The Kiss (1988) Il bacio del terrore

Secondo appuntamento con l’evento “Notte Horror 2021” di The Obsidian Mirror, dedicato al mitico ciclo omonimo di Italia1 dei tempi d’oro: il mio post è quello che chiude l’iniziativa, in pratica arrivo a pulire dopo la festa.
Anche stavolta, dopo La setta (1991), incappo in un immondo filmaccio quando invece speravo in qualcosa di almeno vagamente dignitoso: The Kiss invece già dal titolo dice tutto, visto che in nessun punto del film si parla di “baci” e quindi si conferma medaglia d’oro alle para-olimpiadi dei filmacci.

Uscito in patria il 14 ottobre 1988, riceve il visto della censura italiana il 10 agosto 1989 con il titolo Il bacio del terrore, e il 19 sicuramente è già in sala.
Columbia-Tristar lo porta in videoteca e il titolo finisce nella collana “Il grande cinema del terrore”, all’incirca nel 1995: proprio il 5 settembre di quell’anno il film viene trasmesso in seconda serata su Italia all’interno della mitica “Notte Horror“.

Un film totalmente privo di qualsiasi bacio

Siamo nel Congo belga del 1963, quando un ricco papà dell’anno decide di separare due sorelle: Mary rimarrà con lui tra le malattie e il razzismo, Felice invece partirà alla volta della civiltà insieme a un’istitutrice. Solo che durante il viaggio in treno detta istitutrice risulta essere adepta di non si sa che cosa, con tanto di idolo che ritrae il dio Non-si-sa-che-cosa (non pronunciate il suo nome perché potrebbe succedere non si sa che cosa), e di punto in bianco l’istitutrice si trasforma in strega e aggredisce la ragazzina. Alla stazione successiva l’istitutrice è una mummia sanguinolenta mentre la bambina pare indemoniata. Che è successo? Lo sa solo Non-si-sa-che-cosa, a noi rimane solo di invocare questo dio dell’indeterminazione.

L’idolo di Non-si-sa-che-cosa, dio dell’all’incirca

Passano 25 anni, siamo ai giorni nostri – cioè il 1988 – e Mary è diventata ricca casalinga disperata, con la figlia Amy (Meredith Salenger) che è appena diventata “soldato di Cristo”: il corrispettivo americano della nostra Comunione. Durante i festeggiamenti mamma Mary riceve una telefonata: «Sono Felice». «Beata te, che sei Felice», le risponderebbe Er Pomata, invece Mary è turbata da non si sa che cosa: sarà mica tornato il dio vago? «È tempo», le dice sibillina la sorella. Starà mica parlando agli sceneggiatori Tom Ropelewski e Stephen Volk incitandoli a dire qualcosa di sensato in questo film? Sarebbe in effetti tempo che anche noi spettatori sapessimo quale cazzo sia la trama, ma no, la sorella non aggiunge altro.

“Notte Horror” del 5 settembre 1995

Turbata dall’inconsistenza della sorella, che in fondo è adepta del dio Non-si-sa-che-cosa, protettore dei pressapochisti come gli autori di questo film, Mary il giorno dopo va subito al locale negozio di armi, che è la reazione tipica dell’americano medio: appena ti chiama tua sorella che non si sa cosa voglia, còmprati una pistola che non si sa mai. O meglio, non si sa che cosa.
Peccato che proprio mentre sta per decidere l’armigero acquisto la nostra Mary viene spazzata via da un furgone impazzito, ma la jella non finisce qui: trascinata dentro una vetrina, martoriata di vetri che le lacerano tutto il corpo eppur viva, la povera donna cerca di tirarsi fuori per evitare l’imminente scoppio dell’auto ma proprio quando pare avercela fata… un effettaccio splatter ci rivela che mentre la donna va da una parta, le sue gambe rimangono ferme.

Maciullata, frullata e liofilizzata da un incidente misterioso e inspiegabile – frutto palese del vendicativo dio del su per giù – Mary spira: è andata via, e già ne abbiamo tutti un po’ nostalgia, anche se non siamo i Gemelli Diversi.

Siamo a venticinque minuti di film e l’orizzonte è terso: non c’è traccia di trama che possa rovinare il quadro bucolico che solo il dio Non-si-sa-che-cosa poteva creare. Intanto però sulla tomba di Mary arriva a piangere ’sta famosa sorella che nessuno dei familiari ha mai visto: Felice, anche se al cimitero c’è poco da essere Felice.

Arriva Felice, anche se dalla faccia non sembra proprio

L’attrice polacca Joanna Pacula per molti anni è stata vittima di un errore di valutazione: tutti i distributori e pubblicitari spingevano e premevano per lanciarla nel mondo dello spettacolo come la bomba sexy più orgasmatica del mondo, ma la povera donna in ogni sua apparizione aveva lo sguardo tipico di chi ha appena subìto una colonscopia. Joanna Pacula più che della sessualità era il simbolo del sopruso e dell’abuso, bastava guardarla fingere di sorridere o di fare la sexy per capire che c’era lì accanto qualcuno che la stava obbligando con la forza a fare qualcosa che palesemente non era nelle sue intenzioni fare. Per fortuna il suo marchio di fabbrica – occhi vacui e sguardo spento – si sposa alla perfezione con il vacuo vagheggiare di una sceneggiatura supposta. (Nel senso che si suppone ci sia una sceneggiatura, finché diventa chiaro che così non è e ce la prendiamo tutti in quel posto.)

Che bello conoscersi a cavallo di una tomba…

Appena Felice arriva in famiglia, la famiglia smette di essere felice. Ad una sua amica la giovane Amy confessa che non si sente a proprio agio con questa zia appena acquisita e non vorrebbe che rimasse in casa, così dopo un po’… l’amica muore male. Perché muore l’amica, se la cattiveria l’ha detta Amy? Le vie di Non-si-sa-che-cosa sono infinite e nebulose, soprattutto nebulose. È stata la potenza psichica di Felice a far maciullare la ragazza dalle scale mobili? Domande inutili, il dio dell’imprecisione non parla, si limita ad imporre alla sua adepta di vestirsi come Actarus di “Goldrake”.

Tutina modello Actarus: all’anime della tutina!

Siamo a metà film e la ricerca della trama perduta ormai ha perso mordente, essendo chiaro che è stato tutto uno scherzone del regista, il quale dev’essersi detto fra sé e sé: voglio proprio vedere quando gli spettatori capiranno di essere stati presi per il naso da un non-film. Tanto c’è la Pacula, che con la sua espressione da costipata fa proprio sesso, sebbene pare abbia maggior bisogno di un purgante, e basta ritrarla di fronte a un altare per mettere paura a non si sa chi, con i riti satanici di Non-si-sa-che-cosa.

O dio del pressappochismo, fai un non so che pure a me

In una storia senza storia si alternano immagini senza alcun motivo né intenzione di spiegare alcunché. C’è ’sta tizia-mostro dai poteri indeterminati, dall’essenza imprecisa e ben determinata all’incertezza, mentre la vacua vaghezza vagheggia nel triste meriggio di un film inconsistente. L’unico guizzo che pare cogliere in questo nulla è il desiderio di ricopiare alcune idee del decisamente migliore Il bacio della pantera (Cat People, 1982), infatti Felice soffia come una gatta – senza che abbia alcun motivo per farlo – ed è protagonista di alcune scene di trasformazione ovviamente non spiegate né motivate ma palesemente ispirate al film di Paul Schrader, remake del culto omonimo del 1942.

Pacula che prova a fare la Kinski: cose tristi dal mondo

Essendo più che palese che la Pacula non è la Nastassja Kinski del 1982, lei sì capace di trasformare lo spettatore in gattone soffiante, neanche quell’aspetto del film ha alcun valore. In uno scontro finale che è pura commedia dell’assurdo, il peto è completo e possiamo emetterlo con grande senso di liberazione.

Perché fare un film senza alcuna trama? Perché imporre 90 minuti di puro nulla inframmezzati da scene splatter a casaccio ai poveri spettatori? E soprattutto, davvero qualcuno ha mai considerato sexy la Pacula? Io ogni volta che la vedo vorrei chiamare gli assistenti sociali perché è chiaro abbia subìto qualcosa di brutto, che porta impresso nella sua espressione spenta.

Povera Joanna, che ti hanno fatto?

Con uno dei film più brutti e stupidi degli anni Ottanta si chiude “Notte Horror 2021”: andate in pace, e che Non-si-sa-che-cosa riempia di approssimazione le vostre vite.

L.

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26 risposte a The Kiss (1988) Il bacio del terrore

  1. Giuseppe ha detto:

    Gran brutto film, l’unico mio ricordo a riguardo è che non aveva proprio niente per farsi ricordare…

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  2. Pingback: Notte Horror: dieci anni di film estivi | Il Zinefilo

  3. wwayne ha detto:

    Tu ci scherzi, ma la reazione dell’americano medio è DAVVERO quella che hai descritto: ho paura di qualcosa? Mi fiondo a comprarmi una pistola.
    Questa mentalità si tocca con mano anche nei film: quando c’è qualcuno o qualcosa che minaccia i protagonisti, 9 volte su 10 questi ultimi risolvono la pratica riempiendolo di piombo.
    Il tuo commento su Joanna Pacula è applicabile anche ad un’attrice dei giorni nostri, Angela Sarafyan: è bellissima, ma ha sempre uno sguardo talmente triste che suscita più compassione che pensieri porcelli. Se digiti il suo nome su Google Immagini, dovrai scavare un bel po’ prima di trovare una foto in cui sorride. Nonostante questo sono un suo grande fan: ne ammiro non solo la bellezza, ma anche il talento. E infatti sono andato a vedere Frammenti dal passato – Reminiscence per la sua sola presenza, e nonostante sapessi benissimo che interpretava solo una parte di contorno: è stata una scelta azzeccata, perché è uno dei film più belli che abbia visto quest’anno.

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  4. Pingback: Friday the 13th Part III: recensione del film

  5. Cassidy ha detto:

    Bisognerebbe interrogare il Dio di non-si-sa-cosa per chiedere dove sono finiti i baci del titolo. Povera Joanna “Actarus” Pacula, l’unico pregio di questo film non è nemmeno lei ma il tuo commento, ho fatto colazione ridendo come uno scemo (storia vera). Cheers!

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    • Lucius Etruscus ha detto:

      Questo evento Notte Horror mi ha dato l’occasione di vedere film di rara bruttezza, roba che sfida le leggi naturali, e che non avrei mai visto di mia spontanea volontà: da un certo punto di vista gli sono grato per tutta questa robaccia 😀

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  8. Vasquez ha detto:

    Anche se è un orrore di film invece di un film dell’orrore, in compenso la locandina è formidabile!

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    • Lucius Etruscus ha detto:

      Infatti mi è rimasta impressa sin dall’epoca, la vedevo sulle riviste e mi chiedevo sempre che film fosse, poi è scomparso nel nulla e ancora oggi è un film rarissimo: per fortuna l’ho trovato in inglese su YouTube, se no per rispettare l’impegno mi toccava comprare la VHS italiana su eBay, e non ne valeva proprio la pena.

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  9. Willy l'Orbo ha detto:

    Ahahah! Adoro le recensioni in cui mescoli stroncatura e ironia! Mi regali sollazzo senza dovermi sorbire il filmaccio (che dovrei avere ma non ho mai visto, chissà che non ci faccia un pensierino, chissà!) 🙂
    L’inizio in Congo mi ispirerebbe pure ma poi l’inconsistenza del tutto prende il sopravvento (“dio dell’all’incirca” è geniale!), negli ultimi post l’assenza di risposte a qualsivoglia domanda, anche elementare, di trama, è abbastanza ricorrente…potere della Z più cafona! 🙂

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  10. Zio Portillo ha detto:

    Non-si-sa-che-cosa-dire davanti a film come questi! (post esilarante Lucius!)

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  11. Austin Dove ha detto:

    ogni volta mi escludete dall’evento anche se io ci navigo nei film horror 😦

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  12. Pietro Sabatelli ha detto:

    I film della Notte Horror, che non ho visto, me li segno tutti, e in questo caso va nella lista delle schifezze, possibilmente da non vedere mai 😀

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