Seeds of Destruction (2011) Il giardino del diavolo


Il 26 ottobre 2022 Cielo dà un segno di vita, per un attimo pare sia ancora un canale attivo e non un distributore automatico di repliche di filmetti pruriginosi: riesuma infatti il contenitore “Disaster Night” e presenta Il giardino del diavolo.

Da quant’era che non beccavo più questo ciclo?

Però qualche impiegato dell’emittente dev’essere un nostalgico, uno che non vuole accettare la caduta di Steven Seagal, scomparso dalle TV dopo il crollo di Spike e passato da un film al giorno, tutti i giorni, a solo un film a settimana, sempre quello. (Oh, ragazzi, ma quante repliche di Into the Sun sta mandando Mediaset? A cento messe in onda in un mese cosa si vince?)

Il risultato è che questo film si becca l’etichetta “Gli eroi dell’azione – Steven Seagal”. Perché poi specificarlo? Non è mai stato presentato altro eroe d’azione se non lui, in TV.

Anche nei film senza Seagal Cielo attribuisce la seagalitudine!

Targato CineTelFilms, marchio di grande qualità di serie Z, Seeds of Destruction (o The Terror Beneath) esce in patria nell’ottobre 2011 sullo storico canale indifferenziato Syfy – in DVD italiano Eagle Pictures 2013; prima TV su Cielo il 3 febbraio 2021 – per la regia di un nome che dovrebbe scaldare il cuore di tutti i zinefili: Paul Ziller. Che c’ha la Z pure nel nome!

Quando Paul Ziller faceva volare i veri eroe dell’azione!

Per chi non lo conoscesse, parliamo di un autore che quando esisteva il cinema di genere ha firmato perle marziali come Bloodfist 4 (1992), Sotto i colpi dell’aquila 2 (1994) e Shootfighter 2 (1996), ha diretto Gary Busey e Kim Cattrall in Doppio sospetto (1994) e in generale piccoli film che potremmo addirittura promuovere a serie B.
Poi è arrivato il nuovo millennio, il cinema è morto ed è rimasta solo la serie Z televisiva: da Creature del terrore (2004) a Tempesta polare (2009), da Stonehenge Apocalypse (2010) a Missione Mercurio (2011), non si contano i filmacci fetenti che Ziller ha diretto. Per me però rimane sempre l’autore di alcuni ghiotti titoli marziali che porto sempre nel cuore.

Non si muove foglia che Paul Ziller non voglia

Siamo alle miniere Kemble, Lovelock (Nevada), dove due giovani attivisti dell’ecologia vogliono beccare sul fatto degli inquinatori criminali, invece assistono agli effetti di un esperimento segreto: il Progetto Alamut, che rende le foglie… capaci di tutto!

Un tizio si taglia la mano e passandoci sopra una foglia la mano guarisce. In pratica hanno inventato… il Gargné alle foglie di Guzzanti!

Il problema che basta un seme di questo esperimento, trafugato per venderlo illegalmente, per creare un “mostrone foglione”.

Occhio, che quando le foglie si incacchiano…

Tutto è iniziato quando l’archeologa bionda Jocelyn (Stefanie von Pfetten) in alcuni scavi ha trovato un’urna con qualcosa anticipato già dai Manoscritti del Mar Morto (dice lei): i semi del giardino dell’Eden. Lei non sa che il suo collega, il dottor Frame (James Morrison), si è impossessato dei semi e li sta sviluppando per conto suo, cioè il citato Progetto Alamut.
Mentre il mostrone foglione distrugge tutto, ad indagare sulla faccenda c’è la SCOPE Agency, che agisce nell’ombra: «il nostro compito è indagare sulle possibili minacce date da chi non rispetta i limiti e gli obiettivi della scienza moderna». E della scienza antica? Non è specificato, probabilmente in quel caso si può fare tutto. Visto che Frame sta ricreando il Giardino dell’Eden, che è bello antico, perché lo vogliono ostacolare?

Perché non lasciano lavorare chi vuole ricreare l’Eden in Terra?

Va be’, ma come appare alla fin fine ’sto giardino dell’Eden? Sarà tipo tipo, cioè roba grossa, proprio, proprio… cioè che uno si aspetta… e invece… Insomma, come Eden mi pare un po’ pezzente.

Tutto qua l’Eden? Me l’aspettavo più paradisiaco

Come sempre in questo tipo di filmucoli, tutta l’azione si svolge in una stanza con degli schermi e delle lucette colorate: qui la CineTelFilms deve aver investito qualche soldo in più, e abbiamo addirittura degli schermi con delle ottime immagini, invece dei solidi salva-schermo in funzione e le lucine di Natale alle pareti.
Inoltre abbiamo un agente speciale davvero speciale, in Jack, visto che è interpretato da Adrian Pasdar, che qualche decennio fa era un attore che ci scaldava il cuore, mentre affrontava gli spietati vampiri de Il buio si avvicina (1987) e scusate se è poco. In seguito ha lavorato tantissimo ma soprattutto in serie TV e al doppiaggio di videogiochi.

Preferisco ricordarlo quando combatteva contro Lance Henriksen e Bill Paxton vampiri

Ogni tanto vediamo il mostrone foglione fare cose in giro, impegnato a far nascere la domanda chiave di tutto il film: perché il giardino dell’Eden in italiano l’hanno reso con “Il giardino del diavolo”? Forse perché il seme dell’Eden crea in realtà distruzione, come recita il titolo originale? Boh, sottigliezze dei titolatori nostrani.
Certo, a vederlo in azione c’è qualcosa di diabolico, ma mette molta più paura la recitazione dei protagonisti e le trovate di sceneggiatura, che a un passo dalla distrazione della Terra trovano una roba in provetta che basta buttarla per terra e il mostrone foglione muore da solo.

Il mostrone foglione, grande grosso e frescone

Potrebbe sembrare un recupero “mostruoso” giusto per festeggiare Halloween in qualche modo, visto che temo che Cielo abbia perso gran parte dei suoi filmacci con bestiacce, ma il sospetto che mi coglie è molto più “diabolico”.

Alla fine esatta del film, quando speravo apparissero le schermate del doppiaggio (e invece ciccia!), trovo il lancio pubblicitario di una roba che mette davvero paura: “Il giardino dell’Eden di Pamela“, in prima visione dal 7 novembre successivo.

Ecco, questo sì che è il giardino del diavolo!

Vuoi vedere che ’sto film è stato mandato in onda solo per far tornare di moda il concetto di “giardino dell’Eden” in attesa dell’arrivo di Pamelona Anderson?

Dal sito ufficiale:

«L’iconica star dello schermo, Pamela Anderson,lascia la sua vita a Hollywood alle spalle e torna alle sue origini sulla costa dell’isola di Vancouver dove intraprende un massiccio restauro della proprietà ereditata di sua nonna.

A unirsi al viaggio di Pamela c’è un talentuoso team di designer, architetti e appaltatori che lavorano con lei attraverso lo stress e le lotte di questa straordinaria ristrutturazione. Un progetto così personale metterà alla prova sia la pazienza di Pamela che il suo matrimonio mentre cerca di rimanere concentrata sul suo sogno per la proprietà: abbracciare il passato della sua famiglia e realizzare la sua visione per il futuro.»

Sapevate che nel giardino dell’Eden… c’è Pamelona?

Nessun filmaccio di serie Z potrà mai raggiungere le vette di ignominia dei reality televisivi.

L.

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10 risposte a Seeds of Destruction (2011) Il giardino del diavolo

  1. Cassidy ha detto:

    A volte ho anche io questa sensazione, che i palinsesti vengano modificato per mettere “Into the sun” e per lanciare altro, a questo punto avrei messo direttamente Pamelona nel film, sarebbe stato meglio per tutti anche perché nella sua filmografia, ha fatto anche di peggio, anche se il vero orrore è quello che compare nei palinsesti, attorno ai pochi film che si trovano dentro! Cheers

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    • Lucius Etruscus ha detto:

      Per dovere di cronaca mi sono visto addirittura la prima metà della prima puntata di questo reality, l’appassionante vicenda della ritrutturazione di una casa sul lago mentre Pamelona gira in sottoveste facendo le battutine: dove si firma per distruggere la Terra con i semi dell’Eden??? 😀

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      • Giuseppe ha detto:

        Il problema è che i reality sono così talmente ignobili e fetenti che sui semi dell’Eden avrebbero lo stesso effetto di quella “provett per caso”, cioè distruggerli all’istante 😛
        Per un attimo avevo confuso questo film con il quasi coetaneo “Living Hell – Le radici del terrore”, ma solo per un attimo perché, a parità di pericolo vegetale, il film di Richard Jefferies rimane più di qualche spanna sopra rispetto a quello di Ziller…
        P.S. Pasdar aveva avuto un ruolo non secondario anche nella serie “Heroes” 👍

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      • Lucius Etruscus ha detto:

        Pasdar ha lavorato tantissimo, anche in serie famose, ma guarda caso non l’ho mai beccato. Qui appena l’ho visto mi è scattato un campanello, quindi penso che l’avrei riconosciuto anche altrove.

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      • Vasquez ha detto:

        Era anche in “Giudice Amy”. È stato il suo ultimo fidanzato, si portava dietro una storia travagliatissima: aveva ritrovato sua moglie uccisa in casa in maniera orribile.

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      • Lucius Etruscus ha detto:

        Strano, una serie piena di personaggi solari come “Giudice Amy”… 😀
        c’è stato un periodo in cui mi sono infognato da morire con quella serie, sono abbastanza sicuro di averla vista tutta, arrabbiandomi da morire per tutte le scelte che non mi trovavano d’accordo. Strano non ricordarmi dell’attore. chissà quante altre volte mi è passato davanti senza riconoscerlo.

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  2. Willy l'Orbo ha detto:

    Ahahah! Un post con tanta Z, Ziller, il mostrone foglione, Pamelona, Seagal (da “imbucato”), cosa volere di più? Io non desidero altro, per me…l’Eden è questo! 🙂

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  3. nicholas ha detto:

    infatti è strano Cielo non ha più trasmesso il Ciclo Monster Night?

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  4. Pingback: Snowmageddon (2011) Armageddon senza neve | Il Zinefilo

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