[Italian Credits] The Truman Show (1998)

Vasquez che si appresta a digitalizzare una VHS!

Continuo a presentare la meravigliosa opera di Vasquez, che tenendo fede al proprio nome si è stretta la fascia in testa, ha imbracciato il suo smart gun ed è scesa nei piani inferiori della stazione di Hadley’s Hope: là dove teneva preziose videocassette sciabordanti edizioni italiane perdute.

Grazie all’acquisto di un semplice cavetto USB di acquisizione audio-video – che raccomando a chiunque voglia seguire le orme della nostra Colonial Marine – Vasquez ha recuperato le proprie VHS dalle insidie dei facehugger della polvere e le ha riportate in salvo, digitalizzando film la cui edizione italiana è ormai dimenticata ma soprattutto condividendo con tutti questo suo patrimonio.

Il film che ci regala questa settimana è The Truman Show (1998) di Peter Weir, da una VHS Paramount della collana “Panorama – I Grandi Film” (2000).

Il 14 settembre 2000 la realtà crolla, in favore del reality: va infatti in onda la prima puntata di una trasmissione chiamata “Il Grande Fratello”. Eravamo stati avvertiti, fior di autori ci avevano messi in guardia dal baratro ma è noto che l’umanità prende i moniti come indicazioni stradali: addirittura, al massimo dello sberleffo, la trasmissione prende il nome da quell’orrore di cui nel 1948 George Orwell ha cercato di mettere in guardia il mondo.

Peter Weir è uno di quelli che ha messo in guardia il mondo, con il suo The Truman Show, che è piaciuto a tutti ma per le ragioni sbagliate, visto che tutto ciò contro cui si batte è stato accolto con grande entusiasmo dal pubblico. Tutto ciò che in questo film è considerato male, ancora oggi è considerato bene da milioni di spettatori, quindi Peter Weir ha fallito, come Orwell. Peccato, perché ha creato un film capolavoro, come capolavoro è il romanzo con cui il trentenne Koushun Takami sconvolge il Giappone del 1999, quell’ultimo avvertimento chiamato Battle Royale: di nuovo, il mettere in guardia ha avuto l’effetto di invogliare.

Ecco il video con i titoli di testa del film, finché YouTube non lo cancella.


Titoli di testa


Titoli di coda


L.

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29 risposte a [Italian Credits] The Truman Show (1998)

  1. marco1946 ha detto:

    Ahinoi, tu dici bene!
    IL GRANDE FRATELLO ci ha illustrato la triste realtà. Tantissima gente non chiede di meglio di vivere davanti alle telecamere 24 ore su 24.
    Se Truman Burbank fa di tutto per fuggire dal mondo fasullo che gli hanno costruito intorno MILIONI DI PISCHELLI E DI PISCHELLE sognano di essere lì, nel mondo fasullo, e di sapersi osservati da un pubblico di deficienti nell’atto di lavarsi i denti o di ruttare….

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    • Lucius Etruscus ha detto:

      Infatti non sono da biasimare i produttori di spettacoli indecorosi come i reality, bensì i milioni di spettatori che da vent’anni rimangono appiccicati allo schermo a guardare la finta realtà. Gli autori che hanno messo in guardia da questo sfacelo non avevano calcolato che sarebbe stata una rovina dal basso, non un’imposizione dall’alto.

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      • Giuseppe ha detto:

        Ah, con me la lezione di Weir ha funzionato alla grande, visto che il Grande Fratello l’ho odiato fin dalla primissima edizione (l’avrei odiato comunque, anche se non avessi visto “The Truman Show” o letto “1984”) 😉 Non mi capacitavo proprio di come potesse aver fatto presa in maniera così trasversale: bifolchi, snob, gente apparentemente colta, semplici curiosi, una nuova grande fratellanza riunita sotto il preconfezionato e menzognero motto di “siamo tutti spioni”, che non mi faceva presagire nulla di buono (e a ragione, visto come siamo messi oggi). L’unica cosa divertente in tutto questo era il filtro satirico della Gialappa’s, poi purtroppo inariditosi nel seguire e commentare per troppi anni le stronzate dei concorrenti… Ma ora bando alle tristezze, che c’è da ringraziarvi per quest’altro italico recupero dei titoli di un capolavoro il cui successo di pubblico è stato inversamente proporzionale alla comprensione (dalla maggior parte di quello stesso pubblico) del pericolo da cui voleva metterci in guardia.

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      • Lucius Etruscus ha detto:

        Proprio la Gialappa è quella che mi ha deluso maggiormente. Dietro l’apparenza di fustigatori dei costumi italici in realtà c’era un’esigenza pubblicitaria del prodotto della casa, la cui ossessiva attenzione non poteva più essere catalogata come “satira di costume”. Con la scusa di prendere in giro il fenomeno, in realtà l’hanno amplificato e pubblicizzato al massimo, il che non rientrava proprio nell’immagine che si dava il trio. Capisco però che l’esigenze della casa vadano sempre rispettate.

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  2. Vasquez ha detto:

    Un’altra cassetta di quelle salvate per un pelo… anche questa ha fatto avanti e indietro tantissime volte! Non c’è verso di stancarsi di questo film. L’ho visto al cinema e fu spettacolare. Nel finale eravamo tutti aggrappati alle poltrone, proprio come il tizio nella vasca da bagno si ritrova aggrappato alla tenda della doccia.
    E quanto fa strano sentire quelle parole iniziali oggi, e proprio dal diabolico Christof.
    Come sempre Lucius, offri spunti più che interessanti, e in questo caso doverosi. “1984” purtroppo l’ho letto solo tre volte e non riesco ad andare oltre. Quel libro mi terrorizza a morte ogni giorno di più. Se ne sta lì, vicino alla mia copia di “Fahrenheit 451” a fissarmi dallo scaffale, quasi accusandomi di averlo abbandonato…
    Il fatto è che se Bradbury offre una sia pur minima speranza, Orwell non (ci) lascia scampo, e quando sento nei vari TG i giornalisti usare l’inglese al posto del più comprensibile (e a volte più snello) italiano, sovente mi sale il dubbio che non sappiano cosa stanno dicendo, nascondendosi dietro quelle parole inglesi che poi la massa ripete a pappagallo.
    Truman doveva essere un monito, si è trasformato in una speranza perduta.

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    • Lucius Etruscus ha detto:

      “1984” mi ha distrutto, lo considero uno di quei libri spartiacque della vita: c’ero io prima di leggerlo, e io dopo. Di sicuro non è Bradbury, una volta finito di leggere non rimarrà nulla in piedi: sei avvertita! 😛
      Anche per la pseudolingua Orwell ha visto lungo ma al contrario, perché per lui era un abominio mentre oggi gli italiani adorano snocciolare termini inglesi perché “non esiste alternativa italiana”, malgrado nel 99,99% dei casi esista alternativa italiana, solo che non la sanno! E’ Orwell in pieno, ma di nuovo in positivo ciò che invece era una denuncia in negativo.

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      • Vasquez ha detto:

        Mi sono spiegata male, ma perché è un argomento che sento molto, e quindi mi ci incarto (e mi ci inc@@o) sia per iscritto che dal vivo.
        “1984” l’ho letto per intero (impossibile fermarsi a metà!) ma solo tre volte, che per i miei standard verso un libro che mi piace è pochissimo. E mi ricordo come fosse strano, dopo averlo letto la prima volta, che il mondo fosse ancora quello del giorno prima, non era cambiato nulla, ma era cambiato tutto perché ero cambiata io.
        La cosa che mi fa inca@@re di più delle persone che seguono “Grande Fratello” è che non solo non sanno da dove viene il titolo del programma, ma non hanno la benché minima curiosità di andarlo a verificare.
        Continuano a ripetere cose a pappagallo senza sapere perché, a fare cose “perché lo fanno tutti”, e il cui unico desiderio è poter “fare e dire” cose vuote davanti a tutti per raggiungere le visualizzazioni necessarie da potersi definire “influencer”.
        Non c’è riuscito Orwell, non c’è riuscito Truman… io ho perso le speranze…

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      • Lucius Etruscus ha detto:

        ahhh avevo capito ci avessi provato tre volte senza riuscire a finirlo 😛

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  3. Cassidy ha detto:

    Weir ha provato a metterci in guardia ma niente è rimasto solo un grande, grandissimo film e da oggi, anche i titoli di testa come li vidi al cinema ai tempi 😉 Cheers

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  4. J_D_La_Rue_67 ha detto:

    Eh, povera Vasquez… Hanno detto: “Salviamo le cassette”, lei ha capito “Spariscono le tette”… e si è tuffata.
    Comunque sì, Orwell ha lavorato invano, nel senso che le cose non sono mai così semplici e dirette come le si prefigurano… oggi abbiamo lo stalinismo soft modello Raiset… e siamo contenti così.
    “How I wish I was Unborn, wish I was un-living here” …

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    • Lucius Etruscus ha detto:

      Non ho capito molti dei riferimenti quindi non so rispondere, se non che lo stalinismo (come altri totalitarismi) partiva dall’alto, qui invece partiamo dal basso, con una richiesta di pessima qualità che viene ovviamente soddisfatta da chi lo fa di mestiere. Chi dirige le emittenti non ha alcun vantaggio ad imporre prodotti, si limita a dare al pubblico la spazzatura che vuole. Siamo perciò lontani da qualsiasi totalitarismo, di qualsiasi natura.

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      • J_D_La_Rue_67 ha detto:

        Non lo so. Secondo me il totalitarismo moderno (con moderno intendo dal 1900 in poi) è ANCHE una inconfessabile, ma non poi troppo, spinta “dal basso” abilmente sfruttata “dall’alto” (vedasi il problema del “consenso” a Mussolini e Hitler), altrimenti come avrebbe fatto Stalin a pervertire le originarie idee di Marx, Lenin e Trotsky in una nuova forma di zarismo? Ogni comunista in tutto il mondo letteralmente adorava Stalin, almeno fino a tutti gli anni 50.
        Per me, comunque, chi dirige le emittenti televisive (che rappresentano nel bene e nel male l’offerta culturale al popolo almeno per tutto il 20. sec.) ha tutto l’interesse a MODELLARE culturalmente il suo pubblico, se ciò è organico a una precisa proposta politico-culturale. Io lo chiamo “modello RAI anni 50-70” (basato, con tutte le sue pecche e storture. sul modello BBC), contro “modello Fininvest”, che oggi è imperante. Siamo sicuri che la “richiesta” di telespazzatura sia venuta prima dell'”offerta”?
        Ma non pretendo di avere la verità in saccoccia, rispetto le altrui opinioni e conseguentemente mi taccio 🙂

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      • Lucius Etruscus ha detto:

        Unire Novecento e Duemila mi sembra esagerato, visto che sono mondi totalmente diversi. Non a caso il reality era “minacciato” nel Novecento e poi si è concretizzato nel Duemila.
        Mi sentirei molto più sicuro sapendo che qualcuno dall’altro “guida” il gusto, perché vorrebbe dire che in alto c’è qualcuno che ci capisce: a me sembra ci siano solo un sacco di cialtroni 😀

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      • Vasquez ha detto:

        Questo è quello che rispondo io a chi insiste nel dire che dietro il covid c’è chissà quale complotto per testare il controllo delle masse… perché vorrebbe dire che i governi erano preparati ad una simile eventualità, e non che invece si sono ritrovati impreparati dopo aver passato anni a rosicchiare risorse sanitarie… senz’altra alternativa che tenere tutto chiuso… basta che mi sto alterando di nuovo 😛

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      • Vasquez ha detto:

        Io penso che le trasmittenti abbiano un ventaglio di proposte da offrire, poi vanno avanti in base alla reazione del pubblico. Non si sono mai fatte problemi a cancellare programmi che non raggiungevano le loro aspettative.
        Il proliferare di trasmissioni dal contenuto nullo secondo me la dice lunga sui gusti della massa, che ancora non ha capito di avere il vero potere.
        Anche se…ogni anno temo la sparizione di “Tv Talk”, invece è lì ogni autunno, puntuale. Forse non tutto è perduto.

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      • Lucius Etruscus ha detto:

        Non dimentichiamo poi che il reality è un fenomeno mondiale, è riuscito a mettere insieme i gusti di tutto il pianeta, come quiz alla “chi vuol esser milionario”. Sicuramente ogni emittente avrà i suoi loschi traffici, prediligendo questa o quell’altra trasmissione, ma i fenomeno mondiali non possono essere ignorati, perché portano valanghe di soldi.

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  5. J_D_La_Rue_67 ha detto:

    Oh, sia chiaro che come Vasquez intendevo la Space Marine, eh, non la commentatrice. Con la quale , del resto, sono d’accordo.

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    • Vasquez ha detto:

      Meno male, perché non ho niente contro le tette, in generale, e le mie in particolare, quindi nessun interesse a farle sparire. E sono quasi certa che la Colonial Marine la pensi allo stesso modo.
      Scusa Lucius, ma mi premeva la precisazione 😛

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      • Lucius Etruscus ha detto:

        Hai fatto bene: come dicevo non ho capito tutti i riferimenti, magari c’erano battute lasciate in sospeso altrove 😀

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      • J_D_La_Rue_67 ha detto:

        Intervengo per l’ultima volta (giuro!) allo scopo di chiarire che la mia stupida battuta sulle tette era riferita a una linea di dialogo di “Aliens” in cui se non sbaglio (vado a memoria) Hudson fa riferimento alla “mascolinità” di Vasquez dicendo: “Qualcuno ha detto ‘salviamo i coloni’, lei ha capito ‘vi diamo i coglioni’, e si è arruolata.”.
        Quando l’ho scritto non avevo idea che vi fosse una Vasquez commentatrice.
        Sorry again.

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      • Lucius Etruscus ha detto:

        Figurati, pensavo fosse qualche battuta che aveste in sospeso con Vasquez, che commenta anche da Cassidy e magari la conversazione era iniziata lì 😛

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  6. Willy l'Orbo ha detto:

    Una parola: bellissimo!!!
    Cinque parole: grazie a Vasquez e Lucius! 🙂

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  7. Sam Simon ha detto:

    Che film! Grande Weir, e un Carrey così non l’abbiamo più visto. E che messaggio splendido che ha The Truman Show, anche se come molti hanno notato nei commenti la nostra società non l’ha capito per niente…

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  8. Sam Simon ha detto:

    Che film! Grande Weir, e un Carrey così non l’abbiamo più visto. E che messaggio splendido che ha The Truman Show, anche se come molti hanno notato nei commenti la nostra società non l’ha capito per niente…

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  9. Sam Simon ha detto:

    Che film! Grande Weir, e un Carrey così non l’abbiamo più visto. E che messaggio splendido che ha The Truman Show, anche se come molti hanno notato nei commenti la nostra società non l’ha capito per niente…

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