[Multi-Recensioni] Film di Natale su Netflix (2022)

Sotto la rude scorza etrusca batte un cuore tenero come pandoro, quindi ogni tanto anch’io guardo film natalizi, anche se cerco di non scendere troppo nella cloaca massima del romantichello televisivo.

Per festeggiare questo 8 dicembre, ecco alcuni film natalizi recenti dal catalogo di Netflix.


Un Natale pieno di Graça
(Um Natal Cheio de Graça, 2022)

vedi su Netflix

Non so se il regista Pedro Antônio Paes abbia creato appositamente una auto-parodia di storia brasileira per turisti o se davvero sia questo lo stile delle produzioni brasiliane, cioè un uso massiccio di schemi e stili ammericani ma cucinati in salsa locale, comunque alla fin fine non importa: è un film divertente, leggero e che si guarda con piacere, anche se ovvio e scontato in ogni sua parte.

Carlinhos (Sérgio Malheiros) è il giovane rampollo di una ricchissima famiglia di industriali brasiliani, la sua vita è stata programmata sin dalla nascita e secondo i piani questo Natale chiederà alla sua fidanzata – altra giovane rampolla di ricchissima famiglia di industriali – di convolare a giuste nozze, sebbene somiglino più ad una joint venture.

Carlinhos sa che ogni aspetto della sua vita è programmato fino al giorno in cui andrà in pensione e lascerà le redini della società al suo futuro figlio, ma tutto crolla il giorno che scopre la sua fidanzata a letto con un’altra donna. Mi sa che questa possibilità non era stata contemplata dalla “programmazione” della sua vita. D’un tratto Carlinhos si sente perduto ed è qui che incontra Graça (Gkay), una donna piccola ma che fa onde grandi quando si abbatte come un uragano sulle vite altrui.

Per evitare lo scandalo, con consequenziale perdita della promozione a capitano d’azienda, Carlinhos si presenta all’austera cena natalizia in famiglia con il ciclone Graça, spacciandola per sua nuova fidanzata: parte il canone “coatta a corte” e il resto si scrive da solo.

La Natalenovela brasiliana è pronta a iniziare

La sceneggiatura è un concentrato di cose già viste mille volte, è tutto infinitamente ovvio e scontatissimo, tanto che il film sembra più americano che brasiliano, ma – come detto – è una visione piacevole, c’è qualche scena divertente, la protagonista è incontenibilmente simpatica e quindi la visione è consigliata.

Una curiosità. La protagonista Gkay (al secolo Gessica Kayane) ha iniziato come Tubara e modella ma poi si è confermata come comica, sia in spettacoli di stand up che in TV che al cinema, e qui l’unico personaggio positivo dell’austera famiglia di industriali è la “pecora nera” Bento Leão (Cezar Maracujá), che nel film fa il cantante-influencer su YouTube ma in realtà è un collega stand up comedian.


Falling for Christmas
(2022)

vedi su Netflix

Altra spremuta di ovvietà quella diretta da Janeen Damian, produzione che forse punta a spettatori così giovani da non aver mai visto un film in vita loro, e perciò capaci di trovare anche solo una scena che non sia spudoratamente ricopiata da milioni di altri titoli. Però, anche qui, alla fine i personaggi sono simpatici e la visione non è fastidiosa.

Sierra Belmont (Lindsay Lohan: ve la ricordate Lindsay Lohan? Da quanto tempo non la incontravo più…) è una ricca viziata cresciuta negli agi e nel lusso, ma ora che è diversamente giovane si ritrova ad occupare un posto di lavoro puramente fittizio, inventato dal ricco padre giusto perché lei finga di fare qualcosa nella vita.

Mentre combatte con social, finti fidanzati di copertura – fa sempre comodo essere legati ad un influencer – e altri “problemi da ricchi”, durante una rovinosa caduta mentre sciava Sierra sbatte la testa e perde la memoria: si risveglia nel letto del povero squattrinato Jake (Chord Overstreet) in completa amnesia.

Lo so cosa state pensando, che Una coppia alla deriva (1987) con Goldie Hawn e Kurt Russell è stato da poco riportato al cinema – Overboard (2018) con Anna Faris ed Eugenio Derbez – quindi non c’era bisogno di riproporlo anche in chiave natalizia, infatti gli autori devono aver avuto lo stesso pensiero e hanno cambiato le carte in tavola, così per esempio Jake non si approfitta della smemorata Sierra, semplicemente perché… be’, fino all’ultimo neanche lui si ricorda chi lei sia!

La versione moderna e natalizia di Goldie Hawn e Kurt Russell (dei poveri!)

Gli autori fanno di tutto per modificare la storica sceneggiatura del 1987 aggiungendo elementi presi di netto dai romantichelli televisivi – per esempio Perduta nel Vermont (2017) dalla trama praticamente uguale – i quali ormai costituiscono il Canone assoluto della cinematografia. Quindi potete giurarci che ci sarà di mezzo una bambina e un cavallo, perché ci sono sempre una bambina e un cavallo…

L’originale che si è cercato di fingere di non rifare

L’unica differenza fra questo prodotto e uno qualunque dei miliardi di romantichelli televisivi è una fotografia un pochino più ricercata e un’attrice decisamente meno anonima del solito, per il resto tutto va com’è ovvio che vada, come va in ognuno dei cinque film natalizi che TV8 trasmette ogni giorno da ottobre a gennaio, ma con la differenza che qui la visione non annoia né infastidisce.


Natale con te
(Christmas with You, 2022)

vedi su Netflix

Se il 2022 si è aperto con l’uscita di Marry Me (febbraio), in cui la diva del pop Jennifer Lopez riscopre le cose semplici e l’ammmmòre con l’omino qualunque Owen Wilson, a novembre si chiude con la stessa identica storia ma in una versione più a basso tono, sebbene sempre latina.

Angelina (Aimee Garcia) è una diva diversamente giovane che non cavalca più le classifiche come un tempo, e dopo tanti anni di successo fa ancora più male quando ci si rende conto che si è considerati “vecchi” in un ambiente di eterni giovani.
A peggiorare le cose, Angelina non riesce più a sfornare una canzone di successo: non una canzone bella, si badi, ma una che in un lampo scali tutte le classifiche. Pure se è una ciofeca, non importa.

Una sera di particolare depressione, vistasi scavalcata da una nuova diva giovane, Angelina si mette a girare per YouTube e a guardare le ragazzine che ricantano le sue canzoni, beccando così una che dedica la sua miglior canzone alla mamma morta. Ah, ragazzina, mamma morta… mettiamoci papone inconsolabile e il tris dell’ammmmmòre è servito.

Fra una cosa e l’altra, la diva Angelina si ritrova a casa dell’omino qualunque Miguel (Freddie Prinze jr., anche se sembra suo nonno, per quanto si è rifatto male!) che ovviamente non si è mai ripreso dalla morte dell’amata moglie e non ha mai neanche guardato un’altra donna: saprà la diva riscoprire le cose semplici e apprezzare l’ammmòre che rinasce nell’omino?

Una scena che denota un’intensa puzza d’ammmmòre

Qui chiaramente Netflix non ha voluto investire un solo centesimo, è un film di una pezzenteria stratosferica: a parte un paio di “cartoline da New York” non abbiamo altro, se non qualche comparsa occasionale, scenografie miserelle e tante trovate per cercare di mascherare le palesi ristrettezze finanziarie. Visto però che protagonista assoluta del film è una diva che vive nel lusso, si ride parecchio in faccia agli sforzi compiuti. A parte una manager-amica vestita da schifo (cioè come gli americani intendono il lusso), la diva dei poveri non ha altro.

A parità di secchiate d’ammmòre e stereotipi, di valanghe di luoghi comuni e canoni riproposti identici, questo è sicuramente meno riuscito. New York sotto Natale è bella, ma leggermente costosa, quindi una produzione pezzente come questa ha compiuto una pessima scelta d’ambientazione: tutto è statico e minuscolo, perché non ci sono soldi per fare altro. E visto che la sceneggiatura è solo un frullato di roba già vista milioni di volte, ecco che allo spettatore non rimane altro.

L’originale che hanno cercato di rifare, ma senza soldi

Almeno l’originale con la Lopez mostrava qualche spettacolo sontuoso, grandi vestiti e numeri di ballo: qui vediamo Angelina fare due mossette che pare una ragazzina su YouTube, con vestiti che sembrano caduti dal camion della Caritas. Per non parlare delle canzoni, inascoltabili. No, il film la fa decisamente fuori dal vasetto.

Alla fine lo si guarda senza fastidio, ma con il pilota automatico.


Giusto in tempo per Natale
(Jeszcze przed swietami, 2022)

vedi su Netflix

Questa panoramica è partita dal Brasile e finisce in Polonia, dove Aleksandra Kulakowska e Maciej Prykowski ricamano un film delicato (forse anche troppo) e quel che più conta diverso dagli stereotipi americani a cui di solito si guarda, in questo genere di prodotti.

Marysia (Monika Frajczyk) è un madre single che lavora come corriere espresso, portandosi appresso suo figlio piccolo: non sappiamo se lo faccia sempre o solo in questo periodo natalizio di scuole chiuse, comunque vive un ottimo rapporto con il bambino. Un rapporto invece decisamente pessimo ce l’ha con il suo capo, un insicuro rozzo e maleducato che invece di essere grato a Marysia di perdonare i suoi imperdonabili tentativi di approccio ben poco deontologici, per stupida vendetta infantile scambia gli indirizzi dei pacchi che la donna dovrà consegnare il giorno dopo.

La vigilia di Natale dunque Marysia fa il suo giro e a fine serata… tutti hanno ricevuto il regalo sbagliato! A partire da Krzysiek (Piotr Pacek), che aspettava con ansia l’anello del nonno per proporre alla fidanzata di sposarlo, nella perfetta cornice natalizia, e invece si è ritrovato con un video hard in mano, chiaramente per errore.

Krzysiek non può rinunciare alla sua dichiarazione “coreografata”, quindi rintraccia la corriera Marysia e, capito il casino accaduto, i due partono alla ricerca dei regali scambiati.

Pian piano (decisamente troppo piano!) quello che sembra un deplorevole incidente si trasforma nell’occasione della vita. Infatti le varie persone che hanno ricevuto regali sbagliati in realtà vengono “liberati” da essi: per pura casualità ognuno riceve qualcosa che funziona a mo’ di proverbiale goccia, e il vaso trabocca. Le vittime del fato tramite i regali sbagliati cominciano a fare un bilancio della propria vita, e sebbene i nostri due eroi riescano man mano a sistemare tutto, ormai il “danno” è fatto… e le storture iniziano a raddrizzarsi.

L’irrefrenabile allegria che pervade i film polacchi…

I pregi del film sono principalmente due, belli grossi: una trama e sceneggiatura non banali né mortalmente scontati (il che è già tanto) ma soprattutto un’esecuzione sorprendente. Niente di questo film potrebbe essere mostrato in un prodotto anglofono, pare che gli autori polacchi abbiano fatto un vero e proprio contro-film di Natale, mostrando tutto ciò per cui in America ti bruciano vivo se anche solo provi a suggerirlo, essendo politicamente scorretto e moralmente biasimevole agli occhi dei bacchettoni.

Il difetto è solo uno, ma parimenti grosso: la mortale lentezza con cui tutto è raccontato. La cosa assurda è che si tratta palesemente di una commedia, con persino siparietti comici costituiti da due poliziotti pasticcioni che per tutto il tempo danno la caccia al furgone della corriera protagonista, ma i ritmi sono tutti così diluiti che è impossibile anche solo sorridere delle trovate comiche.

Senza ombra di dubbio è il film migliore di questi presentati, sia per idee che per esecuzione, ma nel consigliarvelo devo mettervi in guardia: preparatevi ad un ritmo narrativo diversamente spumeggiante.


Ripescato dall’anno scorso

Un castello per Natale
(A Castle for Christmas, 2021)

vedi su Netflix

Dalla mia recensione su Non quel Marlowe.

Ho sgranato gli occhi nello scoprire che alla regia c’è niente meno che Mary Lambert, la mitica autrice di Cimitero vivente (1989): sono tempi duri per i registi, gli unici lavori disponibili sono filmetti televisivi romantichelli, e bisogna stare al gioco.

La nota attrice ex modella Brooke Shields si cala in un ruolo amatissimo dalla cinematografia romantichella: la scrittrice di successo. In questo caso Sophie Brown, così amata in tutto il mondo che le sue scelte narrative… bloccano il traffico!

«Credete nell’amore a prima vista? Neanch’io.»

Con questo incipit “esplosivo” parte la saga letteraria con protagonista Emma Gale, storielle romantichelle di classe che, stereotipo dopo stereotipo, accompagnano le lettrici da anni… fino al disastro. L’ultimo romanzo, Good Bye, fa morire il marito della protagonista e i fan insorgono, addirittura con proteste nelle strade!

Per allontanarsi dalla folla di fan inferociti e per rilassarsi, la nostra scrittrice preferita parte alla volta della Scozia, per ritrovare un ricordo d’infanzia “di rimbalzo”, visto che suo padre le raccontava di quand’era piccolo e lavorava in un castello del posto, il Dun Dunbar Castle. Ovviamente anche nel più sperduto paesino della campagna scozzese sono tutti lettori di Sophie e amano il suo personaggio, ma curiosamente lì non sono arrabbiati per la scelta narrativa dell’ultimo libro.

Ah, atmosfere intense da amore castrense

L’unico al mondo a non aver mai letto i romanzi con protagonista Emma Gale è proprio il principe (povero) di cui si innamora la scrittrice: Myles, interpretato da un appannato Cary Elwes, che peraltro è londinese ma qui fa lo scozzese anti-britannico. Tranquilli, ora anche lui è diventato avido lettore dei romanzi di Sophie Brown.

Tipica faccia di uno scozzese che legge una romanziera di New York

Il film è chiaramente una storiellina dozzinale indistinguibile da qualsiasi altro romantichello che trovate ogni giorno su TV8, però è intrigante la questione affrontata… va be’, “affrontata” è un po’ troppo, diciamo lisciata per un pelo.

Un autore quanto è “proprietario” delle proprie creazioni narrative? Un personaggio è davvero di proprietà del proprio creatore? Sophie Brown è stufa della sua Emma Gale e vuole scrivere altro, altri personaggi, altri temi, altri generi, ma è chiaro che ormai è infognata con il genere che il suo pubblico pretende da lei, pubblico che sicuramente rifiuterà qualsiasi altro esperimento narrativo. Un autore ha il diritto di uccidere il proprio personaggio? Sì, ma tanto poi dovrà farlo resuscitare. Conan Doyle docet

Il tema è solo accennato incidentalmente, quasi per sbaglio, perché questo non ha altra ambizione se non essere un filmetto che fa della dozzinalità un vanto.

Per altri pseudobiblia a sfondo natalizio:


L.

– Ultimi film di Natale:

Pubblicità

Informazioni su Lucius Etruscus

Saggista, blogger, scrittore e lettore: cos'altro volete sapere di più? Mi trovate nei principali social forum (tranne facebook) e, se non vi basta, scrivetemi a lucius.etruscus@gmail.com
Questa voce è stata pubblicata in Natale e contrassegnata con . Contrassegna il permalink.

26 risposte a [Multi-Recensioni] Film di Natale su Netflix (2022)

  1. Cassidy ha detto:

    Quando ho visto spuntare “Un castello per Natale” con il suo cast di redivivi, sapevo che sarebbe finito in una delle tue rassegna, mai avrei pensato fosse diretto da Mary Lambert, che triste fine. Per il resto fuori dagli Stati Uniti si sono giocati meglio le loro carte, o almeno hanno scopiazzato meglio 😉 Cheers

    Piace a 1 persona

    • Lucius Etruscus ha detto:

      Da un certo punto di vista potremmo anche definire “buona” la fine di Mary Lambert: il romantichello è ormai il genere re, e i romantichelli di Netflix a naso credo che facciano girare molti più soldi di quelli che arrivano su RAI, Mediaset e TV8, quindi tecnicamente la nostra Mary ha firmato un prodotto di punta. Il problema è che paragonato anche solo a “Cimitero vivente” scompare in un lampo…

      "Mi piace"

  2. Lorenzo ha detto:

    A me piacciono i film natalizi, o meglio mi piacevano quelli di una volta, sia le commedie, sia quelli su Babbo Natale. Le ambientazioni erano ricche, le storie interessanti, gli attori non erano i primi che passavano… insomma c’era uno charme che adesso non c’è più, soppiantato da produzioni televisive girate in periferia ad agosto, e i Babbo Natale sono tutti degli ubriaconi disadattati.
    Proverò a vedere l’inizio di quello con la Lohan, visto che dici che la fotografia è decente.
    Comunque l’anno scorso ne avevo visto uno, sempre su Netflix, che non era male: Lovehard 😀

    Piace a 1 persona

    • Lucius Etruscus ha detto:

      “Lovehard” è delizioso, e non solo perle citazioni a “Die Hard”, che fanno sempre guadagnare punti a qualsiasi cosa 😛
      Però a naso era una produzione decisamente superiore a queste robbette minuscole, girate nel giardino di casa.
      Come dici bene, le commedie di Natale storiche erano anche un tripudio di colori e atmosfera natalizia, che però costa e quindi tocca un po’ arrangiarci: essendo il cinema morto e putrefatto, e la TV balla sulla sua tomba, ormai è il linguaggio televisivo da due soldi a dettare legge.
      Quindi il film con la Lohan ha una fotografia un minimo decente ma per essere un dozzinale romantichello da due spicci: paragonato a un film vero è decisamente insufficiente.
      Però le storie sono “buone”, vanno giù lisce e non disturbano, quindi non sono film odiosi, solo poverelli 😛

      "Mi piace"

      • Lorenzo ha detto:

        Ho visto Falling for Christmas. Volevo segnalare che nella scena della festa per raccogliere i fondi, nello sparuto buffet fa bella mostra un panettone… che il celeberrimo dolce milanese stia prendendo piede anche nei villaggi più sperduti degli Stati Uniti? O forse costava meno di una torta?

        Piace a 1 persona

      • Lucius Etruscus ha detto:

        Ah, grazie della segnalazione, magari è una “sciccheria italiana” che va di moda 😀

        "Mi piace"

  3. Willy l'Orbo ha detto:

    Nella testa e nel cuore ho film natalizi (alcuni dei quali, ahinoi, introvabili) con protagonisti come Gary Daniels, Goldberg, Hulk Hogan…tuttavia gradisco assai anche questa incursione più romantichella con sprazzi di commedia! 🙂

    Piace a 1 persona

    • Lucius Etruscus ha detto:

      ehhh sono molto lontani i tempi con quegli attori lì, altre epoche, chiuse e archiviate. Ora al massimo abbiamo qualche gloria appannata che segue la scia televisiva anche su Netflix. Tempi molto più ridotti, dove anche il Natale sembra decisamente più piccolo, anche se più vasto. (Se prima di film di Natale ne usciva qualcuno l’anno, ora sono Legioni!)

      "Mi piace"

      • Willy l'Orbo ha detto:

        Concordo con l’amara “diagnosi”, non ci resta che rimembrare e sperare che qualche TV per Natale (WarnerTV o altre) tiri fuori, a sorpresa, una chicca natalizia nostalgica! 🙂

        Piace a 1 persona

      • Lucius Etruscus ha detto:

        Per ora ha passato in rassegna la carriera delle gemelline Olsen, con film che credo neanche loro abbiano mai più rivisto dal 1990: mi aspetto un “Due gemelle salvano il Natale” da un momento all’altro 😀

        "Mi piace"

      • Willy l'Orbo ha detto:

        Speriamo che alla rassegna Olsen segua qualche rassegna che fa più battere il cuore a noi zinefili! 🙂

        Piace a 1 persona

      • Giuseppe ha detto:

        Di film di Natale (be’, forse considerarli tutti come “film” è troppo generoso, specialmente a paragone di quello che ci hanno ricordato Lorenzo e Willy) ne escono talmente tanti, ormai, da poter riempire letteralmente lo spazio fra un Natale e l’altro… Però adesso c’è la questione del cuore di pandoro che mi preoccupa: ma ci rendiamo conto che ne hai salvati ben QUASI (“Giusto in tempo per Natale” è SOLO molto lento) quattro su cinque? 😛

        Piace a 1 persona

      • Lucius Etruscus ha detto:

        ahahah a Natale sono più buono 😛
        “Salvati” sempre nell’ottima della sterminata produzione nataliZZZZZZZZia di serie Z all’ennesima potenza. in mezzo al mare magno di vuoto totale, questi almeno assomigliano a dei film.

        "Mi piace"

  4. Austin Dove ha detto:

    il film con la Lohan l’ho visto qualche giorno fa, la prima visione natalizia della stagione e devo dire che mi aspettavo di peggio^^
    la tipica produzione di serie b, lei nemmeno così male con la chirurgia, spero nn abbia fatto nulla di nuovo e aspetti che il botox vada via da solo

    erano settimane che guardavo di sottecchi il primo film di cui parli, mentre mi interessa pure quello con Brooke Shields, scoperto ora

    PS: ma i fotogrammi li hai ritoccati tu??? la Lohan non mi sembrava così ritoccata e JLO è un pastrocchio sorridente xD

    Piace a 1 persona

  5. wwayne ha detto:

    Per Lindsay Lohan è stato un colpaccio entrare nella cerchia di Netflix, considerato che è una casa produttrice solidissima: di norma le star decadute come lei devono accontentarsi di lavorare per delle case produttrici da 2 soldi, quelle che distribuiscono i film direttamente in dvd (e sono tutti film impresentabili, che su imdb hanno meno di 4 come media voto).
    Ho recensito uno dei film da te nominati: https://wwayne.wordpress.com/2022/09/16/una-scelta-difficile/. Le mie considerazioni ti trovano d’accordo?

    "Mi piace"

  6. Anonimo ha detto:

    Un film che mi incuriosisce su Netflix è Troll, chissà se rientrerà in serie Z o potrà addirittura ambire a qualcosa di più.

    Piace a 1 persona

  7. Pingback: I miei film natalizi 2022-2023 – Il Blog di Tony

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.