Perfect Addiction (2023) Ammmòre e MMA


Venerdì 24 marzo 2023 mi sono visto apparire su Prime Video un film che prometteva d’essere irresistibile: bastava la prima riga di trametta per capire che ci troviamo di fronte a una dozzinale storiellina d’ammmòre – come le tante piene di pseudobiblia che presento sull’altro mio blog, “Non quel Marlowe” – impreziosita dalle MMA (mixed martial arts). Aggiungiamoci un pizzico di pit fight e il piatto è ricco. Quindi già partivo con l’idea di vedere una roba di bassissimo profilo… ma non immaginavo così basso.

Sto parlando di Perfect Addiction, uscito fresco fresco (addirittura negli Stati Uniti è uscito il 27, tre giorni dopo l’Italia!) con la firma della Constantin Film, specializzata nel peggio del peggio che esseri umani possano concepire. Non a caso ha recentemente prodotto la serie TV di “Resident Evil”, che bisogna essere un morto vivente per sopportare per più di cinque minuti.

Gli autori di cinema sono sempre alla ricerca di vuote storie che ripetano stereotipi asfittici ma con uno stile che finga di essere “nuovo”, assicurando le giuste dosi di politicamente corretto, dozzinalità e qualunquismo, così da evitare polemiche social. Cade a fagiuolo la trilogia “Addiction” di Claudia Tan, giovane autrice che come milioni di suoi colleghi autopubblica in volume le proprie storie scritte on line. (Lungi da me l’idea di criticare questa pratica, visto che l’ho fatto anch’io, sebbene nessuno mi abbia mai proposto una riduzione cinematografica!)

Come sempre nell’èra contemporanea, il cinema non è più in grado di avere una propria narrativa così è costretto a raccattarla in giro, soprattutto se economica, quindi alla sceneggiatrice esordiente Stephanie Sanditz viene affidato il compito di omogeneizzare al medium filmico il secondo titolo della trilogia di Tan, Perfect Addiction (2022), portato nelle librerie italiane questo marzo 2023 da Sperling & Kupfer, romanzo che già di suo non sembra eccellere per innovatività.

«Quando Sienna scopre il tradimento del fidanzato, Jax, con la sorella, il suo mondo va in pezzi. Nel giro di un istante, si ritrova senza casa, senza amici e senza famiglia. Per questo decide di vendicarsi di Jax sul ring, ben sapendo che così lo umilierà e lo farà soffrire di più. Pertanto, sceglie di allenare il nemico giurato dell’ex, ovvero Kayden, che inizialmente non acconsente, ma poi cede, affidandosi a lei e finendo per aprirle le porte del suo cuore. Tuttavia, per quanto tenga a Kayden, Sienna non riesce a mettere da parte la rabbia nei confronti di Jax. Sacrificherà un nuovo amore per il desiderio di rivalsa?»

Ahhh, non sentite vampate d’ammmòre sconvolgere il vostro cuoricino?

Questo è oro puro per la giovane regista Castille Landon, che dopo After 3 (2021) e After 4 (2022) è ormai specializzata nel romantichello giovanile di lusso.

Un grande impegno marziale nel farsi le treccine

Proprio dal citato dittico After arriva la protagonista Kiana Madeira, che ha il compito di fare body shaming: trovo infatti vergognoso che serie professioniste, impegnate a sputare sangue per costruire e allenare i propri corpi, vengano ritratte al cinema in maniera così fuorviante e offensiva, interpretate da scriccioli di dieci chili dal vitino di vespa. Tutti questi non erano retaggi del cinema patriarcale e maschilista? Questo è un prodotto al 100% femminile, fatto da donne per donne, perché seguire i biasimevoli difetti del vecchio cinema maschile?

Prendendo giusto tre nomi famosi fra le tante serie professioniste dell’ottagono – da sinistra (qui sotto), Gina Carano, Ronda Rousey e Cris Cyborg (Cristiane Justino) – mi pare chiaro che non corrispondano all’idea di “lottatrice” che ha il cinema, sia quello maschile che quello femminile. Perché per un film sulla boxe maschile prendono un armadio umano di muscoli, mentre per la lotta femminile prendono ragazzette anemiche?

E ho scelto quelle meno muscolose!

Di fatto le mode passano, ma il genere romance rimane identico da duecento anni, impermeabile ai continui cambiamenti dei gusti e delle polemiche social: la narrativa al femminile conosce in pratica un solo soggetto d’elezione, una donna che deve scegliere fra due manzi da competizione, entrambi perdutamente innamorati di lei. Non esistono altre storie, quindi che si parli di lotta, di mma o di qualsiasi altro sfondo narrativo non ha alcuna importanza.

Prendiamoci in giro, quindi, e fingiamo di credere che quello scricciolo di Sienna (Kiana Madeira) sia una campionessa dell’UFC (Ultimate Fighting Championship), capace di battere chiunque pure con il mignolo ma lei non ci bada: si sa, il problema delle donne è che si donano completamente al loro uomo e non pensano più a sé stesse. (Mi limito a ripetere quanto detto nel film!)

Così Sienna appena conosciuto quella antologia di muscoli oliati e tatuaggi di Jax (Matthew Noszka), perde la brocca e si limita ad allenare il suo ammmòre, che diventa sempre più campione, poi lui ha un incidente di moto ma niente paura, Sienna tua sta qui per te a farti da infermiera, e dopo una riabilitazione di un anno Jax è di nuovo un campione grazie a Sienna, e per ringraziarla… si ingroppa la sorella. Ah, che storia sottile e sfaccettata…

Solo ora che ha visto il suo ammmòre a cavallo della sorellina la nostra Sienna intuisce l’ovvio, che cioè Jax non è quel raffinato gentiluomo che lei credeva. E solo ora scopriamo che lui non voleva che lei salisse sul ring, perché si sa: tutti i maschi sono convinti che le donne non debbano combattere, bensì fare le belle bamboline e preparare da mangiare. Ammazza, questa storia si fa sempre più sottile!

Si vede che è un amore con solide basi… nei muscoli di lui

Invece di prendersi a schiaffi per non aver capito quanto fosse troglodita il suo tesorino e di allontanarsi da lui, che è «tossico» (come viene specificato), Sienna ne è ossessionata e pensa solo a lui, perché non ci si può scordare di quando la legava stretta e la possedeva sul ring. (Di nuovo, mi limito a citare gli eventi del film.)

Sienna, lo dice il titolo, ha una “dipendenza” (addiction) da Jax e dai suoi muscoli e per vendicarsi comincia ad allenare il suo improbabile sfidante, uno stoccafisso andato a male di nome Kayden (Ross Butler), cioè la quota asiatica del film. (Tranquilli, c’è la quota gay, varie tonalità di nero, tutto è al suo posto.)

Credere che quel tonno sott’olio di Kayden possa fare qualsiasi cosa che non sia starsene in una scatoletta è pura follia, ma facciamo finta di crederci.

Kayden, un lottatore insuperabile… che si rompe con un grissino!

Kayden c’ha un dolore dentro, e te pareva, quando mai l’interesse amoroso della protagonista non c’ha un dolore dentro? Comunque si allena tutti i giorni con risultati imbarazzanti, così ci pensa la nostra Sienna ad allenarlo, rivelandogli i segreti più efficaci delle mma: appena l’avversario abbassa la guardia, tu colpisci. Ammazza che segreto! Avrà studiato nel tempio di Shaolin?

Dopo un lunghissimo allenamento di cinque minuti, quattro dei quali passati a rotolarsi tra le lenzuola, Kayden è pronto a farsi massacrare da Jax nella fossa. Ah già, perché per rendere più “tosta” questa vicenda – che è un semplice romanzetto “Harmony” della peggior risma – facciamo che Jax sia il campione del pit fight, quei combattimenti illegali resi celebri in narrativa a partire da Van Damme in Lionheart (1990). C’erano pure prima, per carità, ma da quel film il pit fight ha acquisito un nome, una connotazione e un fascino irresistibile.

L’autrice si dev’essere informata a fondo sul mondo del pit fight… così Keyden si ritrova a lottare con una costola incrinata contro un nemico soverchiante: toh, proprio quello che succede a Van Damme in Lionheart, ma guarda a volte la coincidenza! Comunque tranquilli, basta un calcetto che pure Karate Kid si sarebbe vergognato e i buoni vincono. Anche perché da Kayden non si può chiedere molto, visto che non sembra capace neanche di stare in piedi da solo.

Un incontro così brutto che persino Ralph Macchio sembra un vero lottatore!

Un film imbarazzante, una dozzinale storiellina d’ammmòre con così tanta puzza sotto il naso da mettersi a dettare leggi in amore, quando noi seguaci di Marco Ferradini sappiamo che non ce ne sono.

L’unica scelta azzeccata di questo pseudo-film è l’aver ingaggiato il mitico Manu Bennett, l’unico che avrebbe potuto interpretare con convinzione un lottatore, invece fa l’allenatore e figura paterna di Sienna, che le ricorda che lei è speciale, che può vincere tutto e tutti, che è unica al mondo, che deve credere in se stessa e… e mobbasta! Manu lo preferivo in “Spartacus” quando maciullava la gente.

Ve lo ricordate quando maciullava la gente? Bei tempi…

Da questo film ho appreso una morale molto importante: se un uomo assoggetta a sé una donna comandandola a bacchetta, è sbagliato e tossico; se una donna fa la stessa cosa con un uomo è invece giusto. Kayden è solo uno straccio bagnato con cui Sienna si pulisce i piedi, e mi viene spiegato che quello è vero amore, non come quando era Jax a lavarsi i piedi con Sienna, che quello era tossico. Va be’, prendo nota.

L.

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Informazioni su Lucius Etruscus

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23 risposte a Perfect Addiction (2023) Ammmòre e MMA

  1. Cassidy ha detto:

    Una donna può essere come vuole e fa bene ad accettare il suo corpo, ma se ha i muscoli ad Hollywood non lavora. Inoltre davanti al fascino primitivo delle storielle in stile Harmony decade tutto, tossicità varie, indipendenza femminili, arriva il primo stronzo di maschio con il suo carico di amore travolgente PG-13 e le storie così ancora fanno soldi, magari non proprio questo film, ma è un filone che tira 😉 Cheers

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    • Lucius Etruscus ha detto:

      Infatti è incredibile come il mondo dello spettacolo non faccia neanche finta di seguire i precetti che urla nei social: siamo ancora alla principessa magra che deve scegliere fra due principi, anche se è tutto fintamente ammantato di “bassifondi” e mma.
      Se questo non fosse palesemente un romantichello dozzinale, avrebbero potuto chiamare una vera mma-fighter ad interpretare la protagonista – tanto non è che servivano chissà che doti attoriali – e allora magari le scene in cui lei allena il suo nuovo amante avrebbero avuto un minimo di spessore. Ma niente.

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  2. Lory ha detto:

    Sei riuscito a inserire pure Ferradini…..
    Comunque per te il tempo è un loop continuo, con le date, no, non ci siamo, tieni fretta tu 🙂

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  3. Willy l'Orbo ha detto:

    Oh mammini…e pensare che titolo e copertina mi avevano un pochetto “ringalluzzito”, poi, procedendo nella lettura, mi sono sgonfiato via via, provando antipatia per il film anche senza vederlo! Se ieri, scoraggiarmi nella visione, era una “partita persa”, oggi…missione compiuta! 🙂

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    • Lucius Etruscus ha detto:

      Vuoi dire che ti perderai una smielata e banalissima storiellina d’amore a bordo ring? 😀
      Scherzi a parte, sarebbe bastato un niente per creare un filmetto delizioso e interessante, ma è chiaro che lo fanno apposta: vogliono con tutto il cuore tirar fuori stupidate omogeneizzate prive di qualsiasi interesse.

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      • Willy l'Orbo ha detto:

        …e noi le stupidate omogeneizzate prive di qualsiasi interesse le tolleriamo solo sotto forma di thrillerino! 🙂

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      • Giuseppe ha detto:

        Man mano che procedevo nella lettura della trama -da te così brillanemente demolita- il mio interesse a riguardo di questa robetta scendeva sempre più… Per essere coerenti con il tutto, poi, molto meglio organizzare uno SPIT fight, che battendosi a sputi alla fine sarebbe stato certo più credibile di così 😜😄😄

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      • Lucius Etruscus ha detto:

        ahahah di sicuro io ho sputato parecchio contro il video, mentre si svolgeva il sedicente combattimento 😀

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  4. Lory ha detto:

    Si, avevo notato 👍
    Ma tu hai Film TV di qs.settimana?

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  5. Lory ha detto:

    Adoro parlare, leggere di cinema, soprattutto quando senti la vera passione, indipendentemente dai gusti in comune o meno.

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  6. Conte Gracula ha detto:

    “Quando Sienna scopre il tradimento del fidanzato, Jax, con la sorella, il suo mondo va in pezzi. Nel giro di un istante, si ritrova senza casa, senza amici e senza famiglia.”

    Il mondo dell’aMMAore è davvero duro: se la persona con cui stai ti tradisce con qualche parente, un’agenzia di pignoramenti ti porta via la casa, mentre una setta di assassini e rapidori rapisce/uccide amici, genitori e così via!

    Riguardo alla questione fisica, direi che sono poco credibili pure gli interpreti maschili, stando alle foto: hanno provato a camuffarli coi tatuaggi (retaggio di After?) ma sono palesemente bellocci o ex-tali più adatti a posare sui cataloghi della moda mare, e a fare la magnum di Zoolander.
    Non è che non sembrino atletici, ma lo sembrano in modo sbagliato.
    Si danno solo colpi al corpo? Non un naso un po’ storto, un taglio sul labbro… Ci manca solo un piercing al sopracciglio, chi lotta nella MMA non ne fa a meno. 😂
    Come cast è un po’ troppo “telefilm gggiovane USA in fascia alta borghesia repubblicana”, in una storia di mazzate serve un minimo di vita e cicatrici 🤔

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  7. Pingback: Beautiful Disaster (2023) Ancora ammòre e MMA | Il Zinefilo

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