Stazione Luna (1966) Dark Side of Jerry Lewis

Se è celebre la “parte oscura” della Luna, lo è molto meno quella del noto comico Jerry Lewis, che si ritrovò ad interpretare una commedia sexy ambientata sul satellite terrestre e censurata in Italia per la sua licenziosità.
Quale modo migliore di celebrare i 50 anni dello sbarco sulla Luna?

Per tutti i blog partecipanti all’iniziativa, guardate in fondo al post

Tutti conosciamo Jerry Lewis e grazie ad una programmazione televisiva martellante chi, come me, è cresciuto negli anni Ottanta ha visto almeno dieci volte i suoi film più famosi. Con un piccolissimo particolare: parliamo di una minuscola parte di una lunga carriera, cioè solo quella accanto al cantante mollicone Dean Martin.
Come ogni storica coppia comica, i due attori a forza di essere amici non ce l’hanno fatta più e si sono dovuti separare prima di uccidersi a vicenda, quindi tutti i film con cui sono cresciuto da ragazzino sono dal 1956 in giù: dopo quella data c’è solo il povero Jerry che cerca di far ridere da solo. Riuscendoci di rado.
Dean si butta a fare qualche film di guerra, genere molto amato all’epoca, ma con il suo ruolo da ubriacone redento nel capolavoro Un dollaro d’onore (1959) di Howard Hawks fa mille volte bingo: inizia la sua luminosa carriera western, con ruoli mediamente dal buono all’ottimo, e avrà pure la parentesi “bondesca” con i quattro film di Matt Helm. In uno dei quali prenderà pure un calcio in faccia da Chuck Norris, ma questa è un’altra storia.

Povero Jerry, abbandonato nello spazio…

E Jerry? Quale genere può fare il buffone di Hollywood per eccellenza? Puoi fargli fare un film di guerra, western o spionistico? Andiamo, al massimo può fare una parodia di questi generi.
Così Lewis si ritrova a sfornare valanghe di commedie bambinesche che non fanno ridere se non quelli che pensano ancora a quand’era in coppia con Dean Martin. In mezzo al mare di titoli pressoché ignoti, semplicemente perché passano molto di rado in TV e spesso sono inediti in home video, ci sono anche curiose sperimentazioni. Come una… commedia sessuale!

Jerry ha l’ormone bollente e vuole che lo sappiano tutti

Da quell’allupato di Dean Martin, che per contratto doveva spupazzarsi il personaggio femminile di ogni sceneggiatura, non sarebbe stato strano aspettarsi una commedia sexy, ma da Jerry… andiamo!
Il nostro attore con la sua Jerry Lewis Productions ormai non ha più freni e moltiplica i suoi ruoli in ogni film, fino a interpretare tre o addirittura sette personaggi diversi, tutti per bambini, quindi non deve aver sollevato obiezioni quando la ricca 20th Century Fox gli ha offerto un ruolo scritto da due vecchi sceneggiatori in fin di vita – William Bowers e László Vadnay – palesemente a corto di idee.
Il risultato è forse fra i meno noti film dell’attore: Way… Way Out.

Probabilmente tra i film meno noti dell’attore

Uscito in patria americana il 26 ottobre 1966, la pellicola il 3 gennaio 1967 finisce sul tavolo di una censura italiana parecchio allibita: il comico per bambini Jerry Lewis che affronta problemi sessuali? Mica siamo nel ’68, andiamoci piano!

Il 7 gennaio 1967 il film ottiene il visto di censura italiano con il titolo Stazione Luna ma con il divieto ai minori di 14 anni, perché «presenta una tematica compiaciuta di eccessivo sessualismo».

«Anche il dialogo è infarcito spesso di battute scabrose che peraltro alcune scene sono troppo spinte per atteggiamenti dei protagonisti e la loro foggia di vestire».

Tutto vero, e quindi nasce un grave problema: Jerry Lewis è l’idolo dei bambini, sia al cinema che in TV… come si fa a proiettare e trasmettere un suo film vietato ai minori di 14 anni? Nessun quindicenne pagherebbe per vederlo fare battutine sessuali mascherate o per vedere una vecchia star in camicia da notte, quando può aver ben di meglio in altre sale!
Posso testimoniare come da ragazzino ho martirizzato i miei genitori: non credo di aver mai visto Jerry Lewis al cinema (sebbene ricordi perfettamente il suo ritorno in sala con Bentornato, picchiatello! del 1980) ma ogni passaggio televisivo di un suo film mi vedeva lì, seduto fedele davanti allo schermo. Ben disposto a morire di noia davanti alle smollicate canzoni insopportabili di Dean Martin.
Di Jerry sulla Luna non sapevo niente fino ad oggi…

Titolo italiano di un raro passaggio su Rete4

Il suo primo passaggio televisivo noto è nel pomeriggio di Canale5 di sabato 2 aprile 1983, ma probabilmente non è andato in onda: viene infatti di nuovo annunciato per domenica 3 aprile e infine nella notte dell’8 aprile. Che i dirigenti di Canale5 si siano accorti del divieto ai minori di 14 anni?
Italia1 lo ritrasmette il 23 ottobre successivo, di nuovo nel primo pomeriggio, poi succede qualcosa e dal 1984 la pellicola finisce nelle piccole reti locali: di nuovo, sarà colpa del divieto che dava problemi ai canali del Biscione? A parte un paio di passaggi, gli anni Ottanta del film finiscono così: come dicevo, vedevo e rivedevo fino allo sfinimento i film del comico che passavano in TV, nei primissimi anni Ottanta, ma di questo non ho mai sentito neanche il titolo.

Ignoto al mondo dell’home video, la Sinister Film lo riscopre e lo porta in DVD dall’ottobre 2016.

Tipico appartamentino del 1998

Siamo nel futuristico 1998 (data specificata alla fine del film) e la società americana ha fatto dei passi avanti ma è rimasta anche parecchio ferma. I passi avanti sono la colonizzazione parziale della Luna, però in TV si parla di un’integrazione razziale dei neri che ci vorranno molti anni per completare.
Se già questo non fosse abbastanza per capire che siamo nel medioevale 1966, a ricordarcelo ci pensa la propaganda americana anti-sovietica da Guerra Fredda, che curiosamente è stata una dittatura morale molto più terribile di quella che voleva combattere.

E ricordate che i russi mangiano i bambini!

Per motivi ignoti, le missioni spaziali di questo 1998 prevedono che gli astronauti rimangano un anno sulla Luna, in una stazione spaziale più simile al Grand Hotel che ad un modulo spaziale. Nascono ovviamente problemi di coabitazione, e un’astronauta russa accusa un suo collega americano di non aver saputo tenere le mani a posto.
Per evitare questo scandalo internazionale, il responsabile della NASA – il gigionesco Quonset (Robert Morley) – prima gioca la carta degli astronauti asessuati, rischiando una figuraccia peggiore con la giornalista che sghignazza, allora decide di cambiare approccio. Manderà sulla Luna una coppia sposata. Ma che soluzione è?

Ah, che tempi, quando si fumava in video

Per stessa ammissione dei personaggi, il matrimonio è un inferno e si può sopportare solo stando a debita distanza da quella strega della moglie: dopo aver detto una cosa del genere, come si fa poi a dire che una coppia sposata lasciata a stretto contatto per un anno sulla Luna non creerà problemi?
Ma questo è niente, il gusto continua a cadere quando si scopre che i due astronauti prescelti sono in crisi: lui non vuole fare le “cosacce” che la moglie gli chiede e passa tutto il tempo a parlare con la mamma, tanto che la neo-moglie non lo vuole più vedere. Di queste due tristissime macchiette va ricordato solo che sono interpretati da due giovani attori esordienti: James Brolin e Linda Harrison.
Due anni dopo lei, Miss Maryland, vestirà gli adamitici panni di Nova, l’umana muta de Il pianeta delle scimmie (1968) accanto a Charlton Heston; lui, futuro proprietario di Amityville, nel “vero” 1998 sposerà Barbra Streisand…

Il cameo di Linda Harrison e James Brolin vale più del film!

Nella bacinella d’acqua sporca che sono i moralismi americani, scopriamo che loro mica sono come quegli zozzi dei sovietici, che mandano sulla Luna coppie non sposate e che quindi giacciono nel peccato. Il problema è che l’unico astronauta rimasto è lo scapolone impenitente Peter Mattemore (Jerry Lewis), noto sciupafemmine che quando stacca alla NASA va a fare il viveur in giro.
Le uniche due scienziate rimaste disponibili sono una bella e una racchia: quale sarà, secondo voi, la scelta? Ovvio, la bella e bionda Eileen Forbes (Connie Stevens), che pudicamente prima rifiuterà – come può rimanere per tutta la vita legata ad un uomo che neanche conosce? – per poi accettare più velocemente del baleno.
Curioso come la cultura che ha fatto del divorzio uno stile di vita ancora nei libertini anni Sessanta sfondi gli zebedei con la favola del “per tutta la vita”.

Catalogo di mogli per astronauti

Con regole morali degne di un Medioevo televisivo, roba che i Padri Pellegrini troverebbero esagerata, si passa di situazione di cattivo gusto in situazione di pessimo gusto. Sposati al volo, Peter ed Eileen dovrebbero consumare e questo genera situazioni davvero tristi e battutine indegne.

Nozze al volo e prima notte sulla Luna!

La situazione si complica quando scopriamo che accanto alla loro casa sulla Luna ci sono due astronauti russi: Igor (Dick Shawn) e Anna (Anita Ekberg a solo sei anni da La dolce vita ma sembra sua zia!), due decerebrati che incarnano tutti gli stereotipi russi dell’americano medio.

La panterona russa e la moglie americana

Lui si ubriaca di vodka e balla le classiche danze tradizionali russe – senza che l’attore sappia cosa sta facendo – lei indossa completini succinti e desidera che Igor la sposi. Ora, se già è fumoso il motivo per cui Igor non vuole sposarsi («Siamo giovani e belli», continua a ripetere, non si sa perché) è ancor più fumoso perché lei voglia essere sposata.
Seguendo la malsana propaganda anti-sovietica – per la quale senza ragione gli americani sono convinti che i russi siano tutti libertini non sposati – perché mai una sovietica dovrebbe andare contro il proprio credo? Ah, già, che stupido: perché sposarsi è un valore così Alto che ogni donna vi ambisce, anche al di là della cultura in cui è nata.

La panterona che ha tanta voglia di sposarsi…

Può andare peggio questa stupidata di film? Sì, e ci va. Perché i bassi istinti di Jerry Lewis premono al vedere la panterona russa che gira a cosce all’aria e parla russoski, che fa sempre sangue, mentre la mogliettina americana fa la vipera acida. Ah, che profondo studio dei personaggi…

Scene che non vorrei mai aver visto

Poi arriva il Generale Stupidone (Brian Keith) che dice che siamo in guerra, poi no, non siamo più in guerra – palese effetto secondario della recente uscita del Dottor Stranamore (1964) di Kubrick – poi i russi russano e gli americani moraleggiano. Che triste spettacolo…

Tipica festa lunare, a base di vodka

Se questa fosse una commedia, uno potrebbe scegliere a proprio gusto se è divertente o meno; se Jerry Lewis facesse qualcosa, uno potrebbe apprezzarlo o meno; se il film andasse da qualche parte, uno potrebbe stabilire se ci sia arrivato. Niente di tutto questo avviene, c’è solo Jerry che fa il figo e sembra imitare la commedia all’italiana, novello Lino Banfi lunare che rimane con il “pene senza formeggio” (cit.).

La prima notte di nozze… passata con Frankenstein!

L’unico modo perché Igor accetti di sposare la moglie russoska – con un rito cattolico, ovvio, mica con l’eresia greco-ortodossa! – è che lei finga di essere incinta, e subito vuol esserlo anche l’americana: basteranno 12 giorni di notte lunare a Jerry Lewis per ingravidare la bionda moglie americana? Questo l’interrogativo con cui si chiude il film.
Dean Martin è stato il più furbo dei due, a scappare in tempo dalla coppia…

Che barba, che noia, che noia, che barba

Purtroppo la vita sulla Luna è l’aspetto meno studiato del film, troppo impegnato nella propaganda anti-sovietica e nel perpetrare puzzolenti stereotipi moralistici. Se almeno ci fosse stato un qualsiasi intento comico, o almeno umoristico, forse sarebbe da salvare: invece c’è solo da lasciarlo nella parte oscura della Luna, così da non rivederlo mai più.

L.

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Gli altri miei blog
che partecipano ai festeggiamenti:

  • “Non quel Marlowe” con: “Il finto sbarco lunare
    Storia di come si è diffusa un’idea veicolata dalla finzione cinematografica.
  • “Fumetti Etruschi” con: “Comunisti sulla Luna!” (2019)
    Una storia alternativa in cui sono stati i sovietici i primi a sbarcare sul nostro satellite.
  • “Gli Archivi di Uruk” con: “Primi sulla Luna!” (Urania 259)
    Scheda e incipit di un’Urania d’annata, quando ancora la Luna era lontana.
  • “30 anni di Aliens” con: “La Luna nell’universo alieno
    Per festeggiare i 50 anni dello sbarco sulla Luna, cosa potevo organizzare di “alieno”? Ho pensato di ricordare qualche apparizione del nostro satellite nell’universo alieno.
  • “Il CitaScacchi” con: “Scacchi verso la Luna” (1948)
    Per festeggiare i 50 anni dell’uomo sulla Luna, ecco una partita a scacchi di due pendolari verso Luna City.
  • “Myniature” con: “5 euro per 50 anni sulla Luna” (2019)
    L’IPZS (Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato) dal 5 luglio 2019 ha messo una moneta commemorativa per il 50° anniversario dello sbarco sulla Luna.
  • “IPMP: locandine italiane d’annata” con: “Stazione Luna” (1966)
    Locandina d’epoca della commedia sexy lunare con Jerry Lewis.

Gli altri blog dell’iniziativa:


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18 risposte a Stazione Luna (1966) Dark Side of Jerry Lewis

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  8. Cassidy ha detto:

    La vera coppia in crisi era quella composta da Lewis e Martin mi sa 😉 Non ho mai visto questo film, e ti ringrazio perché così non perderò tempo a recuperarlo, preferisco ricordare le commedie di Jerry Lewis davvero divertenti, questa con il suo moralismo e i suoi luoghi comune meglio tenerla nascosta, sul lato oscuro della Luna 😉 Cheers!

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  9. Willy l'Orbo ha detto:

    In questo anniversario speravo tirassi fuori dal cilindro un film Z anni 90 in cui Chuck Norris va a fare il Texas ranger sulla Luna salvo scoprire che lì si è rifugiato il lunatico Dennis Rodman inseguito dall’Hulk Hogan di Cose dell’altro mondo. Ma temo questo capolavoro non esista 😂🤣😂🤣😂
    Mi consolerò con la panterona russa 😉😅

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  10. Conte Gracula ha detto:

    L’autore di The Martian, Weir, ha scritto un romanzo ambientato nella prima città costruita sulla Luna. Devo ancora leggerlo.
    Dici che non c’entra niente col film? Beh, mi sa che questo non c’entra nulla con il Jerry Lewis che ricordo! XD
    Comunque, il marchio di fabbrica del cinema USA, “ricordiamo agli altri che siamo migliori di loro”, vedo che non è mai mutato dal passato a oggi. Solo i Simpson ci risparmiano di crederci, quando lo dicono.

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    • Lucius Etruscus ha detto:

      Gli anni Sessanta, poi, sono stati letali! Almeno i seguito c’è stata un po’ di contestazione e autori “scomodi” non allineati, ma nel campo “commedia per il grande pubblico” nessuno può sentirti urlare…
      Sono rimasto allibito davanti a questo Jerry! Per carità, non tutti i suoi film mi facevano ridere, da ragazzino, ma questo fa piangere…

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      • Giuseppe ha detto:

        … Con l’aggravante di una blanda cornice fantascientifica che non funziona esattamente come quella commedia intrisa di “sessualismo” che avrebbe preteso di essere (visto una sola volta e poi più). Andando a memoria, Un marziano sulla Terra era di certo più divertente di questa robetta…

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      • Lucius Etruscus ha detto:

        Qui Jerry non ha mai l’occasione di essere Jerry, come invece faceva nelle proprie produzioni: è semplicemente un fantoccio da far girare nel teatrino propagandistico della major. Per carità, era lo stile imperante all’epoca, ma il problema è che qui non funziona e si rimane con nulla in mano.

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  11. theobsidianmirror ha detto:

    Mioddio che boiata immane! Non ho mai amato i film del duo Lewis-Martin perché, al contrario di te, ho sempre l’ostacolo “Martin cantante” insormontabile. Se il Lewis da solo è tutto qui, allora forse ho fatto bene a dimenticarmelo…..

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    • Lucius Etruscus ha detto:

      Non posso giudicare da adulto, ma ricordo benissimo come fino ai 10 anni la noia mortale delle canzonette mollicone di Dean valesse per me la pena di essere affrontata, pur di gustare poi le gag di Lewis. Nei film che ho visto con Jerry da solo, si sentiva che mancava qualcosa: era come Bud senza Terence, mancava quell’energia della coppia.

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  12. babol81 ha detto:

    Oddio, Jerry Lewis sulla Luna? Non essendo appassionata né del comico né della fantascienza, non ne avevo mai sentito parlare!

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    • Lucius Etruscus ha detto:

      Io da ragazzino sono stato grandissimo appassionato di Jerry e da sempre amo la fantascienza… e neanch’io l’ho mai sentito nominare prima di ora! Una pessima distribuzione italiana ci ha tenuti tutti ben lontani dal film. 😉

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