[Multi-Recensioni] Viva i Novanta su Prime Video (2)

Il vasto catalogo Prime Video, grazie ad accordi con prolifiche case distributrici, offre molta scelta di titoli provenienti dai mitici anni Novanta: ecco un mio viaggio personale.



A Murder of Quality
(id., 1991)
Inedito in home video
Disponibile su Prime Video.

Il celebre John le Carré, scomparso nel dicembre scorso, adatta per la televisione britannica il proprio romanzo Un delitto di classe (1962), seconda avventura del suo storico personaggio Smiley.

Durante la Guerra Fredda Smiley era un personaggio che impersonava la spy story di qualità, grazie anche all’interpretazione di Alec Guinness in ben due serie TV, invece qui scopriamo il vecchio Smiley intento ad essere un Poirot di provincia, un attempato investigatore dei servizi segreti messo a riposo contro la sua volontà che si ritrova tra le mani un omicidio di paese.

Un’amica (Glenda Jackson) gli chiede aiuto perché non ha più notizie dalla moglie di un maestro di scuola del paese vicino, che infatti viene ritrovata morta. Smiley piomba sul posto a dare il suo aiuto non richiesto alle indagini poco fruttuose della polizia locale. Con l’abilità ottenuta in anni di servizi segreti, il vecchio investigatore saprà cogliere piccoli particolari che lo porteranno alla risoluzione del caso.

Basta con i servizi segreti e la Guerra fredda: ora Smiley indaga sulla cronaca nera di provincia

Commuove trovare l’ottimo Denholm Elliott in una delle sue ultimissime apparizioni prima della scomparsa, con il giusto physique du rôle per interpretare un attempato e stanco investigatore messo a riposo. Avere intorno a sé il cast delle grandi occasioni – da segnalare Joss Ackland ma soprattutto il giovanissimo Christian Bale – aiuta parecchio, anche perché onestamente la storia sembra così minuscola da stare particolarmente stretta al personaggio.

Perché d’un tratto Smiley, che di solito è ritratto a gestire crisi internazionali, guidare indagini dei servizi segreti e risolvere problemi che porterebbero alla terza guerra mondiale, si ritrova a fare il Mister Marple? Da capo di James Bond a ispettore Barnaby! La pochezza del “caso” è l’unico difetto di un film che comunque va visto, principalmente per l’interpretazione dei bravissimi attori.



I dinamitardi
(Live Wire, 1992)
In DVD Cecchi Gori 2004
Disponibile su Prime Video.

Ah, quando Pierce Brosnan se la tirava da divo d’azione americano, che tempi: per fortuna sono finiti. Comunque posso testimoniare come la prima volta che ho visto questo film, al suo arrivo su Tele+, era un prodotto accettabile, mentre temo che il tempo non l’abbia migliorato.

Danny O’Neill (Pierce Brosnan) è il solito artificiere perché tutti quelli con un cognome che sa d’irlandese sono esperti di bombe, avendo l’IRA in casa. Il nostro eroe non riesce a spiegarsi dei casi di esplosione senza esplosivo, perché non sa che il super-perfido Mikhail Rashid (Ben Cross, storico “cattivo” scomparso nel 2020) ha inventato un esplosivo liquido che fa esplodere la gente dall’interno con la forza di un megatone.

Rashid ha preso di mira dei politici che non gli hanno pagato la mazzetta, come pattuito, quindi ora il nostro O’Neill si ritrova a dover difendere il senatore Frank Traveres (Ron Silver) che per di più gli ha insidiato la moglie. Per fortuna il nostro eroe ne sa una più del perfido Rashid.

Pose plastiche a favore di camera

L’atmosfera è quella da fumettone di infima fattura, con il kattiven che parla strano e uccide tutti quelli che incontra, mentre il buono è troppo salterino data la situazione, temo vittima dello stereotipo “avventuriero mascalzone” che ormai con i Novanta era bello che sepolto. Sembra di vedere un cartone animato degli anni Quaranta, più che un film d’azione dei Novanta, e la visione è alquanto indigesta.

Sentitamente sconsigliato.



Trappola X2
o Scam. Una prova per Maggie

(Scam, 1993)
In DVD Stormvideo
Disponibile su Prime Video.

Ah, quanto amano i truffatori, gli americani. Ma pure gli italiani: appena vediamo un film che parla di simpatiche canaglie che truffano la gente, ah, quanta simpatia ci fa. Poi ci rubano una mollica di pane e invochiamo la pena di morte. Che simpatici i truffatori, col culo degli altri.

Maggie Rohrer (la brava Lorraine Bracco: ma che fine ha fatto?) è una truffatrice d’alto bordo. Nei bar eleganti degli hotel eleganti lei si presenta elegante, fa l’occhio languido (ma elegante) ai marpioni eleganti del posto, se li porta in camera, fa bere loro del sonnifero con l’inganno e li deruba di tutto. Tanto sono viaggiatori che approfittano di quella trasferta per tradire la moglie, quindi è decisamente improbabile che sporgano denuncia. Tornata alla base, col suo socio Barry lander (Miguel Ferrer) la nostra Maggie si spartisce il bottino.

Una sera ha “staccato” da lavoro ma gli capita un’occasione a cui non si può resistere: l’elegante e affascinante Jack Shanks (Christopher Walken). Che fai, non lo derubi? Peccato che Jack sia anche lui del ramo truffe, e vuole che Maggie lavori con lui a roba grossa, mollando le serate passate a derubare i mandrilloni d’albergo. Inizia un rutilante susseguirsi di eventi di cui ho perso il filo, perché mi sono addormentato.

Due attori di prima categoria che però sono costretti in panni poco intriganti

I tre truffatori della storia – adattata per lo schermo da Craig Smith partendo dal suo stesso romanzo, Ladystinger (1992), inedito in Italia – sono interpretati da attori al bacio, in grande spolvero, quindi viene naturale gustarsi il film senza stare troppo a far caso alle varie banalità di cui è infarcito, ma poi comincia a far male e si perde attenzione. Con la storia del truffatore truffato che truffa truffando gli altri truffaldini truffatori hanno un po’ sfrangiato gli zebedei, quindi non nego che superata la metà ho perso il filo senza alcuna voglia di ritrovarlo.

Un film da vedere giusto per la bravura del tris di assi protagonisti.



Fino alla fine
(No Way Back, 1995)
In DVD Sony Pictures 2000
Disponibile su Prime Video.

Iniziare la carriera scrivendo Cose dell’altro mondo (1991) con Hulk Hogan fa subito capire che Frank A. Cappello ha la Z nel cuore, quindi non stupisce poi trovarlo in thrillerini dozzinali e noiosi come questo, recuperati solo dopo il successo dell’attore principale.

L’agente dell’FBI Zack Grant (Russell Crowe) sta portando a termine una grande operazione contro dei tizi che non si sa chi siano – né viene spiegato – quando la sua “esca” (Kelly Hu) va fuori di testa e non si sa perché ammazza tutti e si suicida, portandosi dietro pure degli agenti FBI. Grant parte per una missione contro la Yakuza che finisce con un sacco di morti, mentre lo spettatore si chiede: che cazzo c’entra la Yakuza? Il film si apre con tizi che sembrano suprematisti bianchi, perché ora è pieno di giapponesi?

Senza che sia spesa una sola fottuta parola di spiegazione, oppure è talmente così vaga che si perde nel chiacchiericcio, tutta la vicenda successiva vede l’agente Grant affrontare mille avventure, in aria e nel deserto, per portare il giovane Yakuza Yuji (Etsushi Toyokawa) non si sa dove, né si capisce perché, aiutato contro voglia dall’assistente di volo Mary (Helen Slater) che si ritrova invischiata suo malgrado nella vicenda. Mi pare d’aver capito che un boss ha sequestrato il figlio del protagonista ma è tutto un susseguirsi di personaggi che non si presentano e quindi si perde subito voglia di capirci qualcosa nella vicenda.

Personaggi senza spessore nel vuoto di una sceneggiatura inconsistente

Un film pessimo e ridicolo, scritto con lo sfintere ma comunque con una regia efficace per l’epoca: se Cappello non si fosse ostinato a fingersi sceneggiatore e si fosse limitato a fare il regista, per cui è decisamente più portato, magari non staremmo parlando di pura spazzatura anni Novanta, giustamente dimenticata.



Vicino all’assassino
o Morte a 14 carati

(Falling for You, 1995)
In DVD MHE 2004
Disponibile su Prime Video.

Quando nel cast di un film spicca il nome di Billy Dee Williams, sai già che la Z è potente e sarà una turbo-stupidata da mani in faccia, se poi c’è pure Costas Mandylor allora preparati: perché farà davvero male.

In città c’è un assassino che esce le donne dalle finestre, ma Meg Crane (Jennie Garth) se ne frega: lei sa badare a se stessa. Ho sviluppato una acuta intolleranza a questo stupido luogo comune, per cui in TUTTE le sceneggiature che vedono un personaggio vittima di un mostro, tocca sentire la frase «So badare a me stesso/a» subito prima di essere ucciso. A parte Rambo, nessuno sa badare a se stesso, neanche Stallone che lo interpreta!

Facendo e dicendo cose stupide, Meg vive la sua stupida vita in modo stupido: diciamo che è finita nel film giusto. Intanto sul caso dell’assassino defenestratore indaga la coppia malassortita formata dal tenente Lazaro (Billy Dee Williams), che fa il gagliardo senza motivo, e il suo collega Colton (Currie Graham), dal taglio di capelli che grida vendetta al Cielo. Avere la faccia da dementi decerebrati spiega perché le loro indagini siano ferme, senza alcuna speranza di beccare il maniaco.

Ad un certo punto Meg fa una cosa stupida di troppo e finisce vittima del defenestratore, ma si salva. Risvegliatasi in ospedale, però, si ritrova senza memoria, così delude i due detective che finalmente erano convinti di avere una pista da seguire. Ora però – idea fresca e nuovissima – l’assassino non sa che lei è senza memoria e tenterà di ucciderla, ma (indovinate un po’?) Meg sa badare a se stessa…

La Z che Billy Dee Williams secerne da ogni poro si sparge sull’intero cast

La appiccicosa stupidità di questo film è roba da Para-Olimpiadi della Z, siamo di fronte a pezzi da Novanta di quella cioccolata che non sa di cioccolata. Attori palesemente incapaci sono lasciati a se stessi, senza alcuna sceneggiatura a giustificarne la presenza, così abbiamo lunghe scene senza alcun senso con pseudo-attori che fissano il vuoto.

Però attenzione, perché la sedicente sceneggiatura ha il colpone di scena finale, che in mano a gente viva avrebbe potuto tirar fuori addirittura un film decente, ma in mano a questi cadaveri ambulanti è del tutto sprecata. Negli ultimi istanti di film si capiscono molte cose che sembravano solo stupide, invece c’era un machiavello dietro: il problema è che l’1% di idea giusta non salva il 99% di spazzatura filmica!



L’ombra del dubbio
(Shadow of Doubt, 1998)
In DVD Cecchi Gori 2001
Disponibile su Prime Video.

Conosco di nome questo film sin dal suo arrivo in Italia, credendo erroneamente fosse un remake di Hitchcock, ma non ero mai riuscito a vederlo: ora che Prime Video me ne ha dato la possibilità, onestamente non credo di essermi perso gran che: forse la storia avrebbe funzionato meglio all’epoca.

Kitt Devereux (Melanie Griffith) è una grintosa avvocatessa di grido che basa la sua fama a Los Angeles sull’essere in pratica l’unica avvocatessa moralmente ineccepibile, anche se il suo passato ha una macchia bella grossa. Dietro un compenso da capogiro le viene chiesto di difendere uno spregevole rapper ispanico, cocainomane e violento, dall’accusa di aver ucciso la figlia di un potente milionario. Un caso che ha dell’impossibile, soprattutto quando esce fuori che la vittima era anche l’amichetta particolare del futuro presidente degli Stati Uniti.

Affrontare casi disperati in tribunale è il pane quotidiano di Kitt, ma il problema è che stavolta dovrà vedersela con il procuratore distrettuale Jack Campioni (Tom Berenger), suo ex amante (o marito, non ho capito), e il fatto che lui le proponga subito un accordo vantaggioso vuol dire una cosa sola: l’accusato è innocente ed è finito in un gioco politico sporco.

Un’avvocatessa grintosa in un mondo di uomini dalla coscienza sporca

Il problema di questo film di Randal Kleiser è che affronta due grandi generi che amo senza però concentrarsi mai su nessuno dei due, incasinando tutto: sembra un legal thriller di quelli buoni, ma in realtà il tempo passato in aula è drasticamente breve; sembra un thriller mozzafiato ma in realtà gli elementi sono così pochi (e scritti male) che neanche sotto questo aspetto funziona. Mettiamola così, è la versione anni Novanta di Doppio taglio (1985) senza riuscire neanche ad allacciare le scarpe a quel capolavoro.

Le trovate di sceneggiatura sono fiacchissime e i “colpi di scena” drammaticamente scontati, tranne quello finale che è così cialtronesco che mentre scorrono i titoli di coda sei lì che mandi a quel paese sia il film che i suoi autori!


L.

– Ultimi film su Prime Video:

Informazioni su Lucius Etruscus

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18 risposte a [Multi-Recensioni] Viva i Novanta su Prime Video (2)

  1. Evit ha detto:

    I dinamitardi ce l’ho sia in VHS che DVD. Ricordo che una volta tra il 1996 e il 1998 passò in TV e a scuola la mattina dopo lo prendemmo tutti in giro. Però l’inizio con la bomba connessa al computer stile Speed (se smetti di scrivere sulla tastiera muori, se finiscono i megabyte di spazio muori!!!) era così scemo e allo stesso tempo così anni ’90 che ancora lo ricordo. Il resto del film tende a svanire dalla mente

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  2. Willy l'Orbo ha detto:

    Mi fai un post carrellata, che inneggia ai Novanta e mi citi pure Cose dell’altro mondo con Hulk baffuto nostro, di’ la verità, vuoi farmi sobbalzare il cuoricino Z, quello che batte all’unisono in noi e in Dee Williams? Ci sei riuscito! 🙂
    Sono stato così vorace nella lettura che devo prendermi un attimo, respirare e…rileggere tutto da capo! 🙂

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  3. Cassidy ha detto:

    Ma davvero esistono ancora copie in giro di “I dinamitardi”? Prime sta proprio raschiando il fondo, lo ricordo come una brutta copia di “Speed” e “Blow away” venuto fuori male. Lorraine Bracco è sempre stata ad un passo dall’essere super famosa, ma oggi viene ricordata come la psicologa dei Soprano, in ogni caso gran rassegna, gli anni ’90 non mollano! 😉 Cheers

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    • Lucius Etruscus ha detto:

      Hai citato un capolavoro, con “Blown Away”, di cui “I dinamitardi” è la versione Z al cubo! Tiravano gli irlandesi artificieri e hanno cercato di sfruttarne l’eco: all’epoca mi sembrò un film passabile, ma visto oggi è davvero devastante.

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  4. Pietro Sabatelli ha detto:

    A questo giro si zoppica, nella maggior parte dimenticabili…

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  5. Sven ha detto:

    Grazie Lucius trovo molto utili e interessanti queste multirecensioni

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  6. Giuseppe ha detto:

    Ed è l’unico -“I dinamitardi”- del gruppone di Prime Video che ricordi di aver visto ai tempi… allora sembrò passabile pure a me, ma oggi come oggi non so se avrei voglia di sperimentarne di nuovo il potenziale esplosivo (mi esploderebbe qualcos’altro, mi sa) 😀

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  7. Pingback: Turbulence 2 (1999) Fear of Flying | Il Zinefilo

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