Vasquez e il fuoco nel cielo (6) guest post

La nostra amica Vasquez, la Colonial Marine del Zinefilo, parte per una nuova missione: inseguire quelle luci nel cielo per capire se siano nati prima gli UFO… o la narrativa che li racconta.
L.


Il fuoco nel cielo
È venuto prima l’uovo o la gallina?
(sesta ed ultima parte)

di Vasquez

Oltre a quelli già accennati, altri dettagli erano stati alterati nel film Bagliori nel buio (1993), rispetto alla realtà. Non solo Travis Walton non fu ritrovato nudo, ma quella notte non c’era un temporale come invece visto su schermo. Non fu ritrovato nessun cane seppellito mentre cercavano Walton nei boschi. Due gruppi di ufologi si presentarono da quest’ultimo: nel film si è scelto di far vedere solo quello meno serio. Travis aveva due fratelli e non uno solo, e il suo primogenito non era stato chiamato “Mike” come lo zio.

Soprattutto, la scena sull’astronave è completamente diversa da quella su pagina, dove leggiamo che al suo risveglio a bordo Travis è dolorante e impossibilitato a muoversi. Intorno a lui si muovono orribili esseri alti un metro e venti che indossano maschere e cuffie chirurgiche e strani guanti arancioni. È come se si fosse svegliato nel bel mezzo di un’anestesia, in un posto molto caldo e molto umido con uno strano dispositivo sul petto. Ma non appena riesce a recuperare un po’ di forze e prova ad aggredire le creature, queste si fanno da parte senza colpo ferire.

Fa caldo… ma non è un caldo secco, come in ben altri alveari alieni

Dopodiché gli si presentano tre uomini e una donna, di circa 25 anni, alti biondi e perfetti, che senza una parola, dopo averlo fatto scendere dal velivolo (che a quanto pare si trova in quello che ha tutte le apparenze di un magazzino) lo portano in una stanza, lo fanno sedere e gli fanno indossare una specie di maschera per l’ossigeno non collegata a nulla. Dopodiché Travis si risveglia in Arizona, ed erano passati cinque giorni.

«Potrebbe esser peggio… potrebbe piovere…»

A lui non sono state date grandi spiegazioni sul perché di tali cambiamenti, ragion per cui fa un sacco di congetture secondo me giustissime, ossia: l’essenza della storia non è stata alterata, solo che alcune cose nella finzione cinematografica funzionano meglio di altre. Ridurre il numero dei personaggi aiuta il pubblico a focalizzarsi su particolari davvero importanti. Chiamare il figlio di Travis come il suo amico e cognato Mike serve a enfatizzare il rapporto di amicizia tra i due. Gli alieni che si vedono nel film sono comunque rimasti degli umanoidi pelati alti un metro e venti, non è che si vedono delle piovre tentacolute, o delle bestie pelose o a forma di insetto.

Però secondo me per quanto riguarda il trattamento ricevuto sull’astronave, il problema fondamentale è che Travis ha scritto un intero capitolo con la descrizione di ogni singolo istante vissuto durante la sua abduction, ogni singolo metro quadro di quello che ha visto lo ha illustrato con dovizia di particolari: lo spessore della lastra su cui si è svegliato, l’altezza e la larghezza del tavolo, il numero di pulsanti, l’altezza delle porte… abbastanza noioso. E oltretutto non è che succeda gran che.

Come la finzione cinematografica risulti decisamente più d’impatto di quella “vera”

Su schermo si vede ben altro: un risveglio ben più traumatico non sull’asettico tavolo operatorio descritto nel libro, a seguire una scena in sospensione davvero notevole con continui cambi di gravità, e gli omini grigi più spaventosi mai visti, con sequenze ai limiti di un film horror. Oltre ad essere una scena di grande impatto, rende molto bene il senso di impotenza provato da Travis, il suo disgusto verso quelle creature, e il motivo dell’angoscia che si è portato dietro nelle settimane successive al suo ritrovamento.

Anche questo come Intruders è un film che non dà nessuna risposta, mi è piaciuto più del libro da cui è tratto, e più di Communion. Potrei anche affermare che Bagliori sia la degna conclusione del mio viaggio, se non fosse che è partito tutto da qui.

Ho pochi dubbi sul fatto che i creatori di “The X-Files” abbiano visto e forse anche studiato sia Intruders che Bagliori nel buio. Di certo i tempi erano maturi affinché una simile serie entrasse a gamba tesa nei palinsesti delle TV di tutto il mondo, trovando terreno più che fertile. L’alchimia tra i protagonisti, il taglio cinematografico degli episodi e una attenta cura ai dettagli, tecnici e di messa in scena, ha fatto il resto.

Ogni riferimento a Bagliori nel buio è puramente… voluto!
da “The X-Files” 2×05 Ostaggi (Duane Barry, ottobre 1994)

Bene.

E adesso?

Dio è morto, gli dèi degli antichi sono andati, i diavoli sono stati esorcizzati, le fate hanno smesso di incantarci, gli alieni non sono arrivati a teletrasportarci su un mondo migliore, e soprattutto non occupano più un posto di rilievo nell’immaginario collettivo e nella cultura di massa. Sono anni che non si sente più parlare di un solo cerchio nel grano.

Per coloro che non lo sapessero, si tratta di un fenomeno che ha raggiunto il suo apice negli anni ’90, ed era la prova provata e definitiva che gli extraterrestri erano atterrati sulla Terra con i loro dischi volanti, lasciando in mezzo ai campi di grano tracce circolari via via più complesse. E le avventure di Mulder e Scully, benché abbiano tentato di riportarle in auge, ormai sono terminate. Cosa rimane di tutto questo sorprendente immaginario? È stato capace di generare opere che hanno incrociato ogni medium, ma credo che ormai abbia perso mordente.

Una splendida foto pubblicitaria come home page della The X-Files Wiki

Travis Walton fa una riflessione interessante. In America a quel tempo si era diffusa una mentalità post-Watergate per cui qualsiasi affermazione di un personaggio pubblico, che fosse un’accusa o una smentita, veniva presa come prova di un illecito. Era talmente usuale ascoltare funzionari pubblici negare cose che successivamente si rivelavano vere, che si era iniziato a trattare le smentite come confessioni.

«Che fai in mezzo a un campo?», «Cerco prove dell’esistenza aliena»,
«Cerchi nel grano?», «Cerco dove cazzo mi pare» (dalla Rete)

Alla luce di questa considerazione, tutte le negazioni riguardo l’esistenza degli extraterrestri. acquistano un nuovo significato. A onor del vero bisogna dire che non è che le autorità si sforzino più di tanto, a cercare di convincerci che gli alieni non esistono. Anche perché c’è chi pensa che sia tutta una cortina di fumo: avendo ben altro da nascondere, i governi lasciano che le masse rimangano incantate davanti al filmato di una presunta autopsia, così “loro” possono continuare a fare le loro cose.

La madre dei complottisti è sempre incinta.

E se i cerchi nel grano… fossero insulti rivolti da alieni ad altri alieni?
da “Resident Alien” 2×13 (7 settembre 2022)

Rimane comunque la domanda: e adesso? A chi rivolgerà le sue domande l’umanità? Dove cercare le risposte? In cosa vogliamo credere?

E se… ?

Visto che invece della temuta intelligenza artificiale ci siamo trovati per le mani la stupidità digitale, e visto che dal cielo non arrivano risposte, è possibile che l’umanità abbia abbassato lo sguardo, iniziando a porre le sue domande ad uno schermo nero non ammantato di stelle?

Sono molto affascinata dalla trasmissione “Catfish – False identità”, dove si prova a mettere in contatto fra loro persone che si sono conosciute in Rete. Quasi mai dall’altra parte trovano quello che si aspettavano, ma per qualche tempo quelle persone sono state la risposta alla domanda di qualcun altro. L’uomo è diventato dio di sé stesso. Corrado Guzzanti ce lo diceva già anni fa.

Se davvero la risposta si trova dietro il black mirror, quali segni possiamo prefigurarci? Quali simboli inconsci ne verranno fuori? Si potrebbe anche provare a mettere un annuncio su uno di quei giornalacci scandalistici: “Cercasi nuovi simboli per inconscio sull’orlo di una crisi di nervi causa smarrimento collettivo dovuto a 1) crisi ambientale, 2) pandemia, 3) guerre insensate (barrare una casella a piacere). Presentare curriculum. No perditempo”. Se non fosse che riviste di quel tipo non ne esistono più: al loro posto adesso abbiamo gli annunci acchiappa-clic, molto meno divertenti e molto più fastidiosi.

Prevedo penuria di simboli.

Nel frattempo al Pentagono…

V.


Ringrazio di cuore Vasquez per questa sua nuova “missione” e, in attesa della prossima puntata, alzo gli occhi al cielo per controllare le luci.
L.

– Ultimi guest post di Vasquez:

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Informazioni su Lucius Etruscus

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19 risposte a Vasquez e il fuoco nel cielo (6) guest post

  1. Cassidy ha detto:

    Per fortuna hanno modificato il libro, perché nella versione cinematografica la scena è di sicuro impatto. In ogni caso ho finito “Resident Alien” anche sull’onda di questi splendidi post, Mulder e Scully sarebbero stati orgogliosi, soprattutto Mulder 😉 Cheers

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    • Lucius Etruscus ha detto:

      Il pensiero di dover aspettare un anno per la terza stagione mi fa desiderare di correre fra i campi di grano a lasciare insulti per i Draconiani 😀
      “Bagliori nel buio” mi azzardo a dire si regga quasi unicamente su quella scena che ti prende a badilate forte forte, temo che senza quella staremmo parlando di un film noto giusto agli ufologi più attenti.

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      • Vasquez ha detto:

        Quando Harry chiede la fermata supplementare per espletare faccende umane credevo sinceramente che avesse visto delle mucche…
        Quando ha iniziato a scansare spighe di grano non potevo credere ai miei occhi, ma “volevo” fortemente credere 😀
        …ma vogliamo parlare del messaggio? no, vero? 🤣
        Bisogna trovare un modo per far passare in fretta questo anno.

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      • Lucius Etruscus ha detto:

        Il brutto (o il bello) è che non possiamo neanche consolarci con i fumetti di “Resident Alien”, di una noia totale oltre che privi di qualsivoglia elemento di interesse. Da una parte è un bene, altrimenti scattava l’infognamento totale, ma dall’altra mi manca Harry. Se fossimo negli anni Novanta o primi Duemila ci sarebbero già i romanzi della serie 😛

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    • Vasquez ha detto:

      Oserei perfino dire che tutto il film è costruito intorno a quella scena, che viene suggerita attraverso i flashback e lo stato post-traumatico di Travis Walton, quindi si crea l’aspettativa, che poi viene ampiamente ripagata.
      Grazie di essere arrivato fin qui Cassidy, e spero tu abbia gradito Resident Alien almeno quanto io mi sono divertita a scrivere questi post 😊

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  2. Giuseppe ha detto:

    Dal cielo non arrivano risposte? Ma per la miseria, dopo un ciclo del genere se fossi io un alieno sarei già sceso di persona a farmi fare qualsiasi domanda tu avessi ritenuto necessaria 🤓
    Si dà il caso che però, essendo io un comune essere umano, debba limitarmi ai complimenti per come, anche parlando di UFO, sei riuscita a mantenere il livello “Philip K. Dick”: alto, molto alto 😉
    P.S. Come da prassi, porto un mio piccolissimo contributo: i cerchi nel grano fecero parte di un episodio (“Circles of Doom”) della serie “New Captain Scarlet”, remake in CGI annata 2005 dell’originale serie a marionette animate del 1968 “Captain Scarlet and the Mysterons”, entrambe ad opera del compianto Gerry Anderson e, tanto per cambiare, entrambe del tutto inedite in Italia: i principali antagonisti (i Mysterons, appunto), tra l’altro, si potevano definire come un avanzatissimo connubio fra vita aliena e imtelligenza artificiale (capace di creare copie perfette degli avversari uccisi)…

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    • Lucius Etruscus ha detto:

      Io invece dovrei recuperare una vecchia striscia del fumetto “Ernie”, in cui uno studioso di cerchi nel grano guidava una squadra nell’analisi sul campo, camminavano in cerchio cercando indizi o eventuali prove lasciate dagli alieni, e poi una volta smesso di girare in cerchio… esclamava “Guardate! Si è formato un altro cerchio!” 😀

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    • Vasquez ha detto:

      Ma grazie Giuseppe 😊 Se dici che ho mantenuto il livello alto io ti credo, anche perché pensavo che la parentesi bovina avesse contribuito se non proprio ad abbassare, quantomeno a dare la misura della mia credulità aliena 😛
      La narrativa aliena ha spaziato in lungo e in largo, e ti vedo molto ferrato… Ma un bel post da affidare all’Etrusco? Come lo vedi? 😉

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    • Giuseppe ha detto:

      Ecco, ho ritrovato l’episodio in questione sul Tubo 😉

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      • Vasquez ha detto:

        UAU! Molto carina davvero! Ha proprio l’aria di una serie che avrei potuto seguire con piacere. Per umorismo, citazioni, interazioni…e sembra avere dietro una gran bella mitologia. E le sequenze aeree sono davvero spettacolari! Grazie Giuseppe 😊

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  3. Willy l'Orbo ha detto:

    Grande Vasquez! E ti faccio i complimenti per l’ennesimo, bel post in un’ora abbastanza da abduction, però non vedo lucine strane nel cielo, nei campi dietro casa non scorgo cerchi nel grano sospetti, i gufi sono quello che sembrano (mi garbava come citazione) e non si palesano mucche. Insomma, spero di sfangarla! 🙂

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  4. loscalzo1979 ha detto:

    Serie di post interessanti e molto divertenti, come sempre nulla si crea, tutto si ricicla e rinnova.
    Complimenti a Vasquez

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  5. Pingback: UFO della mente 6 – Chi chiamerai? Hypnobusters! | Il Zinefilo

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