sono spacciati.

Le vite degli ostaggi sono in mano a Bruce Willis: poveracci…

A coadiuvarlo c’è il capitano Mason, cioè la solita comparsata di Frank Grillo. Qualcosa mi dice che partecipi a questi film nelle pause delle riprese delle produzioni serie a cui partecipa.

Sbrighiamoci, che sto girando altri cinque film in contemporanea

Cosa può andare peggio per i poveri ostaggi? Be’, per esempio che a guidare la squadra che dovrebbe salvarli potrebbe esserci Connolly (Kevin Dillon), il fratello Dillon sbagliato.

Matt, sto girando un film con Bruce Willis e Frank Grillo… Come dici? Dài, non essere volgare

Secondo voi può finire bene un’operazione di polizia con queste facce? Tranquilli, a studiare la situazione ci pensa il capo Schipp, la solita inutile comparsata di Johnny Messner, un tempo eroe d’azione e ora badante ufficiale di Bruce.

Chi va con Bruce… si brucia!!! (non ho resistito)

Un anno dopo Connolly – purtroppo il vero protagonista del film – lavora per la CIA in un’operazione che non si capisce bene ma comunque per eccesso di difesa fa fuori uno degli uomini del pericoloso Tyrone Pettis (Leon), che se la tira da pezzo grosso ma in realtà non conta niente. Ho il sospetto che l’attore fosse amico del regista, perché ha uno spazio e un’enfasi totalmente immotivati per la vicenda.

Il che però rientra perfettamente nello stile registico di Wes Miller, che non si limita ai personaggi scritti male… li inquadra pure male!

Una delle ardite e sperimentali inquadrature di Wes Miller

Il boss prende in ostaggio la moglie di Connolly e vuole sei milioni di dollari a mo’ di “risarcimento” per il suo uomo ucciso. Connolly ha un giorno di tempo per risolvere la situazione (da qui il titolo del film) e l’unica cosa a cui pensa, novello Blues Brother, è di rimettere insieme la vecchia banda.

«La banda…. la BANDA!» (cit.)

Richiamati gli agenti scelti che sono stati tutti cacciati a pedate dalla polizia, segno della qualità del loro lavoro, con Frank Grillo che appare e scompare nell’inquadratura manco fosse David Copperfield – probabilmente ogni tanto lo chiamavano sul set di film veri quindi doveva abbandonare questo – Connolly e gli ex compagni d’armi recuperano due milioni di dollari (ma non erano sei?) e poi si lanciano in trovate di sceneggiatura arzigogolate totalmente inutili.

Uno dei mille fili narrativi prevede di incastrare il corrotto capo della polizia, che però avendo la faccia confusa e annebbiata di Bruce rende davvero difficile vederlo come bieco signore del crimine.

Dài, Bruce, almeno provaci a fare la faccia del super-cattivo

Il film è esattamente quello che sembra, il solito falso-Bruce e falso-Grillo con gente che spara per finta – tanto poi fuoco, pallottole, fumo e sangue si mettono in post-produzione col PC di casa – recita per finta e ha imparato le proprie battute su un finto copione, perché in più punti sembra che ogni attore vada per conto suo.

Certo, va segnalato il tentativo di sviluppare una trama non troppo banale e con qualche guizzo di inventiva, ma siamo sempre a livello sotto zero, visto poi che come protagonista assoluto abbiamo il Dillon sbagliato.

Una prima visione di Rai4 la si vede sempre con piacere, soprattutto se ci sono Willis e Grillo a fare apparizioni, ma è davvero difficile arrivare a fine film senza la mascella indolenzita a forza di sbadigliare. Altro che action!

L.

– Ultimi film con Bruce Willis:

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12 risposte a A Day to Die (2022) Un giorno per morire

  1. Cassidy ha detto:

    Visto che siamo reduci da una lunga campagna elettorale, diciamo che Grillo e Messner, mi sembrano i due leader del centrodestra, che tengono a braccetto il terzo più anziano per le apparizioni pubbliche, scusa Bruno!
    Filmaccio, l’ho visto l’altra sera sapendo che l’avrei trovato presto qui, ho letto che Bruno è stato il primo attore a cedere la sua immagine per tornare sotto forma di “Deep fake”, prima applicazione, una pubblicità in Russia (il che mi lascia già da pensare parecchio), quindi mi sa che il Bruzionario sarà ancora molto lungo in futuro. Cheers

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    • Lucius Etruscus ha detto:

      Bruno avrebbe dovuto cedere la sua immagine almeno 150 film fa! Ne avrebbe guadagnato in dignità.
      Ricordo che con l’uscita di “Final Fantasy” (2001) tutti gli attori erano indignati: dove finiremo se i registi cominciano a usare la nostra versione digitale, che non fa la diva e anzi esegue le direttive? Oggi fanno a botte per cedere il proprio volto: come cambiano i tempi 😛

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      • Giuseppe ha detto:

        E così si faranno (meritatamente) risate a crepapelle tutti i doppiatori e doppiatrici di anime che per anni hanno dato voce e personalità a un fottio di personaggi, nel menefreghismo generale riguardo al fatto di averlo anche loro, un volto (e di doversi affidare solo a una rodata professionalità, non potendo permettersi capricci vari e lamentele da star) 😛
        Riguardo a Bruce, nel caso, ci accorgeremo all’istante di trovarci davanti alla sua versione digitale perché questa, a differenza dell’originale negli ultimi anni, le espressioni facciali le avrebbe (va detto, comunque, che uno come Miller sarebbe capace di dirigere male pure lei)…

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      • Lucius Etruscus ha detto:

        ahaha vero, staneremmo subito il deep fake: reciterebbe troppo bene per essere Bruno! 😀

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  2. Madame Verdurin ha detto:

    Quanto mi costa ingaggiare Bruce e Frank per il compleanno dei bambini? Un paio d’ore, animali coi palloncini e cose così… XD

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    • Lucius Etruscus ha detto:

      Per me con 10 euro in totale te la cavi 😀
      Fanno tipo 100 film l’anno a testa, neanche sanno cosa dicono sul set, infatti le loro espressioni non corrispondono mai alle frasi che pronunciano, per me dopo il compleanno se gli allunghi un paio d’euro ti rimangono a pulire casa 😛

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  3. Topper Harley ha detto:

    L’ho visto, abbastanza terribile. Bruce lo amiamo per tutto quello che fa, Grillo non è mai davvero esploso come attore e si capisce perché.

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    • Lucius Etruscus ha detto:

      Grillo è un eroe d’azione, non deve necessariamente saper recitare. Quando fa sul serio ha un’ottima presenza scenica ed è più che convincecnte come “action hero”, il problema è che nei 100 film che sforna l’anno raramente fa sul serio, molto più facile che siano comparsate come in questo caso.
      Da notare come sia la stessa cosa, ma in piccolo, capitata a Johnny Messner, che forse solo io ricordo come vent’anni fa fosse il Grillo dell’epoca, ma lavorava molto meno e ha avuto ancora meno occasioni buone. Non ho capito se in questi film dove fa il badante di Bruce lo invecchino apposta o ha avuto un crollo fisico 😀

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  4. Willy l'Orbo ha detto:

    Nonostante le probabili mascelle indolenzite da effetto sbadiglio, nonostante le comparsate di pochi attimi dei nostri eroi, nonostante, come protagonista, il Dillon sbagliato, nonostante l’onnipresenza del PC di casa…per me un film con le caratteristiche del suddetto, più che un giorno per morire, è sempre un giorno per vivere…la Z! 🙂

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  5. Pingback: Bilancio zinefilo 2022 | Il Zinefilo

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