Harbinger Down (2015) Lance Henriksen vs The Thing

Lo so, oggi dovrebbe essere il “Giovedì Cyborg”, ma il quarto capitolo della saga Nemesis di Albert Pyun ancora non sono riuscito a trovarlo, quindi ne approfitto per continuare a festeggiare gli 80 anni di Lance Henriksen con un suo film recente.

Il nome Alec Gillis dovrebbe farvi scattare mille campanelli, visto che dal 1986 è quello che ha portato su schermo tutte le nostre creature aliene preferite.
Nato anche lui, come i migliori, alla scuola di Roger Corman, passando sotto Stan Winston è cresciuto a livello esponenziale, e quando il Maestro ci ha lasciati si è messo con Tom Woodruff jr. per regalarci i migliori effetti speciali “veri” del cinema.
Poi un giorno gli è venuta voglia di scrivere e dirigere un film, in un disperato tentativo di riportare in vita lo stile horror anni Ottanta (quello vero) e tira fuori Harbinger Down… che in pratica è La Cosa (1982) di John Carpenter rifatta nel 2015.

La Koch Media lo porta in Italia dal giugno 2017 in DVD e Blu-ray con il titolo Harbinger Down. Terrore tra i ghiacci.

Il titolo che avrebbe La Cosa di Carpenter se fosse stato girato nel 2015

Gillis stavolta non ha il titano Fox ad aprire il portafoglio, anzi alla produzione fa tutto da solo con la propria casa ADI (Amalgamated Dynamics, Inc.), che condivide con Woodruff e che ha firmato tutti i costumi gommosi di Alien dal 1986 in poi e anche diversi costumi dei Predator, per non parlare di tanti altri splendidi mostri cinematografici: tipo quelli di Starship Troopers (1997).
Date le ristrettezze, un soggetto come quello carpenteriano è perfetto, così in pratica abbiamo una nave bloccata nei ghiacci come unica location, una manciata di attori – fra cui Matt Winston, figlio del maestro Stan – e tante budella di gomma, che di quelle i magazzini dell’ADI sono pieni. Dispiace che il risultato non sembra comunque aver premiato l’operazione: IMDb parla addirittura di circa 60 mila dollari di incasso, che è uno sputo in faccia. Non stupisce che a parte dei cortometraggi non sembra che Gillis girerà più film.

L’unica ambientazione dell’intero film

Qualcosa cade dal cielo, e indovinate dove cade? Bravi, dove cade sempre: fra i ghiacci polari. Mai una volta che cada in un deserto, no, sempre fra i ghiacci, seguendo un canone più che inflazionato.

Quando si parla di alieni, Lance è lì!

Comunque sul posto arriva casualmente la nave Harbinger del capitano Graff (un Lance Henriksen in splendida forma) che oltre a surgelare pesci e granchi dà uno strappo ai soliti studenti universitari che ficcano il naso dove non dovrebbero.
Peraltro qui viene detto che l’università in questione «ha più soldi del Vaticano»: mi permetto di dubitarne altamente. Che tenerezza gli americani, che non si rendono conto di quanto sia ricco il Vaticano.

A occhio e croce non mi sembrano granchi e pesci

Portata a bordo la “cosa strana” trovata fra i ghiacci, risulta subito chiaro che è qualcosa di davvero strano: perché non la tocchiamo e la apriamo, in barba a qualsiasi logica? Ma sì, dài.

«Che faccio, tocco?» «Vadi, contessa, vadi!» (cit.)

Scoperto che si tratta di una navicella sovietica che doveva riportare sulla Terra il suo pilota sovietico, quando c’era ancora l’Unione Sovietica, è il caso di fermare tutto e contattare le autorità competenti. Ma no, dài, tocchiamo tutto ancora un po’.
Non credo che debba proseguire nella trama: il resto l’avete già visto con La Cosa di Carpenter.

Oddio, più che la Cosa mi pare Audrey II de La piccola bottega degli orrori (1986)

Qui però il mostrone alieno non prende l’aspetto delle sue vittime, o meglio ad un certo punto sembra provarci ma è un filo narrativo tagliato via. Perché Gillis aveva voglia di fare altro: era giunto il momento di una strizzata d’occhio aliena.

Una vittima imbozzolata: dove avrò già visto questa trovata?

Se il mostro fosse uscito fuori dal petto sarebbe stata una cosa troppo smaccata, senza stile: però dài, sarebbe divertente se per scherzone uscisse dalla parte opposta. Un chestburster che invece dal petto… esce dalla schiena! Sai che ridere?

L’alieno che esce dalla schiena: e lo Scott sbagliato prende appunti

Questo film esce negli Stati Uniti nell’agosto 2015, e a fine anno Ridley Scott annuncia di aver cambiato idea: Prometheus 2: Paradise Lost viene cestinato e nasce l’immondo Alien: Covenant… con il chestburster che fuoriesce dalla schiena. Lo Scott sbagliato colpisce ancora!

L’Alien sbagliato

Another Life: la serie che cita l’Alien sbagliato

La forza del film non sta certo nella trama, lineare e scontatissima fino all’ultimo, bensì in un’operazione che oserei accostare al Bram Stoker’s Dracula (1992), molto amato da chi in realtà non ha capito cos’abbia visto. Proprio come nel 1992 Francis Ford Coppola schierava il suo petto come baluardo all’avanzata dei barbarici effetti speciali digitali, rispolverando tutto l’inventario di effetti speciali “veri” che il cinema aveva saputo offrire nei decenni precedenti, così Gillis sembra voler dimostrare che si può ancora fare un horror classico con effetti speciali classici.

Mi ricordo di quando Gillis mi segò in due: bei tempi

Non credo ci siano interventi digitali in Harbinger Down, o se ci sono non si vedono. Trucchi di vecchia scuola come sequenze mandate al contrario e sostanze leggere mosse a suon di phon per i capelli – come faceva già Coppola per le gocce che formavano il titolo di Dracula – creano un’atmosfera vintage che consiglio a quelli della mia generazione, che sono cresciuti con mostri in penombra che rantolavano, secernevano muco e soprattutto erano “veri”.

L’insuccesso al botteghino dimostra che l’esperimento non è riuscito, semplicemente perché gli americani della mia generazione hanno smesso da vent’anni di andare al cinema (e se ci vanno è per accompagnare i figli piccoli) mentre le nuove generazioni hanno i gusti devastati dal “falso su schermo”, e il “vero” li fa ridere.
Gillis ce l’ha messa tutta e il risultato è puro piacere per gli occhi, se siete cresciuti con l’horror anni Ottanta, ma l’operazione purtroppo è fallimentare.

Qualcosa nell’ombra… sta secernendo muco!

Dopo averlo incontrato su tre set alieni, Gillis credo sia in buoni rapporti con Lance Henriksen e lo fa protagonista fino in fondo del film, invece di fare il solito piccolo ruolo. Ed è Lance che ci regala oro colato.

Che dite, a catturare il mostro basterà un secchio?

Come in Alien, all’inizio i protagonisti pensano che il mostro sia ancora piccolo e cercano di catturarlo con un secchio: dopo che un mostrone si mangia uno di loro intero, Lance scappa e dice agli altri:

«Ci servirà un secchio più grande!»

Basta, chiudete tutto: il capolavoro è servito. Non serve vedere altro.

Sembra un’aliena ma è Milla Björn, che ci regala la seconda frase memorabile del film

Starà a Svetlana (un’ipnotica Milla Björn) alzare l’asticella, e quando gli altri chiederanno perché abbia dato fuoco ad una vittima invece di gettarla fuori bordo nell’acqua gelida, la sua risposta è glaciale:

«Il ghiaccio si scioglie: il fuoco è per sempre.»

E vai col secondo goal a porta vuota!
Purtroppo il resto della sceneggiatura non è alla stessa altezza.

Lance è sempre un buon motivo per vedere un film

Se siete gggiovani e vi piacciono gli Avengers, Harbinger Down non fa per voi. Se siete cresciuti coi film artigianali, quelli in cui il mago degli effetti speciali era importante quanto il regista, allora vi consiglio caldamente una visione: perché qui mago degli effetti e regista sono la stessa persona. E una persona cara al nostro cuore alieno.

L.

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18 risposte a Harbinger Down (2015) Lance Henriksen vs The Thing

  1. Cassidy ha detto:

    Mi hai venduto il film alla grande! Andare a giocare nel campo da gioco di Carpenter é difficile, ma qui lo si fa con il cuore dal lato giusto, non come il remake del 2011 (un remake di un remake) che utilizzava solo effetti speciali digitali! Cheers

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    • Lucius Etruscus ha detto:

      Perché, nel 2011 hanno fatto un remake? Non credo proprio: quel film non esiste!!!!!! 😀 😀

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      • Cassidy ha detto:

        Lo abbiamo già distrutto a colpi di lanciafiamme, la fine che meritava 😉 Cheers

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      • Giuseppe ha detto:

        E dai con ‘sto remake, poveraccio! 😀 Era più che altro un prequel sprecato, in pratica uno SPREQUEL (però ammetto che gli interni dell’astronave mi intrigavano assai) 😛
        Quanto ad Harbinger Down, io riuscii a vedermelo nello stesso anno della sua uscita: se all’epoca ne vedevo più i difetti che i pregi, col passare del tempo l’ho rivalutato assai… ad avercene oggi, di questi progetti “di cuore” con due giganti fianco a fianco come Lance Henriksen e l’effettista prostetico Alec Gillis (alla faccia di tutti gli stronzi che gli cassarono il meraviglioso lavoro artigianale fatto per la sfortunatissima Cosa del 2011) 😉

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      • Lucius Etruscus ha detto:

        Potremmo allora definirlo un “vengeance movie”, cioè un film per vendicarsi del trattamento del 2011 😛

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      • Giuseppe ha detto:

        Definizione perfetta 😉 👍

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  2. Sam Simon ha detto:

    Da quando so dell’esistenza di questo film lo voglio vedere fortemente, e per qualche ragione fu anche pubblicizzato all’uscita… Ma trovarlo in dvd o bluray è impresa ardua, temo che dovrò ricorrere al Moloch Amazon!

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    • Lucius Etruscus ha detto:

      Pensa, io non l’avevo mai sentito nominare, l’ho scoperto spulciando la filmografia di Lance per il compleanno 😉
      Non è certo la trama il punto forte, però te lo consiglio per atmosfere ed effetti che rimandano a tempi migliori per l’horror.

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      • Sam Simon ha detto:

        Davvero anche io non mi spiego perché lo conoscessi, che circuito l’avesse pubblicizzato, forse ne aveva parlato qualcuno tipo Oliver Harper o RedLetterMedia su Youtube, qualcosa del genere. Però da qui a trovarlo facilmente e comprarlo ce ne corre!

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      • Lucius Etruscus ha detto:

        Quando abitavo a Roma era già difficile trovare DVD che non fossero Matrix o Il Signore degli Anelli, perché di negozi davvero forniti ce n’erano meno che dita di una mano. Quando vent’anni fa sono andato a vivere in provincia, ho rinunciato anche solo a cercare DVD nei negozi: se non fosse per eBay ed Amazon (e le provvidenziali bancarelle) non potrei trovare niente, perché su un territorio vastissimo non esiste neanche l’ombra di una distribuzione.
        Dovrebbero tenerne conto quelle case che si lamentano per il calo delle vendite.

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  3. Zio Portillo ha detto:

    Concordo con Cassidy: film venduto alla grande! Mo mi attivo per provare un recupero.

    Domanda: la citazione “secerne muco” di Lorenzo, quanti l’avranno colta? Dio, quanto mi faceva ridere! Ricordo ancora quando parlava di Leopardi “morto de gobba, spezzato perché se piegò a 180 gradi”. Mai riso così tanto in vita mia!

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  4. Willy l'Orbo ha detto:

    “Ci servirà un secchio più grande!” e nella frase, anzi, nel secchio più grande, si racchiude il sentimento vintage-artigianale del film; io l’ho visto e, scorrendo la tua recensione, sono riemersi i medesimi difetti/pregi, insomma le stesse sensazioni della visione; d’altronde io e te siamo “lupi vintage” e quindi siamo di quelli che quando vedono opere come questa sono più soddisfatti che non. E poi c’è Lance!!! 🙂 🙂

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    • Lucius Etruscus ha detto:

      Onestamente mi aspettavo la solita roba, coi mostri fatti al PC di casa, invece appena scoperto che dietro c’era Alec Gillis è stato subito chiaro che parlavamo la stessa lingua.
      Dispiace che non sembra un esperimento riuscito, grazie anche ad una distribuzione non certo efficace, ma fa piacere sapere che c’è ancora vita al di là del digitale ^_^

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  5. Vasquez ha detto:

    È che il secchio piccolo “l’ha trovato pe’ tera…”
    Non ho resistito, pardon! 😛

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