Alligator X (2011) Extinction

Grazie alla segnalazione di Benez256 del blog Movies Tavern – ma quando lo riporterà in vita? Forse se glielo chiediamo tutti insieme, Benez tornerà a parlare di filmacci! – ho saputo che il canale in chiaro Cielo, specializzato nelle peggiori porcate in circolazione, il 30 agosto 2017 ha trasmesso in italiano Alligator X.

Sembra un ciclo di film da tenere d’occhio…

Studiato il palinsesto, scopro che la successiva domenica 3 settembre Cielo ha infilato tre perle Z da far tremare le vene ai polsi, di cui questo alliga-filmaccio è la prima: come fare a resistere? Infilo la pen-drive e registro tutto…

Non mi sembra si siano sforzati molto, con la grafica

Malgrado sembri molto più “moderno”, questa imbarazzante buffonata risale addirittura al 2011 quando la filmacciofila MarVista lo distribuisce nel mondo. Si era appena conclusa l’esperienza Syfy, che aveva commissionato alla Asylum una serie di filmacci coi mostracci da far scontrare, chiedendo al pubblico di votare chi far vincere.
Evidentemente convinte che chiunque possa fare un filmaccio con bestiaccia, delle minuscole case sconosciute prendono un gruppetto di finti attori, costruiscono al PC di casa un finto mostro e creano un film purtroppo vero.

Crepa d’invidia, Asylum!

Siamo nelle paludi della Louisiana, dove la fotografia ci guadagna: avete mai visto un ambiente paludoso con una brutta luce? Andiamo, è impossibile sbagliare un qualcosa di così facile… e infatti qui la toppano di brutto.
Con una luce che sembra provocata dal fanale di una nave in porto, vediamo l’ufficetto di classe di Laura Le Crois (Elena Lyons), che è preoccupata perché suo padre Pappy è scomparso e le ha lasciato sulle spalle l’intera attività di famiglia.

La tipica classe e il buon gusto della Lousiana

Estorti 500 dollari a un ragazzo demente, che deve partire soldato ma prima vuole chiedere alla propria ragazza di sposarlo proprio nel mezzo di una palude puzzolente – oh, i gusti so’ gusti! – Laura si addentra nel dedalo di paludi che ormai non conosce più: dopo l’uragano Katrina, viene detto, tutta la zona ha cambiato aspetto. (Boh!)
Così tutti si perdono e fanno la conoscenza con un alligatore mostrone che infesta la zona.

Fidatevi di me, sono un dottore… hic!

Inutile farla lunga, l’incrocio fra un alligatore e un plesiosauro è frutto del mad doctor Charles Leblanc (Mark Sheppard), ex marito di Laura che con due bottiglie di vetro, una cabina nella palude e due decerebrati come aiutanti ha riportato in vita un dinosauro manomettendone il DNA. Forse il geniale gruppo di ben tre sceneggiatori hanno fumato forte prima di scrivere ‘sta cazzata.

I due valenti aiutanti del dottore…

Comunque il registino Amir Valinia non sembra curarsi di alcun imbarazzo né prova vergogna a girare scene raffazzonate, che farebbero arrossire un alligatore.

Effetti speciali delle grandi occasioni

Nel cast ridotto all’osso spicca Lochlyn Munro, il Gary Busey dei poveri, attore caratterista che fa piccoli ruoli in grandi film e grandi ruoli in piccoli film: qui fa lo sceriffo Tim Richards ma è più facile che avesse carta bianca. Lui arrivava sul set e poteva fare quello che voleva, perché non sembra esserci logica in ciò che dice, rispetto al resto del film.

Riuscirà Lochlyn Munro a fare un ruolo di cui non vergognarsi?

Chiude il cerchio quando arriva un super soldato della Louisiana, un inutile piccolo ruolo per un attore che si chiama Tony Senzamici: figlio mio, se continui a fare ‘ste cazzate non ti stupire che sei senza amici!

Il famoso Salto dell’Alligatore

Prodotti infimi come questo sono la prova lampante di quanto invece sia qualitativamente inarrivabile la Asylum, che all’epoca faceva anche di peggio ma con uno stile inimitabile. Questo film si prende sul serio e quindi merita solo insulti e sputi sullo schermo: invece la Asylum giocava con lo spettatore, riuscendo a trasformare ogni difetto in elemento divertente. Tecnica ignota alle altre (tante, purtroppo) casacce di filmacci.

Il momento recitativo più alto dell’intero film

Questo film è solo dolore, non c’è mai un momento divertente: si ride forte giusto nel finale, quando il mostraccio viene abbattuto da un personaggio monco. Aveva perso il braccio in uno scontro col mostraccio e ora si presenta in piedi, senza una goccia di sangue, con un’attrice incapace di tenersi il braccio dietro la schiena e fingere di essere monca. Una sequenza ridicola che però è fatta seriamente, quindi provoca risate amare.

Questo film è un bagno di sangue…

Dobbiamo accontentarci, perché non sembra esserci più mercato per coccodrilli e alligatori: gli squali si stanno mangiando tutto…

L.

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18 risposte a Alligator X (2011) Extinction

  1. Denis ha detto:

    Il distribuitore non era più logico che si chiamasse MalVista?
    Purtroppo l’ho visto 2-3 mesi fa e c’è lo Sheppard di Super Natural.
    .Pensa ieri al mercatino ho trovato un’altra assurdità coreana a 0,50 € Resurrection.

    Liked by 1 persona

  2. Conte Gracula ha detto:

    Bello, questo aliga-movie (aliga, in sardo, è la spazzatura).
    Lo sceriffo non era il fonto adolescente pugile di Scary Movie? Aveva anche una particina di qualche puntata in Streghe.
    Si sta un po’ inquartando…

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  3. Willy l'Orbo ha detto:

    L’avevo notato nella programmazione! Ma non ho avuto l’ardire di guardarlo…meglio leggersi direttamente la recensione! 😂

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  4. Zio Portillo ha detto:

    Non ce la faccio a guardarli. Nè questi “””film””” coi mostroni pezzenti, nè i disaster movie tristissimi da domenica pomeriggio estiva di Canale 5. Mi mettono un misto di ansia e di tristezza che non avete idea.

    Segnalo, se qualcuno ha il coraggio di sorbirselo, SHARK IN VENICE. Visto che è ambientato qua da noi, un amico ha avuto la brillante idea di comprarlo su Amazon.uk visto che da noi era irreperibile. Attore, manco a dirlo, Stephen Baldwin. Vi giuro che ho mollato a metà pure quello. È più forte di me!

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  5. Cassidy ha detto:

    Ma l’azienda che ha curato il doppiaggio si chiama davvero BEEP oppure è il suono che hanno messo per coprire le parolacce degli spettatori? Cielo se non altro è un ottima fonte di materiale Z 😉 Cheers!

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  6. Giuseppe ha detto:

    Ecco, io non vorrei mai vedere qualcuno in gamba come Mark Sheppard partecipare a codeste merde… almeno stavolta non mi toccherà dover dire che faccio finta di non averlo visto perché il film proprio NON l’ho visto, per mia grande fortuna 😛

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    • Lucius Etruscus ha detto:

      Ho scoperto che Cielo sta attingendo ad archivi finora ignoti, perché addirittura i distributori home video italiani si sono vergognati a presentarli. Il che è tutto dire! Il che inoltre la dice lunga sulla qualità di questi canali, che raccolgono la spazzatura da per terra: per fortuna l’italiano medio non vede film ma solo reality e cazzate varie, altrimenti ci sarebbe il rischio di rovinare il suo gusto. (Scherzo ovviamente: l’italiano medio non ha gusto 😀 )

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  7. Pingback: Stonados (2013) L’urlo della Terra | Il Zinefilo

  8. nik96 ha detto:

    ti consiglio di recensire anche Terror Birds e Terrordactyl che sono del 2016 della Marvista e sono stati trasmessi da Cielo nella maratona Monster Night

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  9. benez256 ha detto:

    Caro Lucio grazie della menzione, se troverò altre perle ti farò sapere, anche se ben so che tieni d’occhio il palinsesto come un mastino. Ad ogni modo la CGI di questo film è destinata a far scuola. anche il compianto Paint saprebbe fare di meglio!

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