[Serie TV] Cyberpunk: Edgerunners (2022)

Come mi piace ripetere, io sono Leggenda in quanto mi capita molto spesso di amare ciò che tutti odiano e di odiare ciò che tutti amano: giuro che non lo faccio apposta, io vorrei di tutto cuore pensarla come gli altri così da avere tanti amici, ma è qualcosa che capita molto raramente. A sorpresa, questo potrebbe essere uno di quei casi.

Stando alla valutazione di IMDb (8,4 su 10) e alle tante recensioni entusiastiche lasciate in quel database, pare che stavolta io non sia il solo ad aver adorato la serie animata “Cyberpunk: Edgerunners“, da settembre 2022 su Netflix: sono escluso dai maggiori social ma tanto immagino che come al solito il popolo della Rete sarà diviso fra gli unici giudizi critici noti: “capolavoro” e “cagata”.

L’unica cosa che credo di sapere riguardo al videogioco Cyberpunk 2077 (2020), oltre alla trovata paracula di lanciarlo con un personaggio plasmato su Keanu Reeves che per mesi ha imperversato in tutti i meme youtubici, è che in pratica è GTA ma ambientato nel futuro, cioè si tratta di un mondo vasto in cui si devono compiere missioni criminali.

L’essere un open world per me è una formula vincente, perché significa che il giocatore non è costretto in quadri fissi, sempre uguali, ma può girare, esplorare il “mondo aperto”, che immagino in continuo aggiornamento: ho smesso di giocare a GTA V quando i miliardi di miliardi di miliardi di miliardi di giga di aggiornamenti quotidiani iniziavano a far esplodere il mio PC. Spero che la città di Cyberpunk 2077 sia meno vasta e dettagliata di quella del suo collega.

Inoltre un gioco che punta molto sullo “sfondo” presta il fianco alla più ghiotta transmedialità, perché nello stesso mondo del videogioco altri medium possono raccontare storie diverse, come avviene in questo caso.

Con questi dieci episodi di “Edgerunners” – creato, scritto e prodotto da Rafal Jaki – Netflix ci porta nel più puro dei racconti noir, e i sedicenti autori di questo genere dovrebbero solamente prendere appunti.

Un po’ giovane per il noir, ma tranquilli: crescerà

David Martinez è il classico giovane povero che riesce ad entrare in una scuola per ricchi ma dove viene bullizzato dai figli di papà: per fortuna questa parte poco interessante viene subito archiviata nel primo episodio. Ciò che conta è che un evento tragico e un incontro inaspettato cambieranno per sempre la vita del ragazzo.

A parte gli eroi come il Parker di Richard Stark, cioè nati “già cattivi”, di solito i protagonisti di noir iniziano “normali” poi cominciano a cadere per via di una donna, e in questo caso l’incontro inaspettato è con Lucy, all’apparenza una ladruncola ma in realtà membro di una squadra criminale con ben più alte ambizioni. È chiaro che sin dal primo momento inizi quel canone che ha reso immortale il noir e che mi piace definire con il titolo italiano di un vecchio romanzo di Elliot Chaze: “con lei fino all’inferno”. (O fin sulla Luna, in questo caso.)

Se questa non è un’entrata in scena da femme fatale

Vista la “trama” del videogioco, non stupisce che David inizi una “educazione siberiana”, per dirla alla Nikolai Lilin, cioè una formazione nel campo del crimine che però ha qualcosa di più, anche per giustificare il legame con il marchio. Direttamente dagli anni Ottanta, torna il cyberpunk che racconta la desacralizzazione dei corpi umani, la detronizzazione della carne e del sangue, strappati ai culti messianici in favore della totale presa di possesso umana del proprio corpo.

Niente è più sacro, nel corpo umano

In questi tempi “sensibili” si parla molto del diritto del singolo individuo a modificare il proprio corpo seguendo ciò che sente essere la propria “vera” natura, privilegio di cui solamente pochissime categorie socialmente rilevanti possono godere: come ci spiega Mark O’Connell in Essere macchina (2017), diventare volutamente cyborg non solo è illegale, ma è visto come una follia, se non proprio una perversione insostenibile. Perché tagliarmi il pene e impiantarmi una vagina è socialmente accettato e anzi degno di lode mentre tagliarmi una mano per impiantarmene una artificiale è proibito? Nel 2077 invece tutto è lecito e ogni corpo completamente manipolabile, se si hanno i soldi per farlo.

Puntata dopo puntata assistiamo alla caduta dell’eroe, inversamente proporzionale all’accrescimento corporale di David: più diventa forte, muscoloso, potenziato, più è chiaro che la sua fibra morale si vada slabbrando. Il giovane fa di tutto per mantenere intatta almeno la propria coscienza, invece ad ogni potenziamento il suo sé si perde un po’ di più. L’unico brandello di luce nella sua oscurità è il suo sentimento per Lucy.

Un arco narrativo davvero da applauso

In mezzo a personaggi estremi a vari livelli di potenziamento, assistiamo all’ascesa criminale e corporale di David a cyberpunk (cioè “criminale cibernetico”), con un ritmo crescente davvero apprezzabile. Quello che tanti autori ignorano, o forse non capiscono, è che una qualsiasi storia ha un ritmo da rispettare, se si vuole mantenere viva l’attenzione dello spettatore, e se poi invece si vuole anche vincere tutto… be’, allora si deve andare a citofonare al James Cameron di quando era James Cameron, che vi insegna come dopo il picco d’attenzione dei tre quarti della vicenda e la battaglia finale dell’eroe dei quattro quarti… ti inventi un quinto quarto, fai entrare un powerloeader ed entri nella storia.

C’è chi si limita a vincere… e chi invece entra nella storia del cinema

Le prime nove puntate di “Cyberpunk: Edgerunners” sono ghiottissime e molto belle… poi arriva il cyber-powerloader e per me la serie entra nella storia del cinema.

Chiamate gli storici del cinema, c’è da aggiungere un capitolo!

Vi avverto, Rafal Jaki è crudele e vi strazierà il cuore puntata dopo puntata, dimenticate le storie di finta azione fatte di bacetti e abbracci pucciosi, questo è noir duro e puro, dove non si fanno prigionieri.

Come dicevo, di solito quando mi piace un prodotto poi scopro che è disprezzato da tutti, perché magari non rispetta la mythology o robe del genere, mentre invece almeno su IMDb questa serie pare essere piaciuta quanto è piaciuta a me. Ora però sono rovinato, perché fuori la mia porta ci sono dei fumetti di Cyberpunk 2077 che mi stanno aspettando per essere letti. La transmedialità non mi lascia scampo…

L.

P.S.
Non perdete lo spettacolare trailer qui sotto!

Informazioni su Lucius Etruscus

Saggista, blogger, scrittore e lettore: cos'altro volete sapere di più? Mi trovate nei principali social forum (tranne facebook) e, se non vi basta, scrivetemi a lucius.etruscus@gmail.com
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22 risposte a [Serie TV] Cyberpunk: Edgerunners (2022)

  1. Sam Simon ha detto:

    Non conosco, ma questo entusiasmo Zinefilo è contagioso! Non ho nemmeno giocato il videogame, purtroppo, e visto che open world significa mille ore da buttarci dentro, so che non lo farò mai…

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    • Lucius Etruscus ha detto:

      Se io non fossi stato un vecchio fan irriducibile di GTA (e ti parlo della prima versione, fatta coi pixeloni!) non avrei mai installato “GTA V”, che pesa miliardi di terabite e ogni giorno – ripeto, OGNI GIORNO – devi scaricare almeno un giga di aggiornamento. Capisci che è roba per appassionati forti, ma per quel poco tempo in cui ci sono stato ho molto amato l’open world, dove vivi in una vera città, impossibilitato a conoscerla tutta per quanto è sterminata.
      Purtroppo GTA non ha generato alcun universo narrativo, invece per fortuna “Cyberpunk 2077” sin da subito si è presentato come esperienza condivisa fra più medium, e ora infatti ho in caldo almeno un paio di fumetti che voglio gustarmi.

      Questa serie animata mi è piaciuta molto, è cattivissima e spietata come ormai è raro trovare su piattaforma o al cinema: temo però che sia altamente NON adatta a giovani spettatori, quindi mi sa che nel caso dovresti vedertela da solo e di nascosto 😛

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  2. Cassidy ha detto:

    Conosco il gioco solo di nome, ma questo adattamento mi attirava, dopo questa spintarella piena di entusiasmo dovrò trovare il tempo per vederlo 😉 Cheers

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  3. Il Moro ha detto:

    Spinto dalle recensioni e dall’ambientazione l’avevo già messo in lista, pur non conoscendo assolutamente nulla né del videogioco né del GDR da cui è tratto, e questa è un’ulteriore conferma.

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    • Lucius Etruscus ha detto:

      In alcuni punti, soprattutto all’inizio, la serie tradisce la struttura “a GTA” del videogioco, con tanto di base dove si va per ottenere la missione criminale da compiere, anche se poi per fortuna la struttura narrativa della serie prende il sopravvento e perde quell’aspetto da “gameplay”.
      Ti consiglio di dargli un’occhiata, ricordando che non è adatto per il pargolo, visto che di maciullamenti sanguinolenti ce n’è a iosa.

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  4. Conte Gracula ha detto:

    L’umanità e l’empatia perdute, un impianto dopo l’altro, sono conseguenza di una regola del gdr cartaceo, probabilmente frutto dell’esigenza di porre un freno alla corsa alla superpotenza dei giocatori: più un impianto ti rende sovrumano (come i “riflessi circuitati” per avere tempi di reazione migliori, mi pare che nel gdr da tavolo fossero tra gli impianti più invasivi) più ti fa perdere contatto con la tua natura umana.

    Comunque, non sono mai stato un fan del genere cyberpunk – faccio un’eccezione per Shadowrun, che come Cyberpunk è nato prima come gioco di ruolo da tavolo e poi è diventato videogioco – e le regole di Cyberpunk non mi hanno mai preso, pur essendo un gioco molto popolare in Italia (pure io sono leggenda, talvolta 😛 ) perciò devo dire che anche la serie mi attira poco, nonostante il disegno non sia male.
    Sarà sicuramente meno problematica del videogioco, che ha ottenuto una certa stabilità solo dopo un po’ di aggiustamenti 😛

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    • Conte Gracula ha detto:

      Uh, dimenticavo, riguardo alla perdita di umanità: dato che le mie esperienze letterarie col cyberpunk sono limitate, non posso escludere che il cliché dell’animo che si raffredda, quando ti trasformi nell’anello di congiunzione tra uomo e fiat panda, venga direttamente dalle fonti letterarie 😛

      Ne sai qualcosa?

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      • Lucius Etruscus ha detto:

        ahahah credo che Bruce Sterling si sia spinto oltre, fondendosi con una Seat Marbella! 😀
        Le mie cyber-letture punkettare sono lontane ma è uno degli elementi che più amavo del genere, per questo ho adorato il manga di “Alita”, così profondamente legato alla totale de-sacralizzazione del corpo. Il primo arco narrativo, classe 1990, è assolutamente sovrapponibile al mondo narrativo di questo “Cyberpunk: Edgerunners”, e se la memoria mi aiuta deriva appunto dai romanzi anni Ottanta del genere, o almeno i migliori. Che poi pure lì, a sentire i “padri” del cyberpunk ognuno dice che solo lui scrive del genere “puro”, gli altri so’ copioni incapaci. Rudy Rucker dice che quel 1984 in cui lui e i suoi amici hanno creato il genere William Gibson manco c’era: insomma, stanno sempre tutti a litigare e polemizzare come una grande famiglia 😀

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      • Conte Gracula ha detto:

        Eh, le patenti di purezza: se ricordo bene, a Gibson non piacque l’idea di Shadowrun di inserire elementi fantasy (magia, spiriti, mutazioni dell’umanità come elfi e troll) nel genere cyberpunk, era come i fan del fantasy per cui la massima concezione alla tecnologia non deve andare oltre la pistola ad avancarica 😛

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      • Lucius Etruscus ha detto:

        Ogni autore fa legislatura a sé, ecco perché poi i “movimenti” e i “generi” esistono solo negli occhi dei lettori, perché ogni romanziere segue l’unico movimento e genere che gli interessi: lui stesso 😛

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    • Lucius Etruscus ha detto:

      Non ho mai incontrato di persona un solo giocatore di ruolo, quindi è un mondo a me sconosciuto, che ho incontrato solo “in digitale”, contento di sapere che in questo caso invece di citare a casaccio il nome di un genere si siano legati a quel concetto di crollo corporale che trovo uno dei suoi punti di forza.

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  5. Lory ha detto:

    Cara Leggenda,
    niente da dichiarare ma ho apprezzato il tuo incipit 👍

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    • Lucius Etruscus ha detto:

      Mi capita spesso di dirlo, perché senza alcuna premeditazione mi ritrovo a trovare disprezzabili opere che invece ottengono universale consenso e viceversa. Ho voluto avvertire perché essendo io tagliato fuori dai social magari tutti stanno parlando di questa serie come di una porcata assurda, e arrivo io ad elogiarla 😀

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      • Lory ha detto:

        Potrei farti un elenco di film che non mi sono particolarmente piaciuti mentre sono stati amati dai più e viceversa. Credo che sia così per tutti, poi trovare qualcosa che piace quasi esclusivamente a noi è un valore aggiunto.
        È anche bello essere completamente liberi di esprimere il proprio parere senza veder volare coltelli, lo trovo un po’ assurdo 😉

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      • Lucius Etruscus ha detto:

        Per questo all’epoca era un dramma frequentare i forum, e poi i social tipo facebook: qualsiasi fosse l’opinione, condivisa o meno, si finiva sempre a coltellate. Non ne vale proprio la pena, soprattutto riguardo argomenti che invece dovrebbero portare leggerezza e divertimento.
        Non sai quante persone in privato si sono dette d’accordo con me ma non lo dicevano pubblicamente, per via delle coltellate volanti! Poi ci si stupisce se scoppiano le guerre: se ci ammazziamo per un film, figurarsi per il resto 😛

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  6. Lory ha detto:

    Si, me ne rendo bene conto. Per le nostre idee a volte diventiamo sciocchi quando l’argomento non è vitale, figuriamoci per battaglie più importanti, difficile restare nell’ambito della discussione senza cercare di spodestare l’altro.
    Sui blog c’è, ci sarebbe lo spazio giusto per argomentare, ma ho riscontrato che oltre a difendere il proprio punto di vista, spesso non si va oltre, si resta sulle proprie posizioni, tante volte dire che la si pensa diversamente sembra tempo perso. Concordo con quanto dici delle persone in privato, è credibile, ed è un peccato perché al di là di belle recensioni, il vero ‘tesoro’ se mi permetti sono proprio i commenti e i diversi punti di vista, i confronti, le idee. Certo sui social che non frequento immagino i leoni da tastiera diano il meglio spesso senza cognizione di causa, per puro spirito di contraddizione e per pochezza.
    Grazie della chiacchierata, stasera mi aspetta Farhadi 😉👋

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  7. Willy l'Orbo ha detto:

    Sai che non sono quello che si dice un “divora-serie” però le tue parole, le immagini e il trailer (concordo: spettacolare!) mi hanno regalato sensazioni positive quindi ci potrei fare un pensierino in un periodo futuro -spero prossimo- dove il tempo libero mi porta quella continuità di visione di cui talvolta difetto! 🙂

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  8. Giuseppe ha detto:

    Be’, una serie così devo ovviamente farla mia (e quel 2077, tra l’altro, mi ricorda un anime in CGI di una quindicina d’anni -“Vexille”- dall’identica collocazione temporale che, temo, da queste parti sia piaciuto davvero solo a me) 😉

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