[Multi-Recensioni] Film europei su Prime Video

Continua il mio viaggio del mondo su Prime Video, ecco alcuni film europei, inseriti freschi freschi in catalogo.


Cop Secret
(Leynilögga, Islanda 2021)

in DVD Blue Swan (settembre 2022)
vedi su Prime Video

Hannes Þór Halldórsson di professione fa il portiere di calcio, nel 2021 ha compiuto dieci anni nella nazionale islandese, ma evidentemente questo impegno gli ha lasciato parecchio tempo libero, perché… è anche un regista! Dopo alcuni videoclip, questo 2021 ha esordito con la sua opera prima, questo film stranissimo che potremmo definire “commedia parodistica”, anche se a volte è di più e a volte di meno.

Come si vede già dalla locandina, Bússi (Auðunn Blöndal) è un tipico poliziotto all’americana, duro e puro, che prima mena e poi fa domande. È lo sbirro più sbirro in città, e la sua canotta lascia pochi dubbi sul fatto che ogni riferimento a Die Hard sia voluto, tanto che la terza avventura di John McClane viene dichiaratamente citata. Come ci insegna Martin Riggs, un bravo sbirro dev’essere matto col botto, quindi il nostro Bússi sgomma col suo macchinone figo per le strade cittadine e per inseguire un criminale non ha problemi a violare ogni norma e regola, collezionando citazioni per danni a secchiate.

Il suo collega, un poliziotto normale, chiede il trasferimento perché ci tiene ad arrivare alla pensione, così il nostro eroe si vede arrivare il peggior partner possibile: un super-poliziotto fighetto di un’altra città, alto, bello, ricco, elegante e venerato dai giornalisti. Come fa un rude poliziotto grezzo e volgare… a non innamorarsi perdutamente di quel manzo islandese?

Dall’Islanda con ammmmòre

Le parodie americane sono piene di siparietti comici (o presunti tali) in cui si gioca a smitizzare il “maschio senza rischio” rendendolo il classico “gay frù-frù”, ma qui non c’è niente di tutto questo: semplicemente Bússi, da sempre eterosessuale, un giorno scopre che gli omaccioni muscolosi sulle riviste gli fanno uno strano effetto, e quando entra in scena Hörður (Egill Einarsson), dal fisico scultoreo e con due occhi che fanno tremare le gambe, si dimentica di Die Hard e di tutti gli sbirri all’americana e fa esattamente quello che tutti i personaggi d’azione fanno: combattono il male… e baciano la persona che amano.

La trama è un classicone diehardo. Un cattivo che parla buffo organizza una rete di rapine in banca in cui però non viene portato via un centesimo, quindi è tutto uno specchietto per le allodole così da confondere le forze dell’ordine e distrarle dal vero piano. Ma a Bússi e Hörður non la si fa, le due armi letali islandesi sapranno venire a capo del piano diehardo e non stupisce che questo preveda una partita di calcio, vista la vera professione del regista e sceneggiatore.

Il Premio Strambi Sbirri 2021 va a Bússi e Hörður, con le pistole abbinate ai vestiti

C’erano mille modi per fare di questo film una stupida parodia rozza, invece per fortuna Halldórsson ha la sensibilità giusta per trovare un ottimo equilibrio fra commedia, film d’azione e parodia.

Mi azzardo a dire che questo è il primo film d’azione, con morti ammazzati, esplosioni, sangue e violenza… con protagonisti omosessuali! Che sia l’inizio di una nuova èra?


La guerra delle ombre
(Adanis: Kutsal Kavga, Turchia 2022)

in DVD Blue Swan (luglio 2022)
vedi su Prime Video

Mi piace guardare film di altre nazionalità perché posso accedere non tanto ad altre culture quanto alla versione da intrattenimento che altre culture hanno creato dalla propria tradizione. Così se per noi occidentali l’Arca dell’Alleanza è solo la prima avventura di Indiana Jones, per i turchi musulmani è qualcosa di leggermente più importante: l’inizio di questo film ci spiega come nel Corano (Sura al-Baqarah, versetto 248) si parli di come il ritorno dell’Arca sarà un segno inequivocabile del ritorno del regno del Signore.

Nel 2.500 a.C. gli israeliti nascosero l’Arca per evitare che fosse rubata dai babilonesi invasori, ma tecnicamente così facendo l’hanno persa per sempre. La sua ubicazione è stata scritta su una mappa divisa in due, una cui metà è entrata in possesso Mehmed il Conquistatore: da allora è affidata ad una lunga discendenza di fidati guerrieri che proteggono la sacra reliquia.

Ilhan (Ismail Filiz) è un giovane d’oggi, irruento e poco affidabile, ma dovrà darsi una regolata in fretta, perché alla morte improvvisa del fratello scopre di essere un discendente dei guerrieri protettori della reliquia, quindi insieme alla grintosa ex moglie Cemre (Esra Bilgiç) dovrà combattere contro i cattivi, anche a suon di arti marziali.

Il regista Emir Khalilzadeh va con mano sicura e confeziona un prodotto tecnicamente ineccepibile, ma certo come trama e sceneggiatura siamo un po’ scarsini: diciamo che sembra ispirarsi ai peggiori blockbuster americani dozzinali, quindi non può che essere la versione povera di qualcosa nato già povero. Però almeno evita di scimmiottare tematiche occidentali e si affida alla propria storia e tradizione, il che è sempre interessante.

La particolarità del film è che presenta due tipi di donne molto diverse. Il protagonista infatti divide la scena con una donna moderna (probabilmente natta in città), grintosa, perfettamente alla pari e in tutto e per tutto indistinguibile da una donna occidentale. Però mentre il nostro eroe combatte il male… a casa c’è la sua moglie attuale, con il velo, che fa da badante al di lui padre e madre ai di lui figli, e non dice una parola neanche minacciata con la pistola. Due donne ben diverse.

A un certo punto Cemre cita il fatto che non sopporta quando gli uomini adulti (quindi, plausibilmente, i più tradizionalisti) la guardano male per come lei va in giro, ma il protagonista le spiega che ognuno ha il suo modo di pensare: lei viva come vuole, ma se vuole essere compresa nel proprio modo di pensare cominci a sforzarsi di capire il modo di pensare degli altri, non sempre concordi con il suo. Pare essere questa la “morale” veicolata dal film sulla questione femminile.

Per il resto è un thrillerino d’azione onesto con qualche scena d’azione anche simpatica.


Mission NinetyTwo
(Germania 2015)

vedi su Prime Video

Tutto nasce da Julia Dordel, che avendo papà biologo e scienziato dello sport e mamma attrice ha studiato scienze, si è data allo sport e alla recitazione, fondando una casa produttrice e ponendosi un giorno una fatidica domanda: perché non giro una serie da mettere sul web dove io sono una scienziata ambientalista atletica e figa, alla Lara Croft (con tanto di arco e frecce), e in un thriller tecnologico d’azione combatto gli inquinatori, la mafia e pure le doppie punte?

Per motivi che sfuggono a ogni comprensione, la web serie deve aver riscosso un minimo di successo così ecco il danno grosso: la trasformazione in Mission NinetyTwo, una serie di due film (“Dragonfly” e “Energy”) che rappresentano un minestrone indigesto di più stili, idee, formati, ambientazioni, temi, tutta roba presa dai film e serie americane e virata in salsa poco più che amatoriale. Un oceano di attori si alterna in quello che chiaramente non è un prodotto omogeneo, solo un insieme di scenette con un vago filo conduttore che può andare bene per il web ma non per un prodotto con una minima ambizione televisiva. (Non parliamo di ambizioni cinematografiche, che c’è solo da ridere.)

Tutto ruota intorno a Sonia Engelhardt (Julia Dordel), biologa che ha capito come il cattivo di turno voglia inquinare l’ambiente e organizza un atto di terrorismo ecologista, che mica s’è capito in cosa consista. Anche perché subito entriamo in una trama da “Law & Order” con due poliziotti che aiutano Sonia a combattere la polizia corrotta (ma che c’entra?), poi c’è da affrontare la mafia (pure!), poi si va tutti nei boschi ad allenarsi con le spade (ma perché?) e fine del primo film. Nel secondo Sonia è mora, il che è un problema. Parliamo di un’attrice di straordinaria inconsistenza, totalmente anonima, quindi cambiare acconciatura non è stata una buona idea: non è subito chiaro che la scienziata biondina del primo film è la Lara Croft in canotta del secondo.

Tra pirati informatici, scene del crimine (capito? “CSI”!), scene d’azione che farebbero vergognare il ragazzo dal kimono d’oro e mille altre robe infilate a forza in un’unica storia, siamo davanti ad un prodotto chiaramente amatoriale, e l’avere quattro o cinque registi non aiuta. L’apoteosi è che c’è Uwe Boll… ma solo come attore! Come a dire che persino uno dei peggiori registi del mondo non si è abbassato a dirigere ’sta roba!

Inguardabile in ogni scena, è altamente sconsigliato.


Overdose
(Francia 2022)

vedi su Prime Video

Una quindicina di anni fa il compianto Stefano Di Marino mi ha fatto conoscere il regista e sceneggiatore francese Olivier Marchal, ed essendo io digiuno di poliziesco francese è stata una gran bella scoperta. A parte film come 36 (2004) o L’ultima missione (2008), che ricordo a malapena, ciò che mi ha colpito sono state le due miniserie uscite in quel periodo anche in Italia: “Braquo” (2009) e “Flics” (2008), soprattutto quest’ultima l’ho davvero adorata.

Con gli anni ho perso di vista l’autore francese, ma appena ho visto il suo nome su questa novità di Prime Video mi ci sono fiondato: avere Olivier Marchal alla guida ed essendo per lo più tratto da un romanzo (Mortels trafics, 2016, di Pierre Pouchairet, inedito in Italia) sono tutti segni di un film con cui si va sul sicuro. E invece l’unica cosa sicura è stata la noia mortale.

La prima sensazione è che questo sia il seguito di un altro film, oppure una storia che usa personaggi già apparsi altrove, perché niente è spiegato, nessun protagonista viene introdotto in alcun modo, entrano tutti in scena già in azione, con montaggio serrato, e più passa il tempo, più la vicenda si ingarbuglia, più viene da chiedersi… ma chi è ’sta gente? Forse i poliziotti sono i buoni della vicenda, ma non è molto chiaro.

Superata la metà, arrivati a quota venti personaggi totalmente sconosciuti, con la trama assente ingiustificata e una sceneggiatura in libera uscita, ho interrotto la visione. Preferisco ricordare Marchal quando era un bravo autore.

L.

– Ultimi film su Prime Video:

Informazioni su Lucius Etruscus

Saggista, blogger, scrittore e lettore: cos'altro volete sapere di più? Mi trovate nei principali social forum (tranne facebook) e, se non vi basta, scrivetemi a lucius.etruscus@gmail.com
Questa voce è stata pubblicata in Senza categoria e contrassegnata con , . Contrassegna il permalink.

11 risposte a [Multi-Recensioni] Film europei su Prime Video

  1. Zio Portillo ha detto:

    Purtroppo non ho visto manco mezzo dei titoli di oggi. Passavo di qua e mi sono fermato al volo per un saluto ai lettori del blog! Tanto al buon e paziente Lucius rompo le palle abbastanza già in privato… 😉

    Piace a 1 persona

  2. Cassidy ha detto:

    Il gioco di parole con “Top Secret” pone il film già dalla parte della ragione, assolutamente venduto, ora sono curioso di vederlo 😉 Cheers

    Piace a 1 persona

  3. Pincopallino ha detto:

    Buon natale Lucius!

    Piace a 1 persona

  4. Willy l'Orbo ha detto:

    Un portiere di calcio islandese che si cimenta come regista, l’Arca turca, Uwe Boll attore…se è un sogno non svegliatemi! 🙂

    Piace a 1 persona

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.