The Conjuring 3 (2021) Per ordine del Remake

Continua il mio viaggio nel più pigro e inconsistente universo narrativo del cinema contemporaneo: il Conju-verse, dove “niente” è la parola d’ordine vincente.

Senza alcuna vergogna, ricordo il mio bestseller sui casi dei coniugi Warren e i loro film:

Ecco l’elenco degli eStore dove potete trovarlo a soli 99 centesimi

Il giornalista Steve O’Brien della rivista specialistica “SFX” (giugno 2021) ci informa che il Conju-verse ha totalizzato in giro per il mondo quasi due biliardi di dollari, a riprova che l’assenza di sceneggiatura è la scelta vincente. E a riprova che il Conju-verse non finirà mai, finché smuove cifre enormi di bigliettoni.
Questo terzo episodio della saga The Conjuring è il remake del primo film in cui appaiono Ed e Lorraine Warren: con tutti i loro “veri casi”, che riempiono diversi libri, e con tutti gli oggetti che affollano il loro Museo degli Artefatti, c’era bisogno di prendere un caso già portato su pellicola? Evidentemente sì, ma per capire questo The Conjuring 3 è necessario un contesto storico che nessuno vi fornirà, se non il vostro Etrusco preferito.

Nel dicembre 1975 un avvocato disperato sta cercando di trovare nuove prove per far riaprire il caso di un suo cliente, che vuole ricorrere in appello dopo essere stato riconosciuto colpevole d’aver massacrato la propria famiglia. In una notte alcolica con degli amici, l’avvocato ha un’idea così folle che potrebbe addirittura funzionare. Si rivolge ai suoi due amici, i coniugi Lutz, e dice loro: andate ad abitare nella casa del mio cliente, e dopo un mese strillate al mondo che presenze demoniache vi hanno spinto a fare cose. Così io poi vado dal giudice e annuncio che il mio cliente è innocente: lui non voleva uccidere i propri familiari, è il demone di casa sua che gliel’ha fatto fare, cioè quella presenza diabolica che si annida nell’edificio noto da allora semplicemente come Amityville.

L’idea folle non funziona, il verdetto del giudice rimane intatto, ma in realtà funziona perché da allora tanti si sono arricchiti con Amityville, scrivendo libri e sceneggiature, tranne l’avvocato che, amareggiato dall’essere autore dell’idea eppure l’unico a non averci guadagnato, confessa tutto alla stampa. Com’è noto, la gente crede solo all’incredibile, mai al plausibile. Tutti credono che un’entità demoniaca infesti Amityville e spinga la gente a compiere atti terribili, nessuno crede alla confessione dell’avvocato.

Passano gli anni, e un altro avvocato si presenta in un tribunale del 1981 a difendere il proprio cliente adducendo il fatto che non è stato lui ad uccidere l’uomo che ha ucciso: è stato un demone a farglielo fare. I giornali ci vanno a nozze e il povero avvocato di Amityville, che non era riuscito a concretizzare la sua idea, viene umiliato per la seconda volta: è l’avvocato del 1981 che passa alla storia come il primo ad aver difeso un cliente adducendo la possessione demoniaca.

L’avvocato che cercò di scagionare il proprio cliente definendolo posseduto

Nessuno dei due tentativi va a buon fine, entrambi gli imputati vengono condannati – anche se il secondo se la cava con soli cinque anni – ma entrambi finiscono nella leggenda per un motivo: il loro collegamento. Cosa collega due casi in cui la possessione demoniaca è presentata come attenuante giuridica? Chi c’era in quella notte del 1975 ad Amityville per vagliarne la possessione e quella notte del 1980 a casa della famiglia Glatzel ad aiutare la possessione del piccolo David? Avete già capito: i coniugi Ed e Lorraine Warren. Che durante l’esorcismo al piccolo posseduto gli chiedono quanti demoni ci siano dentro di lui, e questi risponde «43». Solo l’anno prima era uscita la Guida galattica per autostoppisti (1979) di Douglas Adams, dove la risposta definita è 42.
Ma la verità si adatta sempre alla narrativa, così quando questa storia viene raccontata nel saggio The Devil in Connecticut (Bantam, ottobre 1983), i demoni diventano… vediamo se indovinate… dài, indovinate… Bravi: 42! Douglas Adams ne sarebbe stato orgoglioso.

Il giovane Kevin Bacon nel ruolo di Arne, “salvatore” del piccolo Danny

Il richiamo mediatico del processo di Brookfield del 1981 ha subito generato l’immancabile film che ne romanzasse la vicenda, cioè Ostaggio per il demonio (The Demon Murder Case, 1983) di William Hale, con Arne Johnson – che sarà accusato d’omicidio – interpretato dal giovane Kevin Bacon.
C’era bisogno di ri-raccontare pressoché identica questa storia, che gli appassionati americani conoscono a menadito? Nel 2006 per festeggiare i 25 anni della vicenda i due interessanti – Arne Johnson e la ormai moglie Debbie – partecipano al documentario della serie “A Haunting” in cui raccontano i fatti, mischiando le carte e cambiando tutto, per uniformarsi alle regole di Amityville. Quindi sì, c’è ancora da guadagnare a raccontare questa storia.

Warner Bros e New Line Cinema decidono di cambiare ancora le carte in tavola, raccontando la storia in modo fedele sì ma aggiungendoci occultismo di grana grossa a casaccio, con una sceneggiatura così minuscola da bruciare a pelle.

Il regista può dire “Questo filmaccio me l’ha fatto fare il Demonio”

Originariamente The Conjuring: The Devil Made Me Do It era previsto in uscita nell’agosto 2019 ma poi per vari problemi si sono dovute girare scene aggiuntive, solo che così si è arrivati ad inizio 2020 ed è calato il blocco totale causa pandemia. Alla ripresa dell’attività gli attori non erano più disponibili: settimana dopo settimana la produzione è rimasta in attesa di riuscire a far combaciare tutti gli impegni dei vari attori per riuscire a finire le poche scene aggiuntive del film, la cui uscita quindi ha slittato di più di un anno.

Malgrado IMDb parli di un’anteprima mondiale ai primi di giugno 2021, FilmTV.it ci dice che invece The Conjuring. Per ordine del diavolo è uscito nelle nostre sale il 31 maggio.
Warner Home Video lo presenterà in DVD e Blu-ray da dicembre 2021.

Cover di Bill Sienkiewicz

Torna lo sceneggiatore dal nome più lungo di Hollywood, David Leslie Johnson-McGoldrick – non poteva scegliersi un nome d’arte tipo McG? – che ha iniziato la sua carriera con l’indefinibile Orphan (2009) di cui sta lavorando all’immancabile prequel: se per questo IMDb ci informa che il nostro DLJMcG sta lavorando anche a un A Nightmare on Elm Street che non promette nulla di buono.
Prima di scrivere Aquaman (2018) – lascio scegliere a voi se sia un pregio o un difetto – DLJMcG ha firmato The Conjuring 2 (2016) così da entrare in pianta stabile nel Conju-verse, anche nella sua versione estesa: il nostro sceneggiatore ha infatti preso l’Occultista di questo film e ci ha costruito attorno una storia a fumetti. Piccoli universi crescono.

Alla regia ritroviamo Michael Chaves, che si è imposto sulla scena cinematografica – e nel Conju-verse – con La Llorona. Le lacrime del male (2019). «Stavamo completando il montaggio finale de La Llorona quando ho ricevuto una telefonata di James Wan», racconta Chaves alla citata “SFX”. «Ero emozionato da morire, e ogni mattina mi svegliavo non riuscendo a credere che avrei diretto The Conjuring 3

Al giovane regista neofita tocca il compito di cambiare stile, non più “case infestate” come nei primi due Conjuring ma una storia più alla Seven, film citato durante le interviste ma che non ha proprio niente a che vedere con il prodotto finale, in tutto e per tutto identico ai due precedenti. Solo che invece di rimanere in una sola casa ci si divide fra due o tre location.
«È stato molto liberatorio», commenta il regista a “SFX”, «perché penso che James Wan si sia reso conto che non ci si può rilassare troppo in questo franchise: se l’universo continua ad espandersi, non si può rimanere sul tema “case infestate”, bisogna esplorare nuovi territori».

Il film si apre nel luglio del 1981, con i nostri coniugi demonologi chiamati ad assistere all’esorcismo di David Glatzel, un ragazzino di soli otto anni.
Basta citare la parola “esorcismo” per vendere un film in America, la patria delle sètte sataniche, ma per essere sicuri facciamo una bella citazione smaccata da L’esorcista (1973), così anche i più distratti se ne accorgono.

Basta così o ci metto Tubular Bells di Mike Oldfield in sottofondo?

Seguendo fedelmente l’invenzione narrativa che la stampa americana ha amato nel 1981 e spaccia ancora per vera – mentre nel 2007 Carl Glatzel ha denunciato Lorraine Warren per aver speculato sulla sua famiglia, mettendoli alla berlina (ma potrebbe benissimo essere il suo tentativo di guadagnare soldi da un affare fruttuoso per tutti, tranne che per lui) – davanti al piccolo David Glatzel in preda alla possessione demoniaca Arne Cheyenne Johnson (Ruairi O’Connor) prende una fatale decisione: prende su di sé i demoni del bambino, fratello della sua fidanzatina Debbie Glatzel (Sarah Catherine Hook).

Sembra uno di quei pupazzi “allungabili” degli anni Ottanta!

Qui arriva la parte strana della storia. Visto che diamo per scontato che i demoni esistono e che posseggono le persone (per motivi ignoti), una volta che Arne ha attirato su di sé i demoni del piccolo David… perché tutti si stupiscono quando scoprono che Arne è posseduto? Scusate, l’ha detto lui apertamente che si caricava i demoni del ragazzino, possibile nessuno degli esperti demonologi abbia pensato ad un esorcismo preventivo su Arne? No, una volta appurato che il piccolo David è “guarito” tutti se ne tornano a casa, salvo cadere dalle nubi quando il posseduto Arne ammazza un uomo.

Due esperti demonologi che si stupiscono dei demoni

Nel 1983 ciò che più interessava il pubblico era la storia giudiziaria, con una possessione portata in un’aula di tribunale, e visto che si era in un’epoca piena di sètte sataniche che ammazzavano la gente – o così tutti pensavano – nessuno si è chiesto perché sia entrato un demone in casa Glatzel, e poi nel corpo di Arne Johnson. Nel 2021 invece queste cose sono importanti, per cui The Conjuring 3 a mala pena cita di sfuggita il processo ad Arne Johnson e si focalizza sullo scoprire da dove arrivi il demone che lo abita.
Cosa ha spinto il demone ad infestare prima un ragazzino e poi un giovane? Ci sono degli spingitori di demoni? La risposta è sì, e la colpa è della vecchia maestra magra nota come l’Occultista, nuova “cattiva” del Conju-verse già sbarcata in una saga a fumetti.

Perché un’Occultista ha bisogno della scrivania sporca e piena di cianfrusaglie?

Questa donna misteriosa (Eugenie Bondurant) rassicura il pubblico del nuovo millennio, che ha bisogno di colpevoli anche per faccende d’occultismo, le quali teoricamente dovrebbero cercare in ben altri posti le proprie cause: se l’espressione “Atto di Dio” mette fine ad ogni ricerca di colpevoli, dovrebbe farlo anche “Atto del Demonio”, invece no. In fondo siamo ancora nello stesso decennio in cui il folle Ridley Scott è convinto che il mondo intero si chieda “chi ha creato gli xenomorfi?”, domanda che nessuno si è fatto nei trent’anni precedenti.
Gli anni Dieci del Duemila vogliono i colpevoli, vogliono raccontare chi l’ha fatto, cioè un’idea così minuscola e drammaticamente triste che può solo avere successo. Così la grande e potente idea di The Conjuring 3 è questa: c’è ’na vecchia che ha messo un coso nelle fondamenta di casa Glatzel perché arrivasse un demone. Perché l’ha fatto? Boh, perché gli girava così, l’importante è che ci sia un colpevole, sulle motivazioni possiamo soprassedere.

L’Occultista che ficcava demoni nella gente

I coniugi Warren non sono stupidi, quando nel 1983 si sono inventati questa storia – lasciando che la scrivesse il loro cantore Gerald Brittle, così nel caso gli schiaffi li prendeva lui – hanno saputo gestire bene la cosa, senza infognarsi troppo in particolari stupidi tipo “è la vecchia magra che ha portato i demoni in casa, perché è cattiva”. Il non dare mai spiegazioni né risposte né dati certi è la base di ogni venditore di fumo, ma il cinema va oltre il fumo: ti vende il niente, e quindi si possono raccontare anche particolari stupidi e controproducenti.
È anche vero che in questi tempi incerti è confortante avere un colpevole, uno a cui dare la colpa così da sgravarsi la coscienza: la vecchia magra nota come l’Occultista è la cattiva a cui dare la colpa. Peccato che questo renda l’intera storia una stupidata imbarazzante, siamo a livelli paesani di litigi tra contadini, con la comare che accusa la vecchia vicina di avergli fatto la maledizione sul pollame. Già mi vedo il titolo di The Conjuring 4: “Occhio, malocchio, prezzemolo e finocchio”.

Il film che racconta litigi di paesani

Visto che siamo nella Fiera delle Banalità, perché non buttarci dentro pure l’immancabile libro antico che parla di occultismo?

«L’ho trovato nella Stregheria»
(I found it in the Stregheria)

Agli inizi del Novecento ancora si usava “stregheria” in italiano, sostituito poi da “stregoneria”, e il termine nostrano veniva usato senza problemi in lingua inglese, ma sempre e solo per indicare ciò che oggi chiamiamo “stregoneria”: che vuol dire quindi che è stato trovato un libro “nella stregheria”? Forse c’è un negozio di libri di occultismo con quel nome? O si intende qualcosa di diverso, come il figlio del portiere della canzone Nun pozzo parla’ (1997) che lavora nella “drogheria” nel senso che è drogato?
In un film sull’occultismo non può mancare il solito libro pieno di istruzioni latine, anche se non ha alcun senso all’interno di questa storia.

L’immancabile libro misterioso pieno di disegnini scemi

Comunque la messa a fuoco della vicenda è tutta sul rapporto tra Ed e Lorraine, di cui può fregarcene fino a un certo punto. In un momento intimo vediamo Lorraine ripensare a quando trent’anni prima ha conosciuto Ed, andando in un cinema dove lui faceva la maschera, e dove proiettavano I tre moschettieri (1948). Un momento… ma siamo nel 1981, qui i calcoli non tornano.
Ed e Lorraine sono quasi coetanei (lui è del 1926 e lei del 1927) e avevano 17 anni nel 1943-44, quando ancora doveva uscire il film con Gene Kelly che i due vanno a vedere al cinema Alamo. Nel 1981 degli eventi del film sono passati quarant’anni eppure il loro incontro viene datato a trent’anni prima. Insomma, lo sceneggiatore non ha perso tempo a fare i calcoli.

Andiamo tutti a vedere un film che ancora dev’essere girato

«Non l’avrei mai immaginato», commenta Vera Farmiga riguardo il successo del Conju-verse, parlando con John Nugent della rivista “Empire” (giugno 2021). «[Quando ho firmato per il primo film] pensavo sarebbe stato un solo titolo. Adoro fare questo genere di film, però è anche vero che ho dovuto gridare così tanto che temo di aver subìto danni cerebrali [ride]».
Patrick Wilson invece era molto più fiducioso. «Sarò onesto, parlando con [il regista e produttore] James Wan sentivo che se ci fossimo giocati bene quella carta saremmo tornati per un altro paio di titoli. Molte delle saghe di lunga durata, da Venerdì 13 a Halloween o Saw – di solito seguono le imprese del cattivo, invece qui la differenza è che seguiamo il rapporto fra Ed e Lorraine Warren, baluardo contro il male».

Con tutti questi oggetti posseduti, possibile non esca mai una storia interessante?

Quando John Nugent di “Empire” congeda i due attori protagonisti, chiede loro se avrebbero piacere che la saga The Conjuring durasse all’infinito: entrambi rispondono che ne sarebbero oltremodo entusiasti. (E ti credo, con tutti i soldi che beccano!) Per Farmiga è un modo per analizzare paure diverse ad ogni episodio, per Wilson è un piacere ritornare nel suo personaggio, e soprattutto recitare con la collega.

Invece a Steve O’Brien di “SFX” il produttore Peter Safran lascia capire che si sta pensando a un’espansione di questo universo per sfruttare le piattaforme streaming – quindi magari una serie TV da The Conjuring – e che il prossimo film della saga avrà per protagonista un personaggio già visto nel Conju-verse e già amato dal pubblico: si aprono le scommesse. Sarà Padre Gordon (Steve Coulter) visto sia nella trilogia che in Annabelle 3? O Padre Perez (Tony Amendola) di Annabelle e La Llorona? Io spero sarà Rafael (Raymond Cruz), il curandero dindondero che combatte il male con le uova e la polverina magica.

L.

P.S.
E ora, tutti sulla Bara Volante per la recensione di Cassidy.

amazon– Ultimi post del Conju-verse:

Informazioni su Lucius Etruscus

Saggista, blogger, scrittore e lettore: cos'altro volete sapere di più? Mi trovate nei principali social forum (tranne facebook) e, se non vi basta, scrivetemi a lucius.etruscus@gmail.com
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17 risposte a The Conjuring 3 (2021) Per ordine del Remake

  1. Il Moro ha detto:

    La storia dell’avvocato che manda i due “investigatori dell’occulto” nella casa per dimostrare che è infestata è meravigliosa! Meglio di qualsiasi film della saga, almeno credo, dato che non ne ho mai visto uno né ho intenzione di farlo (ma di film su Amityville ne hanno fatti talmente tanti che almeno uno probabilmente l’ho visto, senza farlo apposta pero!).

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    • Lucius Etruscus ha detto:

      Trattandosi di almeno 18 film è facile che qualcuno ti sia capitato, anche a tua insaputa 😛
      La confessione dell’avvocato non è stata creduta, perché è più plausibile che ci sia un demone annidato in casa. E dopo il 1982 di “Poltergeist” guarda caso anche Amityville è stata costruita su un antico cimitero pagano 😛
      Sono film di estrema bruttezza, e spesso stupidi, quindi non ti sei perso niente.

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  2. Cassidy ha detto:

    Non lo dico per farti la sviolinata lo sai, ma ormai mi diverto più a leggere i tuoi post sul “Conjuring Verse” che a vedere i film (storia vera). Magari i lettori del tuo saggio restano spiazzati, ma trovo molto più sensato il tuo approccio e per questo film in particolare, la storia dell’avvocato resta più interessante del film stesso, anche perché era già stato raccontato prima 😉 Il numero di demoni che si adatta a Douglas Adams è una trovata che sarebbe piaciuta allo scrittore! Grazie per la citazione, per fortuna ho scritto subito del film, sto cominciando già a dimenticarlo, sarà colpa dei demoni? 😉 Cheers

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    • Lucius Etruscus ha detto:

      Qualsiasi sia la domanda, “42” è sempre la risposta perfetta 😀
      L’inconsistenza della trama, davvero minuscola, rende impossibile ricordare il film già arrivati ai titoli di coda, figurarsi dopo. Sono operazioni “mordi e fuggi” che sicuramente presto vedremo in forma di serie Netflix, e allora 42 demoni non basteranno più! 😛

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  3. Daniele Artioli ha detto:

    Un film che mi sono goduto molto, da vedere rigorosamente a mente spenta per non lasciarsi distrarre da quanto poco senso abbia tutta la trama; anche il piano della strega non sta in piedi, visto che David non ha ucciso nessuno le mancherebbe comunque un pezzo anche se le fosse andata bene con Arne ed Ed. Se poi il suo obiettivo era maledire tre uomini, la ragazza a cosa è servita? Una prova generale? Oppure ho perso un pezzo io.

    Mi è dispiaciuto che non si sia parlato per nulla del processo: era la parte che mi sarebbe interessato di più vedere, ed è proprio quella che hanno tagliato completamente.

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    • Lucius Etruscus ha detto:

      Parlare del processo avrebbe significato dare una trama al film, e questo è sempre da evitare, se si vogliono incassare alte cifre. Parlare di nulla, con spaventi posticci, è tutto ciò che regge in piedi il Conju-verse.
      Invece il film con Kevin Bacon è tutto focalizzato sul processo, e la vicenda paranormale ne è un condimento, non il pasto principale.

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      • Giuseppe ha detto:

        Credo fosse inevitabile che il filone principale con Ed e Lorraine cominciasse a perdere colpi, più prima che poi, tenendo conto di come Patrick Wilson e Vera Farmiga finiscano per reggere praticamente sulle loro spalle il peso dell’intero Conju-verse (tutti gli altri film di contorno non possono nemmeno contare sulla loro bravura attoriale per tentare di riempire il vuoto)…
        Comunque, chi l’avrebbe mai detto che Adams potesse contare anche i Warren fra le fila dei suoi affezionati lettori 😉

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      • Lucius Etruscus ha detto:

        Almeno i primi due Conjuring avevano qualcosa che da lontano poteva addirittura sembrare una trama, invece la Warner ha capito che è nella non-trama il segreto per fare i miliardi e lo sta sfruttando a dovere. Putroppo non la si può biasimare, visto che non sta lì a fare beneficenza ma a guadagnare.

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  4. Austin Dove ha detto:

    premesso che non mi hanno mai interessato come film, dai trailer li trovo solo pieni di jumpscares, ho due domande:
    1) quante copie hai venduto del libro? se fosse stato cartaceo lo avrei anche comprato sembra interessante
    2) hai visto il video di Bix’s Coven in cui viene spiegata la storia vera? Fa morì dal ridere xD

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    • Lucius Etruscus ha detto:

      1) Non sono riuscito a trovare il modo di contare le copie vendute (in realtà non mi ci sono impegnato più di tanto), ma dal 2018 ad ogni report trimestrale è in cima alle vendite 😉
      2) Ho studiato la storia vera e com’è stata raccontata all’epoca dai coniugi Warren, non mi sono interessato alle ricostruzioni moderne perché rischiavo di beccare versioni non rispettose delle fonte che intorbidissero le acque. Grazie della dritta, semmai do un ‘occhiata al video 😉

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  5. Zio Portillo ha detto:

    A parte che il post è meraviglioso (a naso batte il film con triplo 6-0), tutta la parte degli avvocati, non so perché, ma mi ha ricordato la famosa arringa difensiva dell’Avvocato Tanucci che difese tal sig. Esposito, accusato di truffa poiché vendeva borse maroccate di Louis Vuitton. Spassosissimo saggio di napoletanità scritto da Luciano de Crescenzo.

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  6. gioacchino di maio ha detto:

    Non ho capito se nella storia vera la rinsecchita occultista è presente oppure è un invenzione degli sceneggiatori, perché mi pare che la storia dell’assassino posseduto passi in secondo piano.
    In effetti questo terzo film cita volutamente il classico Esorcista, tanto per variare dalle case infestate dei precedenti Conjuring.

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    • Lucius Etruscus ha detto:

      No, ovviamente nel caso del 1981 non c’è alcun intervento occulto, né tanto meno vecchie rinsecchite, all’epoca si era nel pieno dell’esplosione delle sètte sataniche e degli omicidi legati a pratiche occulte (grazie all’esplosione mediatica dell’occulto nata proprio grazie all’Esorcista e ai suoi fratelli, negli anni Settanta) perciò non c’era bisogno di alcun intervento paranormale, bastava buttare lì un sospetto di occulto perché prendesse forma concreta.
      Il film con Kevin Bacon rende più protagonista il processo, e non c’è alcuna Occultista rinsecchita.

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