Venerdì 13: la serie (1987) 2 – Il Cupido che uccide

Continuiamo a festeggiare i 35 anni da quel 3 ottobre 1987 in cui la Paramount ha portato in TV “Friday the 13th: The Series“, anticipando Freddy Krueger: mi sembra giusto ricordare la serie di Venerdì 13… senza Jason! Ma povero, perché lo trattano tutti male?


Lo sbarco in videoteca

Grazie al lettore spooky72016 scopro che all’epoca il “Radiocorriere TV” (citato la settimana scorsa) ha fatto un pessimo servizio nel pubblicizzare l’arrivo in videoteca di questa serie, visto che non ha citato il nome diverso da essa ottenuto in videocassetta. Scopro così che ben quattro VHS (e non tre, come detto dalla rivista) hanno raggiunto i nostri scaffali con il nome collettivo di “Venerdì maledetto“. Già manca Jason, se poi cancella il richiamo a Venerdì 13 come pensa la CIC Video di far noleggiare ’ste cassette?

Dunque nel novembre 1988 – battuto per pochi mesi da “Star Trek: TNG”, che era arrivato sui nostri scaffali quell’estate – esce la videocassetta dal titolo “Venerdì maledetto 1: The Legacy“. Perché?, mi chiedo. Perché mezzo titolo italiano e mezzo inglese? Perché in Italia si parla l’itanglese, purtroppo.

In questa prima videocassetta la CIC Video raccoglie i primi due episodi… ehh sì, lallero: dove credete di essere? Siamo in Italia, quindi presenta il primo e il terzo episodio. E il secondo? S’attacca al cacio (sui maccheroni).

Ecco le tramette dal retro della locandina:

L’eredità (già recensito)
Una bellissima bambola antica viene comprata come regalo per una capricciosa bambina. Micki e Ryan in una corsa contro il tempo tentano di recuperare la bambola prima che distrugga tutto.

La freccia di Cupido
Una statuetta orribilmente deforme ha il potere di spingere un uomo normale ad uccidere la propria moglie. Micki e Ryan rischiano la loro vita per fermare l’arco di questo diabolico Cupido.

Come ciliegina sulla torta, il titolo del secondo episodio sarà cambiato al momento di trasmetterlo in TV: è chiaro che nella distribuzione italiana ci sia la fantasia al potere.


Che notte, quella notte…

Che notte, quella notte. Quella di venerdì 20 luglio 1990, in cui l’Italia1 dei tempi d’oro affida a Zio Tibia in persona il compito di infestare magicamente la serata.

Dal “Radiocorriere TV” di quel magico venerdì 20 luglio 1990

Alle 20.35 si parte col botto, e il cuoricino del giovane Etrusco esplode con Unico indizio: la Luna piena (Silver Bullet, 1985) di Daniel Attias, da un racconto del 1983 di Stephen King che all’epoca non avevo ancora letto: la ristampa TEA Due del 1989 l’ho letta solo nel novembre 1991.
Per ricordare i denti di Gary Busey, che rivaleggiavano con quelli del licantropo, vi rimando a Cassidy, Marco Contin e Pirkaf.

Alle 23,30 va in onda L’assassino ti siede accanto (1981) di Steve Miner, senza alcun accenno al fatto che sia il secondo capitolo della saga Venerdì 13, ormai un vizio nazionale.

Una bella idea… già usata però da Mario Bava dieci anni prima…

Chiude la notte “Ai confini della realtà“, alle 1,10, e grazie all’archivio de “La Stampa” sappiamo che si tratta dell’episodio Che tipo di pietà (3×15, 29 dicembre 1961). Vale la pena sottolineare che l’episodio è sceneggiato dal creatore Rod Serling in persona partendo però da un’idea di Sam Rolfe, sceneggiatore che prima di morire riuscirà a scrivere due episodi di “Star Trek” (TNG e DS9), e guarda caso in questa serie in bianco e nero appare il giovane Leonard Nimoy. L’universo Trek è più vasto di quanto si pensi.

Dopo licantropi e massacratori, c’è pure il giovane Spock in guerra!

Che notte, quella notte, quando alle 22,25 su Italia1 Zio Tibia presenta il secondo appuntamento con la serie “Venerdì 13”, in cui sarebbe stato logico presentare la seconda puntata… e invece no. Come dicevo, la fantasia è al potere.

Si torna dunque al “Curious Goods”, la bottega antiquaria che cerca di recuperare gli oggetti infestati venduti in precedenza.

La bottega che vendeva oggetti infestati


Episodio 1×03
Il Cupido che uccide
(Cupid’s Quiver)

Andato in onda il 12 ottobre 1987, l’episodio è diretto da Atom Egoyan, giovane regista egiziano non ancora noto al grande pubblico.

Quando sul giornale appare la curiosa notizia di un assassino che, per discolparsi del proprio insano gesto, ha dato la colpa a una statua di un Cupido, Micki (Robey) – che sta leggendo il giornale “dall’alto” mentre il suo collega Ryan (John D. LeMay) lo legge “dal basso” – capisce che quella statua dev’essere stata venduto dallo zio Lewis, e quindi è uno degli oggetti infestati venduti in passato dalla bottega.

Due colleghi così affiatati che leggono il giornale insieme

Il loro socio e guida morale Marshak ci racconta la storia pregressa della statua:

«Il Cupido di Malek venne ritrovato a Il Cairo, l’aveva ordinato un certo Salam Malek nel 1453 in Italia, a Milano per l’esattezza. La leggenda dice che Malek fosse così ributtante che non c’era donna che riuscisse a sopportarne la vista. Lui ne soffriva parecchio, e così giurò vendetta a quelle che si rifiutavano d’amarlo, e il Cupido fu fabbricato a sua immagine e somiglianza.»

Be’, la faccia brutta è perfettamente riuscita

Non è chiaro come l’acquirente di zio Vendredi abbia capito il funzionamento del Cupido, ma lo vediamo andare in discoteca, vedere più due di picche che in un torneo di Burraco e alla fine conquistare una donna con un curioso metodo: posizionare sul bancone del bar l’enorme statua del Cupido, che si è portato appresso tutta la sera, puntarla verso la ragazza e il demonio scoccherà una freccia “dell’ammmmòre“. Per motivi ignoti e non spiegati, dopo che il falso innamoramento avrà portato i due a consumare un amplesso, lui ammazzerà la donna. Un minimo di spiegazione sarebbe stato gradito.

Il brutto è che devi portarti quella roba appresso per tutta la sera

Dalla scena del crimine appena compiuto, roba di secondi, viene rubata la statua del Cupido da un collegiale… e perché un collegiale ha fatto irruzione in una stanza d’albergo insieme alla polizia? E chi ha chiamato la polizia? Va be’, mettiamola così, lo sceneggiatore Stephen Katz spara a casaccio perché non sapeva proprio che cacchio inventarsi.

La trovata del collegiale serve ai nostri eroici Micki e Ryan per “infiltrarsi” a scuola con relative battutine consequenziali, riuscite davvero male.

Giusto per dire, la statua del Cupido è la cosa migliore dell’episodio

Riacciuffato il Cupido – che l’attrice ha rivelato essersi portata a casa come souvenir – anche questo oggetto infestato finisce nella “Sala dei Trofei” (Trophy Room) del “Curious Goods”. Spiega Marshak:

«Ora è nel sotterraneo [the vault], e sta a noi badare che non ne esca mai più. Questi oggetti sono armi del Maligno [bedeviled things], se cadessero in mani sbagliate toccherebbe a noi recuperarli, e ricordate che una seconda volta potremmo fallire.»

Si sta dunque creando un Museo degli Artefatti che quello dei coniugi Warren impallidisce: speriamo che nelle prossime puntate ce lo facciano vedere meglio, che è più interessante delle trame degli episodi.


Conclusione

Nell’estate del 1992 inizia la pubblicazione della rivista “Femme Fatales”, costola di “Cinefantastique” dedicata alle eroine del cinema fanta-horror: a pagina 48 viene presentata la «Friday’s Femme Fatale» Robey, l’ex fotomodella diventata «investigatrice dell’occulto» in TV, nei panni di Micki Foster.

L’attrice racconta che dopo il provino era convinta non sarebbe mai stata scelta per il ruolo, così è stata una bella sorpresa scoprire invece che sin da subito era stata la prima scelta per il ruolo.

«C’è molto di Micki in me, anche se lei è molto più coraggiosa: io tendo a perdere il controllo se un topo mi passa davanti. Lei ha sopportato cose che io non avrei sopportato, e ho insistito perché fosse anche un personaggio pronto all’azione, se il caso. L’ho resa stravagante, con quell’acconciatura e quel trucco, volevo anche che avesse unghie lunghe in tinta con il rossetto: non importava la missione in cui era impegnata, quello era un suo sistema di difesa.»

Alla fine della terza stagione, nel maggio del 1990, la Paramount ha cancellato la serie adducendo varie motivazioni: dai bassi ascolti alle proteste di gruppi religiosi, fino agli incassi magri di Venerdì 13: Incubo a Manhattan (1989), come se il film avesse qualcosa a che vedere con la serie TV.

«L’hanno chiusa nel giro qualche giorno, è stato davvero traumatico: è come se ti avessero ucciso un familiare». Secondo l’attrice le scuse non reggevano: «Abbiamo chiuso al massimo degli ascolti». E non sembrano esserci speranze in futuri film televisivi che riportino in personaggi sullo schermo.

Secondo Robey il motivo della chiusura di Venerdì 13 va cercato altrove, per esempio in quegli uffici della Paramount che hanno deciso di comprare strutture in Canada per iniziare lì a girare la miniserie “La guerra dei mondi”, sul cui progetto è stato messo il produttore di “Venerdì 13” Frank Mancuso jr., il quale sin da subito era stato chiaro: quella miniserie era troppo costosa e non sarebbe finita bene. Come sempre i dirigenti non ascoltano, la miniserie è risultata troppo costosa (ma va’?), è stata chiusa e in contemporanea con lei è finita nel cesso anche “Venerdì 13”, per abbattere i costi. Dubito che questa tesi dell’attrice sarà confermata dalla Paramount, ma sembra decisamente plausibile.

Le storie produttive mi mettono molta più paura delle storie horror…

L.

– Ultimi post su “Venerdì 13”:

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16 risposte a Venerdì 13: la serie (1987) 2 – Il Cupido che uccide

  1. Vasquez ha detto:

    Una volta andava meglio alle emittenti: non c’era modo di sapere che mandavano episodi a casaccio, saltando puntate su puntate, seguendo titolazioni e un ordine tutto loro. Ma vedi come vengono fuori gli altarini? Altro che “Venerdi maledetto”! “TV italiane maledette”! che da sempre costringono gli appassionati di fantascienza/paranormale a cacce al tesoro che manco Indiana Jones… Sto pensando a “X-Files” degli inizi, sto pensando alla bistrattata Supernatural, sto pensando alla mia nuova passione: Resident Alien, che credevo spostata in seconda serata a causa delle parolacce e degli epiteti coloriti, e invece no perché va in replica il sabato pomeriggio, e ieri Terry O’Quinn si è comunque beccato del co§§§one pelato in piena fascia protetta… aaahhh che nervi!
    Quindi scopro che mi mancano più episodi del previsto, di questa “Venerdi 13″…sono sincera: so di averlo visto questo episodio ma non ricordo nulla, ho rivisto in questi giorni la puntata della bambola assassina ed è stata una visione piacevole, un bel tuffo nel passato. Sono sicura che sarà lo stesso anche con questo qui 😉

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    • Lucius Etruscus ha detto:

      Con l’avvento della Rete sarebbe stato logico che le emittenti smettessero di mandare puntate a casaccio, visto che ora il pubblico era più informato, ma tanto lo sanno benissimo che gli unici informati sono i fan duri e puro, cioè una percentuale insignificante, quindi continuano imperterrite a fare ciò che vogliono. Poi si chiedono come mai facciano tanto successo le piattaforme, dove gli episodi sono in ordine 😀

      Rispetto al rozzissimo “Freddy’s Nightmares” sicuramente questo “Venerdì 13” è piacevole, almeno ha una trama, ma certo bisogna mantenere basse le pretese.

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  2. Cassidy ha detto:

    Bellissima! La modella attrice ed investigatrice intendo, molto meglio del titolo italgelse, brutto vizio peggiorato negli anni. Sempre un piacere ritrovare un po’ di Star Trek sparso in giro per la galassia 😉 Cheers

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    • Lucius Etruscus ha detto:

      Star Trek è ovunque: è un “prodotto della mente”, per dirla alla Elio 😀
      Che notte, quella notte, con Gary Busey contro il lupo mannaro, un Cupido diabolico, Jason che copia da Mario Bava e Leonard Nimoy in guerra: come si fa a non amare la Italia1 dei tempi d’oro???

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      • Giuseppe ha detto:

        Impossibile non amarla: Italia1 nei tempi d’oro era davvero tanta… Robey 😉
        E, per la cronaca, anch’io trovo fin troppo plausibile la sua tesi sulla chiusura della serie, ovvero come aver preso due piccioni (“La guerra dei mondi” e “Venerdì 13”) con una fava (la dispendiosa scelta Paramount grazie alla quale le due serie sono andate a farsi fottere)… Peccato che lei ne abbia pagato il prezzo più di altri, rimettendoci ogni futura possibilità di fare carriera 😦
        P.S. Cercavo di ricordare se avessi visto passare quel Cupido dalle mie parti, nel 1453… 😉

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      • Lucius Etruscus ha detto:

        Direi che un tizio brutto che gira con una statua di un metro in braccio si nota abbastanza, anche nel 1453 😀

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  3. nicholas ha detto:

    Lucius Etruscus ieri su Mediaset italia 2 c’era Lo Squalo 4 – La Vendetta.

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  4. Grendizer ha detto:

    Quanto al fatto che nelle vhs l’ ordine degli episodi non fosse giusto, era sicuro dovuto al fatto che non era prevista una serializzazione completa e mettevano una selezione dei migliori (a gusto loro).
    Sul perché cambiassero il nome della serie ,ci sarà dietro sicuro qualche interessante retroscena.
    Ah,saperlo….

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  5. Willy l'Orbo ha detto:

    Uno dei miei appuntamenti preferiti! 🙂
    Nel mio caso il mio Cupido personale non uccide direttamente ma mi indirizza verso la Z e l’horror che, quando si combinano, oddio, qualche rischio perlomeno mentale te lo possono provocare, ahahah! 🙂

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  6. Conte Gracula ha detto:

    Se ricordo bene, ogni oggetto pretende un sacrificio umano quando si attiva, forse è per questo che il Cupido spingeva a uccidere la propria conquista.
    Altro dettaglio random da verificare, mi pare che gli oggetti maledetti fossero pure indistruttibili, motivo per cui i protagonisti hanno dovuto farsi il Warehouse 13 prima del tempo, anziché prendere a mazzate tutti questi oggetti infami 😛

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    • Lucius Etruscus ha detto:

      Tutte ipotesi plausibile, purtroppo mai citate dai protagonisti né da altri: diciamo che è una serie in cui non ci si deve fare domande, visto che gli autori fanno succedere cose implausibili senza spendere una sola parola sulle motivazioni o anche solo sulle “regole paranormali” 😛

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      • Conte Gracula ha detto:

        A meno che non sia tutto nell’episodio mancante XD
        Scherzi a parte, è un meccanismo che ho desunto dall’episodio dell’orologio e da quello del bisturi, per come li ricordo, ma non so se ci sia un episodio esplicito.

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