50 anni di Itto Ogami: il primo mandaloriano!

Un confronto geniale a cura di m7781 di DeviantArt

L’avvicinarsi del 30 ottobre 2020 e il relativo inizio della seconda stagione di “The Mandalorian” mi spinge a ritornare al personaggio che più di tutti ha ispirato Mando e Baby Yoga. (Lo so, la Disney vuole che lo si chiami il Bambino perché non ci sono prove che sia imparentato con Yoga, ma chissene!)
Un guerriero solitario che vaga e affronta nemici mentre si trascina dietro un “cucciolo” non può che rimandare a Lone Wolf and Cub, nato quasi esattamente cinquant’anni fa (settembre 1970).


Il lupo solitario
conquista anche l’Occidente

Un giorno, tra fine anni Settanta e inizio Ottanta, l’autrice di fumetti Laurie S. Sutton passa a Frank Miller un fumetto giapponese. A volte Frank definisce Laurie “amica”, a volte “ragazza”, comunque poco importa: il giovane autore si vede mettere davanti un fumetto «grande come un’agenda telefonica, con un samurai disegnato sul retro». Scopre così che i giapponesi amano i fumetti con tante pagine, non quella ventina striminzita della cultura americana, e che leggono “al contrario”, quindi il samurai non è disegnato sul retro bensì in copertina.

Edizione First Comics 1987

Guidato dall’amica-fidanzata, Frank Miller inizia a leggere Lone Wolf and Cub e il suo cervello esplode. «250 pagine dopo stavo balbettando come un idiota». Il seme del fumetto giapponese si pianta per sempre in Miller, non limitandosi a germogliare in Ronin (1983) e nella creazione di Elektra, la prima kunoichi (donna ninja) occidentale – subito copiata da Hong Kong! – ma rimarrà per sempre nel suo stile. Perché Leonida alle Termopili parla esattamente come Itto Ogami!

Le parole che ho citato tra virgolette (e tradotto) le scrive Miller nel 1987, quando cura l’introduzione per la serie di traduzioni inglesi del fumetto di Kazuo Koike che la First Comics porta in America. Sarà un caso, ma è lo stesso identico anno in cui il Lupo Solitario entra in Casa Etrusca.

Avevo nove anni quando in famiglia seguivamo con religiosa attenzione lo sceneggiato “Shogun” con Richard Chamberlain, tratto da un celebre romanzo di James Clavell: non sapevamo che era appena nato un nuovo canale, di nome Italia1, che per contrastare l’enorme successo del Giappone medievale sulla Rai aveva comprato una serie giapponese che chiamava “Samurai”, mandandola in onda a mezzanotte.
Tra agosto e dicembre 1983 Itto Ogami temo sia passato parecchio inosservato in Italia, a parte per gli addetti ai lavori, come il giornalista Emio Donaggio che su “La Stampa” del 24 agosto 1987 ricorderà quel primo passaggio italiano.

Il vero grande esordio di Itto Ogami in Italia, purtroppo in terza serata

Nello stesso 1987 in cui la First Comics porta Itto Ogami in America, Italia1 inizia a replicare “Samurai”, ogni giorno dal 29 giugno 1987, sempre a mezzanotte. Per fortuna dall’anno precedente era arrivato in Casa Etrusca quella scatola magica chiamata “videoregistratore”, perché a quell’ora serale a casa nostra si dormiva già della grossa: sicuramente avremo perso un sacco di puntate, ma per fortuna abbiamo integrato grazie alle più comode repliche su Italia7 dal 28 febbraio 1993.
Itto Ogami divenne subito uno di famiglia, con il suo sterminio della razza giapponese: con una media di tipo dieci morti ad episodio, è incredibile come dopo quasi ottanta puntate ci fosse ancora qualcuno vivo in Giappone!

Archeologia televisiva: un ritaglio dell’epoca direttamente dall’Archivio Etrusco

Da quel poco che conosco della narrativa di genere giapponese, mi sembra che sia in controtendenza con quella occidentale quando si tratta delle origini dei personaggi. Da noi di solito l’eroe entra in scena “già fatto”, è già un eroe, e poi solamente se il personaggio ha successo dopo un po’ arriva il Mito delle Origini, che chiamo così perché viene raccontato a posteriori e quindi quasi sempre inventato dopo il successo del personaggio. Gli anime giapponesi invece mi sembra tendano a prediligere il Racconto delle Origini, cioè partono da zero e costruiscono il personaggio dalla prima puntata, confidando che i lettori rimarranno a seguirne l’evoluzione.
Lo scrittore Kazuo Koike segue questo stile e così quel primo manga del settembre 1970 di Lone Wolf and Cub (Kozure ôkami) ci racconta l’origine del personaggio: curioso che nella serie televisiva questa storia verrà raccontata solamente nel terzo episodio (o quarto, a seconda degli elenchi), “Dolorosi ricordi”, come un lungo flashback del protagonista, con uno stile molto “all’americana”.

Entrano in scena Itto Ogami e il piccolo Dàigoro

Il flashback fa parte anche del manga, visto che una palla rotolante davanti ad Itto Ogami e al figlio infante Dàigoro scatena una tempesta di ricordi. Di quando il padre ha posto davanti al figlio una spada e una palla, ponendolo davanti ad una scelta impossibile per la sua giovanissima età. Se l’infante fosse andato verso la palla, allora sarebbe stato affidato a qualcuno che si sarebbe preso cura di lui; se fosse andato verso la spada, avrebbe seguito il padre nel suo eterno peregrinare. Dàigoro sceglie la spada, e la spada sarà il destino di padre e figlio.

Scelte troppo grandi per un bambino così piccolo

Itto Ogami era a capo della squadra esecutiva dell’opprimente shogunato Tokugawa, in cui fungeva da ufficiale esecutore della condanna a morte per decapitazione. (Quello che nella serie TV viene chiamato karakiri, essendo un termine molto in voga da noi all’epoca.) Nella serie appare anche la moglie Asami, che dorme sonni agitati perché le sembra di vedere i fantasmi di tutti quelli decapitati dal marito, ma tanto avrà ben poco da dormire: per vendetta la famiglia di un condannato stermina moglie e servi di Itto Ogami, incastrandolo e facendolo condannare. Tutti particolari giusto citati al volo dal fumetto.

Il momento in cui Itto Ogami inizia il suo viaggio solitario

Visto che non riesce a dimostrare la propria innocenza, Itto sceglie la via del randagismo con il figlio, non prima di aver massacrato i suoi accusatori in regolare duello. I potenti disegni di Gôseki Kojima invadono le pagine con pochi ma sapienti tratti, creando un dinamismo che non stupisce abbia riempito gli occhi di Frank Miller di stupore.

Uno scontro al chiaro di Luna che sembra un film giapponese d’altri tempi

La violenza di Itto Ogami e della sua spada taglia ogni foglio mediante un numero incredibilmente esiguo di movimenti e di tratti d’inchiostro: tutto è così veloce da avere il perfetto corrispettivo a fumetti dei mitici scontri alla spada dei chanbara. Rapidi, immobili e letali.


Spada e ragazzino a noleggio

Nella prima puntata della serie televisiva giapponese del 1973 Itto Ogami entra in scena con il figlio Dàigoro in una carrozzina, sulla quale troneggia una scritta. Catturo la schermata e la invio subito a Lorenzo, il ninja ufficiale del Zinefilo.

Padre e figlio girano con un’insegna ingombrante

La qualità è pessima, già è un miracolo se i Pirati dei Caraibi hanno salvato l’edizione italiana di questa serie, ma gli occhi da ninja allenato di Lorenzo non falliscono, ed ecco il suo responso:

子貸し腕貸しつかまつる

子 bambino
貸し prestito, affitto
腕 braccia
貸し prestito, affitto
つかまつる si offre, si fa

Il giapponese si legge al contrario, dovrebbe quindi essere “si offre in prestito braccia, bambino”.

Lorenzo tituba: che mai vuol dire questa frase? La spiegazione arriva già nel quarto episodio, “Okoh”, che si apre con un uomo che si avvicina ad Itto Ogami e gli dice: «Ho sentito che noleggiate vostro figlio». Itto annuisce e “noleggia” il figlio perché una donna dai seni gonfi possa allattare, visto che ha perso il figlio. Al di là di questo tipo di “emergenze”, dubito che ci siano altre occasioni lecite per noleggiare il proprio figlio. O almeno lo spero!

Vènghino, siòri, abbiamo un ragazzino fresco in affitto!

Itto Ogami viene chiamato “il lupo con il bambino”, e suo figlio si chiama Dàigoro: il nome, ci viene spiegato nel terzo episodio, “Dolorosi ricordi”, significa “Luce perenne nell’anima”.

Il protagonista offre la sua spada dichiaratamente a scopi omicidi, indipendentemente se la vittima lo meriti o meno: l’importante è che il cliente paghi i 500 ryo richiesti da Itto Ogami. Temo che oggi non sarebbe un personaggio adatto per i canoni televisivi, per non parlare poi dell’estrema violenza delle sue avventure.

Mi prefiggo di continuare la lettura/visione di Itto Ogami per prepararmi psicologicamente alla nuova stagione del mandaloriano solitario con culla al seguito!


Il lupo solitario nel futuro

Nel 2000 la Dark Horse Comics acquista il personaggio di Kazuo Koike e da settembre comincia a ristamparne i manga per la nuova generazione di lettori americani: 28 volumi fino al dicembre 2002, ristampati poi in raccolte Omnibus dal 2013.

Intanto nel maggio 2002 con Lone Wolf and Cub 2100 inizia una saga con cui Mike Kennedy cerca di immaginare Itto Ogami nel futuro, ad affrontare avventure molto cinematografiche che ho provato a leggere, trovandole straordinariamente poco interessanti. Tutta roba dal forte sapore derivativo dai film (sempre i soliti) e che non hanno nulla della potenza dei fumetti originali.

I disegni di Francisco Ruiz Velasco sono splendidi ma la serie TV “The Mandalorian” è molto più simile ad un Itto Ogami del futuro di quanto lo sia il fumetto di Mike Kennedy.

L.

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26 risposte a 50 anni di Itto Ogami: il primo mandaloriano!

  1. Evit ha detto:

    Mio padre ancora mi chiede: ma Itto Ogami non è ancora uscito in Blu-ray? Anche il nostro focolare domestico è stato benedetto da quella serie, sebbene anni dopo le trasmissioni televisive, grazie a qualcuno che ne ha condiviso gli episodi in rete.

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    • Lucius Etruscus ha detto:

      La domanda me la pongo anch’io, visto che in pratica l’edizione da Italia7 è l’unica disponibile nell’intero mondo!!! Wiki dice che è uscito un DVD giapponese senza sottotitoli, ma mi sa che non l’ha comprato nessuno, visto che in Rete non sembrano esserci foto ad alta definizione della serie. AL massimo qualcosa preso dai film TV che ne hanno fatto, ma del telefilm esiste solo Italia7!!

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      • Evit ha detto:

        A dir la verità ho cercato di recuperare la serie in DVD dal giappone ma invano, penso sia andata subito fuori catalogo e non conoscendo il giapponese è anche difficile fare simili ricerche. Conoscendo il mercato home video giapponese invece so già che mi sarebbe costata un rene.

        Voglio un restauro HD da pellicola 😭

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      • Lucius Etruscus ha detto:

        I fan di Star Wars hanno finalmente scoperto Itto Ogami, mi sarei aspettato un recupero in grande stile, un cofanetto con la fascetta “L’eroe che ha ispirato The Mandalorian”, invece mi sa che tocca tenerci le immagini sgranate di Italia7, e ringraziare che esistano!

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  2. Cassidy ha detto:

    Gli appassionati di “Guerre Stellari” sono spesso dei negazionisti, quindi non farei affidamento sul loro supporto. Purtroppo non ho mai visto il telefilm ma attraverso l’entusiasmo di Frank Miller, almeno ho potuto leggere qualche numero del manga, che ha influenzato così tanto l’autore. Concordo con te i Giapponesi partono dall’origine del personaggio e ne creano il mito, noi occidentali invece sfruttiamo il mito e poi al massimo, dichiariamo tutte le storie non gradite non canoniche, i fan di “Star Wars” lo sanno bene 😉 Bellissimo compleanno, solo a vedere l’anteprima del post mi sono esaltato (storia vera). Cheers!

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    • Lucius Etruscus ha detto:

      Il fatto che le riviste ufficiali di Star Wars non parlino di Mandalorian la dice lunga sul grado di talebanismo intransigente di questo universo, dove se non fai di cognome Skywalker sei ignorato da tutti. Speravo che il grande successo di Mando desse un po’ di visibilità a tutto ciò che lo circonda, invece paradossalmente sono gli “estranei” alla saga ad averlo amato di più, quindi niente fumetti, niente romanzi, niente giochi. Al massimo qualche pupazzetto di Baby Yoga ma proprio lo stretto indispensabile.
      Quindi niente cofanetto di Itto Ogami, eppure sono sicuro che piacerebbe anche oggi: è praticamente Clint Eastwood e Charles Bronson messi insieme, con la spada al posto della pistola, la propensione a parlare molto poco e a massacrare molto tanto 😀

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  3. Il Moro ha detto:

    Molto interessante, sento sempre parlare di Lone Wolf and cub, ma poi in realtà non mi è mai venuta voglia di recuperarlo… La versione futuristica mi sembra una grossa boiata, ci hanno provato anche con Jonah Hex e altri ma non è andata molto bene…

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    • Lucius Etruscus ha detto:

      Itto Ogami è consigliatissimo, la serie TV è un manuale di cultura giapponese, con ogni episodio con una voce narrante che spiega usanze e costumi. E poi arriva Itto che ammazza tutti 😀
      La versione futura di Itto Ogami è “The Mandalorian” ^_^

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      • Giuseppe ha detto:

        Pensa se Mando sbarcasse sulla Terra con la Razor Crest proprio all’epoca di Itto Ogami… che coppia formerebbero, con i rispettivi bambini al seguito 😉
        Ovviamente ricordo bene la serie TV (mentre del manga originale ne avevo solo sentito parlare, pur sapendo della sua profonda influenza sull’opera di Miller): peccato che dopo tutti questi anni non ne esista ancora un’edizione in home video, se si esclude la remota e impraticabile alternativa rappresentata dai DVD nipponici… 😦

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      • Lucius Etruscus ha detto:

        ahaha mi immagino che portino i ragazzini al parco per farli giocare, con Dàigoro che affetta gli altri ragazzini e Baby Yoga che li guarisce! 😀
        Intanto Itto e Mando stanno lì, zitti e immobili 😛

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  4. Lorenzo ha detto:

    Vedendo la seconda immagine, più grande, posso dirti anche la parte mancante della scritta (l’insegna è al contrario, mossa dal vento): 水鴎流 (combattimenti con la spada) 拝 一刀 (Ogami Itto).
    PS Ma il mostriciattolo di Guerre Stellari non si chiamava Yoda? 😀

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    • Lucius Etruscus ha detto:

      Ah, quindi siamo alla cartellonistica da mercato: “Donne, è arrivato lo spadaccino e l’ombrellaio” 😀
      P.S.
      Proprio per “quello” Yoda tutti hanno pensato che il “cucciolo” di questa serie fosse un suo parente o comunque legato alla stessa razza, ma la Disney ancora non ha capito come svilupperà la cosa. Anche perché nell’Impero dei Fan di Star Wars “The Mandalorian” non gode di molta stima: è un prodotto troppo originale e ben scritto, e non c’è nessuno che si chiami Skywalker quindi non merita attenzione 😀

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  5. Sam Simon ha detto:

    Non sapevo nulla di Lone Wolf and Cub! Interessante!

    Comunque mio figlio avrebbe scelto la palla di sicuro, avrei dovuto affidarlo a qualcuno… :–(

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    • Lucius Etruscus ha detto:

      Temo che Dàigoro sia l’unico infante al mondo ad aver preferito una spada ad una palla, ma in fondo è figlio di Itto Ogami, no?
      La serie è spettacolare, ma temo che anni di finto Giappone spacciato dagli americani abbia rovinato la scena: non so quanto il vero Giappone medievale possa ormai interessare uno spettatore del Duemila, ma se consideri che queste storie sono il perfetto corrispettivo nipponico dei film western con Clint Eastwood, capisci il successo che ha avuto all’epoca.

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      • Sam Simon ha detto:

        Anche il nostro Leone andò in Giappone per fare il suo primo film della trilogia del dollaro… dei paralleli ci sono di sicuro!

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      • Lucius Etruscus ha detto:

        Con Leone il termine “parallelo” è eccessivo: diciamo “plagio” 😀
        Però Leone ha copiato da un racconto storico, mentre Itto Ogami appartiene al chanbara, che è perfettamente identico al western occidentale, come stile. E visto che i giapponesi erano molto attenti ai prodotti stranieri, non escluderei che con un gioco infinito di rimandi il personaggio sia stato ispirato dal Clint plagiante e il suo stile!
        Però va sempre ricordato che c’era Toshiro Mifune che è il padre di tutti, sia dei racconti storici che dei chanbara, ma il suo personaggio era più spavaldo: Itto è più serio 😛

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      • Sam Simon ha detto:

        All’inizio provò a non dirlo, ma se ne accorsero e non potè fare a meno di ammetterlo! Grande Sergio…

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      • Lucius Etruscus ha detto:

        Be’, se si fosse scritto la storia per conto suo, però sarebbe stato meglio. In fondo però all’epoca gli americani plagiavano gli asiatici che era un piacere, quindi nessuno poteva tirare la prima pietra 😀

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  6. Willy l'Orbo ha detto:

    Molto interessante! E mi sono anche chiesto cosa avrei scelto tra palla e spada (passione per il calcio ma anche per lotte e simili creano in me incertezza) rispondendomi che stordito com’ero (e come sono) avrei probabilmente gattonato in direzione opposta e contraria ad entrambi gli oggetti risultando bimbo inclassificabile la cui unica strada per la vita può essere arzigogolata e priva di senso, insomma una strada a forma di Z! 🙂 🙂

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  7. Zio Portillo ha detto:

    Sono abbastanza sicuro che quando ero ragazzino lo guardavo in fascia pre-serale in un canale regionale che oltre a questo, trasmetteva ULTRALION (subito prima su Telepadova andava in onda MEGALOMAN).
    Ci potrei scommettere sopra la bellezza di 1€ perché mia nonna (pace all’anima sua) per tenere a bada noi ragazzini scatenati ci piazzava davanti alla tv prima di cena. Ma noi, esaltatissimi, non stavamo mai fermi. Ricordo ancora nitidamente che Daigoro e Itto Ogami storpiavamo in “Gli Ittogami”, intesi come “la famiglia Ittogami”.

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    • Lucius Etruscus ha detto:

      Da figlio unico appassionato di narrativa guardavo cartoni animati e serie TV in religioso e attento silenzio, ma quando mi capitava di vedere qualcosa con qualche amico allora ero una furia e non stavo fermo un attimo, quindi ti capisco 😀
      Se avessi visto questa serie con qualcuno, che non fossero i miei genitori, avrei preso a spadate tutti, fomentato da Itto Ogami! In fondo da ragazzino vedevo “Star Trek” stringendo un phaser costruito coi Lego, ed ho sempre avuto una qualche spada giocattolo in casa (prima di zorro, poi samurai, poi ninja, e via dicendo: ora ho giusto una cinesata ma è giusto per conservare la tradizione!) quindi le spadate si sarebbero sprecate ^_^

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  8. Simona B ha detto:

    Amo il Giappone e le storie di samurai, ma per Itto Ogami ho sempre avuto una vera e propria passione: Lone Wolf… è un capolavoro.
    In realtà non è la famiglia di un condannato a sterminare per vendetta moglie e servi di Itto, ma gli Yagyū, gli stessi che poi lo accusano di tradimento allo scopo di veder assegnato il ruolo di Kaishakunin a un membro del loro clan. I traditori erano condannati a morire per Seppuku, ma Itto si rifiuta di farlo per poter vendicare il clan degli Ogami e placare lo spirito dei defunti ed è proprio questo comportamento anticonvenzionale, contrario all’etica del Bushido ad aver colpito l’immaginario giapponese e ad aver fatto entrare questa storia nella leggenda. Questo viene narrato nel nono episodio del manga, alla fine del primo volume. Itto chiede al figlio di scegliere tra la spada e la palla: se sceglierà la prima percorrerà con lui la via dell’assassino, se sceglierà la seconda raggiungerà sua madre nello Yomi, la terra degli spiriti. Il resto… è storia.

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    • Lucius Etruscus ha detto:

      Ti ringrazio per la testimonianza di passione 😉
      Nel telefilm invece la storia è diversa, ma forse avendo molto meno spazio che nel manga hanno dovuto un po’ stringere il tutto in qualcosa di più veloce da raccontare.

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      • SAM ha detto:

        Nel manga Ogami è un pò “cattivo” , nel senso che a volte gli capita di uccidere innocenti ( a volte per caso, a volte perché ingannato, altre volte perché gli viene ordinato, come quando uccide un bambino per ordine dello Shogun).
        Non ricordo se nella serie tv il personaggio commette questi peccati, o se viene dipinto come “senza macchia” dalla censura televisiva.
        Di sicuro non c’erano certe scene di sesso (un pò trash) del manga.
        La serie fu replicata anche da Amica 9 e Italia 8, canali della Lombardia ( mi pare lo trasmisero poco prima di Italia 7 ).
        Anni dopo ,penso dopo il 2002 ed oltre, queste due reti trasmisero addirittura un vecchio telefilm sulle guerre cinesi, penso fosse ispirato al periodo storico dei Tre Regni , ed è molto raro da trovare ( io avevo il vcr rotto e non potei registrarlo )

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  9. Pingback: Citazioni aliene. Mandalorian 2×05 (2020) | 30 anni di ALIENS

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