Doppiatori della settimana 2021-10-16

Ogni giorno vado a “caccia di doppiatori”, bazzicando piattaforme streaming e piccoli canali locali, alla ricerca di informazioni altrimenti irrecuperabili altrove: è il momento di condividere con la Rete alcuni frutti della mia caccia.

Ecco il meglio che ho trovato questa settimana: lo presento in forma testuale così può essere trovato dalle ricerche su Google, ma ho conservate tutte le schermate originali come “pezza d’appoggio”.


Rambo: Last Blood
(id., 2019)
distribuito da Eagle Pictures

Su Italia1 in prima visione il 15 ottobre 2021: scheda del doppiaggio recuperata da MediasetPlay.

Personaggio Attore Doppiatore
John Rambo Sylvester Stallone Massimo Corvo
Carmen Delgado Paz Vega Barbara De Bortoli
Gabriela Yvette Monreal Veronica Puccio
Victor Martinez Óscar Jaenada Christian Iansante
Hugo Martinez Sergio Peris-Mencheta Alberto Bognanni
Maria Beltran Adriana Barraza Mirta Pepe

Doppiaggio italiano: Tiger Film.
Dialoghi italiani e direzione del doppiaggio: Silvia Pepitoni.
Assistente al doppiaggio: Luca Pelliccia.
Mix: Claudio Toselli.
Fonico di doppiaggio: Marco Ippoliti.


Dredd – Il giudice dell’apocalisse
(Dredd, 2012)
distribuito da Eagle Pictures

Su Italia1 in prima visione il 15 ottobre 2012: scheda del doppiaggio recuperata da MediasetPlay.

Personaggio Attore Doppiatore
Judge Dredd Karl Urban Francesco Bulckaen
Ma-Ma Lena Headey Claudia Catani
Judge Anderson Olivia Thirlby Chiara Oliviero
Caleb Warrick Grier Christian Iansante
Kay Wood Harris Riccardo Scarafoni
Paramedic Tj Deobia Oparei Roberto Draghetti

Doppiaggio italiano: Tiger Film.
Dialoghi italiani: Micaela Pignatelli.
Direzione del doppiaggio: Roberta De Roberto.
Assistente al doppiaggio: Dario Santellocco.
Fonico di mix: Claudio Toselli.
Fonico di doppiaggio: Marco Ippoliti.


Paddington 2
(id., 2017)
distribuito da Eagle Pictures

Su Italia1 in prima visione il 9 ottobre 2021: scheda del doppiaggio recuperata da MediasetPlay.

Personaggio Attore Doppiatore
Paddington Ben Whishaw Francesco Mandelli
Phoenix Buchanan Hugh Grant Luca Ward
Nocche McGinty Brendan Gleeson Edoardo Siravo
Henry Brown Hugh Bonneville Luca Biagini
Mary Brown Sally Hawkins Tiziana Avarista
signor Gruber Jim Broadbent Carlo Valli
signora Bird Julie Walters Cristiana Noci
Judy Brown Madeleine Harris Emanuela Ionica
Jonathan Brown Samuel Joslin Gabriele Caprio

Dialoghi italiani e direzione del doppiaggio: Francesco Vairano.
Doppiaggio e sonorizzazione: LaserFilm.
Assistente al doppiaggio: Monica Simonetti.
Fonico di doppiaggio: Vincenzo Mandara.
Mix: Michele Gualdrini.


Stanlio & Ollio
(Stan & Ollie, 2018)
distribuito da Lucky Red

Su Rai1 il 9 ottobre 2021: scheda del doppiaggio recuperata da RaiPlay.

Personaggio Attore Doppiatore
Stan Laurel Steve Coogan Angelo Maggi
Oliver Hardy John C. Reilly Simone Mori
Lucille Hardy Shirley Henderson Tiziana Avarista
Bernard Delfont Rufus Jones Francesco Prando
Ida Kitaeva Laurel Nina Arianda Claudia Razzi
Hal Roach Danny Huston Stefano De Sando
addestratore ? Roberto Draghetti
James Horne Joseph Balderrama Raffaele Palmieri

Edizione italiana e sonorizzazione a cura della Marguttastudios S.r.l.
Adattamento dialoghi: Marco Bardella.
Supervisione e consulenza: Figli del deserto – Oasi 165.
Direzione del doppiaggio: Rodolfo Bianchi.
Assistente al doppiaggio: Francesca Rizzitiello.
Fonico di mixage: Alessandro Checcacci.
Fonico di doppiaggio: Andrea Checcacci.


Vice – L’uomo nell’ombra
(Vice, 2018)
distribuito da Eagle Pictures

Prima visione di Rai3 del 9 ottobre 2021: scheda del doppiaggio recuperata da RaiPlay.

Personaggio Attore Doppiatore
Dick Cheney Christian Bale Luca Biagini
Lynne Cheney Amy Adams Stella Musy
Kurt Jesse Plemons Stefano Crescentini
Donald Rumsfeld Steve Carell Franco Mannella
George W. Bush Sam Rockwell Christian Iansante

Edizione italiana: Studio Emme S.p.a.
Dialoghi italiani: Valerio Piccolo.
Direzione del doppiaggio: Rodolfo Bianchi.
Assistente al doppiaggio: Francesca Rizzitiello.
Fonico di doppiaggio: Maurizio Solofra.
Fonico di mix: Fabio Cuturi.
Sincronizzazione digitale: David Polini.


La regola del silenzio
(The Company You Keep, 2012)
distribuito da 01 Distribution

Scheda del doppiaggio recuperata da RaiPlay.

Personaggio Attore Doppiatore
Jim Grant Robert Redford Luigi La Monica
Ben Shepard Shia LaBeouf Davide Perino
Mimi Lurie Julie Christie Melina Martello
Sharon Solarz Susan Sarandon Emanuela Rossi
Donal Fitzgerald Nick Nolte Paolo Buglioni
Daniel Sloan Chris Cooper Angelo Maggi
agente Cornelius Terrence Howard Sandro Acerbo
Ray Fuller Stanley Tucci Luca Biagini
Jed Lewis Richard Jenkins Carlo Valli
Diana Anna Kendrick Elena Perino
Henry Osborne Brendan Gleeson Stefano De Sando
Rebecca Osborne Brit Marling Federica De Bortoli
Mac McLeod Sam Elliott Ennio Coltorti
Billy Cusimano Stephen Root Gianni Giuliano
Isabel Grant Jackie Evancho Margherita De Risi

Dialoghi italiani e direzione del doppiaggio: Maura Vespini.
Doppiaggio e sonorizzazione a cura della Technicolor S.p.A. Roma.
Assistente al doppiaggio: Roberta Schiavon.
Fonico di doppiaggio: Giovanbattista Mariani.
Fonico di mix: Francesco Cucinelli.


Regali da uno sconosciuto
(The Gift, 2015)
distribuito da Koch Media

Su Rai4 il 10 ottobre 2021: scheda del doppiaggio recuperata da RaiPlay.

Personaggio Attore Doppiatore
Simon Jason Bateman Vittorio Guerrieri
Robyn Rebecca Hall Laura Romano
Gordon Joel Edgerton Simone Mori
Lucy Allison Tolman Rossella Acerbo
Kevin Tim Griffin Roberto Gammino

Edizione italiana: CDC Sefit Group.
Dialoghi italiani e direzione del doppiaggio: Sandro Acerbo.
Assistente al doppiaggio: David Prando.
Fonico di doppiaggio: Sandro Galluzzo.
Fonico di mixage: Fabio Tosti.


Cocaine – La vera storia di White Boy Rick
(White Boy Rick, 2018)
distribuito da Sony Pictures

Su Rai4 il 12 ottobre 2021: scheda del doppiaggio recuperata da RaiPlay.

Personaggio Attore Doppiatore
Richard Wershe sr. Matthew McConaughey Andrea Lavagnino
Rick Wershe jr. Richie Merritt Federico Campaiola
Dawn Wershe Bel Powley Chiara Oliviero
agente Snyder Jennifer Jason Leigh Laura Romano
agente Byrd Rory Cochrane Gianluca Tusco
Johnny Curry Jonathan Majors Riccardo Scarafoni

Edizione italiana e sonorizzazione: CDC SEFIT GROUP.
Adattamento dialoghi: Cecilia Gonnelli.
Direzione del doppiaggio: Roberto Gammino.
Assistente al doppiaggio: Silvia Ferri.
Fonico di doppiaggio: Sandro Galluzzo.
Fonico di mix: Fabio Tosti.


Un piccolo favore
(A Simple Favor, 2018)
distribuito da 01 Distribution

Su Rai4 il 10 ottobre 2021: scheda del doppiaggio recuperata da RaiPlay.

Personaggio Attore Doppiatore
Steffanie Smothers Anna Kendrick Gemma Donati
Emily Nelson Blake Lively Francesca Manicone
Sean Townsend Henry Golding Marco Vivio
Nicky Nelson Ian Ho Michele Cardellicchio
Miles Smothers Joshua Satine Alessandro Carloni
Margaret Lila Yee Aurora Cancian
detective Summervile Bashir Salahuddin Roberto Draghetti
Diana Hyland Linda Cardellini Stella Musy

Edizione italiana: Studio Emme.
Dialoghi italiani: Federico Nobili.
Direzione del doppiaggio: Fabrizio Temperini.
Assistente al doppiaggio: Federico Cortese.
Fonico di doppiaggio: Vittorio Pignatelli.
Fonico di mix: Cabio Cuturi.


Transformers 2 – La vendetta del caduto
(Revenge of the Fallen, 2009)
distribuito da Paramount

Su 20 il 14 ottobre 2021: scheda del doppiaggio recuperata da MediasetPlay.

Personaggio Attore Doppiatore
Sam Witwicky Shia LaBeouf Davide Perino
Mikaela Barnes Megan Fox Alessia Amendola
Simmons John Turturro Angelo Maggi
Leo Spitz Ramon Rodriguez Simone Veltroni
maggiore Lennox Josh Duhamel Niseem Onorato
Galloway John Benjamin Hickey Franco Mannella
Ron Witwicky Kevin Dunn Massimo Corvo
Judy Witwicky Julie White Franca D’Amato
generale Morshower Glenn Morshower Stefano Mondini
sergente Epps Tyrese Gibson Roberto Draghetti
professor Colan Rainn Wilson Massimo Bitossi
Alice Isabel Lucas Veronica Puccio
Jetfire Mark Ryan Franco Zucca
Optimus Prime Peter Cullen Alessandro Rossi
Wheels Calvin Wimmer Luca Dal Fabbro
Skids (gemello) Tom Kenny Wladimiro Conti
Mudflap (gemello) Reno Wilson Davide Lepore
Megatron Hugo Weaving Luca Biagini
Il Caduto Tony Todd Gaetano Varcasia

Studio: Technicolor S.p.A. – Cast Doppiaggio S.r.l.
Direttore del doppiaggio, traduttore e adattatore: Carlo Cosolo.


Brüno
(id., 2009)
distribuito da Cecchi Gori

Scheda del doppiaggio recuperata da MediasetPlay.

Personaggio Attore Doppiatore
Brüno Sacha Baron Cohen Pino Insegno
Lutz Gustaf Hammarsten Franco Mannella

Dialoghi italiani e direzione del doppiaggio: Marco Mete.
Sonorizzazione e doppiaggio eseguito da Cinecittà Digital Factory, in collaborazione con PCM Audio.
Assistente al doppiaggio: Carla Mete.
Fonico di doppiaggio: Federico Costantini.
Mixage: Roberto Cappannelli.


Contract to Kill
(id., 2016)
distribuito da 01 Distribution

Scheda del doppiaggio recuperata da MediasetPlay.

Personaggio Attore Doppiatore
John Harmon Steven Seagal Michele Gammino
Zara Hayek Jemma Dallender Benedetta Degli Innocenti
Matthew Sharp Russell Wong Christian Iansante
Ayan Al-Mujahid Sergiu Costache Gianluca Crisafi
Jose Rivera Mircea Drambareanu Antonio Palumbo

Edizione italiana a cura di IIF Italian International Film.
Doppiaggio: beep! Studios
Responsabile di edizione per IIF: Roberta Ricciardelli.
Responsabile di edizione per beep! Studios: Filippo Capatti.
Direttore doppiaggio: Teo Bellia.
Assistente doppiaggio: Patrizio Neri.
Dialoghi italiani: Elisa Franchi.
Fonico di mix: Domenico Colucci.


Peppa Pig
(Stagione 9)

Scheda del doppiaggio recuperata da RaiPlay.

Personaggio Attore Doppiatore
Peppa Amelie Bea Smith Valentina Pallavicino
George Alice May Barbara Pitotti
Mamma Pig Morwenna Banks Monica Gravina
Papà Pig Richard Ridings Paolo Marchese
narratore John Sparkes Gianni Bersanetti

Edizione italiana: Annalisa Liberi.
Doppiaggio e sonorizzazione: Iyuno Italy.
Coordinamento organizzativo: Giulia De Angelis.
Dialoghi italiani: Ilaria Carbonoli.
Direzione del doppiaggio: Gianni Bersaneetti.
Mixage: Riccardo Canino.


L.

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[Comics] DC Horror 2021 – Soul Plumber (1)

Cover di John McCrea

L’esperimento del Conju-verse a fumetti deve aver dato più frutti del previsto, perché la DC Comics d’un tratto si ricorda dell’antica tradizione del fumetto horror parossistico – alla Zio Tibia, per intenderci, cioè storie dell’orrore con venature sardoniche – e questo ottobre ci sorprende con l’inizio di una nuova testata: “DC Horror“.

Per questo primo numero si mantiene l’impostazione del precedente The Conjuring e il disegnatore John McCrea svolazza e svirgola ovunque, con un tratto indefinito ma molto efficace, mentre i due autori Marcus Parks ed Henry Zebrowski partono nel migliore dei modi, con la prima puntata di “Soul Plunber“. Anche Dio ogni tanto ha bisogno di un idraulico…

Edgar ha fede, e quando un americano ha fede possono succedere un sacco di cose. Spesso brutte. Ma Edgar fa i passi giusti e si iscrive al seminario di Indianapolis, da cui viene cacciato a pedate: cosa gli rimane da fare? Ovvio, impiegarsi come benzinaio, tenere il colletto da prete sopra la tuta da lavoro e farsi assumere in un’attività posta sotto un grande cartello stradale: «Don’t Cross with the Boss». Non fate i furbetti del quartierino col Signore.

La religione in America è una cosa seria…

Il sottobosco di pazzi, veterani e invasati religiosi d’ogni tipo arricchisce la vita di Edgar, finché fare il pieno di benzina ad un furgoncino gli cambia la vita: avere un grande crocifisso sul tettuccio identifica il furgoncino come auto sacra, e all’improvviso il nostro ragazzo confuso si ritrova a partecipare allo spettacolino itinerante del solito santone spenna-polli. Ma lui ha la fede nel cuore, e meno male… perché nel portafoglio invece non c’è niente.

Se non hai soldi il santone non ti fila di pezza, non ti aiuta nel tuo percorso di fede interiore, che passa attraverso uno scambio di contanti, quindi il povero Edgar non può entrare nella squadra del santone, quella che usa l’Idraulico dell’Anima: un’apparecchiatura meccanica in grado di esorcizzare anche il più irriducibile lindablairizzato. Al nostro Edgar non resta che rubarne i progetti segreti.

Siete pronti a spurgarvi l’anima?

Il santone è un truffatore, viene detto chiaramente, così anche l’anima tormentata che esorcizza, e che cita apertamente L’Esorcista (1973) perché – ci viene spiegato – se non lo fai suona strano: andiamo, quale vittima di possessione demoniaca non ripete identiche le frasi di Linda Blair? Sarebbe strano il contrario.

Comunque, siamo di fronte al solito spettacolino per allocchi, eppure… il santone qualcosa sembra spurgare per davvero, dall’anima zozza dell’invasato.

Che ci sia qualcosa di vero in questo spettacolo cialtrone?

Edgar è più fomentato che mai, sente il richiamo dello spurgo e non sa resistergli, così studia il manuale dell’Idraulico dell’Anima ma è costretto a rimediare materiali di fortuna: tipo pezzi di vecchie auto dallo sfasciacarrozze e una tavoletta del cesso come portale per l’anima. Non conta lo strumento che usi, conta solo la fede nello spurgo!

Siete pronti a trovare Dio attraverso una tavoletta del cesso?

Primo numero geniale di una saga che promette d’essere un ritorno in grande stile dell’horror a fumetti di grande marca, con la giusta dose di pazzia e sarcasmo, di tagliente satira e di cialtronaggine ridanciana.

Non posso che accomodarmi nel mio loculo e aspettare, insieme a Zio Tibia, il secondo numero di questa storia.

L.

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Sharon Stone racconta 23. Basic Instinct 2

Comincia ad essere difficile reperire il pulviscolo di produzioni sempre più minuscole in cui la nostra Sharon Stone si è andata ad infilare man mano che, con il nuovo millennio, la sua carriera si è fatta invisibile ad occhio nudo. E, onestamente, comincia a fare parecchio male vedere i titoli in cui appare, quindi direi di chiudere il ciclo (che, per definizione, è un ente ciclico) con il film con cui si torna alle origini del successo dell’attrice. Ma prima…

Quando una sit-com televisiva ha successo ma le idee iniziano a scarseggiare, arrivano le grandi stelle a fare la loro comparsata. Sharon l’abbiamo vista apparire nella settima stagione di “Pappa e ciccia” ed ecco che il 21 aprile 2005 appare nella settima stagione (7×20) di un’altra serie comica di grande successo: “Will & Grace“.

Una psicoterrapeuta di gran classe

Qui la nostra eroina interpreta Georgia Keller, una psicoterapeuta di grido a cui Will si affida per riversarle tutti i suoi piagnistei, ricevendone solo indifferenza e disprezzo; quando invece Grace si avvale delle sue cure, la dottoressa Keller diventa affabile, amichevole e le promette di citare il suo caso nel nuovo libro che sta scrivendo, promessa che aveva già fatto (svogliata) a Will. I due amici cominceranno a litigare su chi dei due meriti davvero di vedere le proprie turbe psichiche (vere o presunte tali) finire nero su bianco nel nuovo grande libro di un’autrice di successo.

Il ruolo della Stone è di pochissimi minuti, come al solito, ma è divertente e sta al gioco, cioè recita proprio come una grande attrice chiamata a fare una comparsata, anche se era stato molto più divertente Michael Douglas quando, nel 2002, in “Will & Grace” aveva interpretato un detective molto simile a quello di Basic Instinct. È chiaro che si debba tornare alle origini, che dopo aver interpretato una psichiatra in TV vada a consultarne uno al cinema…. ma nei panni di Catherine Tramell.

Questo accavallare di gambe è uno spot per il prossimo film

Michael Caton-Jones ha esordito con l’ottimo Scandal. Il caso Profumo (1989), che sebbene fosse la ricostruzione romanzata di una storia vera – citata anche di sfuggita nella serie di successo “The Crown” – aveva una discreta dose di erotismo, quindi sembrava l’uomo giusto per riesumare la sessualità della Tramell. Purtroppo così non è stato, ma non per colpa sua.
Non darei la colpa neanche a Leora Barish e Henry Bean, sceneggiatori molto poco prolifici ma che comunque hanno fatto il loro lavoro. Il problema è il solito, quello che accomuna tutte le grandi attrici: quando sono sexy vogliono fare le impegnate, quando hanno l’età giusta per fare le impegnate vogliono fare le sexy.

Dimostrando una volta ancora di non aver capito nulla di Basic Instinct, la Stone reinventa completamente il personaggio per giustificare le proprie aspirazioni da diva. La Tramell originale era tutto tranne che sexy, provocatrice e assuefatta al pericolo, come invece appare in questo seguito che ne racconta la vita a più di dieci anni di distanza. Catherine Tramell nel 1992 è una donna forte e indipendente, per nulla disposta a farsi manovrare dai maschietti ancora fedeli al maschilismo anni Ottanta, e chi ci prova se ne pente: non è una donna sensuale, bensì usa la sensualità per raggiungere i propri scopi, se serve. Ora invece, dieci anni dopo, è un’erotomane sociopatica che ha bisogno di esperienze al limite massimo per godere: mi sembra decisamente un passo indietro per il personaggio.

La troviamo a Londra a correre in auto a 160 chilometri all’ora con a bordo un calciatore famoso drogato come una zampogna, che sacrifica la propria vita all’orgasmo della donna: una vita ben spesa…
Costretta ad una perizia psichiatrica, la donna accetta di essere curata dal dottor Glass (David Morrissey), e già scappa da ridere: glass, specchio, vetro riflesso, giusto perché è una sceneggiatura scritta di fino.

Una volta la Tramell vestiva di bianco, ora è tutta nera

Dicendo sconcezze ingenue, roba che alle scuole medie ho sentito di peggio, la Tramell conquista l’apparato genitale del dottore il quale rimane ossessionato da lei, e una volta capito che la donna ha iniziato a Londra un’attività omicida cerca di coprirla. La ragnatela (scollacciata) di indizi e sospetti inizierà invece ad incastrare Glass: riuscirà il dottore a liberarsi dalla sua ossessione per la Tramell e a salvarsi la vita?

Ah, quanta sottigliezza in questi richiami appena accennati…

Questo film mi mette in difficoltà, perché l’ho visto per la prima volta nel 2012 all’interno di una serie di “visioni di studio” per il mio ciclo sugli psicobiblia, cioè libri falsi scritti da falsi psichiatri al cinema: devo essere onesto, a me il film all’epoca è piaciuto. Però, sedendomi sul divanetto della psichiatra Stone di “Will & Grace”, giungo a questa conclusione: mi è piaciuto il film perché ha una trama fortemente pseudobiblica, in cui cioè la vicenda si fonde continuamente con la finzione narrativa dei libri della Woolf (il nome d’arte della Tramell) e questo di solito è un elemento che mi aggrada assai.

“The Shooter”, il romanzo di Catherine Woolf che ammalia il suo psichiatra

Rivisto oggi il film, privo di quel colpo di scena pseudobiblico che all’epoca mi è molto piaciuto, privo di uno sguardo “letterario” che nel 2012 mi pervadeva, è stata una roba indescrivibile: ammazza che porcata! È il tipico prodotto di una diva in fase calante che vuole far morire d’invidia le proprie amiche serpi dimostrando di essere ancora sexy, e mostrandosi molto più (inutilmente) nuda nel 2005 di quanto non abbia fatto nel 1992. Però c’è una finezza da sottolineare: la parte anatomica che l’ha resa celebre stavolta non la mostra…

Il film è tutto uno snocciolare frasi fintamente sexy, con scene di ammucchiate e insifonate talmente finte e di cattivo gusto che sembrano arrivare dalla commedia all’italiana, con la Stone che fa una faccia sècsi che è puro imbarazzo, sembrando più la parodia di se stessa. Questa seconda visione del film ha distrutto ogni buon ricordo che avevo dal 2012, però sottolineo come dal punto di vista del soggetto sia un ottimo prodotto.

Uno dei punti di forza del Basic Instinct originale, poco noto perché tutti stanno lì ad aspettare la scavallata di gambe, è il tema degli omicidi legati alla narrativa: la forza dei romanzi della Woolf è il raccontare storie così legate alla realtà… che potrebbero essere vere. Di più, potrebbero influenzare la realtà. Questo aspetto è ripreso in maniera perfetta nel secondo film, ma solo alla fine capiremo lo stretto legame tra libri e realtà che si è instaurato nella vicenda, solo alla fine scopriremo che la donna sta scrivendo un romanzo diverso da quello che aveva dichiarato: un romanzo intitolato The Analyst, che in pratica racconta (e spiega) quanto abbiamo appena visto nel film. Tutto questo però viene apprezzato solo da chi ami questo genere di storie pseudobibliche, quindi è davvero un valore aggiunto ben misero.

Il romanzo che riassume e spiega l’intero film

In conclusione di questo ciclo, è chiaro che Sharon Stone non voglia fare l’attrice, vuole fare la diva. Non vuole calarsi in personaggi sempre diversi per studiarne le emozioni: vuole esclusivamente interpretare una diva che tutti guardano adoranti. Anche quando interpreta una non-diva, che si sappia che è una diva che interpreta una non-diva. A questo punto non è il caso di continuare oltre a raccontare film praticamente scomparsi nel nulla già alla loro uscita, visto che il richiamo della “diva” è davvero poca cosa.

Addio Sharon, e grazie della scavallata, unico tuo contributo al mondo del cinema.

L.

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[Multi-Recensioni] Uscite Eagle Pictures in DVD (1)

Tengo sempre d’occhio le uscite in DVD targate Eagle Pictures e “sua figlia” Blue Swan, con titoli che poi dopo un po’ usciranno su Prime Video: ecco il meglio di quanto ho visto a settembre del 2021.

P.S.
Oggi avrei dovuto parlare del Campbell-verse, ma ieri è stato il mio compleanno e non avevo né voglia né tempo di fare niente, per colpa della fine dello smart working, evento luttuoso che mi ha colpito e annientato. Per fortuna avevo questo post multiplo in cantiere.



The Unhealer – Il potere del male
(2020)
In DVD Blue Swan da luglio 2021.
Disponibile su Prime Video, per ora solo a pagamento.

Quando un film vede la presenza di Lance Henricksen nel ruolo di un “guaritore”, è chiaro che lo devi vedere subito, anche se è un prodotto grezzo e di serie Z come questo.

Da generazioni la famiglia di Alce Rosso (Branscombe Richmond) custodisce la tomba di un antico guaritore, ma anche le alci si distraggono e così una notte il truffatore Pflueger (Lance Henriksen) con un rito riesce a prendere su di sé i poteri di guarigione dalla tomba, così da spennare i polli di paese in paese promettendo guarigioni che, in effetti, avvengono sul serio.

Inseguito da Alce Rosso, a Pflueger dice male e cura il giovane Kelly (Elijah Nelson), sfigato che tutti chiamano Spazzatura perché in effetti mangia la spazzatura: non stupisce stia male. Qualcosa va storto, e ora Spazzatura è il nuovo guaritore, e mentre studia i suoi nuovi poteri scopre che è anche “ammalatore” (unhealer): ogni male gli facciano… si ritorcerà contro l’assalitore! Inizia il massacro dei bulli di scuola.

Non t’avevo visto: so’ un guaritore, mica Gesù Cristo! (semi-cit.)

Semi-amatoriale, semi-serio, usate tutti i termini che volete per questo film rozzissimo, ma vi assicuro che non riuscirete a smettere di vederlo, sia per cercare di capire se davvero la mamma del protagonista sia interpretata da Natasha Henstridge sia per la geniale piccola parte di Lance Henriksen sia perché le trovate sono di quelle giuste.

Un supereroe guaritore che usa i propri poteri per vendicarsi: mi sa che non vedremo mai un fumetto Marvel su di lui.



Hunted – Chi ha paura del lupo cattivo?
(2020)
In DVD Blue Swan da agosto 2021.
Disponibile su Prime Video, per ora solo a pagamento.

Il francese Vincent Paronnaud ci trascina in una foresta oscura, dove la protagonista ha perso la diritta via, e ci fa conoscere un terribile lupo cattivo: senza pelo ma con tanto vizio.

Ève (Lucie Debay) si ritrova per lavoro in una città che non conosce e così pensa bene di farsi rimorchiare da uno sconosciuto in un locale, nessuno avrebbe mai potuto sospettare che il tizio è un maniaco. Ève in un attimo si ritrova legata nell’auto di due amici un po’ schizzati: uno è un maniaco (Arieh Worthalter) che con la videocamera crea degli snuff movie, l’altro è il suo giovane complice per nulla convinto di questa “collaborazione” artistica. Da lui infatti è richiesta la baldanza fisica di accoppiarsi con le vittime prima di ucciderle, ma è chiaro che certe cose non rientrano minimamente nei gusti del ragazzo.

Giocando sulla traballante alleanza dei due uomini, Ève riesce a fuggire nella foresta, inseguita da due “lupi”: dopo una sequenza di incidenti rocamboleschi, sarà la preda a diventare lupo cattivo.

Il lupo ululà, la preda uluqua

In tempi di girl power è scontatissimo che la donna inizia come vittima per poi trasformarsi in carnefice, sarebbe strano se un film non adottasse questa imposizione dei gusti di moda, ma l’importante non è fare un film “originale”, bensì farlo intrigante, divertente da vedere e magari bello tosto. In quanti a pugni nello stomaco, questo non teme confronti.

Con stile asciutto ma attento il nostro Paronnaud mette su una commedia nerissima molto sottile, che non esagera… finché esagera, rimanendo però sempre dosata al punto giusto. Non è un film d’azione, né thriller né horror né commedia nera, ma è tutto insieme, calibrato al millesimo. Sangue e ossa rotte non mancano, eppure si ride di gusto.

Hunted è la dimostrazione che con una trama ridotta all’osso, pochissimi attori e una regia scarna si può tirare fuori un gioiellino: assolutamente consigliato.



A cena con il lupo
(Werewolves Within, 2021)
In DVD Blue Swan da agosto 2021.
Disponibile su Prime Video, per ora solo a pagamento.

Se nel precedente film il titolo italiano “lupesco” era solo una trappola, qui è tutto vero: si parla di lupi mannari, gente, e di quelli buoni. Una scritta dice che il film è tratto da un videogioco, ma di più non saprei.

Il nuovo ranger Wheeler (Sam Richardson) arriva in città ed è subito chiaro che c’è un bel problema: è nero, e sappiamo tutti che fine fanno i neri nei film horror. Solo che è anche il protagonista, quindi a meno che non sia un ardito esperimento alla Psycho (1960) sarà davvero difficile vederlo morire. Il ranger Wheeler arriva in un paesino di montagna sperduto nella neve, dove però la situazione è caldissima: una spietata compagnia vuole comprare le proprietà locali per costruire un grande gasdotto e questo surriscalda gli animi.

Se Scooby-Doo ci ha insegnato qualcosa è che le speculazioni edilizie vanno sempre a braccetto con apparizioni mostruose, infatti una creatura sta mietendo vittime e tutto lascia pensare sia un lupo mannaro. In mezzo a pittoreschi paesani, uno più svitato dell’altro, sarà dura per il ranger Wheeler e la sua aiutante, la grintosa postina Cecily (Milana Vayntrub), risolvere il caso del lupo mannaro nascosto nella neve.

Basta coi neri che muoiono subito nei film horror!

Già che ti chiami Mishna Wolff è ovvio che devi scrivere storie di lupi, ma per nostra fortuna il risultato è una deliziosa commedia nerissima spumeggiante, fatta di personaggi sopra le righe il giusto e di zanne insanguinate. Il regista Josh Ruben sa gestire il tutto con la giusta dose di leggerezza e cupezza, sa cogliere bene i momenti in cui essere seri e quelli in cui dedicarsi al cazzeggio: per me è promozione piena.

Storie come questa ce ne sono a milioni, senza un modo frizzante di gestirla sarebbe stata la solita roba noiosa che si prende sul serio, invece affrontandola con stile brioso e autoconsapevole – sapendo cioè i difetti tipici dei film mannari – il risultato è per me puro divertimento.

Insomma, assolutamente consigliato.



Honest Thief
(2020)
In DVD Eagle Pictures da agosto 2021.

Il 68enne Liam Neeson continua a sfruttare la sua aurea da “eroe d’azione” ma per fortuna ha incontrato Mark Williams, che gli cuce addosso una sceneggiatura al bacio, capace di dosare con perizia serietà e paradosso, commedia nera e azione.

Tom Dolan (Liam Neeson) è un ladro gentiluomo che da anni mette a segno colpi “puliti”, senza vittime né feriti: lui colpisce così rapido e preciso che la stampa lo chiama il “ladro dentro e fuori” (In-and-Out Bandit), nomignolo che lui non ama. Ora però Tom ha conosciuto Annie Wilkins (Kate Walsh) e se ne è innamorato perdutamente, tanto da voler cambiare vita, accasarsi con lei e diventare maritino dell’anno. Non sta bene iniziare una relazione con un segreto, in questo caso l’avere nove milioni di dollari nascosti in un box, così Tom vuole confessare e pagare il suo debito con la giustizia.

Chiamato l’agente FBI Meyers (Jeffrey Donovan), questo manda Nivens (Jai Courtney) e Hall (Anthony Ramos) che davanti alla catasta di bigliettoni perdono la testa e decidono che l’FBI non paga abbastanza. Fatto fuori il loro superiore (Robert Patrick), è il momento di incastrare Tom per omicidio e scappare con il malloppo. Non sanno che Tom ha sviluppato alcune capacità quand’era soldato, ed ora li inseguirà, li troverà, e li ucciderà.

Sarò un maritino esemplare, a costo di uccidere tutti!

Una parata di volti noti per una storia deliziosa e divertentissima, una tipica storia di “soldi maledetti” che mi ricorda A Simple Plan (1998) di Sam Raimi, una commedia nera dove tutti cercano di fregarsi a vicenda rimanendo fregati, dove tutti si credono più in gamba e ci lasciano lo zampino. Applausi per Robert Patrick che entra in scena solo per beccarsi un proiettile!

Neeson fa le facce da duro come in tutti i film del nuovo millennio, dov’è chiamato appunto a fare l’eroe d’azione, ma è tutto un gioco, visto che si limita a citare le cose che potrebbe fare, lasciando ad attori più giovani la parte movimentata: lui è il “padre nobile” che tira i fili e fa vendere il film.

Assolutamente consigliato, basta non prenderlo troppo sul serio.



The Hollow Point – Punto di non ritorno
(2016)
In DVD Blue Swan da luglio 2021.
Disponibile su Prime Video, per ora solo a pagamento.

Quale patto col diavolo ha fatto John Leguizamo per non invecchiare mai? Qui il regista Gonzalo López-Gallego lo rende cattivissimo signore del crimine che mette paura già solo a vederne l’ombra.

Quando i trafficanti americani vendevano fiumi di armi alla criminalità messicana a nessuno è venuta in mente la domanda più stupida eppure la più ovvia: ma poi tutti i proiettili dove li prendete? Finalmente i nodi sono arrivati al pettine, e stando a una scritta iniziale il cartello messicano non ha più munizioni, quindi ora i trafficanti sul confine non portano più di nascosto droga e armi, bensì… proiettili.

Lo stropicciato agente di frontiera Leland (Ian McShane) ferma per un controllo uno di questi “nuovi muli”, e la faccenda finisce con lo spacciatore di munizioni steso a terra. Il furbacchione per far sparire un proiettile se l’è messo in bocca, quindi gli è bastato sbattere la testa per farsi saltare da solo il cervello. Ed è solo l’inizio.

Il super-cattivissimo Atticus (John Leguizamo) usa le piccole cittadine di frontiera come basi per il traffico di munizioni, ma ha pestato i piedi allo sceriffo sbagliato, perché Wallace (Patrick Wilson) ti scatena un mezzogiorno di fuoco che non te lo sogni neppure.

E Gary Cooper… muto!

Wilson e McShane che fanno i Gary Cooper di frontiera: 110 e lode. Jim Belushi che fa l’infame: 110 e lode. Leguizamo big boss: 110 e lode. Purtroppo non c’è alcuna sceneggiatura a mettere insieme questa spremuta di miticità, quindi il risultato è decisamente inferiore alla somma delle sue parti.

L’inserimento a forza di un paio di inutili quote rosa, giusto per metter lì due attricette al volo, ammazza il ritmo e una storia non proprio lineare fa il resto: è un film che va apprezzato per le singole scene, più che per la vicenda, anche se non sempre è chiaro cosa diavolo stia succedendo.

Lo sceriffo ubriaco e lo sceriffo senza mano

Per finire, ad inizio film Leguizamo taglia via la mano al protagonista, quindi Patrick Wilson si trasforma ufficialmente in “maestro sciancato” con il suo one-armed sheriff.



The Father – Nulla è come sembra
(2020)
In DVD Eagle Pictures da settembre 2021.
Disponibile su Prime Video, per ora solo a pagamento.

Il parigino Florian Zeller adatta per lo schermo il proprio testo teatrale omonimo del 2012 e lo dirige anche, in una co-produzione anglo-francese che può permettersi il lusso di schierare due attori fuori classe.

Anthony (Anthony Hopkins) è un anziano ingegnere ormai diventato un peso per la figlia Anne (Olivia Colman) e il di lei marito Paul (Rufus Sewell), anche perché l’anziano padre è ancora convinto di essere perfettamente lucido ed autosufficiente mentre è chiaro che così non è. Quando si vede entrare in casa una donna sconosciuta che afferma di essere sua figlia Anne, a noi spettatori diventa chiaro che Anthony sta perdendo i contatti con la realtà e con il tempo, simboleggiato proprio dalla perdita costante del suo orologio.

Una stanza piena di attori titanici

La recitazione dei due protagonisti è perfetta e appassionante, ma il problema è che l’ispirata idea di sceneggiatura che dà il via al film poi non procede in alcun senso, non si sviluppa in niente: non c’è alcuna storia da raccontare, è solo un lungo, straziante e mortificante spettacolo di un povero anziano ormai incapace di capire la realtà che lo circonda.

Il titolo italiano “nulla è come sembra” è un modo truffaldino per suggerire che forse c’è una sotto-trama, forse l’accusa che lancia Anthony – che cioè la figlia lo sia facendo passare per pazzo così da prendersi la sua preziosa casa – non è del tutto campata in aria, ma niente: l’unico soggetto del film è il triste ed umiliante declino della mente umana. Se come persone empatizziamo tutti, perché l’abbiamo visto succedere e temiamo che un giorno possa toccare a noi, come spettatori rimaniamo allibiti. Perché è un film senza trama, che dopo uno splendido inizio si ferma e non va più da nessuna parte. C’è solo un protagonista che non capisce le cose strane che gli passano davanti gli occhi.

Come prova attoriale è sicuramente un film da gustare a pieno, ma l’assenza di una qualsiasi trama e di sviluppo narrativo lo rende drammaticamente sterile.


L.

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Ultimo minuto (1987) Regalo di Natale calcistico

Gli anni Ottanta che si sono aperti con il cinema italiano votato ad esaltare il calcio con commediole piene di comici, caratteristi e veri professionisti (calciatori o giornalisti), si chiudono con un esperimento temo fallito, ma che comunque dimostra come non tutti fossero asserviti alla passione calcistica e qualcuno fuori dal coro volesse raccontare altro, cioè il lato oscuro di quel “gioco”. Forse l’unico lato vero.

Con il visto di censura del 18 settembre 1987 e trasmesso in prima visione da Rai1 domenica 11 febbraio 1990, ecco Ultimo minuto.

Temo che sia girato molto poco in TV e in videoteca

Inutile girare attorno all’elefante nella stanza, anche perché appunto è un elefante in una stanza e spazio per girarci intorno non ce n’è: Pupi Avati aveva appena fatto il botto con il cinico, disincantato e straziante Regalo di Natale (1986) quindi deve aver pensato che fosse una buona idea rifare la stessa identica operazione, ma stavolta alzando parecchio la posta in gioco. Dal gioco delle carte, grande tormentone della cultura popolare italiana d’un tempo, ad un tormentone ancora più grande, cioè il calcio.

Chiamato il fratello Antonio Avati e Italo Cucci, con Michele Plastino intorno, tutti si mettono a scrivere un Regalo di Natale calcistico che però manca completamente il segno, perché se Pupi da solo nel precedente film era riuscito a costruire un gruppo di personaggi con cui lo spettatore poteva empatizzare, vedendoli poi massacrarsi a vicenda, in Utimo minuto in pratica non esiste alcun personaggio: tutti si muovono per conto loro facendo cose e il loro contrario senza dare mai uno straccio di spiegazione.

Perché i personaggi non fanno mai quello che dice l’autore?

Ugo Tognazzi interpreta Ugo Tognazzi, cioè il solito italiano paraculo con il solito completo marroncino o verde (ma Ugo conosceva altri colori?). Siccome a un certo punto non si capisce perché Ugo Tognazzi alleni una squadra di calcio, già all’inizio della vicenda arriva lo spiegone appassionato, quello che di solito invece è più verso la fine di una storia.
Malgrado Ugo sembri interpretare il personaggio che ha sempre interpretato in tutti i suoi film, stando alle sue parole stavolta si chiama avvocato Walter Ferroni e da decenni allena una squadra di calcio di serie A che se la passa sempre male, tanto che più volte lui stesso ha rimediato i soldi per salvarla, anche a costo di rovinarsi la famiglia e in pratica farsi terra bruciata intorno: l’avvocato Ferroni ha dato tutto se stesso per la squadra, e ora il proprietario lo caccia via come una scarpa vecchia.

Un minuscolo ruolo per il Diego Abatantuono neo-decaratterizzato

Un allenatore cacciato non deve far altro che sedersi sugli spalti di uno stadio e aspettare di veder passare il cadavere del proprio nemico, perché infatti senza di lui la squadra va a ramengo e chi lo aveva sbeffeggiato e umiliato ora è costretto a chiedergli in ginocchio di tornare. E fra i questuanti c’è anche sua figlia Marta (Elena Sofia Ricci), innamorata di un calciatore che era stato cacciato dalla squadra poco prima di Ferroni.
Quello di cui il proprietario non aveva tenuto conto è che Ferroni in tanti anni ha tessuto una ragnatela di conoscenze e clientele, sia fra i calciatori che fra i giornalisti, e quando ne ha avuto bisogno non ha dovuto far altro che tirare i fili giusti. Basta una telefonatina ad Aldo Biscardi e si scatena l’inferno.

Ferroni, sono contento che tu mi abbi chiamato

La storia di caduta e resurrezione dell’avvocato Ferroni – che non è un avvocato manco per niente, solo uno dei tanti italiani che amano fregiarsi di titoli immaginari – è l’occasione per uno sguardo ad ampio spettro sul dietro le quinte del calcio, una roba così fetente che non capirò mai come si possa amare questa cloaca massima. Posso amare la bomba, convinto dal Dottor Stranamore, ma il calcio mai.
Teoricamente il nostro punto di vista dovrebbe essere quello di Paolo Tassoni (Marco Leonardi), il giovanissimo calciatore che per la prima volta entra nel gioco sporco convinto di star vivendo un sogno. E la cosa brutta è che il sogno lo vive per davvero, anche se troppo tardi scoprirà quanto dovrà pagarlo.

Ma… è Enrico Mentana alla conduzione del TG1?

Dico “teoricamente” perché in realtà Avanti non si sforza minimamente di costruire i suoi personaggi, li fa semplicemente muovere sul campo del film come calciatori, senza altra caratterizzazione se non le loro azioni in partita. Perché i personaggi fanno quello che fanno? Tutti si comportano male, tutti si dimostrano infami e bastardi, ma perché sono nati così o perché la vita li ha portati ad esserlo? Non si sa, non c’è una sola parola di spiegazione in tutto il film.
In Regalo di Natale conoscevamo le motivazioni che spingevano i protagonisti a comportarsi in un certo modo, qui abbiamo i “buoni” che d’un tratto fanno gli infami e non sappiamo perché.

Uno dei rari momenti in cui Tognazzi non indossa il suo solito completo

In quegli anni Ottanta in cui il calcio era l’unico Dio in Italia temo che questo tentativo eretico di Pupi Avati non abbia avuto il successo sperato, ma al di là della risposta di pubblico – e di distributori, che non è che si siano sforzati di far girare il film – rimane una storia monca, fatta solo di personaggi in movimento senza alcuna sceneggiatura se non battute di scena.
Anche il rapporto di Ferroni con la figlia, che sembrava la trama portante, con il tentativo del vecchio allenatore di riallacciare i rapporti con una famiglia abbandonata, è superficiale per non dire assente: i due parlottano ma in realtà non c’è un solo dialogo pregno, che faccia capire le rispettive intenzioni.

Più che un film sembra un documentario di denuncia di certe storture del mondo del calcio, anche se ai miei occhi di eretico anti-calcistico più che “storture” sembrano radici marce su cui è stato costruito un palazzo pencolante.

L.

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Nato per combattere (1989) Nato Strambo!

Ringrazio di cuore il collezionista dal nickname che spacca, Michael Paré, per aver sottoposto alla mia attenzione questo incredibile eroe “strambo”, nel senso che è un Rambo di serie Z… che però anticipa il vero Rambo!

Il rarissimo titolo italiano di un film italiano ignoto in Italia

Come ormai sappiamo, tutti i film italiani finto-americani fra il 1989 e il 1990 sono praticamente inediti nel nostro Paese, perché sono stati prodotti in un periodo in cui nessun distributore voleva più quella roba mentre all’estero vendeva ancora tantissimo. Quindi abbiamo paradossi come film italiani che nel mondo girano in Blu-ray e da noi la maggior parte degli spettatori non li ha mai visti neanche in videocassetta!

Prodotto nel 1988 per la Flora Film con il titolo Nato per combattere e ricevuto il visto della censura italiana il 19 gennaio 1989, non ho trovato traccia di una qualsiasi distribuzione italiana, in sala o in TV. L’unica prova della sua esistenza è una citazione nella mia VideoGuida (MarilynPress) con tutte le uscite italiane in VHS fino al 1999, che lo attesta distribuito in VHS per la mitica AVO Film.

Un logo che scalda il cuore con la potenza della Z

Una bionda occidentale deve tornare in uno storico teatro asiatico di guerra e ingaggia come guida un uomo del posto, occidentale anche lui: un uomo forgiato da mille battaglie e rotto a ogni esperienza, che però ora si dedica ai serpenti.
Vi sembra la trama di John Rambo (2008)? Vi sbagliate, il nostro Bruno Mattei, alias Vincent Dawn, con l’immancabile Claudio Fragasso aveva già raccontato tutto nel 1989, ma in questo caso l’eroe non era Rambo… era Strambo!

Secondo voi, sono più espressivi i piedi o la faccia?

Chi mai oserà interpretare (St)Rambo anticipando una sua vera avventura? Chi nel 1989 ha la faccia talmente inespressiva da avocare a sé tutti i poteri stramboidi e mostrarsi così pieno di gagliardiaggine?
Ebbene sì, è lui, Brent Huff, l’attore a propria insaputa, l’eroe dalla paresi d’acciaio.

Per l’attore che non deve recitare. Mai.

La bionda giornalista Maryline Kane (Mary Stavin) vuole cercare di convincere il gagliardo eroe Sam Wood (Brent Huff) a tornare in Vietnam, da cui è uscito per miracolo, così da realizzare uno scottante documentario televisivo. L’uomo rifiuta, o almeno lo fa il doppiatore, visto che Brent Huff non muove un muscolo: in più punti il suo sembra un fermo immagine, tanto il suo volto è impassibile.
Ma poi arriva il capolavoro…

Per motivi ignoti un asiatico con indosso una maglietta dalla scritta “Cobra” mette un cobra davanti all’eroe, giusto per sottolineare la didascalità della vicenda. L’eroe strambo non muove un muscolo, anche perché l’attore non ne è capace, ma con scatto felino e abile mossa (come Lady Oscar) lo stramboide afferra il cobra e ne scarica il veleno in un bicchiere… e poi lo beve!!!
Perché mai un eroe del Vietnam dovrebbe bere veleno di serpente? Perché lui è lui… e voi non siete un cobra!

Lo sai, bionda, che il cobra non è un serpente?

A dieci minuti dall’inizio questo è già il più grande film finto-americano della storia italiana: neanche con Lino Banfi si ride di pancia come con Brent Huff che fa Strambo.
Convinto dalla bionda, ma più che altro dai suoi soldi, l’eroico stramboide accetta di anticipare di vent’anni John Rambo, usando la stessa imbarcazione e la stessa inquadratura.

Dovunque vada Rambo, il cinema italiano c’è già stato

Intanto però i cattivi non stanno a dormire col sigaro in bocca, come Sam Wood, perché sono impegnati a rifare Rambo III (1988), che Mattei aveva appena visto al cinema.

Va’ che faccia da Richard Crenna!

Così abbiamo il generale Weber (John Van Dreelen) che interpreta Richard Crenna tenuto prigioniero da un russo con la faccia da tedesco, che però è un australiano che guida un gruppo di soldati vietnamiti. Perché questo casino di nazionalità? E perché nel 1989 il Vietnam è ancora in guerra? Vi prego, niente domande con la serie Z.

Il tedesco che rifà il russo ma è australiano alla guida di vietnamiti

Il colonnello Duan Loc (Werner Pochath) è palesemente la versione Z di Mattei del cattivo di Missing in Action 2 (1985), che con due o tre soldati tiene prigionieri degli americani sin dalla guerra del Vietnam.
A salvarli ci prova Alex Bross (Romano Puppo), ma con quella faccia è chiaro che non c’è speranza per i nostri prigionieri.

Chi mai si farebbe salvare da una faccia del genere?

Solo quando iniziano a volare i proiettili su di loro il nostro Sam Wood scopre che la bionda giornalista è in realtà la figlia del generale prigioniero, e ha inventato la storia del documentario per provare a salvare il genitore. (Ricordo che la regola aurea della narrativa vuole le donne obbligate a salvare solo la figura paterna: non esiste che una donna si impegni per salvare il marito, l’amante o un amico, perché questo lederebbe la mascolinità dell’interessato. Giusto per ricordare che il sessismo è dove meno lo si cerca.)

Il nostro Strambo comincia a non capirci più niente, perché si ritrova a scappare per i boschetti filippini come fosse in American Ninja (1985), con al fianco una donna forte e determinata come in Rambo 2 (1985) per combattere contro il bieco aguzzino dei prigionieri americani di Missing in Action 2 (1985): manca una DeLorean e il 1985 è completo! Ah, aspettate, pure Commando è del 1985, e infatti il nostro Strambo ne ricalca scena per scena la celebre vestizione.

Coi brillantini sul bracciale, andiamo a commandare

Abbiamo capito che a Mattei la stagione cinematografica del 1985 è piaciuta e si è visto tutti i grandi titoli di quell’anno, ma non dimentica il 1984 e il suo Rombo di tuono: abbiamo citato Stallone e Schwarzenegger… e Chuck Norris? La vogliamo fare una chuckata da antologia? Ma sì, vai con la scena più mitica della storia del cinema!

Non chiedetemi se davvero nel Vietnam gli americani mettessero mine subacquee, a me sembra una cacchiata inventata per questo film, ma è tutto giustificato. Perché il cattivissimo Duan Loc butta in acqua prigionieri americani così da usarli come cavie: saltando in aria, anzi in acqua, pian piano sminano il fiume.
Quando tocca a Sam Wood cadere in acqua l’eroe sembra spacciato, invece si immerge… raccoglie a mano tutte le mine… e fuoriesce dall’acqua al rallentatore come Chuck… lanciando mine subacquee in faccia ai cattivi. 92 minuti di applausi!

C’ho le mine nelle mani!

Vi prego, date il Premio Nobel a questo eroe, che senza muovere mai un muscolo facciale arriva dove nessun Rambo è mai stato prima.
Ma come fa un uomo solo a distruggere il Vietnam? Ce lo spiega il cattivo: «Lui è nato per combattere». Non serve sapere altro.

Lui è nato per combattere… ma anche per danzare

Brent Huff è assolutamente perfetto nel ritrarre Strambo, l’eroe ignaro di sé che guarda il vuoto, borbotta qualcosa e spara al rallentatore più rallentatore di sempre. Il minutaggio infatti era corto e Mattei ha pensato bene di allungare a dismisura le scene al “moviolone”, tanto che un altro po’ si vede la scia del proiettile.

So’ boni tutti a tenere in braccio un mitragliatore M60 quando si hanno i bicipiti di Stallone: provateci a farlo essendo lo smilzo Brent Huff: poi parliamo di eroismo! Il povero attore deve inarcare così tanto la schiena per non cadere con la faccia per terra che temo a fine riprese sia dovuto andare in un qualche centro di riabilitazione.

L’eroe che sconfigge la scoliosi a suon di proiettili

Perché questo film di Mattei non viene mandato in onda ogni giorno su Cine34? Magari invece di replicare ogni giorno Emanuelle, che ormai l’abbiamo vista tutti, si potrebbe mandare un film totalmente ignoto alla distribuzione italiana ma che rappresenta un puro capolavoro impareggiabile.
Purtroppo i giochi (sporchi) distributivi fanno sì che ogni giorno – e ripeto, ogni giorno – ci sia Steven Seagal a reti unificate e ogni notte ci sia Emanuelle, quindi capolavori umoristici come Nato per combattere sono appannaggio di pochi collezionisti fortunati.

Salutiamo Brent Huff, l’eroe strambo degli anni Ottanta che non ha mai avuto bisogno di recitare, perché lui… è nato per combattere!

L.

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[Big Fanta Gun] Detronizzatore da “Infinite” (2021)

Ci sarà un limite alla bruttezza delle produzioni esclusive di Prime Video? Arriverà un punto in cui qualcuno dirà “basta”? Dopo aver visto il recente Infinite è chiaro che non arriverà mai quel momento, sarà solo un’eterna caduta.

Il film è molto liberamente tratto dal romanzo The Reincarnationist Papers (2009) di D. Eric Maikranz (inedito in Italia).

Usando il classico stratagemma del “diario ritrovato”, in questo caso in un’antica libreria di Roma (!), l’autore ci racconta di Evan Michaels, un giovane che vive male perché ha in sé le memorie di due vite precedenti e quindi è un gran casino, finché un giorno incontra Poppy, una ragazza che ha memorie di ben sette vite precedenti. È lei che lo inizia alla confraternita segreta chiamata Cognomina, in pratica degli immortali che accumulano memorie e conoscenze da generazioni e con esse guidano il corso della storia (e te pareva!). Nel 2020 è uscito un romanzo-prequel che promette fantomatiche “origini” ma non si sa di cosa, visto che la sua trama è identica al precedente titolo. Il sospetto è che sia un’operazione paracula per ripresentare lo stesso libro ma spacciandolo come antefatto del film.

Non so quanti si ricordino il delizioso horror Splinter (2008), comunque è da lì che arriva il poco prolifico sceneggiatore Ian Shorr, che ha il compito di prendere il romanzo di Malkranz e buttarlo nel cestino, così da scrivere la solita roba banale e scontata da cinema.
Abbiamo dunque Evan McCauley (Mark Wahlberg) che vive inghiottendo psicofarmaci come fosse acqua fresca perché è convinto di essere schizofrenico, invece semplicemente c’ha le vite precedenti che gli si ripropongono, come i peperoni.

In una vita passata Evan era… Lady Oscar!

A svelargli la sua vera natura è Nora (Sophie Cookson), che secondo le più ferree regole del cinema ha vent’anni di meno del protagonista. Tranquilli, non è una cifra fissa, perché gli eroi sono sempre gli stessi e invecchiano, le attrici devono sempre rimanere giovani quindi cambiano per avere l’età ferma ad un massimo di trent’anni, che è proprio al limite.
I due devono sfuggire a un buffone imbarazzante che fa il cattivo ciarliero da comica del muto: invece di due baffoni spioventi ha la barba, ma è lo stesso. Bathurst (Chiwetel Ejiofor) vuole fare non ho capito cosa ma lo fa utilizzando un miliardo di parole inutili e fastidiose. Facciamo finta che non esista.

Te la ricordi questa chiave? Te la sei persa nella vita precedente

Diciamola tutta, a non esistere è l’intero film, un cumulo fumante di stereotipi, luoghi comuni e cose già viste miliardi di volte che provoca solo narcolessia a grappolo. Anche perché il regista Antoine Fuqua è famoso per tirar fuori filmoni che sembrano chissà che e invece sono mostruosamente vuoti.

Abbiamo la corsa in auto che spacca tutto, la corsa in moto, la corsa a piedi, il salto nel vuoto, il salto sull’aereo, il salto della quaglia, la sparatoria, la scazzottata, la cecchina, lo spadaccino, il pistolero e come ciliegina abbiamo anche il catfight, cioè la zuffa tra due ragazze che non sanno combattere. Ma non erano scomparse queste usanze sessiste e maschiliste? A quanto pare no, anche perché per farle sparire dovrebbero ingaggiare attrici che sanno combattere, il che è impossibile: l’unica capacità richiesta è la gioventù e la magrezza, non si può chiedere altro.

Il vuoto totale con Sophie Cookson intorno

Effetti speciali dozzinali a valanga, così che il film sembri un videogioco venuto male, concetti buttati a casaccio e gente che fa cose stupide. Fine.

Almeno ci ha regalato un fanta-fucile.


Il Detronatore

In una produzione Amazon non stupisce che ogni cinque minuti qualche personaggio si rivolga ad Alexa per fare robe che potrebbe fare benissimo da solo, così come fare in modo che Wahlberg indossi un vistoso orologio a favore di camera: le marchette sono la base del cinema, sono sempre ben volute. Molto meno gradevole e infida invece l’apologia di corsa agli armamenti, soprattutto se non c’entra una mazza con la trama.

Forse si trova nel romanzo originale, comunque appena il protagonista Evan entra nella congrega dei non si sa chi (la sceneggiatura è alquanto superficiale), trova un arsenale sciabordante di mille armi inutili, visto che qui combattono tutti a forza di spada, coltelli, frecce e fanta-fucili che non vanno a pallottole. Vista l’attenzione nell’inquadrare pistole e fucili, inutili ai fini della trama, temo che il film sia una grande marchetta alla lobby delle armi, che magari ha gentilmente sovvenzionato le riprese.

Voi mi direte: sei cresciuto con gli eroi machi anni Ottanta che sparavano mille colpi a film, che c’è di diverso? C’è che all’epoca era bello perché era esagerato, fuori dal normale, ora invece rendere la corsa agli armamenti una filosofia di vita lo trovo decisamente discutibile.

«Migliorare la propria condizione umana: a volte lo fai dipingendo sul soffitto di una cappella… e a volte sparando da un chilometro.»

Frasi vergognose come questa, che accostano la pittura alla sparatoria, rendono il film odioso, se già non ci pensasse la sua pessima qualità.

Chiudo qui il pippone contro la deriva sanguinaria degli americani, che adorano spararsi addosso per paura che qualcun altro lo faccia al posto loro, ma mi premeva sottolineare che il divertirsi a parlare di armi al cinema – cioè pura finzione – non fa di me un fautore della corsa agli armamenti.

Siamo in una vicenda in cui qualche centinaio di “anime” trasmigrano da sempre di corpo in corpo, tanto che appena il cattivo vede il protagonista gli chiede se si ricorda dell’assedio di Siracusa. Ah, quante matte risate, e chi se lo scorda quell’assedio? Da notare che nel romanzo si parla di “qualche” vita, nel film invece si va indietro fino alle guerre puniche!
Dunque chi muore in realtà non muore, cambia solo corpo e rinasce in qualche neonato sparso nel mondo… a meno che Bathurst non gli spari con il suo Detronatore (Dethroner)!

A spiegarci l’arma è uno dei tanti tatuati della vicenda, quelli che – ci viene spiegato – sono cresciuti pensando che il corpo umano non abbia importanza, è solo un involucro che si cambia di vita in vita. E allora perché passano la loro inutile vita a tatuarselo? Perché le donnine di questo film sono tutte vestite come se fossero in un videoclip di un rapper? Per gente che non bada all’esteriorità ci si impegna un po’ troppo a fare i coattoni da discoteca.
Va be’, dicevo del fucilone.

«Ingegneria inversa: Il Detronizzatore di Bathurst.»

Il miglior doppiaggio del mondo s’è impappinato alquanto, oppure ha tagliato corto per non impelagarsi nella traduzione. Stanno studiando l’arma di Bathurst “de-ingegnerizzandola”, cioè partendo dal risultato finale e tornando indietro per capire com’è stata creata. Forse far dire all’attore «Stiamo studiando il Detronizzatore di Bathurst» sarebbe stato molto più preciso e soprattutto comprensibile.

Questo fanta-fucile spara proiettili che interrompono il ciclo di trasmigrazione dell’anima(ccia tua), imprigionandola in un chip: Bathurst poi scarica quel chip in un disco rigido e così ha la collezione di anime di trasmigranti, “bloccate” in quella situazione senza più potersi reincarnare. Non chiedetemi il perché di tutto questo, c’è un limite alle stupidate che posso cercare di capire!

Ora vi faccio una domanda. Siete dei cattivi intenzionati a far fuori tutti i trasmigranti, e avete costruito un proiettile speciale che “blocca” la loro anima, uccidendoli per sempre: cosa fate? Visto che siete americani, adorate le armi e ne avete centinaia a casa, producete un milione di proiettili speciali, li infilate in super-mitragliatrici e ne sparate mille al secondo. Tempo cinque minuti sono finiti tutti i trasmigranti.
No, così non c’è divertimento, che cattivo da comica del muto sareste? Costruite invece un fucile che spari UN solo proiettile, UNO che è UNO, così ci metterete mille anni ad adempiere alla vostra stupida missione. Ah, e ovviamente si ricarica a mano tutte le volte, mica è automatico!

Purtroppo non sono riuscito a trovare alcuna informazione su chi sia l’autore di questo fanta-fucile, ed essendo un film per Prime non uscirà alcun DVD con magari all’interno un “dietro le quinte”. Ed essendo un film di rara inutilità temo che non diventerà così famoso da generare “studi” su di lui da spulciare in seguito.

Se qualcuno dovesse trovare informazioni sugli autori del Detronizzatore, non esiti a farmelo sapere.

L.

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[Italian Credits] Ritorno al futuro 1 (1985)

Vasquez che si appresta a digitalizzare una VHS!

Torno a presentare i ricchi frutti della vasta opera di Vasquez, la nostra Colonial Marine preferita, e della sua digitalizzazione di pellicole italiane (oggi perdute) registrate all’epoca su videocassetta.

Questa domenica si parte con una trilogia leggermente famosa, anche se come capita spesso è molto più amata vent’anni dopo che alla sua uscita originale: sto parlando di Ritorno al futuro (Back to the Future, 1985) di Robert Zemeckis, dalla messa in onda di Rai1 (all’epoca scritto “Raiuno”) probabilmente risalente alla prima visione del 9 gennaio 1989: infatti il film l’anno successivo è passato a Rai2.

Dall’avvento del digitale in Italia, una ventina d’anni fa, il logo italiano del film è perso per sempre: ecco come viene trasmesso in media il film, come per esempio su 20 il 22 agosto 2018.

Ricordo infine la recensione di Cassidy e quella di Sam Simon.

Ecco il video con i titoli di testa del film, finché YouTube non lo cancella.


Titoli di testa


Titoli di coda

Metto giusto un paio di schermate di esempio: i titoli completi li trovate nel video caricato su YouTube.


L.

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Doppiatori della settimana 2021-10-09

Ogni giorno vado a “caccia di doppiatori”, bazzicando piattaforme streaming e piccoli canali locali, alla ricerca di informazioni altrimenti irrecuperabili altrove: è il momento di condividere con la Rete alcuni frutti della mia caccia.

Ecco il meglio che ho trovato questa settimana: lo presento in forma testuale così può essere trovato dalle ricerche su Google, ma ho conservate tutte le schermate originali come “pezza d’appoggio”.


John Wick 3 – Parabellum
(id., 2019)
distribuito da 01 Distribution

Su Rai4 il 5 ottobre 2021: scheda del doppiaggio recuperata da RaiPlay.

Personaggio Attore Doppiatore
John Wick Keanu Reeves Luca Ward
Winston Ian McShane Rodolfo Bianchi
Bowery King Laurence Fishburne Massimo Corvo
Charon Lance Reddick Paolo Scalondro

Edizione italiana: Studio Emme S.p.A.
Dialoghi italiani: Valerio Piccolo.
Direzione del doppiaggio: Rodolfo Bianchi.
Assistente al doppiaggio: Francesca Rizzitiello.
Fonico di doppiaggio: Maurizio Solofra.
Fonico di mixage: Fabio Cuturi.


Nella tana dei lupi
(Den of Thieves, 2018)
distribuito da Koch Media

Su Rai3 il 2 ottobre 2021: scheda del doppiaggio recuperata da RaiPlay.

Personaggio Attore Doppiatore
“Big Nick” O’Brien Gerard Butler Luca Ward
Donnie Wilson O’Shea Jackson jr. Fabio Boccanera
Ray Merrimen Pablo Schreiber Massimo Bitossi
Enson Levoux Curtis “50 Cent” Jackson Pino Insegno
Bo “Bosco” Ostroman Evan Jones Andrea Lavagino
Debbie O’Brien Dawn Olivieri Claudia Catani
“Tony Z” Zapata Kaiwi Lyman David Chevalier
Gus Henderson Mo McRae Daniele Raffaeli
“Borracho” Magalon Maurice Compte Christian Iansante

Responsabile edizione: Romina Franzini.
Edizione italiana a cura della CDC Sefit Group.
Dialoghi italiani e direzione del doppiaggio: Sandro Acerbo.
Assistente al doppiaggio: Gioia Masi.
Fonico di doppiaggio: Fabio Benedetti.
Fonico di mix: Fabio Tosti.


Knockout – Resa dei conti
(Haywire, 2011)
distribuito da Moviemax

Su 20 il 3 ottobre 2021: scheda del doppiaggio recuperata da MediasetPlay.

Personaggio Attore Doppiatore
Mallory Kane Gina Carano Laura Lenghi
Kenneth Ewan McGregor Francesco Bulckaen
Alex Coblenz Michael Douglas Gino La Monica
Rodrigo Antonio Banderas Antonio Sanna
Paul Michael Fassbender Francesco Prando
Aaron Channing Tatum Alessandro Budroni
John Kane Bill Paxton Ennio Coltorti
Scott Michael Angarano Davide Perino

Doppiaggio a cura di Studio ASCI.
Dialoghi italiani e direzione del doppiaggio: Massimo Corvo.
Assistente del doppiaggio: Nadia Aleotti.
Doppiaggio e pre-mix: Fono Roma Film Recording.
Mix: Larry Blake – Swellton Labs, New Orleans.


L’uomo con i pugni di ferro
(The Man with the Iron Fists, 2012)
distribuito da Universal

Scheda del doppiaggio recuperata da MediasetPlay.

Personaggio Attore Doppiatore
Blacksmith RZA Pino Insegno
Jack Knife Russell Crowe Luca Ward
Madame Blossom Lucy Liu Giò Giò Rapattoni
Silver Lion Byron Mann Francesco Prando
Lady Silk Jamie Chung Chiara Gioncardi
X-Blade Rick Yune Niseem Onorato
Brass Body Dave Bautista Roberto Draghetti
Poison Dagger Daniel Wu Francesco Bulckaen

Doppiaggio a cura della SEDIF.
Dialoghi italiani e direzione del doppiaggio: Marco Guadagno.
Assistente al doppiaggio: Elena Federico.
Sonorizzazione: Technicolos S.p.A.
Fonico di doppiaggio: Daniele Biagiotti.
Mix: Francesco Cucinelli.


I segreti di Wind River
(Wind River, 2017)
distribuito da Eagle Pictures

Su Rai4 il 2 ottobre 2021: scheda del doppiaggio recuperata da RaiPlay.

Personaggio Attore Doppiatore
Cory Lambert Jeremy Renner Christian Iansante
Jane Banner Elizabeth Olsen Benedetta Degli Innocenti
Ben Graham Greene Luca Biagini
Curtis Hugh Dillon Alessio Cigliano
Wilma Julia Jones Francesca Manicone
Martin Gil Birmingham Roberto Draghetti

Edizione italiana: Studio Emme.
Dialoghi italiani: Federico Nobili.
Direzione del doppiaggio: Rodolfo Bianchi.
Assistente al doppiaggio: Francesca Rizzitiello.
Fonico di doppiaggio: Maurizio Solofra.
Fonico di mix: Fabio Cuturi.


The Bouncer – L’infiltrato
(Lukas, 2018)
inedito in home video

Scheda del doppiaggio recuperata da RaiPlay.

Personaggio Attore Doppiatore
Lukas Jean-Claude Van Damme Roberto Draghetti
Jan Dekkers Sam Louwyck Dario Oppido
Maxim Zeroual Sami Bouajila Mirko Mazzanti
Lisa Zaccherini Sveva Alviti Sveva Alviti
Sarah Alice Verset Sophia Strati
Geert Kevin Janssens Luca Ciarciaglini

Edizione italiana: Tecnomovie.
Direttore del doppiaggio e dialoghi: Massimiliano Painelli Perrella.
Assistente al doppiaggio: Valentina Rosso.
Fonico di doppiaggio e sincronizzazione: Davide De Luca.
Fonico di mix: Paolo Baglio.


Gamer
(id., 2009)
distribuito da MHE

Scheda del doppiaggio recuperata da RaiPlay.

Personaggio Attore Doppiatore
Kable/Tillman Gerard Butler Massimo Corvo
Ken Castle Michael C. Hall Fabio Boccanera
Simon Silverton Logan Lerman Flavio Aquilone
Angie Amber Valletta Chiara Colizzi
Gina Parker Smith Kyra Sedgwick Alessandra Korompay
Humanz Ludacris Alessandro Ballico
Trace Alison Lohman Francesca Manicone

Doppiaggio a cura di Studio ASCI.
Dialoghi italiani e direzione del doppiaggio: Massimo Corvo.
Assistente al doppiaggio: Nadia Aleotti.
Sonorizzazione: Fonoroma Film Recording.
Fonico di doppiaggio: Roberto Martinelli.
Mix: Sandro Pallotini.


Jobs
(id., 2013)
distribuito da Universal

Su IRIS il 6 ottobre 2021: scheda del doppiaggio recuperata da MediasetPlay.

Personaggio Attore Doppiatore
Steve Jobs Ashton Kutcher Gianfranco Miranda
Steve Wozniak Josh Gad Nanni Baldini
Mike Markkula Dermot Mulroney Massimo Rossi
Daniel Kottke Lukas Haas Simone D’Andrea
Arthur Rock J.K. Simmons Gianni Giuliano
John Sculley Matthew Modine Alessio Cigliano
Chris-Ann Brennan Ahna O’Reilly Francesca Manicone
Al Alcorn David Denman Massimo Bitossi
Rod Holt Ron Eldard Alberto Bognanni

Edizione italiana: Cast Doppiaggio S.r.l.
Adattamento dialoghi: Cristina Giachero / Carlo Valli.
Direttore del doppiaggio: Carlo Valli.
Assistente al doppiaggio: Sabina Montanarella.
Sonorizzazione: Digital Post & Cast.
Fonico di mixage: Fabrizio Pesce.
Fonico di doppiaggio: Marco Del Riccio.


12 anni schiavo
(12 Years a Slave, 2013)
distribuito da 01 Distribution

Su IRIS il 4 ottobre 2021: scheda del doppiaggio recuperata da MediasetPlay.

Personaggio Attore Doppiatore
Solomon Northup Chiwetel Ejiofor Fabio Boccanera
Edwin Epps Michael Fassbender Alessio Cigliano
Bass Brad Pitt Sandro Acerbo
Freeman Paul Giamatti Massimo Rossi
Tibeats Paul Dano Jesus Emiliano Coltorti
Patsey Lupita Nyong’o Erica Necci

Edizione italiana: CDC Sefit Group.
Dialoghi italiani e direzione del doppiaggio: Sandro Acerbo.
Assistente al doppiaggio: Silvia Ferri.
Fonico di doppiaggio: Sandro Galluzzo.
Fonico di mix: Fabio Tosti.


Un’ottima annata
(A Good Year, 2006)
distribuito da Medusa

Su La5 il 6 ottobre 2021: scheda del doppiaggio recuperata da MediasetPlay.

Personaggio Attore Doppiatore
Max Skinner Russell Crowe Luca Ward
zio Max Albert Finney Bruno Alessandro
Fanny Chenal Marion Cotillard Anne Marie Sanchez
Christie Roberts Abbie Cornish Federica De Bortoli
Francis Duflot Didier Bourdon Jean Charles Putzolu
Charlie Willis Tom Hollander Niseem Onorato
Max ragazzo Freddie Highmore Jacopo Castagna
Gemma Archie Panjabi Francesca Fiorentini
Ludivine Duflot Isabelle Candelier Gaia Bastreghi
Nathalie Auzet Valeria Bruni Tedeschi Anna Sesia

Dialoghi italiani e direzione del doppiaggio: Fiamma Izzo.
Doppiaggio eseguito da Pumaisdue.
Assistente al doppiaggio: Simona Romeo.
Sonorizzazione: Technicolor Sound Services Rome.
Fonico di doppiaggio: Attilio Salinetti.


Ma
(id., 2019)
distribuito da Universal

Su Italia2 l’8 ottobre 2021: scheda del doppiaggio recuperata da MediasetPlay.

Personaggio Attore Doppiatore
Sue Ann “Ma” Octavia Spencer Cinzia De Carolis
Maggie Diana Silvers Giulia Franceschetti
Erica Juliette Lewis Eleonora De Angelis
Haley McKaley Miller Roisin Nicosia
Andy Corey Fogelmanis Federico Campaiola
Chaz Gianni Paolo Manuel Meli
Ben Luke Evans Simone D’Andrea

Edizione italiana a cura della CDC SEFIT GROUP.
Dialoghi italiani e direzione del doppiaggio: Roberto Gammino.
Assistente al doppiaggio: Gioia Masi.
Fonico di doppiaggio: Fabio Benedetti.
Fonico di mix: Fabio Tosti.


La preda di Cupido
(Cupid’s Prey, 2003)
inedito in home video

Su 7Gold il 7 ottobre 2021.

Personaggio Attore Doppiatore
Iris Wetherton Joanna Pacula Antonella Giannini
Jeremy Wetherton Jack Wagner Romano Malaspina
Rebecca Swain Katrina Browne Laura Lenghi
Matt Wetherton Glen Drake Fabio Boccanera

Edizione italiana: Award Art Communication.
Dialoghi italiani: Cristina Fenuccio.
Direzione del doppiaggio: Andrea Ward.
Assistente al doppiaggio: Lorena Colizza.
Sonorizzazione: Cooperativa Cortese.
Mix: Stefano Morandi.


The Looney Tunes Show
(id., 2011)

In replica su Italia1 da settembre 2021. Scheda del doppiaggio recuperata da Italia1.

Personaggio Attore Doppiatore
Daffy Duck Jeff Berman Marco Mete
Bugs Bunny Jeff Berman Davide Garbolino
Porky Pig Bob Bergen Massimiliano Alto
Lola Bunny Kristen Wiig Deborah Ciccorelli
Pepe le Pew Rene Auberjonois Gerolamo Alchieri
Marvin il Marziano Eric Bauza Mino Caprio
Speedy Gonzales Fred Armisen Gabriele Patriarca
Yosemite Sam Maurice LaMarche Pierluigi Astore
Elmer Fudd Billy West Marco Baroni
Nonna June Foray Monica Bertolotti
Foghorn Leghorn Jeff Berman Alberto Angrisano
Silvestro Jeff Berman Roberto Pedicini
Titti Jeff Berman Ilaria Latini
Taz Jim Gummings Roberto Pedicini

Edizione italiana: Studio Emme.
Dialoghi italiani: Federico Nobili.
Direzione del doppiaggio: Fabrizio Temperini.
Assistente del doppiaggio: Valerio Rossi.
Fonico di mix: Fabio Cuturi.


L.

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[Comics] The Conjuring – The Lover 5 (2021)

Cover di Bill Sienkiewicz

Era solo questione di tempo prima che la Warner Bros decidesse di far fare il salto di qualità al Conju-verse, il suo universo narrativo nato dai casi dei coniugi Warren che da quasi dieci anni guadagna più di qualsiasi altro prodotto WB del nuovo millennio: è il momento che l’universo si espanda, infestando anche il medium fumetto.

Ecco l’elenco degli eStore dove potete trovarlo a soli 99 centesimi

A luglio 2021 (ma datato settembre!) la testata “DC Horror Presents” ospita una serie di storie brevi nell’universo di The Conjuring sullo stile degli storici fumetti horror d’annata, con tanto di false pubblicità interne che promettono occhiali a raggi X ed invocazioni demoniache che ti fanno rimorchiare in fretta.

La storia principale (a puntate mensili) è The Lover, scritta da David Leslie Johnson-McGoldrick (sceneggiatore di The Conjuring 2 e 3, ma anche di Aquaman) e Rex Ogle, e disegnata da Garry Brown, poi volta per volta ci sono storie brevi legate in qualche modo ad elementi della saga filmica.


The Lover (5)
Finale

Jessica ormai è a un punto morto… è proprio il caso di dirlo! Ha appena ucciso la ragazza che ama, credendo fosse l’Occultista, ed ora l’entità che da tempo la sta perseguitando la vuole spingere al suicidio, così da stare insieme per sempre.

Mai andare dove un’entità diabolica ti indica

In fondo l’entità diabolica ha gioco facile, Jessica sa che in fondo in fondo non è semplice essere omosessuale in questo mondo, sa che una parte di lei non ha voluto tutto questo e magari ha accoltellato a ragion veduta la sua ragazza. Già solo questo basta a compiere il fatale salto nel vuoto…

Un altro lavoro ben riuscito dell’Occultista, ed ora può dedicarsi ad un’altra vittima… quella del film The Conjuring 3 (2021)!!!

Un altro lavoro ben fatto!

Con questa chiusura, che rivela la storia essere un prequel del terzo film, si conclude quello che spero sia solo il primo di una serie di cicli con cui la DC Comics racconta a fumetti un universo narrativo che riesce decisamente meglio su carta che su schermo.


Intervallo

Il nostro David Leslie Johnson-McGoldrick continua a divertirsi inventando pubblicità di oggetti inesistenti dal Conju-verse, però decisamente più interessanti di tutti i film!

Non potete perdere l’occasione di acquistare una Suoretta: la suora in Lambretta! «Non avete idea di quanti chilometri faccia con un pieno di malvagità!»

E “Vacanze romane” muto!

Come optional vanta il clacsuoron, il clacson con l’urlo della suora di paura!

Tutti si scanseranno a questo suono!

Perché i film non sono scritti con lo stello livello di creatività?


Tales from the Artifact Room:
The Chalice

Torniamo seri e andiamo nella Germania dell’Ovest nel 1951, precisamente nell’Abbazia di Metten, all’epoca un nido di spie (almeno stando a questa storia). La bibliotecaria dell’abbazia segue una donna che all’apparenza trama per aiutare dissidenti politici, ma in realtà li fa uscire allo scoperto solo per sacrificarli e versare il loro sangue nei propri riti satanici.

Le guerre vanno e vengono, una messa nera è per sempre…

Guerra Fredda, sangue caldo…

Dominike “Domo” Stanton scrive e disegna una storia velocissima e fulminante molto più divertente dell’oggetto che racconta.

Con un rito di sangue si conclude questa ottima prova della DC Comics, capace di rendere a fumetti un universo narrativo nato su schermo ma che decisamente funziona meglio su carta. Spero di cuore che continui l’esperienza.

L.

– Ultimi post del Conju-verse:

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