Beyond the Law (2019) Nel girone infernale degli attori

James Cullen Bressack è nato nel 1992, il che vuol dire che ha iniziato ad assorbire narrativa popolare nel Duemila, quando cioè il cinema è morto ed è iniziato il suo lento e triste funerale.
James Cullen Bressack vede gli attori morti, ma fa di più: diventato regista, li ingaggia per i suoi filmacci mortali.

Un film prodotto esclusivamente da gente diversamente viva

Come si fa ad avere 27 anni e 39 film da regista all’attivo? Semplice, si sfornano porcate su porcate, girate con lo sfintere e recitate allo stesso modo: Bressack però cura i suoi prodotti, perché se no poteva tirarne fuori 390, di film.
Nel dicembre 2019 presenta Beyond the Law, scritto dai fantasmi che infestano casa sua: poteva l’Italia perdersi questa nuova stupidata? Giammai!
Presente su alcune piattaforme digitali, la consueta Cielo si interessa del film. Il sottotitolo L’infiltrato che qualche fan ha inserito in IMDb non si sa da dove venga e non ha alcun senso, visto che nessun personaggio del film è un infiltrato.

Potevo perdermi il titolo targato Cielo?

Bressack dunque vede gli attori morti, e mentre è nel suo lettuccio e si tira su su la copertina, impietrito dal terrore, gli appare il fantasma di DMX, piccola promessa mancata del cinema noir dei primi Duemila. L’attore non era molto vivo già quando era vivo, figuriamoci ora.

L’attore con sul collo tatuata una citazione dal Libro dei Babbei

Stava quasi per riprendere sonno, poi a Bressack appaiono ben due altri fantasmi: quello di Johnny Messner, apprezzabile duro di vent’anni fa, e Bill Cobbs, storico caratterista perfetto nel ruolo di attore diversamente vivo.

Quando vedi certi fantasmi, poi non dormirai mai più

Quando pensa di aver passato il peggio, Bressack riceve la visita del fantasma della Z passata, il re del nulla che uccide a colpi di niente, il malvagio pizzetto tinto che fa sembrare veramente castana la barba di Chuck Norris: lui, il più prolifico non attore di sempre. Verrà la morte, e avrà gli occhi vuoti di Steven Seagal.

Certo che oggi i musei delle cere fanno miracoli: sembra quasi vivo!

La trama non esiste, quando hai un gruppo di attori morti che fingono di mimare le azioni che già facevano male quand’erano in vita non puoi pretendere molto. Puoi solo rimanere vittima di una tempesta d’emozioni: entusiasmo per il recupero di volti noti, tristezza per la loro prova scarsissima, divertimento per la cialtroneria dell’operazione e depressione per un prodotto diarroico.

Il motore della vicenda è il figlio di Seagal (Zack Ward), che essendo figlio di un boss mafioso fa quello che tutti i figli di boss mafiosi fanno in tutti i film della storia del cinema: il coglione. Non so quale ricerca genetica abbia condotto Hollywood sull’argomento, ma pare che è fisiologicamente impossibile per un boss avere un figlio normale, mettono al mondo sempre e solo dei mentecatti che fanno casini.
Dunque il figlio di Seagal fa una rapina e poi affida il bottino a un ragazzino tossicodipendente, che mi sembra proprio l’idea più giusta: sono soldi al sicuro! Non ci crederete, ma i soldi spariscono e così il ragazzino tossicodipendente viene ammazzato. Peccato che era il figlio del super-poliziotto Johnny Messner, che ora scatena una guerra che neanche te la sogni.

La faccia giusta per fare il figlio demente di Seagal

Quello che segue non ha alcun legame con la logica classica a cui siamo abituati, cioè che una conseguenza nasce da una causa: succedono cose, gente si muove, Seagal fuma e dice minchiate, altri personaggi dicono minchiate senza fumare, fine del film.
Bressack non ci prova nemmeno a girare un film, è solo una GIF animata con vecchi attori che scimmiottano personaggi che non sapevano fare manco quand’erano in vita, figurarsi ora. L’unico che all’epoca davvero spaccava è Messner, che in effetti qui sembra in vita apparente, o al massimo un leggero coma farmacologico, ma non può fare tutto da solo, come in effetti è chiamato a fare.

La meravigliosamente orribile locandina qui di lato è perfetto simbolo del film: volti noti sono costretti ad interpretare personaggi che ormai non vanno più bene per loro, ma che sono costretti a scimmiottare con evidenti photoshoppate fatte male. Come nella locandina le loro figure sono tutte sproporzionate (guardate le gambe di Messner!), così nel film ogni loro agire è fuori misura, sproporzionato, sballato. Messner ci prova a fare il padre tosto che vendica il figlio, e l’atteggiamento è anche giusto, ma è il contesto ad essere tutto completamente e inesorabilmente sbagliato.

La stupidità di ogni singola scena è da applauso, ed è così che mi immagino il girone infernale dedicato agli attori: devono rifare in eterno i ruoli che non sapevano fare da vivi.

Chiudo con una ghiottoneria:

«I tuoi problemi si moltiplicano come l’acqua, Gizmo»
(Seems like your problems keep multiplying with water, Gizmo.)

La dichiarata citazione da Gremlins (1984) spinge comunque il doppiatore ad usare “come” invece che “con”, ma credo (o spero) l’abbia fatto per rendere più scorrevole la frase in italiano, soprattutto per chi non conosce il film di Dante.

L.

– Ultimi film con Messner:

– Ultimi film con Seagal:

Informazioni su Lucius Etruscus

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27 risposte a Beyond the Law (2019) Nel girone infernale degli attori

  1. Zio Portillo ha detto:

    Messner è uno in palestra dice “Le gambe le faccio domani!” 😀
    Per il resto mi basta vedere il pizzetto tinto di Seagal per farmi cassare il film senza appello. All’inizio della suo “periodo bulgaro” mi divertivo a percularlo o a contare l’esagerato “body-count”, ora manco quello…

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  2. Cassidy ha detto:

    Considerando età, carriera e risultati, mi viene da pensare che nemmeno James Cullen Bressack conosca il film di Dante. 39 film in così poco tempo non si può fare, se sei occidentale devono essere filmacci nati morti proprio come questo, almeno in “Il sesto senso” solo uno era già defunto, qui sembra la notte dei morti viventi 😉 Cheers

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  3. Il Moro ha detto:

    27 anni e 39 film?!? l’ho cercato in rete, su wikipedia ce ne sono 26 dichiarati (magari di alcuni anche wikipedia si vergogna?), metà sono cortometraggi o video musicali e di alcuni è solo produttore, ma il primo è del 2004 quindi aveva… 12 anni! Ha iniziato presto la discesa nell’abisso…

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    • Lucius Etruscus ha detto:

      IMDb ne riporta 39 da regista, ma certo tanti sono cortometraggi e non è escluso che qualche fan (o lui stesso) abbia inserito nel database anche i suoi filmini di casa. Anch’io a 15 anni ho girato cortometraggi con i Masters e i Lego, e se un giorno diventerò regista li inserirò in IMDb 😀
      Comunque a girare filmacci come questo ci vuole un attimo, avrebbe potuto farne molti di più: si vede che va piano per curarli bene 😛

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  4. Madame Verdurin ha detto:

    Torna il caro vecchio Libro dei Babbei! Che dire a un film come questo…amen? 🙂

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  5. Kukuviza ha detto:

    ma che tristezzume è? come ti senti dopo la visione di un film del genere? forse è talmente trasparente che non lascia effetti nemmeno negativi. è già un risultato.
    Certo che Steven nemmeno tenere credibilmente una pistola in mano e basta? nella locandina è suo il corpo? in tutte le foto in cui lo vedo, sia poster che fotogrammi ha veramente sempre la stessa identica faccia. Ma muove qualche muscolo quando finge di parlare?

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    • Lucius Etruscus ha detto:

      E perché dovrebbe muoversi? Tutti lo adorano, solo perché trent’anni fa ne ha azzeccati un paio, è considerato un grande maestro da tutti quelli che NON vedono le decine di film in cui non fa una mazza di niente: perché dovrebbe sforzarsi a sembrare vivo? 😀
      Ormai è una macchietta, una caricatura: Seagal imita Segal 😛
      Per fortuna qui è giusto un ospite, il suo piccolo ruolo è marginale. Comunque la locandina è ridicola , nessuno ha il proprio corpo ed è photoshoppata malissimo!

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  6. Willy l'Orbo ha detto:

    Ahahahahaha! Che bellezza! Che bellezza! Le recensioni Z in cui scateni fuoco e fiamme sono la mia pietanZa preferita! Dal “diversamente vivo” al girone infernale degli attori, dalla citazione di Gremlins alla locandina “leggermente” sproporzionata nelle gambe di Messner…ho il sorriso sulle labbra, la gioia nel cuore e le emoZioni sulla viva pelle.
    E…mi sto già procurando il film, so che non ti saresti atteso nulla di diverso dopo una recensione così attira-Willy (e respingi-persone più senzienti del sottoscritto)! 🙂

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    • Lucius Etruscus ha detto:

      Sapevo che avresti apprezzato! ^^
      Quando l’ho visto programmato su Cielo m’è preso lo sconforto: ma ancora un altro film di Seagal? Non ce la faccio più a vederne! Invece la visione è stata allietata da un necrologio di volti un tempo noti che ha garantito grasse (e greZZe) risate durante la visione.
      Pane per i nostri denti, anzi… per le nostre Zanne! ^
      ^

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  7. Giuseppe ha detto:

    La cosa più interessante di cotanto “film”? Gli effetti, sicuramente… dove per effetti s’intende quelli di photoshop nella locandina, chiaro! Che è fatta “diversamente bene” come tutto il resto 😛

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  8. wwayne ha detto:

    In passato DMX ha fatto tanti ottimi film: alludo ai 3 che ha girato con Andrzej Bartkowiak (Romeo deve morire, Ferite mortali e Amici x la morte) e ad un altro che ha fatto subito dopo, Never die alone. Quest’ultimo film è quello che ha esaltato di più le sue qualità di attore, perché è quello in cui aveva il ruolo più importante.
    In tempi recenti le soddisfazioni più grandi se le è tolte come compositore: ha firmato parte della colonna sonora sia di Deadpool che del suo sequel.

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    • Lucius Etruscus ha detto:

      I piccoli ruoli nei film citati erano più da caratterista che da attore, ed è proprio a quello in cui mi riferivo nel pezzo: già quando era in piena forma ha interpretato ruoli per cui non era tagliato, limitandosi a fare la macchietta, figuriamoci vent’anni dopo!
      In quei primi Duemila sembrava che il “noir nero” funzionasse, cioè storie criminali raccontate nella loro versione afroamericana, e grandi case come Warner e Fox ci hanno creduto e investito parecchio, per fortuna scoprendo subito che non funzionava, prima di tirare fuori altri film assolutamente dimenticabili. Ce li ho tutti in DVD perché sono un pazzo collezionista, oltre ad averne visti diversi al cinema, ma proprio perché quell’epoca l’ho seguita in prima fila non ho problemi a dire che andrebbe dimenticata in toto, essendo tutti quei titoli pura apparenza vuota e appannata.

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      • wwayne ha detto:

        Gli afroamericani sono dei maestri nel rielaborare i generi in modo tutto loro. Ad esempio, nei loro film di mafia ci sono gli stessi topoi di quelli fatti dagli italoamericani, ma loro danno al genere un tocco tamarro che mi manda in estasi. Ti cito 2 titoli su tutti: uno è appunto Never die alone, l’altro si intitola Paid in Full. Li trovi entrambi in dvd italiano.
        Hai qualche “noir nero” da consigliarmi?

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      • Lucius Etruscus ha detto:

        Mi piacciono le versioni “nere” dei generi storici, ma c’è un problema: se il film è una grande produzione targata Warner o Fox (come appunto tutti i film da te citati) non sono “versioni nere”, sono “bianchi che cercano di allargare il mercato aprendosi a spettatori neri, scimmiottando il loro stile”, che è una cosa molto diversa. Può piacere o meno, ma sono prodotti patinati che si fingono “di genere”.
        Una cosa sono i film di Spke Lee, o Wesley Snipes che racconta la scalata al potere della black mafia con “Scacco al re nero” (1993), per non parlare del suo mitologico ruolo in “New Jack City” (1991) di Mario Van Peebles, un’altra sono prodotti innocui e patinati con cui le grandi major tentano (senza successo) di allargare il proprio pubblico.
        Il fatto che tutti gli attori protagonisti dei film da te citati hanno subito dopo smesso di lavorare con le rispettive grandi major dovrebbe indicare che quegli esperimenti sono stati una parentesi che si è chiusa immediatamente, e male.

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      • wwayne ha detto:

        A me però piacerebbe approfondirla. So di chiederti molto, quindi capirò se risponderai di no a questa domanda: dato che in casa hai tutti i dvd, potresti darmi la lista completa di tutti i noir neri?

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      • Lucius Etruscus ha detto:

        Quelli che hai già citato sono i principali film di quell’epoca, i primi del Duemila, in cui si è tentato di lanciare quest’iniziativa, poi ci sono tanti altri film “noir neri” che affondano le radici nella blackspoitation anni Settanta. Fare una lista è impegnativo e sicuramente ne resta fuori qualcuno che merita, basta che segui le filmografie di Spike Lee e Mario Van Peebles come registi e Wesley Snipes come attore e vedrai che trovi titoli ghiotti che meritano di essere riscoperti, anche se magari oggi forse potrebbero sembrare datati.

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      • wwayne ha detto:

        Ti ringrazio per avermi dato degli spunti, e più in generale per aver risposto al mio commento: ultimamente era capitato più volte che tu non lo facessi, e mi era venuto il dubbio che tu mi stessi ignorando apposta.

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      • Lucius Etruscus ha detto:

        Ti rispondo quando ho qualcosa da dire, altrimenti sarebbe una semplice “risposta automatica” da segreteria telefonica 😀

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  9. Romulus ha detto:

    Nel cast di questo film se guardate bene c’e anche il grande Patrick Kilpatrick che in realtà fa poco più di un cameo.

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