Transporter 3 (2008) Il film che non esiste!

Non so perché ci siano così tante prove dell’esistenza di un film che non esiste: la saga di Transporter è composta da soli due film… e basta!

Scherzi a parte, se nel 2005 Besson ha rimesso insieme la vecchia banda per Transporter 2 seguendo le orme dei Blues Brothers giusti, nel 2008 l’ha fatto seguendo quelle dei Blues Brothers sbagliati. Perché anche Blues Brothers. Il mito continua (1998) è un film che non esiste.

L’unico che non riesce a coinvolgere di nuovo è il regista Louis Leterrier, impegnato con un altro film sbagliato come L’incredibile Hulk (2008) e in attesa di farne uno ancora più sbagliato come Scontro tra titani (2010). Al suo posto subentra Olivier Megaton, specializzato in documentari e in filmacci Z. Grazie a questo film con Besson si ritrova proiettato in serie A, a girare Colombiana (2011) e Taken 2 (2012), sempre prodotti da Luc.
Con la squadra giusta ma la storia sbagliata, Transporter 3 esce in patria il 26 novembre 2008.

Non sono riuscito a trovare prove sicure che il film sia stato trasmesso nelle nostre sale (infatti non ha visto italiano), quindi la prima apparizione italiana del film è quando Italia1 lo trasmette nella prima serata di lunedì 15 marzo 2010.
La Fox Video lo porta in DVD nell’ottobre 2010, poi Blue Swan lo ristampa in DVD e Blu-ray dall’agosto 2018.

Il film è disponibile su Prime Video a pagamento.

Bella idea grafica, per NON far leggere il titolo

Mi immagino una riunione artistica fra Luc Besson, che ama fingere di essere uno sceneggiatore, e Robert Mark Kamen, che è davvero uno sceneggiatore. Visto che la forza della saga del Transporter risiede in un numero sempre maggiore di scene d’azione roboante, scoppiettante e folle, perché non togliamo completamente l’azione e quel poco che rimane la rendiamo plausibile? Sarebbe come dire a Caravaggio “fammi uno dei tuoi quadri, ma stavolta bello luminoso”.
Dev’esserci stato un serio problema a monte di questo film, perché una trama esile e spesso non indispensabile è stata sostituita da una noiosissima spy story internazionale che occupa la quasi totalità del film, relegando le scene d’azione a solo due: entrambe totalmente immotivate e addirittura fastidiose, visto che sembrano appiccicate con lo sputo. Poi dice che uno fa finta che questo film non esista…

Torna la nostra Audi preferita

Confermato il contratto con la Audi, vediamo la celebre auto del transporteur accostare e riconosciamo subito il profilo di… Oh, ma questo non è Frank Martin!

A forza di guidare l’auto ti sono cresciuti i capelli?

Per motivi ignoti, ad un gruppo di russi incazzati e violenti il nostro Frank ha detto che lui non le fa più certe cose, e dopo averli menati ha passato loro il contatto di Malcom Manville (David Atrakchi), nuovo Transporter che ovviamente finisce male: un tristissimo trucchetto narrativo per far iniziare la vicenda. Mi rifiuto di credere sia stata idea di Kamen, questa roba puzza di Besson.

Un bravo caratterista nel solito ruolo di cattivo “diabolico”

La complessa storia spionistica di traffico di materiale radioattivo prevede che bla bla bla cose stupide e via dicendo, così che il perfido Robert Knepper arrivi a puntare una pistola alla testa del nostro Jason Statham. E anche in questo terzo film Frank Martin inizia l’avventura con una pistola alla tempia.

La faccia di Jason attira le canne delle pistole

Johnson (Robert Knepper) è il solito cattivo da fumetto che bla bla bla chi se ne frega: Frank ha un bracciale esplosivo che se si allontana dalla sua auto gli esplode tutto! Fine della trama.

Perché Jason si sveglia senza bracciale… e poi appare per magia?

Potrei stare qui a ricordare L’implacabile (1987), Sotto massima sorveglianza (1991), Battle Royale romanzo (1996) e film (2000), storie cioè in cui l’idea del collare esplosivo è stata ampiamente trattata, ma non vale la pena: Transporter 3 non ha nulla a cui spartire con quei titoli, e questo rende tutto ancora più triste.

Occhio al pugno chiuso, che qui esplode tutto!

Visto che Kamen si ritrova a dover dare spessore a dei personaggi che nei precedenti episodi traevano forza dalla loro anonimità, puri simboli d’azione da muovere sulla scena, ora ha il non invidiabile compito di creare una storia d’amore fra la prigioniera Valentina (Natalya Rudakova) e il suo trasportatore. Cosa piace a Frank Martin? Cos’è che può superare le sue difese ed arrivargli al cuore? Nessuno lo sa, perché il personaggio per due film ha basato sulla pura fisicità ingrugnita la sua forza, così Kamen o Besson devono improvvisare: facciamo che è un esperto di cucina. Ah, quanta lanosa banalità.
Di cosa possono parlare un’ochetta e un trasportatore? Di quel ristorante di Budapest che si mangia bene e si spende poco, fidati. O quell’osteria di Frascati che c’ha il vino bono, quello sincero, che ar gargarozzo glie fa ’n ficozzo. Pe’ falla corta, pe’ falla breve: Luc Besson, portace da beve!

Due esperti di cucina che uccidono l’intero film

Non è solo La società dei magnaccioni che accompagna la visione del pessimo film, a sorpresa il reparto musicale è molto ghiotto: decisamente azzeccata l’idea di Frank Martin in corsa per rientrare in macchina, prima che gli esploda il bracciale, sulle note di I wanna be your dog (1969) dei The Stooges.

Un Transporter che si ritrova su una pista ciclabile!

Arrivati allo scontro finale ormai la rabbia misto noia è così potente che anche Frank Martin che guida l’auto su un treno in corsa non fa né caldo né freddo: è tutto posticcio, è tutto sbagliato, privo di struttura e di emozione. L’ho detestato dieci anni fa, e sono tornato a detestarlo oggi.

Solo Besson sa farti odiare una scena del genere

Avete presente quelle saghe in cui ti disperi che siano finite? Ecco, avere un terzo episodio così brutto è una benedizione, perché ti fa stare in pace con te stesso e ti fa dire: ah, meno male che hanno chiuso la saga prima di fare peggio. In realtà ci sarebbe un quarto episodio, Transporter Legacy (2015), ma di quello ho già parlato: soffre pure lui del male del terzo episodio, cioè avere una trama che rovina l’azione, ma almeno lì ci sono combattimenti divertenti.

Frank Martin prosegue la sua corsa su altri mezzi: quelli televisivi. Ma questa è una storia da “Telemeno”.

L.

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16 risposte a Transporter 3 (2008) Il film che non esiste!

  1. Cassidy ha detto:

    Ho sempre imputato la colpa della fiacchezza al cambio di regista, ma è la trama il vero problema, risente troppo dell’influenza di “Crank”, inoltre il trasportatore funzionava perché era un archetipo come l’autista di Walter Hill, in ogni caso il paragrafo iniziale che paragona due film che non esistono è geniale, come hai fatto ad inventarti una bizzarria del genere? Paragonare due film che non esistono, incredibile 😉 Cheers!

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    • Lucius Etruscus ha detto:

      Sarebbe un modo davvero triste dove esistessero un Transporter 3 e un Blues Brothers 2, per fortuna non esistono, VERO? 😀
      Hai detto benissimo, è come se avessero costruito una trama spionistica sul Driver di Hill, l’intera opera ne avrebbe risentito perché non era nata per quello. Frank Martin è palesemente un non-personaggio, nel momento in cui cerchi di dargli una vita “vera” non fai che distruggerlo.
      Però, come detto, è stato un bene, così non proveremo dispiacere per la fine della saga 😛

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  2. Lorenzo ha detto:

    Ero convinto che la scena del treno fosse nel secondo 😛

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  3. Zio Portillo ha detto:

    Delusione… Credo di averlo visto solo una volta per poi “tombare” il dvd in qualche cassetto a casa dei miei. Mai avuto nessuna voglia di recuperarlo. Nella mia testa è marchiato a fuoco come “pessimo” e non ho nessuna intenzione di verificare la cosa.

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    • Lucius Etruscus ha detto:

      E’ una sensazione che ti confermo i pieno. La mia copia sta lì sullo scaffale a fare bella figura, ma fatto questo post è davvero difficile che tornerò a vistare Frank the 3rd…

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      • Giuseppe ha detto:

        Ah, io non l’ho nemmeno mai comprato in DVD! Il mio ricordo più vivido rispetto a questo terzo capitolo è la sensazione di sconcerto riguardo ai cambiamenti (meno azione, spionaggio ficcato dentro a forza, Jason Statham trasportatore “culinario”) fatti rispetto ai due precedenti: cambiamenti inutili, da qui il mio sconcerto rimasto invariato fino ad oggi. E non credo che avrei sensazioni diverse nemmeno se lo rivedessi…

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      • Lucius Etruscus ha detto:

        Lo confesso, per anni ho volutamente ignorato questo film, la mia collezione DVD di Jason aveva solo due Transporter, poi qualche mese fa scopro che la Blue Swan l’ha ristampato ed adoro questa casa, tanto da usarla per tappare diverse mie lacune nella collezione. Addirittura fra maggio e giugno farà uscire in italiano Undisputed 2 e 3: come si fa a non voler bene alla Blue Swan? Così ho ceduto e mi sono fatto il terzo transporter, ma solo per completismo 😛

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  4. Willy l'Orbo ha detto:

    …e come mi ero segnato per gli episodi precedenti “rivedere”, per questo ecco un bel “non rivedere” o meglio “non vedere” visto che non ho ricordi tali da poterne testimoniare la visione anche perché, come da titolo del post, questo film non esiste! 🙂

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  5. Madame Verdurin ha detto:

    Questo proprio non lo ricordo… Forse ho dormito tutto il tempo? Chissà… Ora sappiamo che per la sua pensione Frank ha in mente di presentare Masterchef!

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  6. Romulus ha detto:

    Peccato perchè una faccia da stronzo come quella di Robert Knepper bisognava sfruttarla meglio.

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  7. loscalzo1979 ha detto:

    Io l’ho trovato tutto sommato accettabile, come film.
    sicuramente il peggiore della saga, ma con un paio di scene carine (e la Rudakova è un belvedere)

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  8. Pingback: [Telemeno] 2012 – The Transporter | Il Zinefilo

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