Jumpin’ Jack Flash (1986) Auguri, Whoopi!

Oggi compie 66 anni Whoopi Goldberg, e visto che sono stato testimone oculare della sua nascita artistica mi sembra giusto raccontare di quando Whoopi non era ancora la barista dell’Enterprise ma una comica che non faceva ridere: una semplice americana che non capiva i testi dei britannici Rolling Stones…

Fate un salto da Sam Simon, che si è unito ai festeggiamenti recensendo Il colore viola.


Goldberg in the Sky with Spielberg

Nel 1986 entra in Casa Etrusca quella macchina delle meraviglie chiamata “videoregistratore”: per i giovani, era il Netflix dell’epoca, solo che invece di stare sul divano e cliccare sullo schermo dovevi raggiungere le tante videoteche che erano nate in giro e cliccare sulle custodie delle videocassette esposte, ma per il resto era uguale.

Il 24 marzo di quell’anno la cerimonia degli Oscar aveva fatto esplodere il mondo: tutti se ne sbattevano di chi aveva effettivamente ricevuto la statuetta, perché il vero protagonista era il film che aveva ricevuto tipo cento nomination senza vincerne manco una. Un film di un ebreo che parlava di schiavitù nera. Una roba talmente esplosiva che pure la rivista “Nazismo Oggi” lo lodava e gli batteva le mani.
Quella sonnacchiosa mosceria romantichella de La mia Africa vince i premi principali ma l’attenzione del mondo è tutto per Il colore viola di Spielberg, i cui tre attori principali avranno una carriera leggermente scintillante: Danny Glover, Whoopi Goldberg e Oprah Winfrey. Potreste averne sentito parlare…

La Warner Bros ha speso 15 milioni per un film che in patria ne ha fruttati cento: i dirigenti hanno tutti gli occhiucci a forma di dollaro e si sbrigano a sommergere di copioni gli attori in questione.

Mentre la famigliola etrusca noleggia Il colore viola e rabbrividisce alle durissime vicende raccontate, la Warner si presenta con i pugnetti chiusi ai due protagonisti: Danny Glover sceglie una mano e si becca Arma letale (1987), vincendo tutto, Whoopi sceglie la mano sbagliata e si becca Affittasi ladra, la seconda delle scelte sbagliate della sua carriera delle origini.
Vivendo più in videoteca che altrove, seguivo passo passo la sua carriera e mi sono beccato i suoi due primi madornali errori, cioè i due film da protagonista con cui Whoopi ha bruciato qualsiasi successo ottenuto da Il colore viola. Di Affittasi ladra, che parla di una libraia, vi parlo oggi sul mio blog “Non quel Marlowe“. Qui presento invece il primo grande errore dell’attrice: Jumpin’ Jack Flash.


La (non) distribuzione

Il film esce in patria il 10 ottobre 1986 e riceve il visto della censura italiana il 12 febbraio 1987.

Nel maggio 1988 la CBS-Fox lo presenta in videocassetta, anche nella mitica collana economica “Silver & Gold” (nel 1992): il “Radiocorriere TV” ci dice che appena uscito il film si piazza al quarto posto dei più venduti o noleggiati.

Una delle rare apparizioni del film in italiano finiti gli Ottanta

La prima visione televisiva arriva solo il 17 aprile 1991, su Rete4 in terza serata, stesso destino toccato ad Affittasi ladra, e proprio come il suo “socio” anche in questo caso dopo qualche replica il film in lingua italiana scompare nel nulla.


Entità con i dreadlocks

Nel 1986 due dei più grandi produttori di Hollywood, Lawrence Gordon e Joel Silver, gestiscono per la 20th Century Fox due esseri indefinibili… e pieni di dreadlocks. Uno è il Predator, l’altro è Whoopi Goldberg: ditemi voi quale dei due viene dallo spazio.

La faccia delle due entità quando scoprono di essere ingaggiate da Gordon e Silver per la Fox

Se il primo essere dalla faccia strana viene affidato a un regista problematico come John McTiernan, il cui maggior difetto è di non essere lo zerbino dei produttori, l’altro viene affidato ad un altro regista che non riuscirà a far durare a lungo il proprio grandissimo talento: Penny Marshall, che purtroppo ci ha lasciati nel 2018.

Sono cresciuto con Penny, quando era giovane co-protagonista della sit-com “Laverne & Shirley” (lei è a sinistra, nella foto), che vedevo su piccoli canali regionali, gli stessi che mandavano in onda “Henry e Kip”, con il giovane Tom Hanks, che sarà diretto dalla Marshall in Big (1988): potreste aver sentito parlare di questo film.
Risvegli (1990) e Ragazze vincenti (1992) sono capolavori che stanno lì a dimostrare quanto fosse brava Penny Marshall come regista, ma purtroppo trovava lavoro solo come attrice: il cinema ci ha perso parecchio.

Penny esordisce alla regia cinematografica con Jumpin’ Jack Flash e poi dirige Big (1988): ci sarà un motivo se il primo titolo è pressoché ignoto mentre il secondo è entrato nella storia del cinema. E non è certo colpa della Marshall, semplicemente Whoopi non funzionava su grande schermo, anche perché aveva sceneggiature da mani in faccia.

Riguardo questo film c’è però un problemino ulteriore: non era stato scritto per Whoopi, l’essere indefinibile coi dreadlocks ci è piombato dentro come un Predator pronto a distruggere tutto.


Esce Shelley entra Whoopi

I giovani d’oggi probabilmente non ricordano più Shelley Long, ma posso testimoniare come negli anni Ottanta fosse il nome più luminoso alla voce “attrice brillante, carina ma non fatalona”: grazie all’enorme successo della sit-com “Cin Cin” (Cheers, e non sto citando Cassidy!), Shelley è piombata negli anni Ottanta come un Predator pronto a conquistare tutti i propri trofei.
Per me il suo capolavoro è stato Una fortuna sfacciata (1987) di Arthur Hiller. Vi assicuro che nei maschilisti anni Ottanta non era affatto scontato trovare un film con due donne protagoniste, e addirittura impegnate a far ridere… assurdo! Le donne non sono comiche! Per abbattere questo stupido luogo comune ci volevano due titane come Shelley Long e Bette Midler, due donne comiche che in una serie di rocambolesche avventure riescono ad avere la meglio sul maschilista Peter Coyote.

Il volto su cui era nato il film Jumpin’ Jack Flash

Nella metà degli anni Ottanta Shelley Long era roba forte, un’attrice frizzantina che ti acchiappava tutto quel pubblico femminile che le fatalone mezze nude scelte dai maschietti facevano allontanare. Così il “New York Daily News” dell’11 novembre 1985 riporta una buona notizia per tutti gli amanti della commedia di qualità: la Long è stata scelta per interpretare un’esperta di computer – il suo personaggio infatti era sempre quello della “secchiona” – che si ritrova invischiata suo malgrado in una balzana storia di spionaggio russo.
Il regista Howard Zieff, ci informa il pezzo, passa il suo tempo a commissionare stesure del copione, e ormai non si contano più le volte in cui la storia è cambiata e ricambiata, in attesa di trovare la versione giusta.

Il “Los Angeles Times” del 29 dicembre 1985 ci informa che ci sono addirittura dieci sceneggiatori ingaggiati per gestire quello che ormai è un indigesto minestrone informe di ciò che poteva essere all’inizio, poi passa un giorno e il “Newsweek” del 30 dicembre ci informa che siamo arrivati a diciotto sceneggiatori a lavoro sul film. Ma la notizia di quel giorno è un’altra: la Long non fa più parte del progetto, è arrivata Whoopi.

Il volto che alla fine è stato usato per il film: trovate le differenze

Intanto a novembre si inizia a girare, mentre l’esercito di scrittori – fra cui pure Steven E. de Souza – scrive, riscrive e riscrive ancora pezzi di copione, ma dopo dieci giorni di riprese il regista Zeff fa “ciao ciao” con la manina, a causa delle solite vaghe “divergenze creative”.
Poco male, perché è andato a girare 4 pazzi in libertà (1989), che è un capolavoro amato ancora oggi, al contrario di Jumpin’ Minestrone Annacquato Flash.

A Casa Etrusca la visione di 4 pazzi in libertà ha illuminato la serata: dopo già dieci minuti del film con Whoopi rimpiangevamo i soldi buttati per noleggiarlo.


Jumpin’ Jack Flash,
it’s a gas! gas! gas!

Se vi arrivasse una mail in cui una spia russa vi chiede aiuto per uscire da una brutta situazione e tornare in patria, sono abbastanza sicuro che la segnalereste come “spam” e via, non ci pensereste più. Invece negli anni Ottanta si credeva sul serio che si potessero ricevere messaggi del genere e fossero anche veri, e magari un principe africano ci chiede dei soldi per sbloccare un’eredità stratosferica da dividere.
In fondo sono anni in cui i comici teatrali andavano a fare i geni del computer su grande schermo: se Richard Pryor poteva fare il genio informatico in Superman III (1983), allora anche Whoopi può ricoprire lo stesso identico ruolo qualche anno dopo, specificando che in tutto l’ufficio finanziario di alto profilo in cui lavora – dove peraltro sono tutti bianchi – è lei l’unica che sappia davvero far funzionare i computer.

Va’ che spremuta di anni Ottanta!

Confondendo la rete con l’etere – infatti sullo schermo di Whoopi passano immagini di una trasmissione russa, come se lo schermo di un computer fosse un televisore! – l’esercito di sceneggiatori fa dunque ricevere alla protagonista un messaggio misterioso da una spia, che scatenerà una serie di vicende pseudo-comiche che ci ammorberanno per il resto del film, in cui Whoopi dovrà fare di tutto per sventare una cospirazione internazionale.

Tutto nasce da pochi caratteri a cristalli liquidi

La trama scalcinata si ricollega a quel genere “eroe per caso” tipico dell’epoca, penso ad alcuni aspetti dell’ottimo Spie come noi (1985) con la coppia Aykroyd-Chase ma soprattutto al coetaneo L’uomo con la scarpa rossa (1985) con il giovane Tom Hanks, cioè una storia con un protagonista del tutto alieno al mondo dell’azione e dello spionaggio che d’un tratto, indipendentemente dalla propria volontà, si ritrova incastrato in una trama internazionale che lo porterà a contatto con l’azione e lo spionaggio.
Sembrava una trama blindata per lanciare Whoopi, che doveva limitarsi a lasciarsi guidare da un successo scritto a tavolino: per questo fa ancora più male quando il risultato è sbagliato su tutta la linea.

Il Grande Ingranaggio continua a girare e Proud Whoopi continua a bruciare (la sua occasione filmica)

Vestendo come una stracciona schizofrenica sotto amfetamina, per far vedere quanto è alternativa, Whoopi bofonchia robe, parlotta, va per conto suo, penso si dimentichi che ci sono le cineprese perché sta girando un film, semplicemente whoopa in giro, senza alcun motivo.
I soliti cattivi russoski anni Ottanta cercano di fermarla mentre lei aiuta la super-spia nell’impresa più ardua di tutte: cercare di fare un qualsiasi collegamento con la canzone che dà il titolo al film. Purtroppo è una missione destinata a fallire: se l’avessero intitolato “Il ballo del qua qua” avrebbe avuto molto più senso.

Whoopi che fa Mick Jagger: momenti di alto cinema…

Probabilmente le battute di Whoopi funzionavano nei teatrini newyorkesi dei primi anni Ottanta, ma come ogni altro comico che sia sbarcato su grande schermo c’è voluto tempo per capire che i due media sono le cose più diverse mai apparse in natura. Perciò quando in questo film Whoopi smette i panni da stand-up comedian e fa l’attrice, è grezza perché ovviamente è fuori dal suo ambiente e sta ancora imparando.
Quando invece torna al suo mestiere e fa le battutine, ti chiedi come sia possibile che davvero qualcuno la considerasse comica.

Ritrovo qui lo stesso madornale errore compiuto da Chris Rock nell’ottimo Bad Company (2002), dove fa l’attore per tutto il tempo poi d’un tratto piazza lì due battutine da avanspettacolo che non c’entrano una mazza con la vicenda.
Ecco, qui Whoopi fa lo stesso, con la differenza che non fa l’attrice quindi il film non funziona, men che mai quando d’un tratto lei comincia a girare per strada facendo battutine da locale di provincia.

«Perché la chiamano biancheria anche quando non è bianca?» BATTUTONE!

«It’s a gas! gas! gas!» canta Mick Jagger nella canzone senza senso che dà il titolo a un film senza senso, simboleggiando alla perfezione ciò che esce da uno degli orifizi dello spettatore: questo film è il gas emesso da chi lo vede.
Per fortuna dopo un periodo di allontanamento dal cinema Whoopi ha poi trovato altre dimensioni, e l’Oscar vinto con Ghost (1990) le ha fatto capire che su grande schermo deve fare l’attrice, non la stand-up comedian.


Conclusione

Nel 1987 esce Bad di Michael Jackson, un album musicale di cui potreste aver sentito parlare dato il successo leggerissimamente sterminato, anche perché ha dato vita ad alcuni dei videoclip più iconici della storia della musica. Fra gli altri, c’è quella spremuta di stelle anni Ottanta che è Liberian Girl (1989).
Quando passava sulla nostra Videomusic, smettevi di fare qualsiasi cosa e rimanevi lì, imbambolato a contare quanti mostri sacri avevano risposto alla chiamata di Michael.

Guarda, Carl Weathers è di nuovo alle prese con il Predator!

In mezzo alla spremuta di divi c’è anche Danny Glover, contento di aver scelto la proposta giusta, ma anche la sua collega meno fortunata Whoopi, che chiacchiera con Carl Weathers: entrambi hanno appena fatto per Joel Silver due film ambiziosi ma dal risultato decisamente discutibile. Al che lei propone:

«Potremmo fare un seguito di Jumpin’ Jack Flash e di Action Jackson, e chiamarlo Jumpin’ Jack Jackson

Credo che quella sia l’ultima volta che Whoopi ha citato il proprio film: a parità di acconciatura, il Predator ha vinto di misura.

L.

Informazioni su Lucius Etruscus

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28 risposte a Jumpin’ Jack Flash (1986) Auguri, Whoopi!

  1. Sam Simon ha detto:

    Buon compleanno Whoopi! Solo sul Zinefilo le potevano arrivare degli auguri che citano non una, non due, ma ben TRE volte Predator! X–D

    Di questo film non ho memoria, e mi sembra che sia una cosa positiva… Vhe belli questi festeggiamenti comuni! :–D

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  2. Conte Gracula ha detto:

    L’ho visto così tanto tempo fa che non ricordo quasi nulla, ero un bambino e ricordo che ai tempi mi era piaciuto, ma non riesco a dire di più.
    Come attrice mi è sempre stata simpatica, ma non escludo che dipenda anche dalla sua voce italiana 😛

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    • Lucius Etruscus ha detto:

      Chiusa la parentesi di questi suoi due primi film altamente discutibili, per fortuna Whoopi ha capito che era meglio fare l’attrice, e così ha rinunciato a quello slang e a quelle battutine che poi nel doppiare da noi diventavano follia pura. (Erano i tempi di “Nudo e crudo” con Eddie Murphy, in cui doppiatori italiani si inventavano di sana pianta stupidate da far dire a un comico che faceva riferimento a cose ignote in Italia)
      Diventata attrice, quindi universale, senza bisogno di vocette stupide e battutine da localino di provincia, ha dato ben migliore prova di sé.

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  3. Vasquez ha detto:

    Auguri Whoopi e grazie per le risate in “Ghost”, anche se…ce n’è voluto per farci dimenticare questo JJF! Mammamia l’imbarazzo, il fastidio, la noooia…non finiva più!
    In compenso il post è grandioso: Predator, Spie come noi, Arma letale, Ragazze vincenti…un compendio di mito!
    Adesso vado a rivedermi il video Michael. Secondo me ci trovo qualcuno che ai tempi non conoscevo. Però posso dire che “Blossom” la riconobbi solo io all’epoca 😀

    🎵 “Liberian girl
    You know that you came
    And you changed my world”🎶

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  4. Cassidy ha detto:

    Terribile questo film, super pubblicizzato nei passaggi televisivi che cercavano di sfruttare la notorietà dell’attrice, ma ogni volta che finivo per guardarlo mi ammazzavo di sbadigli, il massimo erano davvero le battute sugli Stones, che non mi hanno mai fatto ridere nemmeno per sbaglio, quindi questo film è perfetto per un compleanno Zinefilo 😉 Cheers

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  5. Zio Portillo ha detto:

    Anche a me la Goldberg non fa ridere manco per sbaglio tranne che in “Sister Act”, vero e proprio cult per mio padre che non si perde un suo passaggio televisivo manco se gli puntassi una pistola minacciandolo.

    A proposito di scelte sbagliate di Whoopi, vogliamo parlare di “Il mio amico Dino” dove fa da spalla ad un T-Rex (un proto BRIGHT dove al posto degli orchi e gli elfi ci sono i dinosauri).

    Detto questo, “JUMPIN’ JACK FLASH” lo vidi a scuola. La mia insegnante d’inglese delle elementari (!!!) era una tipa ………… (inserire aggettivo qui: strana / anticonformista / avanti / scema /….) tanto che ci faceva lezione studiando i testi di Bob Dylan, dei Beatles e degli Stones. Un giorno ci presentò la canzone JUMPIN’ JACK FLASH e ci fece vedere il film (per chi non l’ha visto ricordo che la Golberg addenta,… ehm… un membro maschile per fare male! Ma era un cattivo quindi non importa, vero?).

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    • Lucius Etruscus ha detto:

      A parte un paio di minuti in cui mandano la canzone, il collegamento con il brano degli Stones è davvero inesistente, sembra più una furbata per sfoggiare un titolo gagliardo 😛

      Una volta vinto l’Oscar, tutti sono andati a ripescare le cose più impresentabili di Whoopi, e solo allora la TV nostrana si è ricordata di questi due film, ignorati in precedenza. Diciamo che Whoopi ce ne ha messo per diventare poi una normale attrice e non più una comica.

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  6. Austin Dove ha detto:

    povera
    grandissimo sorriso ed è diventata una grande attrice 🙂

    auguri^^

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  7. Willy l'Orbo ha detto:

    Auguri Whoopi “Predator”! 🙂
    Del film ho ricordi assai sbiaditi, molto più nitida è la sensazione di malinconia quando vedo invecchiare gli attori che hanno segnato la mia adolescenza…mannaggia! 🙂

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  8. Giuseppe ha detto:

    Dopo aver fatto i più che meritati auguri di buon compleanno a Whoopi Goldberg, mi trovo a dover andare controcorrente: certo ci troviamo di fronte ad un’opera acerba, dove lei è ancora in cerca della strada che più le sarà congeniale su grande schermo (e non solo, Guinan docet), ma io non trovo affatto “Jumpin’ Jack Flash” così orribile, no, per quanto sia facile immaginare che ne sarebbe stato con Shelley Long protagonista… Comunque di certo superiore a pretenziose commediole thriller quali “Una valigia a quattro zampe” che tra l’altro, venendo ben quattordici anni dopo, ha l’ulteriore aggravante di appartenere già ad una fase più matura della sua carriera. Ecco, tutt’al più “Jumpin’ Jack Flash” è il film di Whoopi che a un neofita consiglierei di recuperare solo in un secondo momento (dopo “Ghost” e “Sister Act”, per dire), giusto per farsi un’idea dei suoi primi ruoli.
    P.S. “Weird Al” Yankovic? Ricordo che dopo ogni puntata di “Polo Ovest”, in pratica la geniale continuazione a metà anni ’90 del mitico “MegaSalviShow” -e sempre ad opera dello stesso Francesco Salvi- trasmessa dall’emittente lombarda Antenna 3 (nei cui archivi temo sia ormai rimasta ingiustamente del tutto sepolta e dimenticata), c’era regolarmente un piccolo spazio dedicato al grande “Weird Al” e alle sue video-parodie musicali 😉

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    • Lucius Etruscus ha detto:

      Purtroppo temo che a Roma non sia mai arrivato il Salvi post-Mega, o almeno non mi è mai capitato di vederlo: lanciare Werid Al penso fosse in perfetta sintonia con la sua comicità 😉

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      • Giuseppe ha detto:

        https://www.facebook.com/groups/34309866749
        Ecco, qui ne trovi alcuni rarissimi estratti tv salvati dai fan (escluse le accoppiate con Weird Al, ormai andate perdute): qualche anno fa Youtube, come suo solito, decise di chiudere l’account dedicato, cancellando così di fatto l’unica testimonianza rimasta in rete di un programma che avrebbe ancora da insegnare a tanti pretesi e presunti comici contemporanei… qualche buon’anima ha ricaricato la sigla finale, ma altro non c’è.

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      • Lucius Etruscus ha detto:

        Purtroppo sono bandito da facebook, ma sono contento che qualcuno si impegni a preservare questi tesori 😉

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  9. Pingback: [Books in Movies] Jumpin’ Jack Flash (1986) | nonquelmarlowe

  10. Lucius Etruscus ha detto:

    Sì, l’operato di Warner e delle emittenti è abbastanza misterioso.

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