La rivolta delle gladiatrici (1974)

GladiatriciOggi sul mio blog “Myniature” presento lo splendido figurino di una gladiatrice: in suo omaggio, ho ripescato uno storico film di gladiatrici finalmente giunto in DVD.

La prorompente Pam Grier e l'algida Lucretia Love

La prorompente Pam Grier e l’algida Lucretia Love

Due mesi dopo il discutibile Pugni, pirati e karatè, il cineasta romano Aristide Massaccesi (meglio noto con uno dei suoi pseudonimi, Joe D’Amato) si presenta al cinema con un film girato in collaborazione con la New World Pictures di Roger Corman: La rivolta delle gladiatrici.
Nella versione in lingua inglese il regista risulta essere l’esordiente Steve Carver, mentre in quella italiana troviamo Michael Wotruba: altro pseudonimo che Massaccesi usa in questo periodo.
Facciamo un atto di fede nei confronti di IMDb e crediamo che il film arrivi nelle sale italiane il 27 dicembre 1974, sebbene io non abbia trovato prove della reale proiezione antecedenti al marzo 1978… Se qualcuno ha ulteriori info sicure (non “sentito dire”) mi faccia sapere.
Bisogna poi aspettare il 22 settembre 2015 per averne una versione in DVD, grazie a Cinekult.

Gladiatrici all'attacco!

Gladiatrici all’attacco!

I romani avevano schiavi provenienti da ogni parte del mondo, e all’inizio del film assistiamo al rapimento delle quattro donne protagoniste.
Bodicia (Margaret Markov) dalla Britannia, Mamawi (Pam Grier) dall’Africa, Deirdre (Lucretia Love) dall’Irlanda e Livia (Marie Louise Sinclair), figlia del nobile romano traditore Scipio.
Vendute come schiave, vengono acquistate da Priscium (Silvio Laurenzi) per conto del nobile romano Timarchus (Daniele Vargas) perché servano cibo e bevande. Educate duramente da Cornelia (Rosalba Neri) ai modi romani, vengono usate anche per servire il pubblico dell’arena durante i giochi gladiatorii. Non passa molto prima che la loro propensione per il combattimento venga notata: c’è giusto bisogno di nuovi giochi che tengano desta l’attenzione del pubblico.
Addestrate appositamente da Septimus (Pietro Ceccarelli), le donne si ritroveranno nell’arena ad affrontare non solo i gladiatori romani… ma anche se stesse.

Scontro finale nell'arena

Scontro finale nell’arena

Girato a Cinecittà, la pellicola è stracolma dei caratteristi italiani dell’epoca, che giravano di film in film senza quasi cambiare vestiti.
Le quattro attrici sono totalmente prive di una qualsiasi dote fisica, quindi le scene di combattimento sono ridicole: per fortuna sono brevi e tutto è incentrato nei rapporti delle schiave con i vari padroni e con loro stesse. È un peplum classico che strizza l’occhio a certe situazioni pruriginose senza mai conceder loro spazio: chi cercasse un po’ di catfight – donne che lottano strappandosi i vestiti – non ne troverà.

Cosa rimane dunque? Qualche buona sequenza nel finale e la procace e incontenibile Pam Grier, già regina del blackspoitation, che illumina la scena ogni volta che è inquadrata: bastano le sue forme generose e i suoi gonnellini corti a giustificare una visione del film.

L.

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10 risposte a La rivolta delle gladiatrici (1974)

  1. Cassidy ha detto:

    Oggi sei andato a tirare fuori un titolone! 😉 Joe D’Amato qui coadiuvato da Corman ha sempre regalato dei titoli di culto capaci di mescolare tanti generi insieme, questo è uno di quei casi, il resto lo fa quell’icona di Pam Grier, capace di svettare anche nella produzione più low cost… Un mito, mito vero 😉 Grazie per la scelta di questo film… Gran titolo! 😉

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  2. loscalzo1979 ha detto:

    Pam Grier e Lucretia Love.
    Nello stesso FILM.
    Gladiatrici.

    LODE E LODE A JOE D’AMATO

    Piace a 1 persona

  3. Giuseppe ha detto:

    Beh, a pensarci bene, le quattro attrici SONO fisicamente dotate, anche se non da un punto di vista strettamente gladiatorio 😉

    Piace a 1 persona

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