Dead Calm [1962-2022] 6 – Ore 10, calma piatta


Erano trent’anni che non rivedevo questo film, eppure ogni singolo fotogramma l’ho sempre portato con me, sin da quella volta in cui in famiglia lo abbiamo visto su Tele+1.

Io e i miei genitori siamo rimasti raggelati per tutti e cento i minuti di durata di un tipico thriller appartenente a un’altra epoca, quando cioè esisteva il cinema e gli autori non inseguivano gli spettatori sui social, timorosi di disturbarli: anzi, il loro mestiere era terrorizzare lo spettatore nei modi più sgradevoli. Per esempio iniziando un film con un incidente d’auto in cui un bambino sfonda il parabrezza con la testa.

Iniziare a raccontare questa storia con il massacro di un infante mette subito in chiaro quale sarà il gioco: dalla bonaccia (dead calm) non se ne uscirà senza danni.


Prologo
Tom ed Emilio vanno al cinema

Los Angeles, aprile 1989 (circa). Due amici vanno a gustarsi la proiezione privata di un film che sta per essere distribuito in sala. Durante la visione estasiata, uno dei due – un certo Tom Cruise, giovane talento che il precedente 29 marzo ha partecipato alla Notte degli Oscar dove varie statuette hanno inondato il suo primo film importante (Rain Man) e sta aspettando che arrivi nelle sale un suo film ancora più importante, Nato il quattro di luglio – si sporge per parlare al suo amico Emilio Estevez – figlio di Martin Sheen, attore caldissimo grazie a Young Guns (1988), anche se durerà molto poco – così amico che nel 1987 è stato suo testimone di nozze nel matrimonio con Mimi Rogers. Tom dunque si sporge e sussurra all’amico Emilio, facendo quasi una citazione di un brano che da due anni sta imperversando ovunque: «Who’s That Girl?». Non è Madonna: è Nicole Kidman.

«(¿Quién es esta niña?) Who’s that girl?» (cit.)

Nessuno dei due amici ha mai visto quella grintosa attrice australiana che sta dominando l’intero film con la sua pioggia di riccioli rossi, e devono aspettare i titoli di coda per saperne il nome. Senza perdere tempo Tom telefona al suo amico Robert Towne, sceneggiatore a lavoro su un film che diventerà Giorni di tuono (1990) e lo incita con veemenza a guardare anche lui quella bomba intitolata Dead Calm: quell’attrice di nome Nicole Kidman è perfetta per il ruolo femminile che stanno studiando nel loro film.

Ancora stordita dalla telefonata ricevuta, l’attrice si ritrova in uno studio losangelino per un’audizione, rendendosi conto… che non ci sono altre ragazze. Dove sono le sue concorrenti per il ruolo? Chiamata in una stanza, da sconosciuta giovanissima attrice di piccoli film australiani si ritrova seduta davanti ai produttori Jerry Bruckheimer e Don Simpson, allo sceneggiatore Robert Towne, al regista Tony Scott e all’attore più caldo del momento, Tom Cruise. Una spremuta dei più quotati cineasti di Hollywood… tutti a fissarla!

Nicole è uno dei tanti motivi per riscoprire questo gioiellino

Quando durante l’audizione Nicole si ritrova davanti a Tom, in piedi, capisce che il suo ruolo in Giorni di tuono è a serio rischio… visto che deve inchinare la testa in basso per guardare negli occhi l’attore diversamente alto. Ma tutto scompare quando Tom sfoggia il suo fascino, da cui nessuno è mai sfuggito. «Volevo tanto incontrarti: penso che sei stata grandiosa in Dead Calm

Nel giugno del 1990 esce il film con Tom e Nicole, che si sposano il successivo dicembre. (E la povera Mimi Rogers abbandonata va a interpretare una moralità religiosa che lancia il mito dei Left Behind, in un film che sarà interamente parodiato da “I Simpson”, recitando con quel David Duchovny che incontrerà di nuovo all’FBI, ma questa è un’altra storia.)

Mimi Rogers, abbandonata da Tom Cruise, si rifà con David Duchovny

P.S.
La storia della proiezione e del provino la racconta Tim Ewbank nel saggio Nicole Kidman: the biography (2002)


Tutti pazzi per Nicole

«Nel giro di giorni era come ritrovarsi in una piscina piena di squali: tutti gli agenti in città volevano scritturarla.»
George Miller, produttore di Dead Calm,
dopo le prime proiezioni del film.

Nicole è un magnete, perché la storia raccontata più sopra si era già svolta qualche tempo prima. Nel 1987 infatti va in onda una miniserie dal titolo “Vietnam” co-sceneggiata da Terry Hayes, che intanto era stato ingaggiato per scrivere Dead Calm. Mentre guarda la miniserie in TV il suo pensiero è ossessivo: quella ragazza dai ricci rossi sarebbe perfetta nel ruolo di Rae Ingram. E comincia a tartassare il regista Philip Noyce perché le dia una possibilità. E pensare che all’avvio del progetto, nel 1986, Noyce ha in testa il nome perfetto per il ruolo: Sigourney Weaver, appena tornata da Acheron. Dopo aver affrontato secchiate di xenomorfi, sarebbe stato uno scherzo gestire Billy Zane!

Se l’alieno che è in me sarebbe svenuto di gioia al pensiero di ritrovare Ripley in alto mare – dove di nuovo nessuno può sentirti urlare – è innegabile che sarebbe sembrato un film derivativo, una sorta di “Aliens sull’acqua” (come Ciro ci aveva regalato “Alien sulla Terra“), quindi cambiare attrice è stato alla fine fine un bene.

Rae Ingram sarà sempre la nostra Ripley marinara

Quando le arriva la proposta da Noyce la diciannovenne Nicole è in Italia a girare il film televisivo Un’australiana a Roma di Sergio Martino, con Massimo Ciavarro nel ruolo del tipico maschio italiano rimorchia-turiste. L’idea che mentre gira questo film Nicole a momenti rifiuti il copione di Dead Calm, produzione con solo due altri attori, fa girare la testa, e infatti l’attrice ringrazia tutte le sue buone stelle di non aver commesso l’errore della sua vita, rinunciando al film che in un lampo l’ha lanciata nel firmamento hollywoodiano.

Riusciranno le turiste australiane a resistere al fascino latino di Ciavarro?


Lavorazione e distribuzione

Il citato biografo Ewbank afferma che il primo ad interessarsi per portare su grande schermo il romanzo di Charles Williams è stato Desi Arnaz, il celebre cantante cubano marito di Lucille Ball: curiosamente è stata proprio la Kidman ad interpretare un film sulla coppia, con Javier Bardem nel ruolo di Arnaz, nel film Prime Video Being the Ricardos (2021).
Secondo Ewbank Arnaz avrebbe comprato i diritti di Dead Calm subito dopo l’uscita del romanzo, passandoli poi a Orson Welles per il suo progetto fallito: alla morte del regista i diritti erano in mano alla compagna Oja Kodar, riluttante a cederli perché (secondo Ewbank) odiava Hollywood per come aveva trattato Welles.
Il produttore Tony Bill intanto si interessa della cosa e coinvolge il regista Philip Noyce, che riceve una copia del romanzo di Williams nel 1984.

Noyce all’epoca è impegnato con la regia di diversi episodi di una serie televisiva di storie del mistero, The Hitchhiker (in Italia, “I viaggiatori delle tenebre”) quindi ci ha messo mesi per valutare il progetto Dead Calm, ma una volta capito le sue potenzialità non si è più fermato. Andando a parlare con la vedova Welles scopre che la donna è ben disposta a cedergli i diritti del film: non voleva darli ad una grande major, mentre stima un regista indipendente come Noyce.

Ti vendicherò, Orson: finirò io il tuo film!

Come detto, Noyce per Rae Ingram, un personaggio ultra-trentenne, aveva in mente attrici mature, da Sigourney Weaver a Meryl Streep a Debra Winger, non certo una diciannovenne sconosciuta: grazie alla pressione dello sceneggiatore Terry Hayes invece Nicole Kidman ha avuto la possibilità di convincere il regista delle proprie potenzialità.

Sono gli anni in cui si racconta di come i grandi attori hollywoodiani passino mesi a prepararsi per un ruolo frequentando persone con problemi simili al loro personaggio: il campione assoluto è Robert De Niro, che a ogni film gli addetti stampa aumentano il numero di mesi passati a studiare. Se fa un film l’anno, come fa a passare tre anni coi missionari sudamericani? Celebre è la presa in giro di Disegni & Caviglia su “CIAK”: quando De Niro deve interpretare un morto, passa sei mesi insieme a un morto per capire il personaggio.
In questo clima non stupisce che si parli di come Nicole Kidman abbia passato mesi al fianco di mogli di marinai che hanno perso un figlio, per interpretare la moglie di un marinaio che ha perso un figlio: non dev’essere stato facile trovare persone con caratteristiche così precise.

Più plausibile che abbia seguito un veloce corso di nautica, visto che nel film dovrà eseguire in mondo convincente diverse operazioni navali. Stando a due dichiarazioni che non si sa da dove arrivino, ma citate nella biografia di Ewbank, uno dei primi giorni di corso la Kidman ha mandato il suo yacht a cozzare contro contro una barca. «Avreste dovuto sentire cosa mi ha detto il capitano italiano».

Non dimentichiamo che è appena uscito Aliens (1986) quindi il cinema, pur quello maschilista anni Ottanta, è pronto per una donna forte su grande schermo. Parla la Kidman attraverso Ewbank:

«Era un personaggio molto più complesso di una semplice “damigella in pericolo”. Rae era cresciuta [a causa della disgrazia subita] e aveva trovato una forza interiore. Il ruolo richiedeva da me emozioni che non necessariamente avevo già provato. La vita, la paura, la frustrazione, il terrore, la perdita di un figlio. All’inizio è fragile e debole, ma le difficoltà la cambiano e trova dentro di sé la forza che le serve.»

Stando sempre ad Ewbank, le riprese iniziano il 19 maggio 1987 nel Whitsunday Passage a nord-est del Queensland australiano, dove per settimane la troupe ha vissuto su barche, a due passi dall’Hamilton Island, dove ogni tanto andava a sbarcare per riposarsi. Sull’isola c’era un localino dove Nicole invitava Sam Neill a ballare, e Noyce era contento che i due facessero amicizia anche fuori dal set, così da risultare più credibili nel ritrarre poi una coppia, mentre voleva che Billy Zane stesse sempre lontano, essendo l’estraneo (e pericoloso). Nessun problema per l’attore, che appena messo piede sul set si è invaghito di una comparsa, Lisa Collins: prima della fine delle riprese i due annunceranno il loro matrimonio. (Durerà solo fino al 1995, ma per i canoni di Hollywood è stata una storia lunga!)

Be’, il regista è contento se socializziamo, quindi…

Passare settimane a girare sotto il sole rovente non è stato proprio piacevole per una ragazza dalla pelle bianca, per di più roscia. «Ho passato una enorme quantità di tempo cercando di evitare di bruciarmi» avrebbe commentato Nicole secondo Ewbank: fra la pelle sempre a rischio ustione e le bufere improvvise che la facevano vomitare fuori bordo, diciamo che non è stata una “vacanza al mare”.

Con uno scafandro forse sarebbe stata più comoda

Tutte le proiezioni di prova sono ampiamente positive, i dirigenti della Warner Bros sono più che soddisfatti e decidono di far uscire il film prima negli USA e poi in Australia: nel primo fine-settimana americano Dead Calm si porta a casa tre milioni di dollari, con critica e pubblico concordi nel premiarlo. E nel premiare quella giovane attrice subito battezzata “la Sigourney Weaver australiana”, anche se il nomignolo è durato poco. Va infine ricordato che all’epoca gli unici australiani diventati star del cinema americano erano Mel Gibson e Paul Hogan, quindi i giornalisti impazzirono per la “forestiera” dai ricci rossi.

Il 4 luglio 1989 ottiene il visto della censura italiana, e almeno dal 26 agosto successivo è in sala con il titolo Ore 10: calma piatta.

Warner Home Video lo porta in VHS nell’aprile 1990, e dal maggio successivo inizia la sua lunga permanenza fra le dieci videocassette più noleggiate, secondo il “Radiocorriere TV”. Domenica 11 ottobre 1992 arriva in prima serata su Rai3.
La Warner l’ha distribuito in DVD e Blu-ray ma sono tutte edizioni ormai fuori catalogo.

Il titolo italiano di Mediaset

Le schermate presenti in questo post sono tratte dal passaggio su IRIS del 24 luglio 2022.


Prigionieri della bonaccia

Dopo un prologo (inventato per il film) in cui scopriamo velocemente che Rae (Nicole Kidman) e John Ingram (Sam Neill) hanno perduto il figlioletto in un incidente automobilistico, si va subito in mezzo al Pacifico, a bordo del Saracen che dopo settimane di totale isolamento incontra all’orizzonte un’altra nave: l’Orpheus. Non sa che è una “nave fantasma”.

Nell’Oceano, è meglio stare soli che in compagnia

Va detto subito che Terry Hayes ha fatto uno splendido lavoro con il romanzo originale di Charles Williams, un lavoro che teoricamente dovrebbero fare tutti al cinema: tenere le parti che funzionano su schermo e modificare quelle che non funzionerebbero. Ovviamente non lo fa mai nessuno, quindi nei casi felici come questo va lodato lo sceneggiatore.

Chissà, magari tutto è nato dalla voglia di evitare gli errori commessi da Orson Welles o la sua sfortuna, ma in pratica i personaggi da cinque diventano tre: spariscono Russ e Ruth, interpretati nel ’69 da Welles stesso e dalla giovane Jeanne Moreau. È vero, in pratica viene tagliato via mezzo romanzo ma in realtà avrebbe reso troppo sbrigativo il film, così invece non solo ci si focalizza subito sul “pericolo a bordo” ma si rende Hughie Warriner ancora più pericoloso.

Nasce il nuovo profilo della Z

Malgrado qualche particina in film, anche grandi, Billy Zane, uno dei più grandi Maestri della Serie Z (tanto da portarla anche nel nome), nasce sul ponte della Saracen quel 1989, salendo a bordo come naufrago non invitato e cercando di far allontanare i suoi salvatori dalla Orpheus, a bordo della quale – stando al romanzo e a Welles – John dovrebbe trovare i due superstiti con cui condividere le successive avventure, ma qui invece… trova solo corpi smembrati.

Pur rimanendo assolutamente fedele al romanzo, Terry Hayes ci regala un Hughie mille volte più pauroso: non è un giovane confuso che vive nel proprio mondo, tanto da scatenare gli istinti materni di Rae, è un omicida psicopatico che non va contraddetto. Non senza un’arma in mano.

Non sono cattivo… so’ proprio infame!

Lo sceneggiatore non può mettersi ad elencare gli infiniti e complessi passaggi marinari del romanzo, cioè gli stratagemmi con cui John – rimasto a bordo di una nave che sta affondando mentre la moglie è in balìa di un folle – riesce a durare il più possibile nell’oceano in tempesta.

Come far capire che John Ingram è un marinaio coi contro-fiocchi? Semplice, nel prologo lo mostri in divisa della Marina e lo fai interpretare da un Sam Neill in stato di grazia.
Vi lascio Jurassic Park (1993), per me Sam Neil nasce come marinaio più cazzuto del Pacifico.

Sam, dimmi dove sei che vengo a prenderti.

Giuro che non avevo mai fatto caso che i due protagonisti hanno una leggerissima differenza d’età di più di vent’anni: la 19enne Nicole è riuscita a sembrare molto più matura e il 42enne Sam è in forma smagliante. Insieme la famiglia Ingram si dimostra un osso molto duro, come scoprirà il naufrago assassino.

Glieli dareste vent’anni di differenza?

Il giorno dopo a scuola scopro che un mio amico di liceo dell’epoca aveva anche lui visto il film su Tele+1, e dato che eravamo entrambi fan di Aliens (1986) il nostro giudizio non poteva che collimare alla perfezione: quella roscia riccioluta era una perfetta Ripley marittima!

Vorrei brevemente ricordare che a parte Sigourney Weaver in Aliens (1986) e pochissimi altri rari esempi, non era affatto scontata l’idea di una donna forte in un film anni Ottanta, una donna che addirittura tiene testa a un assassino psicopatico e per di più salva il marito. Ricordo che nella storia della narrativa americana le (poche) donne protagoniste al massimo partono per salvare il padre, mai il marito, perché lederebbe la di lui mascolinità. (Non prendetevela con me, non le faccio io le regole!) Quindi, ripeto, Rae Ingram è un personaggio più unico che raro nell’intera narrativa anglofona: per questo do per scontato che Charles Williams l’abbia copiato da Polanski. E Noyce l’abbia girato pensando a Ripley.

«Get away from Sam, you bitch!» (semi-cit.)

Una curiosità. Il biografo Tim Ewbank racconta che il regista Noyce si sia crucciato per il fatto che durante le proiezioni americane il pubblico spesso finisse a gridare “Ammazzalo!”, dimostrando la differenza fra statunitensi ed australiani: Noyce trovava naturale che la protagonista non volesse ammazzare nessuno, volesse semplicemente mettersi al sicuro, mentre invece il pubblico americano voleva il sangue sparso sulle pareti.
In realtà paradossalmente il film riesce bene dove invece il romanzo pecca, perché malgrado il libro sia americano e diretto a lettori amanti delle storie forti lo stesso Williams non fa premere il grilletto a Rae perché la donna è convinta che Hughie non sia cattivo, solo un ragazzone bisognoso di attenzioni. Nel film invece è reso tutto molto più credibile, con la Rae di Nicole Kidman che invece è pronta a far fuori Hughie, anche se spera di non doverlo fare.

Perché tutti vogliono sempre sparare a Billy Zane?


Conclusione

Lo sceneggiatore Hayes aggiunge idee ispirate che ci aiutano a cogliere al volo sfumature dei personaggi che invece richiedono molte pagine al romanzo, e sfoltisce i personaggi proprio perché cento minuti di film erano appena sufficienti per la “trama a tre”, e aggiungere anche Ruth e Russ – con le loro infinite storie, racconti e risvolti – avrebbe voluto dire ammazzare il ritmo della vicenda filmica.

Il regista Noyce è in stato di grazia, se penso che subito dopo dirigerà l’ottimo ma grezzo Furia cieca (1989) e soprattutto quello scempio di Sliver (1993) mi dispiace per tutto quel talento sprecato. Almeno ha chiuso i Novanta con un po’ di thrilleroni caciaroni, ma la tensione essenziale e tagliente di questo film temo che sarà difficile ritrovarla nella sua filmografia.

Attori perfetti, sceneggiatore e regista perfetto per un risultato perfetto: è così raro che quando succede vala la pena sottolinearlo.

Fra i tanti spettatori di quel 1989 c’è anche William Malone, quello che la storia l’aveva già portata al cinema in versione spaziale. Esce fomentatissimo dal cinema e dice fra sé: io questa storia la riporterò ancora nello spazio… come vedremo la settimana prossima.

L.

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46 risposte a Dead Calm [1962-2022] 6 – Ore 10, calma piatta

  1. Cassidy ha detto:

    Post perfetto per un thriller perfetto, per le facce, per il ritmo, per il modo di inchiodare il pubblico dai titoli di testa a quelli di coda. Poi io non posso sbilanciarmi, i giornalisti scandalistici attendono ogni mio complimento a Nicoletta, pronti a titolare: «Nicole e Cassidy ritorno di fiamma!» 😉
    Scherzi a parte, devo dire che quella cascata di riccioli fuoco non si dimentica, se poi anche tu hai riconosciuto in lei una degna Sigourney marittima, direi che l’incoronazione per Nicoletta Ragazzino può dirsi completa. Ora mi dovrò per forza rivedere il film dopo questo tuo super ciclo di post! Cheers

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    • Lucius Etruscus ha detto:

      Vederla diventare bionda è stata un colpo al cuore, tanto stava bene in versione Ripley riccia di fuoco 😛
      Un film magistrale, una scuola di cinema che purtroppo appartiene a tempi dimenticati: rivederlo oggi fa ancora più effetto, vista la rarità di opere perfette come questa.

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      • Giuseppe ha detto:

        E meno male che Nicole ha fatto la scelta giusta (Noyce, in fondo, non era ancora conosciuto abbastanza da giustificare facili entusiasmi): la sola idea di una sua “carriera” alla Massimo Ciavarro mi mette addosso molta più paura dello psicopatico personaggio di Billy Zane 😛
        Dalla paura poi passiamo direttamente alla tristezza, se solo ci si sofferma appunto a riflettere su quanto i thriller adamantini come questo siano ormai diventati sempre più un’eccezione (e sempre meno la regola) col passare dei decenni 😡
        P.S. Prima di “Ore 10, calma piatta”, dalle nostre parti Noyce lo potevi trovare a malapena nelle rassegne di film in lingua originale dove, tra l’altro, poteva capitargli di dover semplicemente fare da imprevisto tappabuchi: ricordo ancora quella volta di quando, per un cambio di programmazione all’ultimo minuto, al posto di John Landis con “Twilight Zone” venne proiettato il del tutto sconosciuto “Heatwave”…

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      • Lucius Etruscus ha detto:

        Personalmente questo è il primo film che ho visto di Noyce, anche se non sapevo fosse Noyce. Così come quando è esploso il filone con Jack Ryan onestamente non ricordavo che ci fosse lui dietro i due titoli principali. Così come quando mi sono gustato l’ottimo “Salt” (2010) di nuovo non avevo fatto mente locale sul nome del regista, che era già abituato a protagoniste grintose.

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  2. Fabio ha detto:

    Finalmente siamo giunti a questo filmone,che con mia somma gioia ad una recente riunione di famiglia era giunta alle mie orecchie che non fosse mai stato visto da nessuno dei miei familiari a parte me,quindi alla successiva occasione ho portato con me la mia copia blu-ray del film in questione,inutile dire che ho fatto veramente un figurone quando ce lo siamo visto tutti insieme sul divanone di casa,tra occhi a palla durante le scene più tensive,pugni stretti,fasi di apnea profonda e urli contro lo schermo al grido di “Prendi il fucile!”,abbiamo passato una serata da brivido e colma di mal di mare,magari ce ne fossero ancora di film così efficaci nel farti stringere le chiappe,grande cast,grande sceneggiatura,ottima regia e menzione d’onore soprattutto per l’eccellente colonna sonora davvero d’atmosfera!!!.

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    • Lucius Etruscus ha detto:

      Avendo avuto il piacere di vederlo in famiglia trent’anni fa, non posso che plaudire alla tua iniziativa, e frati anzi i complimenti per avere una famiglia ben disposta a vedere film insieme 😉
      Mi piacerebbe averlo in Blu-ray ma in realtà punto alla copia DVD “snapper case” della Warner, perché adoro quella collana di vent’anni fa e la colleziono, quando mi capita.
      Ad avercene di filmoni come questo…

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      • Fabio ha detto:

        Sono molto belle le vecchie edizioni Snapper della Warner,ne ho un pò anche io,inoltre a me piace rimediare anche i film in DVD con le edizioni SLIM,quelle confezioni di plastica sottilissime,ottime per risparmiare sullo spazio,ma soprattutto per via del disco perfettamente incastrato dentro la custodia ed essendo perfettamente aderente con la chiusura,non si corre il rischio di incappare nel classico dvd ballerino incastrato male e con il rischio di graffiarsi!

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      • Lucius Etruscus ha detto:

        Ehhh hai ragione, il pirulino “reggi-disco” è la parte più delicata delle custodie DVD e la prima a rompersi, sia che compro nuovo che usato. Ho pochissime edizioni SLIM, credo forse giusto un paio, e non avevo notato questa loro particolarità: la prossima volta che dovessero capitarmi su bancarella ne approfitterò 😛 (che belle le bancarelle, quanti ricordi…)
        La cosa brutta dei DVD Warner Snapper è che la maggior parte dei titoli non mi piace, quindi essendo io un collezionista folle ho un reparto della mia videoteca con film che mi fanno ribrezzo ma la cui custodia mi piace tantissimo 😀

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  3. redbavon ha detto:

    Un film favoloso davvero! Nicole Kidman è perfetta, anche se per me raggiunge il suo massimo in Moulin Rouge.

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  4. Fabio ha detto:

    Gli si vuole bene a Billy Zane,a me piace ricordarlo anche per lo strambissimo “The Phantom”,il supererore in tutina viola con l’anello del potere(no,non quell’anello!),e dove si ritrovava a baciare sia Kristy Swanson che Catherine Zeta Jones,brutto eh?

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    • Lucius Etruscus ha detto:

      All’epoca non sono proprio riuscito ad apprezzarlo, anche perché Phantom è un supereore così “vecchio dentro” (c’ha pure un secolo, eh?) che lo trovo imbarazzante. Preferisco ricordarlo nella serie Z, dove si diverte un mondo a fare lo scemone 😛

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  5. Fabio ha detto:

    Comunque di Phillip Noyce,non mi era affatto dispiaciuto “Il Collezionista Di Ossa”,un film che rivedo con piacere quando mi capita!

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    • Lucius Etruscus ha detto:

      I thrilleroni con Jack Ryan (mi pare) e quello che citi sono tutti ottimi, però non ci ho visto quella tensione tagliente come qui.

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      • Lory ha detto:

        Post definitivo? Ah, saperlo!
        Buon giorno Lucius, senz’altro è un film che voglio rivedere, ricordo poco e questo renderà più gustosa la visione.
        Sai cosa ricordo particolarmente e magari può essere un falso ricordo? Ricordo gli interni della loro ‘barchetta’, non so perché ne ho un bel ricordo ….e una ragazzina che lotta come un’amazzone.
        Ho apprezzato la Kidman via via con gli anni ma a parte questo che l’ha lanciata per me il suo ruolo, quello che mi ha fatto empatizzare con lei e che porto nel cuore è legato a “Ritorno a Cold mountain”.

        Molto interessante il tuo articolo, non conoscevo i dietro le quinte, Tom Cruise al solito arriva dappertutto.

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      • Lucius Etruscus ha detto:

        Gli interni della “barchetta” sono splendidi, temo che sia uno yacht parecchio costoso, dentro è più grande e meglio arredato di casa mia 😀
        Onestamente non avevo mai notato che Nicole fosse così giovane all’epoca delle riprese, 19 anni sono davvero pochi, ma è riuscita benissimo a passare per moglie “vissuta” di un ufficiale quarantenne.
        “Ritorno a Cold Mountain” lo ricordo davvero poco (diciamo per niente!) quindi ti credo sulla fiducia 😛

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  6. Vasquez ha detto:

    Massimo rispetto per il personaggio combattivo ripleyiano in “Calma piatta”, ma la mia Kidman preferita è quella di “Giorni di tuono” sia per affezione a quel film, e sia perché pur mascherando la superiore altezza fisica rispetto a Tom con espedienti cinematografici, non si riesce a nascondere la sua superiorità in tutto il resto (compresa la capacità attoriale), con buona pace dell’innegabile fascino di Tom.
    Discorso capelli: quando iniziano ad insinuarsi fili d’argento nella chioma, il biondo alla fine diventa quasi una scelta obbligata, perché sul bianco non prende (e non dura!) nessun colore. E con l’inizio delle tinture se ne vanno anche i ricci… Per Julia Roberts è stato lo stesso.

    Gli americani basta che fanno fuori tutti quanti…È l’unica soluzione per loro. Bah…

    Mi prendo volentierissimamente il Sam Neill di Jurassic Park, lasciandoti quello di “Calma piatta”, e per buona misura mi porto via pure quello de “Il seme della follia”, ok?
    Scherzi a parte, gran pezzo per un gran film con attori ancora più grandi, inserito in un gran ciclo. Adesso in camera stagna per accelerare la decompressione per la prossima settimana 😉

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    • Lucius Etruscus ha detto:

      In tempi recenti Nicole si è appellata alle ragazze: non stiratevi i capelli, perché i ricci non tornano più!

      “Giorni di tuono” l’avevo dimenticato quasi del tutto, poi qualche anno fa sbuca fuori su La7 – peraltro in splendida pellicola italiana – e rimango a bocca aperta: ammazza che fotografia, che regia, che esplosività, che attori… Sarà che all’epoca era quello lo standard, non sembrava chissà che filmone, ma visto oggi distrugge ogni concorrenza.

      Va bene per Sam Neil, però mi prendo pure “Caccia a Ottobre Rosso” ^_^

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      • Lory ha detto:

        Caccia a Ottobre rosso è in lista (lista faticosamente costruita che causa cambio telefono e mia inadeguatezza con digitale ho perso😭 perché non scritta su cartaceo), ma questo lo devo recuperare.
        Altro gran film con la Kidman è “Dogville”, che ne pensi di Lars?

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      • Lucius Etruscus ha detto:

        Il discorso sarebbe troppo lungo, quindi riassumo. Per anni sono stato violento amante del cinema di Von Trier, sin dai suoi primi cortometraggi, poi lui ha preso strade che io non ho capito né apprezzato, e in pratica “Dogville”, visto al cinema, è il momento in cui ho capito che io e Lars ormai non ci capivamo più. Diciamo che nella lunga filmografia della Kidman è per me molto difficile trovare un film che mi sia piaciuto: uno che poi mi sia piaciuto quanto “Dead Calm” è impossibile.

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      • Vasquez ha detto:

        Aaarrrghhh! Hai tirato fuori il pezzo da 90 con “Caccia a Ottobre Rosso”! Per stare alla pari mi gioco “Possession” e ci aggiungo “Biancaneve nella foresta nera” così chiudiamo il cerchio con Sigourney 😛

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      • Lucius Etruscus ha detto:

        Allora calo l’asso: “Reilly”, la serie TV sulla celebre spia, introvabile in Italia ma che un giorno ho beccato su ReteOro, anche se solo un episodio.
        E mentre sei distratta, mi prendo pure “Lezioni di piano” 😛

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      • Vasquez ha detto:

        Serie TV per serie TV, ti metto sul tavolo “Il triangolo delle Bermude” di Craig Baxley con un signor cast, recuperata grazie al fatto che viene indicata con la stessa produzione di quella bomba di “The Lost Room”, e per “Lezioni di piano” (bruttamiseria quanto tempo che non lo rivedo!) mentre non guardi ti rilancio con “Punto di non ritorno” 😈

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      • Lucius Etruscus ha detto:

        Ah m’hai fregato con Event Horizon!!! Faccio un salto spazio-temporale e mi prendo “Un grido nella notte”, che da ragazzino m’ha terrorizzato. quello e “Picnic a Hanging Rock” mi rendono l’Australia un posto davvero pauroso. (Per non parlare del fatto che ogni animale lì esistente è nato per ucciderti!)

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      • Vasquez ha detto:

        Dichiaro la resa di fronte all’implacabilità australiana 🏳️ e rendo onore alla battaglia lasciando sul campo la serie incompiuta “Alcatraz” che stava sviluppando risvolti interessanti prima di lasciarci sul più bello.
        Viva Sam Neill!

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      • Lucius Etruscus ha detto:

        Chissà se Sam ricorda così tanti dei suoi titoli? 😀
        Mi rendo conto di amare molto più i suoi film che quelli con la Kidman, che temo non saprei ricordare alla stessa maniera.
        Ricordo che all’epoca ero in pieno odio per GIEI GIEI e di “Alcatraz” ho visto solo la prima puntata, ben intenzionato a non vedere altro. Visto che non finisce non mi pare il caso di recuperare, ma mi fa piacere che invece testimoni dei “risvolti interessanti” 😉

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      • Vasquez ha detto:

        Il problema è che poi quei risvolti devi svilupparli come si deve e portarli a conclusione con coerenza e dignità, non sputando in faccia agli spettatori. Da un lato, peccato per “Alcatraz” perché come detto si stava avviando bene, ma anche per fortuna per “Alcatraz” che così non è stata rovinata dal maledetto.
        Ho visto meno film con Nicole, ma penso perché si è dedicata meno a film di genere, anche se la sua interpretazione spicca sempre. The Others, La bussola d’oro, La donna perfetta, Batman Forever, Dogville, The Peacemaker, Australia, Moulin Rouge…sempre bella, sempre brava. Le manca un pochino il registro brillante forse? Ha fatto poche commedie se non sbaglio, che poi è il motivo per cui le preferisco Julia Roberts: mi diverte di più 😛

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      • Lucius Etruscus ha detto:

        Mi hai ricordato che un giorno lontano dovrò decidermi a iniziare il ciclo dedicato agli eredi di M.R. James, e quindi mi toccherà la Nicole di “The Others”. Per fortuna sto talmente infognato che ci vorranno anni per iniziare 😀

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  7. Lory ha detto:

    Ho visto pochi film di Lars e mi sono piaciuti tutti, Dogville per me è un filmone, ma avendo tu ristretto il discorso è chiaro che hai un pensiero preciso. Siamo fuori argomento ma penso che Lars sia complesso, profondo, pessimista, realista, lo ami o lo detesti.

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  8. Willy l'Orbo ha detto:

    Bellissimo post, con tanti dettagli, tante chicche, tante curiosità, tanti aneddoti, insomma…tanta roba! Con l’espressione tanta roba possiamo etichettare anche il film e la sua protagonista; certo che “sliding door”: poteva essere la signora Ciavarro (o Zane!) e invece…porella, ahahah! 🙂

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    • Lucius Etruscus ha detto:

      Mi sono dimenticato di notare che dopo aver girato in Italia Nicole abbia conosciuto Billy Zane, che subito dopo anche lui è venuto a girare un grande capolavoro di cinema italiano: “Miliardi” 😀
      Comunque già solo l’idea che Nicole sul set con Ciavarro fosse dubbiosa sull’accettare questo film è un incubo che deve tornarle alla mente ancora oggi ^_^

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  10. Sam Simon ha detto:

    Nemmeno a me ha mai dato fastidio la differenza di età tra Neill e Kidman in questo film, sarà che non si vede a guardarli in azione…

    Grandiosa questa tua cronaca di come sia nato questo filmone di Noyce, è veramente splendido e si meritò il successo che ottenne all’uscita. Ancora oggi è un thriller che supera il 99% dei thriller che escono ogni anno!

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  12. Marco Vecchini ha detto:

    Se volete vederlo c’è su Now TV.
    Non ho perso un secondo nel vederlo quando ho scoperto casualmente che c’era sull’unico servizio streaming che stavo per staccare.
    Bello teso, la cosa che mi ha particolarmente colpito è l’idea (credo intenzionale) di minimizzare l’uso della colonna sonora per evocare col silenzio la bonaccia. Dal punto di vista sensoriale mi ha costruito l’atmosfera in modo efficace.

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    • Lucius Etruscus ha detto:

      Grazie della dritta su NowTV, i servizi streaming sono tanti ed è difficile capire quale trasmetta cosa 😉
      Il compositore Graeme Revell è un grande, e infatti la sua colonna sonora è tutta in sottrazione: le note intervengono solo in momenti precisi, ma è come se il rollio della nave fosse parte della colonna sonora. Idee molto riuscite.
      Come già detto, è un peccato che non facciano più piccoli film splendidi come questo 😉

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