[Big Fanta Gun] I fucili di Star Trek (1)

Chiedo subito scusa a Willy l’Orbo per questa invasione di “Star Trek” nel blog, ma non si può parlare di armi fantastiche senza citare il confusionario universo nato dalla serie di Gene Roddenberry, che alle armi è riuscito a dedicare in egual misura attenzione e totale disinteresse, grande cura e superficialità.

Per spiegare quest’ultimo punto è necessaria una premessa.


La leggenda della continuity

Dal 1966 ad oggi l’universo di “Star Trek” è stato composto di autori televisivi che sparavano idee a casaccio, e di autori cinematografici che sparavano idee a casaccio, poi la Paramount prendeva i copioni scritti in totale libertà, privi di qualsiasi senso di responsabilità nei confronti delle storie precedenti, e li portava nelle più buie ed umide segrete della casa: lì dove vivono, incatenati alle pareti, i nerd che hanno il compito di mischiare tutto per veicolare il grande e falso mito della continuity di questo universo.

Per farvi un esempio, nel 1979 un dirigente Paramount scende nelle segrete con sotto il braccio il copione di Star Trek. Il film, e si rivolge ai nerd che dovranno convincere la gente che ciò che si vede su grande schermo abbia il pur minimo vago legame con ciò che anni prima si è visto in TV.

— Ve li ricordate i Klingon?
— Sì, gli uomini brutti con le ciglia folte.
— Ecco, mo’ c’hanno i bozzi in testa.
— No, i bozzi in testa no!
— E invece i bozzi in testa sì!

Nel 2017 si è ripetuto questo dialogo, in occasione dell’uscita di “Star Trek: Discovery”.

— Ve li ricordate i Klingon?
— Sì, gli uomini coi bozzi in testa.
— Ecco, mo’ so’ mostri brutti.
— No, i mostri brutti no!
— E invece i mostri brutti sì!

Romanzi, fumetti e altri media licenziatari sono sottoposti ad un rigidissimo esame e non si possono permettere la minima idea che si allontani, anche solo di poco, da quanto visto in TV e al cinema: gli sceneggiatori cine-televisivi hanno libertà assoluta di sparare le peggiori minchiate che vengano loro in mente, tanto ci sono i nerd in cantina che mischieranno le carte e spacceranno tutto per continuity. La storia delle armi di Star Trek ne è un perfetto esempio.


Dove nessun fucile è mai stato prima

Malgrado sia stato proiettato per intero solo nel 1988, gli spettatori già lo conoscevano “inglobato” nel doppio episodio del novembre 1966: l’episodio pilota di “Star Trek” con Kirk interpretato da Jeffrey Hunter (divo triste del West) proprio non è piaciuto alla Paramount, bocciato e buttato nello sgabuzzino, da dove appunto ne verrà tirato fuori intero solo nel 1988. Gene Roddenbery però non si dà per vinto, cambia un po’ lo stile e si presenta con il secondo episodio pilota, Where No Man Has Gone Before, con al comando quel piacione di William Shatner (che di western ne ha fatto solo uno). E se nel primo pilota si parlava troppo… qui si spara!

Basta diplomazia: ora si spara!

L’immagine più iconica di questo episodio è qualcosa che non si vedrà più nella serie: Kirk Rambo che imbraccia un fucilone, arma che da quel momento i fan chiameranno phaser rifle 3 (vedremo in seguito perché). Chi ha creato questo strano gioiellino vintage?

Il saggio Star trek: Aliens & Artifacts (Pocket Books 2000) di Michael G. Westmore non lascia adito a dubbi:

«Where No Man Has Gone Before non aveva un grande budget per gli oggetti di scena, comunque le ricetrasmittenti, i tricoder e i phaser creati dall’artista Wah Ming Chang sono diventati icone culturali. Per questo secondo pilota Chang ha creato il disegno per il fucile phaser, un’ovvia estensione della pistola phaser. Quello che più stupisce è che malgrado il pubblico moderno possa trovare primitivo l’aspetto di quegli oggetti di scena, erano i prodotti più avanzati mai creati per una serie televisiva.»

L’hawaiiano Chang, artista sin da giovane che ha iniziato a lavorare nel cinema grazie alla Walt Disney, affermava che gran parte dell’aspetto di un oggetto risiedesse nella sua funzione, quindi una pistola phaser principalmente doveva sembrare una pistola. Malgrado abbia lavorato a grandi titoli d’annata, come Tarantola (1955), in cui muoveva il ragnone protagonista, e L’uomo che visse nel futuro (1960), Chang è ricordato principalmente per gli oggetti di scena di “Star Trek”. Ah, e anche per il mostro di Gorn, che i fan dell’episodio Arena ben ricordano e la cui testa campeggia nella collezione di Ben Stiller, collezionista spinto di Star Trek TOS.
Eppure, malgrado quanto scriva Westmore, non è Chang l’autore del fanta-fucile in questione.

Bozzetti di phaser rifle: non sono riuscito a capire chi ne sia l’autore

Il canale della casa d’aste Julien’s Auctions nel 2013 ha intervistato Reuben Klamer in quanto creatore del phaser rifle del secondo episodio pilota. Stando alle sue dichiarazioni, l’arista fu contattato da Gene Roddenberry nel marzo 1966 (viene inquadrata una lettera che ne prova la data) perché il produttore era rimasto così colpito dal fucile futuristico della serie “Organizzazione U.N.C.L.E.” (The Man from U.N.C.L.E., 1964) che voleva il suo autore per “Star Trek”.

Quando nei negozi di giocattoli trovavi la fanta-pistola di Napeolon Solo!

C’erano solamente due settimane di tempo e Klamer considerava impossibile l’impresa, poi però visti i bozzetti (che non ho capito chi abbia disegnato), l’inventore di giocattoli si è messo sotto e con una squadra di tre persone a lavorarci giorno e notte alla fine c’è riuscito.

Kirk in una scena che farebbe la gioia di Freud

Quando Gene Roddenberry si è presentato nel suo laboratorio di Beverly Hills e ha visto il fucile, ha esclamato «That’s it!» È proprio lui.

«La mia personalissima opinione è che questo fucile sia stato uno strumento fenomenale nel vendere la serie “Star Trek”.»

Il fucile è così piaciuto… che non tornerà mai più nella serie! E cosa facevano se non fosse piaciuto?

Reuben Klamer che nel 2013 mostra il fucile meno usato nella storia della fantascienza

Perché Klamer non è citato nel saggio di Westmore, che parla esclusivamente di Chang? Incontriamo subito il grande problema degli universi narrativi: i fan si occupano esclusivamente degli effetti, mai delle cause. In Rete si può trovare di tutto sulle armi di “Star Trek”, tranne notizie utili, come per esempio chi le ha create e/o costruite.
Le rarissime fonti che citano Chang come creatore dei mitici oggetti di scena della serie non citano Klamer, che in realtà non è citato mai, da nessuno, e se non fosse per questa sua intervista nessuno saprebbe che è suo il primo phaser rifle, visto che persino i manuali che si occupano di raccontare la storia degli oggetti di scena solo raramente raccontano la storia degli oggetti di scena, rimanendo sul vago.

Perché sparare a un dio? Poi ci si chiede come mai il fucile scompaia subito…

Possibile che un universo gigantesco come quello Trek non abbia il minimo “punto fermo”? Eppure è così: trovare informazioni sicure è stata un’impresa ardua e spesso impossibile, perché i fan non pongono domande, eseguono ciecamente gli ordini dei loro signori e la verità è solo quella che affermano degli svogliati sceneggiatori a cui non frega niente dell’universo di cui stanno scrivendo.

Sarà un viaggio (trek) “difficile” più che “stellare”, ma ne varrà la pena per gustare ottimi fanta-fucili.

(continua)

L.

– Ultimi post sulle armi:

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Informazioni su Lucius Etruscus

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17 risposte a [Big Fanta Gun] I fucili di Star Trek (1)

  1. lpelo2000 ha detto:

    Kirk versione western l’ho perso.ors dovrò recuperarlo. Da buon trekker 😂

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    • Lucius Etruscus ha detto:

      Fa il piacione anche lì e indovina un po’? Come suo solito trova il sistema di togliersi la maglietta 😀
      Scherzi a parte, è un peccato che sia un western scomparso in edizione italiana, non è peggio di tanti altri che purtroppo ancora vengono regolarmente trasmessi.

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  2. Sam Simon ha detto:

    Uh, questo viaggio ci porterà lontano! :–D

    Era bello il fucilone, però effettivamente è rimasto un unicum. Come sempre grande Lucius per le tue ricerche sempre precisissimo, e grazie anche per il riferimento al mio post su Arena (Ben Stiller deve essere uno divertente con cui fare una serata al pub)! :–)

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    • Lucius Etruscus ha detto:

      Vista la sua passione per TOS, direi che Ben ne avrebbe di storie da raccontare 😉
      Peccato sia rarissimo che qualcuno parli delle armi di Star Trek in modo utile: è pieno di collezionisti che le hanno comprate dai set, o le hanno costruite, ma nessuno che spenda una sola parola a citarne gli autori o i conservatori.

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  3. Cassidy ha detto:

    Mi sembra la descrizione perfetta della “continuità” di Star Trek, i Nerd chiusi in cantina secondo me sono ancora là sotto e vengono consultati spesso 😉 Cheers

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    • Lucius Etruscus ha detto:

      Anche perché gli autori continuano a sparare a casaccio, quindi c’è sempre bisogno di qualcuno che pastrocchi in modo da spacciare per “continuativo” qualcosa che non ha alcun legame con il passato 😛

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      • Giuseppe ha detto:

        Vuoi mettere il lusso di avere a disposizione qualcuno -i Nerd in cantina – che si adopera per far quadrare la “creatività” degli autori cine-televisivi e, per di più, è disposto a farlo gratis? 😛
        Scherzi a parte, se autori e sceneggiatori cine-televisivi sparsi ogni tanto ritagliassero qualche ora del loro preziosissimo tempo per dare un’occhiata a romanzi, fumetti e quant’altro, allora potrebbe perfino capitarci di non vederli contraddirsi reciprocamente a manetta (gli altri media, perlomeno, ci provano a dare un certo livello di comprensibile coerenza al tutto)…
        Interessantissime le vere origini del primissimo mitico “phaser rifle” e ottimo inizio di un viaggio alla ricerca di strane, nuove fonti d’informazioni attendibili per arrivare là dove nessuno è mai giunto a cercarle prima 😉
        P.S. 1) Il phaser rifle 1, che mi risulti, si è visto solo nei fumetti dei primissimi ’80 cronologicamente collocati dopo il film del ’79…
        P.S. 2) Da qualche parte ho ancora il modellino dell’automobile di Napoleon Solo e Illya Kuryakin 😉

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      • Lucius Etruscus ha detto:

        Finché le discrepanze rimangono tra media “da vedere” e media “da leggere”, purtroppo è prassi comune, nella limitata e razzistica visione degli universi narrativi, ma nel caso di Star Trek non si mettono d’accordo manco cinema e TV! E in questo viaggio nelle armi ne vedremo delle belle 😛
        Come sai è in ancora in corso la serie a fumetti “Star Trek: Year Five”, e proprio recentemente il phaser rifle è apparso addirittura in locandina. Come sempre i media licenziatari sanno sfruttare meglio idee che al cinema o in TV vengono buttate via.

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      • Giuseppe ha detto:

        Grazie della dritta sulla locandina (mi era proprio sfuggita)! 😉
        Peccato che lo “Star Trek Inside” non esca più in edicola da parecchio tempo: qualche informazione utile la si sarebbe potuta ricavare anche da lì, forse.
        P.S. Finché si pretenderà di imporre un qualsivoglia “canon” (che, con le sue arbitrarie esclusioni, tende sempre ad impoverire quello che invece dovrebbe tutelare e arricchire) in quest’universo specifico le discrepanze non finiranno MAI, ovvio…

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      • Lucius Etruscus ha detto:

        La rivista continua ad uscire in digitale (credo sia ormai bimestrale, se non sbaglio) ma solo una volta si sono sbagliati e hanno parlato vagamente delle armi di “Picard”, l’unica serie in cui il vuoto totale di contenuti che rappresenta il fandom si è interessato anche degli oggetti di scena. Delle serie vecchie non si parla mai, se non per intervistare qualche vecchia gloria che si premura di non dire niente se non l’ovvio. Com’è che su YouTube trovo chicche incredibili, tipo l’anziana Nichelle Nichols che racconta di quando le regalarono due phaser usati per le riprese che ora sono in un museo, mentre su riviste e siti dedicati a Star Trek si parlotta di aria fritta?
        Sono centinaia i fan che si costruiscono con le stampanti 3D copie perfette dei vari phaser rifle, ma ce ne fosse uno che sia informato sul suo autore, su cosa pensava, su quale fosse la sua concezione di design e via dicendo. L’unico commento tecnico è che “è maneggevole”. Che approfondimento!!! 😀

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      • Giuseppe ha detto:

        Alla faccia dell’approfondimento, davvero! 😛 Se i fan contemporanei si sono ridotti a questo, non mi stupisce che non ci sia stata nessuna levata di scudi per la sparizione della rivista dalle edicole (un vero trekker completista non avrebbe mai rinunciato all’edizione cartacea): d’altra parte, capisco dal tuo commento quanto il suo attuale livello sia ormai lontano dagli anni migliori, e credo che le cose non migliorino granché nemmeno con la versione “completa” riservata solo ai soci dello STIC…

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  4. Willy l'Orbo ha detto:

    Le scuse in apertura devo dire che annacquano assai la mia trekkiana riprovazione e poi apprezzando le armi fantastiche digerisco meglio il tutto 🙂
    Prendi un poco di fuciloni…e la pillola (Trek) va giù! 🙂 🙂

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  5. Il Moro ha detto:

    Oh oh, questo sarà divertente, vista la totale anarchia che domina per quanto riguarda le armi nell’universo di Star Trek! Pistoline potenti come cannoni e fuciloni giganteschi he fanno meno danni di un Super Liquidator… ne vedremo delle belle!

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    • Lucius Etruscus ha detto:

      E’ un grande mistero che la società più amante delle armi al mondo abbia tirato fuori una serie militare dove le armi non contano una mazza di niente, dove si affrontano eserciti con un manico di scopa e dove la regola è, come dici bene: più grande è l’arma, minore è l’efficacia.
      Visto che nell’intero quadrante Alfa non esiste essere umano che non consideri il film “First Contact” emanazione divina, è chiaro che non può esistere né coerenza né contenuti nelle opere dei fan, visto che i danni apportati alla Sezione Armi da quell’assurdità di film è devastante, come vedremo 😛

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